aggiornato  marzo 2011

Informazioni ed orari      

 

Tempi e Orari scolastici  -  Giunta Esecutiva  -  Consiglio di Istituto  -  Rappresentanti dei Genitori Negli Organi Collegiali
Iscrizioni Alunni  -  Concorso Musicale Alunni Scuole Medie - Scuola e Territorio

Consiglio di Istituto

CONSIGLIO ISTITUTO COMPRENSIVO

GAZZANIGA

TRIENNIO 2009/10 – 2011/12

 

Il Consiglio di Istituto,  composto da:

Dirigente Scolastico (di diritto) Sig. PERANI Giancarlo

Componente Docente (n. 8 rappresentanti eletti)

Componente Genitori (n. 8 rappresentanti eletti)

Componente A.T.A.    (n. 2 rappresentanti eletti)

è effettivamente funzionante con i Sigg.:

componente genitori

Sig.       ROMANO  RUGGERI (Presidente)

Sig.ra    MARA       MAGRI (Vicepresidente)

Sig.ra    LARA        ARIZZI

Sig.ra    MICHELA  EPIS
Sig.ra    ILEANA     GUSMINI
Sig.ra    ELENA      MAFFEIS

Sig.ra    SARA        PEZZALI

Sig.       STEFANO COLOMBO

componente docenti

Prof.ssa     ELISABETTA        CORNA (Segretaria verbalista)

Ins.te         ANNA MARIA      BIAVA
Ins.te        MARIA CARMELA CUTRONI
Ins.te        AUGUSTA             GHERARDI
Ins.te        EMANUELA          GHILARDINI

Prof.ssa    SILVANA               MAUTINO

Prof.ssa    PATRIZIA              ONGARO (Vicaria Dirigente Scolastico)

Prof.ssa    NICOLETTA          PAGANONI

componente A.T.A

Sig.ra        MARTA   CATTANEO
Sig.ra        DANIELA CUNI
 

 

1

IL CONSIGLIO DI ISTITUTO

NELLA SCUOLA

DELL’AUTONOMIA

ISTRUZIONI

Per una partecipazione consapevole (mezzo)

per costruire percorsi (azioni)

per il successo formativo (scopo)

Formazione ai genitori delle scuole - a.s. 2010 – 2011

Sedi: Treviglio Presezzo Albino Bergamo Trescore Balneario Zogno

Chi organizza l’incontro, ripetuto nelle 6 sedi

Gli incontri, in continuità con le iniziative formative precedenti, sono realizzati dalle Associazioni dei Genitori:

AGE (Associazione Genitori) - www.age.it. - AGESC (Associazione genitori Scuole cattoliche) - www.agesc.it.

CGD (Coordinamento Genitori Democratici) - www.genitoridemocratici.it.

GES (Genitori e Scuola) - www.genitoriescuola.it

COOR.CO.GE (Coordinamento dei Comitati dei genitori scuole superiori) www.coorcoge.bergamo.it

in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale (Ufficio X) all’interno della progettazione del Gruppo per la

Collaborazione scuola-famiglie che ha promosso l’iniziativa

Premessa

Conosciamo le fatiche e le soddisfazioni di essere genitori nella scuola: ci si sente a volte timorosi delle conseguenze del

nostro agire, a volte messi lì solo per ascoltare e commentare cose già decise altrove, a volte incompetenti, ma quando si

riesce a costruire un buon rapporto con la scuola e tra genitori, un buon clima di dialogo allora c’è la soddisfazione di

costruire insieme pezzi di percorso (azioni, iniziative)

Conoscere la scuola, sapere come funziona, impararne il ‘vocabolario’ può essere il primo passo per riuscire a lavorare

assieme e quindi per svolgere al meglio il ruolo di rappresentanza.

Come genitori delle associazioni stiamo cercando di affiancare i genitori nel loro ruolo perché non siano soli a costruire

conoscenza, competenza, consapevolezza e per rendere un po’ più facili i loro percorsi.

La partecipazione, nonostante le fatiche e i riscontri non sempre esaltanti nei numeri, è importante. Non come fatto in sé,

quanto per fare da specchio alla scuola, per invitarla a leggere i ragazzi e i contesti, per identificare i bisogni e offrire

occasioni e risposte. Lo scopo di una partecipazione consapevole è infatti di costruire percorsi nella scuola verso il

successo formativo di ciascun bambino/a e ragazzo/a in crescita, di lavorare per offrire tutte le occasioni formative

perché questo sia possibile

Noi siamo a collaborare nella comunità scolastica per i ragazzi, loro sono al centro del nostro impegno e delle nostre

decisioni.

Questa sera l’incontro ha un taglio prevalentemente informativo sul Consiglio di Istituto, l’organo che detta le linee di

indirizzo della scuola.

La serata si articola in tre momenti: uno di premessa, sulla partecipazione, uno specifico –tecnico- sul Consiglio di

Istituto, un terzo dedicato alle vostre domande.

Non è detto che riusciremo a rispondere sempre, perché non siamo tecnici specialisti, ma eventualmente avete la possibilità

di mandare le domande più specifiche allo sportello genitori o direttamente alle associazioni di riferimento:

SPORTELLO GENITORI PER GENITORI c/o UST Bergamo Sabato mattina dalle 9,30 alle 11,30 - Tel.

035/284.117 sportellogenitori@istruzione.bergamo.it

2

UN PO’ DI STORIA della partecipazione

1974

DECRETI DELEGATI

2008

Patto educativo

di Corresponsabilità

1999

AUTONOMIA SCOLASTICA

Dalla gestione

partecipata

Alla partecipazione

come condivisione educativa

per il successo formativo

I genitori sono nella scuola dal 1974, quando sono stati emanati i decreti

delegati per realizzare la partecipazione della comunità alla vita della

scuola.

In quel periodo la scuola dipendeva completamente dallo Stato centrale che

la guidava con programmi uguali per tutti, norme, circolari minuziose. La

comunità della scuola gestiva le risorse. Scopo della presenza dei genitori è

partecipare

Nel 1999 si introduce la legge sull’autonomia che “si sostanzia nella

progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e

istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi

contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei

soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo

Queste tre righe rivoluzionano il senso della partecipazione, che diventa

condivisione per formare con successo i nostri figli/alunni/cittadini.

La comunità condivide un’idea di formazione e le scelte per realizzarla

con successo.

Lo scopo è il successo formativo e la partecipazione ne è il mezzo.

Vedete come questo concetto venga rafforzato anche nei documenti

successivi, come il patto educativo dove la condivisione diventa

corresponsabilità.

3

LA PARTECIPAZIONE

(mezzo per)

LA PARTECIPAZIONE NON E’

UN ADEMPIMENTO

UN ATTO BUROCRATICO

LA PARTECIPAZIONE E’ UN

MODO DI CONDIVIDERE E

FAR CONDIVIDERE SCELTE

Letteralmente nella parola partecipazione troviamo due sfumature di significato

significa “prendere parte” ad un determinato atto o processo; RISVOLTO DI

AZIONE, accento sull’essere parte attiva e propositiva

significa “essere, sentirsi parte” di un organismo, di un gruppo di lavoro, di una

comunità. Risvolto di APPARTENENZA, di relazione, di partenariato, di dialogo,

di clima, di benessere, di fiducia…. Il concetto di lavoro insieme PER

Le parole utilizzate nei documenti della scuola sono molto forti nei

significati.

La partecipazione non può essere quindi solo un atto burocratico “vengo, ma le

cose sono già decise altrove”

Questo non basta pensarlo o saperlo o crederlo, occorre dirselo, trovando il

momento e l’occasione

“Siamo qui, prendiamo parte di questa realtà e di questo organo COLLEGIALE:

diciamoci le aspettative reciproche… (segue)”

4

COSA CONOSCERE

CHI FA COSA

REGOLE E STRUMENTI

QUANDO (I TEMPI)

RISORSE

PERCHE(MOTIVO E SENSO)

Diciamoci:

CHI E COSA : organi, organismi, referenti e compiti (chi siamo, chi sono i

bambini o i ragazzi di questa scuola, quale idea di crescita abbiamo, a che punto

siamo, dove vogliamo arrivare, come….)

REGOLE E STRUMENTI: le regole (norme – regolamenti – prassi) e gli

strumenti a disposizione per fare qualcosa

QUANDO: alcune cose hanno un loro tempo per essere fatte, diamoci dei tempi,

verifichiamo i risultati….

PERCHE’: parte da non dimenticare. E’ importante che il CHI COSA e le

REGOLE e gli STRUMENTI siano un mezzo per realizzare obiettivi e non

diventino l’obiettivo stesso.

RISORSE (oggi dirompente)

La conoscenza è il primo strumento di condivisione

LE AREE DELLA

PARTECIPAZIONE dei genitori

Collaborazione, interazione

􀂄 Area EDUCATIVA

􀂄 Area ORGANIZZATIVA

􀂄 Area della valutazione della QUALITA’

􀂄 Area dell’extra-scuola

􀂄 ....

Coerenza con quanto scritto nel POF

Tendenzialmente succede ancora spesso che la comunicazione si limiti

all’informazione minima, monodirezionale, piramidale, dall’alto verso il basso:

occorre tendere ad aumentare la circolarità (si collabora, si interagisce, c’è scambio,

su alcuni aspetti fondamentali si cercano informazioni e proposte, si valuta

assieme… in un processo decisionale maggiormente condiviso, dialogante,

partecipato)

Cosa serve ai bambini o ai ragazzi di questa scuola? Quali risultati educativi e

formativi vogliamo ottenere? Persona, cittadino, sviluppo delle competenze: cosa

troviamo nel POF? Dove se ne discute, ci si confronta, si dice cosa manca e cosa

occorre rinforzare? Come apprendere meglio superando gli ostacoli?

Partecipazione, informazione, regolamenti,le reti,l’accoglienza, la mensa… Ogni

momento richiede uno sguardo educativo e progettuale

Le contraddizioni vanno segnalate, con gentilezza educazione e rispetto, ma vanno

segnalate. Non cambia tutto subito ma si inizia un percorso

Soprattutto occorre convincersi che non si è soli (dentro la scuola prima di tutto, poi

fuori –associazioni, sportello genitori, altri comitati)

6

ORGANI DI PARTECIPAZIONE

􀂄 il Consiglio d’Istituto con la giunta

esecutiva

􀂄 il Consiglio di Classe e d’Interclasse

􀂄 il Comitato Genitori (organo facoltativo

non collegiale)

􀂄 Organi Territoriali (distretti, consigli

provinciali)

Gli Organi e Organismi principali sono questi e l’interazione e la connessione fra

di essi va il più possibile messa a sistema, oppure possiamo conoscere gli

strumenti, le regole, compilare documenti splendidi, un POF ricchissimo, tanti

progetti che rimangono i libri dei sogni, senza ricaduta.

E’ nelle classi che occorre avere contatti e radici forti, per attingere informazioni

utili: lì sono i ragazzi,le analisi, i bisogni, le risorse, le opportunità, le proposte

progettuali, lì devono ricadere i processi di miglioramento dei risultati formativi

Una piccola riflessione sul territorio, fonte di occasioni formative ed educative

enormi e chiamato in causa sempre più spesso. Non esistono più, non sono stati

rinnovati, gli organi territoriali e non esistono forme di coordinamento e di rete

territoriali consolidate. Le scuole hanno deciso da sé, spesso trasformando

l’autonomia in autarchia e autoreferenzialità.

Questo è stato e continua ad essere un grosso limite

I rappresentanti dei genitori nei consigli di intersezione, di interclasse o di classe

possono esprimere un comitato dei genitori del circolo o dell'istituto. (art. 15

D.L.vo 294/97)

LA COMUNICAZIONE

Piramidale

Unidirezionale

Ti dico cosa

abbiamo deciso

Rendicontazione

Circolarità

Ascolto

Propositività

Su questi temi importanti

assumo informazioni

Condivisione

Interazione, scambio

Come abbiamo già detto

Ancora spesso c’è una realtà verticistica, che tende a rendicontare, a comunicare

decisioni.

Provare a cambiare modalità, a fare rete, costruire relazioni, fare sistema perché

la formazione migliori i suoi risultati

Occorre tendere alla circolarità: allora la partecipazione è significativa e il

riconoscimento reciproco rinforza l’azione comune.

Cogliendo le occasioni o provocandole.

CONSAPEVOLEZZA DI

RUOLO

􀂄 SENSO (finalità della partecipazione)

􀂄 Centralità della persona in crescita

􀂄 Non confondere i mezzi con il fine

􀂄 Rete aiuto, sostegno,

interna/esterna

􀂄 Non tutto si può sapere

Parole di sintesi.

La finalità della partecipazione (fare insieme PER i ragazzi), a cui

ricondurre motivazione, decisioni, proposte, modalità operative, scelte…

Centralità: alunno/figlio che è oggetto e soggetto della formazione, anche

interlocutore attivo e risorsa

Rete interna: lo si vede meglio in una slide successiva; rete esterna: tutte

le connessioni scuola-territorio che consentono offerta formativa, risorse

aggiuntive, di integrare il sistema della formazione, ma anche una rete

provinciale in cui i genitori possono trovare aiuto, sostegno, informazione,

formazione

9

IL CONSIGLIO DI ISTITUTO

Organo di indirizzo e di controllo

Prenderemo in considerazione:

􀂄 LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO

􀂄 LA COMPOSIZIONE

􀂄 I COMPITI

􀂄 GLI STRUMENTI

OBIETTIVI/FINALITÀ

DELLA SCUOLA

In riferimento al tema della serata , il Consiglio di Istituto, cercando di applicare la

premessa. Quindi vedremo:

LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO

LA COMPOSIZIONE

I COMPITI

GLI STRUMENTI

I membri del Consiglio di Istituto nel loro lavoro devono sempre tenere presenti

gli obiettivi/finalità della scuola, in parte stabiliti dallo Stato, in parte definiti

proprio dalla comunità scolastica nella propria autonomia.

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IL CONSIGLIO DI ISTITUTO

􀂄 LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO

􀂄 LA COMPOSIZIONE

􀂄 I COMPITI

􀂄 GLI STRUMENTI

OBIETTIVI/FINALITÀ

DELLA SCUOLA

1° paragrafo: la normativa

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

Decreto legislativo 165/2001

Il dirigente scolastico:

􀀹 assicura la gestione unitaria dell'istituzione,

􀀹 ne ha la legale rappresentanza,

􀀹 è responsabile della gestione delle risorse

finanziarie e strumentali e dei risultati del

servizio

􀀹 relaziona al Consiglio

Il clima più o meno aperto e partecipativo –non possiamo nasconderlodipende

spesso dal dirigente scolastico che può concepire la scuola come

organizzazione burocratica affidata a decisioni verticistiche oppure

facilitare e favorire la costruzione di una vera e propria comunità

scolastica. Il successo partecipativo e le ricadute migliori avvengono nel

secondo caso. La situazione più comune è di dirigenti che chiedono e

consentono la partecipazione, lasciando poi che sia l’imprenditività dei

genitori a darle spessore e significato: è in questo spazio che occorre

imparare a muoversi meglio.

Il dirigente scolastico assicura la gestione unitaria dell'istituzione, ne ha la

legale rappresentanza, è responsabile della gestione delle risorse finanziarie

e strumentali e dei risultati del servizio.

Opera nel rispetto delle competenze degli Organi Collegiali (art 25,

c2) e relaziona periodicamente al Consiglio di Istituto (art. 25, c6)

IL CONSIGLIO DI ISTITUTO

Decreto legislativo 165/2001

Si fa chiaro

il ruolo d’indirizzo

del Consiglio d’Istituto

Si fa più chiaro il ruolo d’indirizzo del Consiglio d’Istituto.

Il C.d’I. dà le linee guida, i principi ispiratori, gli indirizzi generali, le priorità per

realizzare le finalità della scuola, espresse nel POF

Non più solo il luogo delle decisioni di bilancio, che anzi diventa programma

pianificato

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ORGANI DECISIONALI

PARITETICI Decreto legislativo 165/2001

􀂄 il Dirigente scolastico organo di gestione

􀂄 il Consiglio di Istituto organo di indirizzo e di controllo

􀂄 il Collegio Docenti organo tecnico

Nella gestione della scuola vi sono diversi organi decisionali paritetici

Art. 4 d.lgs 165/01:

“principio della distinzione tra indirizzo e controllo da un lato e gestione

dall’altro” per le amministrazioni pubbliche

Il dirigente scolastico:

- assicura la gestione unitaria dell'istituzione,

- ne ha la legale rappresentanza,

- è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei

risultati del servizio

- relaziona al Consiglio

Il dirigente presenta periodicamente al consiglio di istituto motivata

relazione sulla direzione e il coordinamento dell'attività formativa,

organizzativa e amministrativa al fine di garantire la più ampia

informazione e un efficace raccordo per l'esercizio delle competenze

degli organi della istituzione scolastica.

Si fa più chiaro il ruolo d’indirizzo del Consiglio d’Istituto.

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LA NORMATIVA

di riferimento

􀂄 1974, D.P.R. 416: istituzione degli OO.CC.

“per realizzare la partecipazione della

comunità alla vita della scuola”

􀂄 1975, C.M. 105: Applicazione regolamento

tipo nelle more dell’adozione del

regolamento interno

􀂄 1991, Ord.Min. 215: elezioni degli organi

collegiali

􀂄 1994, D. Lgs. n. 297: Testo Unico in

materia di istruzione

1974, D.Del. – istituiscono gli OO.CC. “per realizzare la partecipazione della

comunità alla vita della scuola”

1975, C.M. 105: “Applicazione del regolamento tipo nelle more dell'adozione del

regolamento interno”

1991, O.M. 215: “Testo unificato delle disposizioni concernenti le elezioni degli

organi collegiali a livello di circolo-istituto”

1994, D. L.ivo n. 297 – “Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di

istruzione”

Non è un elenco esaustivo. Qui citiamo le leggi principali, ma –se volete- c’è una

guida molto completa e facilmente consultabile al sito

www.edscuola.it/archivio/famiglie/famsportello.html

(ci trovate alcune guide specifiche e diverse FAQ)

Altri approfondimenti li trovate sui siti delle varie associazioni dei genitori

15

LA NORMATIVA

di riferimento

􀂄 1997, Legge 59 – Legge Bassanini.

Riforma pubblica amministrazione.

􀂄 1999, DPR 275 – Regolamento recante

norme in materia di Autonomia Scolastica

􀂄 2001, D.I. 44 – Regolamento contabile che

trasforma il mero bilancio in Programma

Annuale, strettamente collegato al POF

􀂄 2001, D.Lgs. 165: Art. 4 c. 4 (organi di

vertice) Art. 25 ( Dirigenti delle istituzioni

scolastiche)

1997, Legge 59 (Legge Bassanini) Legge sul riordino delle pubbliche amministrazioni da

cui deriva il regolamento della Autonomia Scolastica.

1999, DPR 275 – Regolamento recante norme in materia di Autonomia Scolastica quale

MEZZO per garantire, attraverso “interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo

sviluppo della persona umana”, il SUCCESSO FORMATIVO dei soggetti che ad esse si rivolgono.

(La legge sulla autonomia scolastica è citata nella costituzione dopo la riforma del Titolo V all’art 117:

(…)Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a:

rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni;

commercio con l'estero;

tutela e sicurezza del lavoro;

istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della

istruzione e della formazione professionale;

professioni;

2001, D.I. 44 – Regolamento contabile che trasforma il mero bilancio in Programma

Annuale, strettamente collegato al POF

2001, D.L.ivo 165 – sulle Competenze del Dirigente Scolastico

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IL CONSIGLIO DI ISTITUTO

􀂄 LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO

􀂄 LA COMPOSIZIONE

􀂄 I COMPITI

􀂄 GLI STRUMENTI

OBIETTIVI/FINALITÀ

DELLA SCUOLA

2° step, veloce

COMPOSIZIONE del CdI

FINO A 500 ALUNNI:

􀀹 14 membri

􀀹 6 docenti

􀀹 1 ATA

􀀹 6 genitori ( o 3-3

genitori/studenti)

􀀹 Dirigente scolastico

PIU’ DI 500 ALUNNI:

􀀹 19 membri

􀀹 8 docenti

􀀹 2 ATA

􀀹 8 genitori ( o 4-4

genitori/studenti)

􀀹 Dirigente scolastico

Alla prima riunione deve essere eletto

il Presidente del Consiglio di Istituto

Alla prima riunione deve essere eletto il Presidente del Consiglio di

Istituto, scelto tra la componente genitori.

Alla votazione partecipano tutte le componenti

Le elezioni dei membri del Consiglio di Istituto avviene mediante la

presentazione di liste. Ogni lista di candidati definisce un programma di

intenti e viene presentata da almeno 20 sostenitori.

Possono essere elette persone di liste diverse e quindi con obiettivi

diversi. Importante è riuscire a creare coesione tra i genitori eletti e, degli

argomenti più importanti, è utile discutere prima della riunione del

consiglio di istituto.

E’ possibile per Comitato Genitori e/o Associazione Genitori presentare

una propria lista. In ogni caso, come vedremo, la sinergia fra genitori del

consiglio, i rappresentanti riuniti nel Comitato/Associazione Genitori, i

genitori attivi nella scuola è fondamentale per far funzionare

rappresentanza e partecipazione

18

COMPOSIZIONE - la Giunta

È fondamentale un collegamento almeno fra

genitore/i in Giunta e Presidente

􀀹 1 Docente

􀀹 1 ATA

􀀹 2 Genitori (o 1 genitore e 1 studente)

􀀹 Dirigente scolastico

che ne è il Presidente

􀀹 DGSA (Direttore Generale Servizi Amministrativi)

GIUNTA E

PRESIDENTE

definiscono

l’ORDINE del

GIORNO

Il genitore o i genitori in giunta devono avere una stretta connessione con il presidente di

istituto e con gli altri genitori (il comitato/l’associazione) perché questo è il luogo dove

vengono portate le proposte di decisione, dove si fanno le prime valutazioni dei bisogni e

delle situazioni, dove si conoscono in anticipo i temi che verranno poi discussi in Consiglio.

Hanno quindi un ruolo delicato e fondamentale nella rete fra genitori e nel chiedere/fornire

la documentazione necessaria sui punti all’ordine del giorno.

Alle riunioni di Giunta può ,ed è buona prassi, essere invitato il Presidente del Consiglio di

Istituto. È fondamentale un collegamento fra genitore/i in giunta e Presidente (almeno)

La Giunta definisce e prepara i lavori del Consiglio e quindi dà al Presidente del Consiglio

di Istituto i punti per definire l’ordine del giorno

Molte scelte non sono normate dalla legge, ma POSSONO essere funzionali ad un lavoro

migliore. Possono quindi entrare dentro il regolamento di istituto, perché rimangano come

buone prassi anche al cambio delle persone

Ogni scuola è infatti autonoma nel regolamentare queste “possibilità” . Se le prassi e le

consuetudini non sono scritte non sono vincolanti. Ad esempio alcune scuole prevedono

che il presidente partecipi alle riunioni di Giunta, altre scuole prevedono un numero minimo

di incontri, ecc ecc.

Il regolamento viene presentato, discusso, deliberato, eventualmente modificato e integrato

in Consiglio di Istituto

19

Il Presidente convoca il Consiglio

􀂃 su richiesta del presidente della giunta esecutiva (il Dirigente),

􀂃 su richiesta di almeno un terzo dei membri del Consiglio.

􀂃 su sua iniziativa se la richiesta proviene da meno di un terzo dei membri del consiglio

CONVOCAZIONE del CdI

Il Presidente del Consiglio di Istituto

convoca il Consiglio stesso predisponendo l’ordine del giorno

Alla convocazione devono (dovrebbero!) essere allegati anche i documenti

che devono essere discussi. Altrimenti come è possibile per i genitori

poter dare un giudizio?

Anche l’argomento della documentazione può essere regolamentato (ed è

opportuno che lo sia!)

20

IL CONSIGLIO DI ISTITUTO

􀂄 LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO

􀂄 LA COMPOSIZIONE

􀂄 I COMPITI

􀂄 GLI STRUMENTI

OBIETTIVI/FINALITÀ

DELLA SCUOLA

3° passo: entriamo nell’essenza dei compiti del consiglio

Un elenco più particolareggiato è tra la documentazione allegata

COMPITI del CdI

􀂄 approva il REGOLAMENTO di Istituto

􀂄 elabora gli indirizzi generali per il POF, adotta

il POF

􀂄 approva il Programma Annuale ed il Conto

Consuntivo

􀂄 delibera su impegni assunti dalla scuola e

relazioni con altri soggetti

􀂄 delibera i criteri per l’attività negoziale del

Dirigente Scolastico

􀂄 indica i criteri generali per la formazione delle

classi, l’assegnazione dei docenti,

l’adattamento dell’orario delle lezioni

(flessibilità)

Consiglio di Istituto: Compiti

LETTURA COORDINATA DI TESTO UNICO (297/94) – REGOLAMENTO

AUTONOMIA (DPR 275/99) - D.I. 44/2001(REGOLAMENTO CONTABILE)

– D.L. 165/2001 (PROFILO DEL DIRIGENTE) e D.L. 59/2004 (RIFORMA

SCOLASTICA)

22

IL REGOLAMENTO DI ISTITUTO

Il Consiglio di Istituto approva il

regolamento di istituto, che detta le

regole e le procedure per il

funzionamento della scuola.

Disciplina modalità di elaborazione e

revisione del “Patto educativo

In esso è utile confluiscano anche le buone

prassi di ogni scuola adotta.

Il Consiglio di Isitituto approva il regolamento di istituto, che detta le regole e le

procedure per il funzionamento della scuola.

Ad esempio:

per entrata e uscita degli alunni

per l’uso degli spazi

di disciplina

per viaggi e visite di istruzione

modalità di partecipazione; informazione…

Nel regolamento è utile confluiscano anche tutte le buone prassi che ogni scuola

adotta.

Tutte le buone prassi che si realizzano nelle scuole per facilitare partecipazione,

accoglienza, modalità di confronto, …potrebbero essere descritte nei regolamenti, per

non disperderne il patrimonio al cambio delle persone

In caso non venga approvato un regolamento, deve essere applicato il

regolamento tipo come da CM 105/1975

Il patto educativo è introdotto con l’art.5-bis dello Statuto degli studenti e delle

studentesse

23

IL REGOLAMENTO DEL CdI

E’ buona prassi che il regolamento di

istituto comprenda anche il

Regolamento del Consiglio di Istituto

che detta le regole e le procedure per il

funzionamento delle riunioni del

consiglio stesso.

Accesso ai documenti

In questa parte del regolamento si stabilisce come si vuole far funzionare il

Consiglio stesso: si può definire per esempio che i documenti devono essere

consegnati con la convocazione, si possono inserire le modalità di

pubblicizzazione del verbale delle sedute, e tutto quanto può essere utile per

migliorare l’efficienza organizzativa del consiglio di Istituto

Accesso ai documenti: ogni componente del Consiglio può chiedere di visionare i

documenti relativi all’organo di cui fa parte. In particolare è opportuno avere:

Il regolamento

Il POF

Il programma annuale con le relative relazioni (vedi slides successive

sull’argomento)

I verbali approvati (firmati da segretario e presidente del Consiglio)

24

FOCUS su...

Il POF

ed il Programma Annuale

due documenti importantissimi nella

vita della scuola

POF:carta d’identità

dell’Istituto (DPR 275 art. 3)

Il POF è elaborato dal collegio docenti

tenendo conto

􀂄 degli indirizzi generali definiti dal

Consiglio di Istituto

􀂄 delle scelte generali di gestione e di

amministrazione definiti dal Dirigente

􀂄 delle proposte e dei pareri formulati

dagli organismi e dalle associazioni anche di

fatto dei genitori ...

Il POF è elaborato tenendo conto

degli indirizzi generali (principi ispiratori, finalità…) definiti dal Consiglio di

Istituto tenendo conto delle esigenze e dei bisogni del territorio, delle

famiglie e dei soggetti coinvolti

delle scelte generali di gestione e di amministrazione definiti dal Dirigente

(priorità, risorse, obiettivi …) tenendo conto degli indirizzi del CdI

tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi

e dalle associazioni anche di fatto dei genitori ...

Il Piano dell’offerta formativa è reso pubblico e consegnato agli

alunni e alle famiglie all’atto dell’iscrizione.

Può essere integrato e rivisto ogni anno

26

IL CIRCUITO DECISIONALE DEL POF

Indirizzi generali del Consiglio di Istituto

Analisi delle risorse e delle esigenze del territorio, delle famiglie ma soprattutto degli alunni

Elaborazione del Collegio Docenti

Adozione da parte del Consiglio di Istituto

Controllo costante dei risultati

Proposte e pareri

Consegna all’atto

di iscrizione

E’ un processo circolare.

È elaborato dal Collegio Docenti

Contiene indicazioni sugli“interventi di educazione, formazione e istruzione

mirati allo sviluppo della persona” e finalizzati al raggiungimento del successo

formativo

Il POF è elaborato tenendo conto

degli indirizzi generali definiti dal Consiglio di Istituto

delle scelte generali di gestione e di amministrazione definiti dal

Dirigente

delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle

associazioni anche di fatto dei genitori ...

Il POF può essere integrato e rivisto ogni anno, apportando migliorie e

adattandolo alle esigenze che emergono.

Ruolo dei genitori nella scuola per poter portare le esigenze/ le proposte di

modifica (comitato genitori, raccordo tra le componenti, commissioni miste,

indagini sulla qualità della scuola, questionari, …)

27

Consiglio di Istituto e POF

􀂄 individua gli indirizzi generali per l’elaborazione del

POF

􀂄 definisce le linee portanti che ispirano l’offerta

formativa

􀂄 stabilisce delle priorità che indicheranno dove

vanno le risorse

􀂄 valuta e segnala gli aspetti che necessitano di

attenzione

􀂄 adotta il POF formalmente, verificando che gli

indirizzi generali siano concretizzati

individua gli indirizzi generali per l’elaborazione del POF

definisce le linee portanti che ispirano l’offerta formativa (lavoriamo

perché i bambini di questa scuola siano …sappiano…possano…)

Stabilisce delle priorità che indicheranno dove vanno le risorse

Valuta e segnala gli aspetti che necessitano di attenzione

Adotta il POF formalmente, verificando che gli indirizzi generali

siano concretizzati

il POF viene elaborato e modificato dal Collegio Docenti recependo le

istanze ed i bisogni formativi della comunità, delle istituzioni, del territorio,

delle associazioni, dei genitori e degli studenti. Ciò non toglie che il

passaggio in Consiglio ne determina una responsabilità di Istituto,

fornendo idea sull’educazione e la formazione che in quella scuola viene

offerta, identificando una capacità progettuale evidente oppure di profilo

basso

28

IL PROGRAMMA ANNUALE

Il programma annuale (ex bilancio) è il

documento finanziario della scuola. Deve

rispecchiare e essere coerente con il Piano

dell’Offerta Formativa

Cambia il modo di gestire le risorse da

RISORSE DISPONIBILI COSA FARE

a

COSA FARE CERCO LE RISORSE

Il ruolo dei genitori rispetto al programma annuale consiste

soprattutto nel verificare la coerenza tra il programma annuale

(come utilizzo i soldi) e i bisogni / obiettivi definiti nel POF

Il passaggio fondamentale che si è avuto dal bilancio al programma

annuale è il modo di gestire le risorse:

Nel BILANCIO si elencavano le risorse e si decideva cosa fare con quelle

risorse

Nel PROGRAMMA ANNUALE si definisce cosa la scuola deve fare per

garantire l’offerta formativa definita nel POF e quindi si ricercano le risorse

per attuarlo (poi la distinzione tra i momenti non è così manichea: le

risorse rimandano anche a una scelta di priorità, con criteri di efficienza e

di efficacia, oltre che di economicità)

29

IL PROGRAMMA ANNUALE

Il programma annuale è accompagnato da alcune

relazioni predisposte dal Dirigente e dalla Giunta

•Relazione accompagnatoria del Programma

Annuale; schede dei Progetti

Relazione sullo stato di attuazione del programma

Relazione Conclusiva che accompagna il Conto

Consuntivo

La correttezza formale è certificata dai Revisori dei Conti

Si diceva che il Dirigente RELAZIONA periodicamente al Cons. d’istituto sull’attività

realizzata e i risultati raggiunti dall’Istituto. Non sempre questo avviene. Concordare

le modalità e la quantità degli incontri è sempre possibile e auspicabile, tuttavia questi

tre passaggi sono obbligati. Almeno in occasione dell’analisi delle relazioni

sull’andamento del programma è fondamentale chiedere un confronto serio ed una

lettura attenta sia in giunta che in consiglio. Gli elementi da considerare non sono tanto

o solo quantitativi (rispetto a entrate e spese), ma soprattutto qualitativi, rispetto al

POF e ai risultati raggiunti. Questo approfondimento serve a identificare i punti di

criticità e di eccellenza, individuando così le priorità su cui investire per il programma

successivo o le attenzioni da richiedere al collegio docenti nella stesura del POF

successivo

Il programma annuale deve essere accompagnato da alcune relazioni predisposte dal

Dirigente e dalla Giunta

Relazione accompagnatoria del Programma Annuale; schede dei Progetti (31

ottobre-15 dicembre; tassativamente entro metà febbraio oppure la scuola viene

commissariata).

Relazione sullo stato di attuazione del programma (entro giugno)

Relazione Conclusiva che accompagna il Conto Consuntivo (entro il 30 aprile si

valuta il programma dell’anno precedente, definendo gli obbiettivi realizzati

rispetto a quelli ipotizzati e collegati al POF, descritti nella prima relazione)

Controllo e valutazione

􀂄 Tra programma annuale e POF

􀂄 Per l’equilibrio delle spese

􀂄 Tra progetti attivati e loro ricadute

Le relazioni accompagnatorie come

strumento e occasione di

confronto

Esistono quindi opportunità di programmazione, monitoraggio,

verifica e valutazione collegati a questi momenti specifici in cui si

possono:

-identificare gli obiettivi e le priorità definite, connesse al POF, alla

fine valutare se e come sono stati raggiunti (tutto è descritto nelle

relazioni: già in giunta è opportuno richiedere e approfondire)

-confronto e valutazione dei risultati ottenuti, ipotesi di nuove

esigenze o modifiche…..

Se questo non si capisce dalla relazione, occorre chiedere

chiarimenti e informazioni a completamento.

Nel tempo dedicato ai lavori del Consiglio, questi tre momenti

sono fondamentali: meglio arrivare con informazioni, dati,

richieste, proposte, attenzioni agli aspetti formativi,

organizzativi, di progettazione, da migliorare nei plessi e

nell’istituto, per perseguire la coerenza con il POF e gli

obiettivi previsti

E’ utile coinvolgere in questo lavoro di lettura comparata tra POF e

relazioni al programma annuale i rappresentanti di classe, attraverso

l’organismo che li include, il COMITATO GENITORI.

31

Programma Annuale

COSE MINIME DA SAPERE

ENTRATE VINCOLATE: è definito per cosa

devono essere spesi

ENTRATE NON VINCOLATE: non è definito

per cosa devono essere spesi

SPESE SU CUI NON E’ POSSIBILE UNA

CONDIVISIONE (Es. Stipendi)

SPESE SU CUI E’ POSSIBILE UNA

CONDIVISIONE (Es. Progetti)

Si possono chiedere spiegazioni al dirigente

e al DGSA

Per poter cominciare a discutere del programma annuale e poter come

genitori all’interno del consiglio di istituto verificare se il programma

annuale rispecchia il POF si devono conoscere tecnicamente almeno due

cose:

Che esistono soldi con spesa vincolata o no

Che esistono spese su cui non vi è spazio per il confronto (es.

stipendi) e spese su cui ci si può confrontare e chiedere di

condividere le scelte (es. progetti oppure utilizzo dei fondi dei genitori,

oppure rispetto all’equilibrio generale delle spese, sulle priorità….)

E’ buona cosa chiedere al Dirigente e al DGSA di spiegarvi su quali spese

vi è spazio per il confronto: il primo luogo in cui fare chiarezza e

informazione è proprio il Consiglio stesso

32

IL CIRCUITO DECISIONALE

DEL PROGRAMMA ANNUALE

Verifica della coerenza del programma annuale con le indicazioni del CdI e con il POF

Predisposizione del Programma Annuale (DS e Giunta)

Approvazione da parte del Consiglio di Istituto

Controllo costante dei risultati

Relazione conclusiva

Anche in questo caso è un processo circolare

Problema della sfasatura tra programma annuale (il bilancio è stilato su

base annuale in base al calendario solare 1/1 – 31/12) e POF (calendario

scolastico settembre-giugno)

Il programma annuale (ex bilancio) è il documento finanziario della scuola.

E’ redatto dal Dirigente e in esso è inserita la gestione finanziaria della

scuola.

Devono essere definite:

tutte le voci di entrata (anche delle famiglie, nell’aggregato 5), con

eventuali vincoli di spesa

tutte le voci di uscita tra cui il finanziamento ai singoli progetti

Traduce in numeri il progetto della scuola:

deve rispecchiare e essere coerente con il Piano dell’Offerta

Formativa

33

Consiglio di Istituto

PROGRAMMA ANNUALE

APPROVA il programma annuale

tenendo conto:

􀂄 degli obiettivi prioritari per

l’impiego coerente delle risorse

􀂄 della conoscenza delle entrate

(anche dalle famiglie)

􀂄 della coerenza con il POF

APPROVA il programma annuale (dal 31 ottobre al 15 dicembre: date mai

rispettate) tenendo conto:

- degli obiettivi prioritari per l’impiego coerente delle risorse

- della conoscenza delle entrate (anche dalle famiglie)

- verifica che i finanziamenti ai progetti siano coerenti con il POF

secondo criteri di efficienza ed efficacia ed economicità

34

IL CONSIGLIO DI ISTITUTO E

I POTERI DI VERIFICA E

CONTROLLO

􀂾 Il Consiglio VERIFICA, entro il 30 giugno

le disponibilità finanziarie e lo stato di

attuazione del programma annuale,

tenendo conto di eventuali MODIFICHE

􀂾 Il Consiglio può apportare MODIFICHE al

programma annuale su proposta della

Giunta Esecutiva o del Dirigente

􀂾 Verifica i risultati conseguiti e indica gli

obiettivi per l’anno successivo al Collegio

Docenti

Il Consiglio VERIFICA, entro il 30 giugno, le disponibilità finanziarie e lo

stato di attuazione del programma annuale, tenendo conto di eventuali

MODIFICHE sulla base di apposito documento del DS o del DGSA

Il Consiglio può apportare MODIFICHE al programma annuale, anche al

di fuori del suddetto momento di verifica, su proposta della Giunta

Esecutiva o del DS

Verifica i risultati conseguiti e riprende o modifica o integra gli obiettivi

per l’anno successivo dando indicazioni al Collegio Docenti (meglio entro

il 30 aprile dell’anno successivo). Può stabilire nuove linee di indirizzo

La relazione accompagnatoria illustra l'andamento della gestione e i

risultati conseguiti rispetto agli obiettivi programmati,confronto tra

gli obiettivi prefissati e i risultati raggiungibili e…..raggiunti

MISURA LO SCARTO TRA PREVISIONE E REALIZZAZIONE fin qui

Le date

􀂄 Entro il 15 dicembre – Programma

annuale e relazione accompagnatoria.

Termine perentorio il 14 febbraio

􀂄 Entro il 30 giugno – monitoraggio

stato di attuazione del programma

􀂄 Entro il 30 aprile dell’anno successivo

– consuntivo e relazione conclusiva

Le date per l’approvazione, il monitoraggio, e il consuntivo del

programma annuale

Verso il bilancio sociale

Rendicontare per ripensarsi

-La scuola si interroga sull’esistente, in termini

di efficienza ed efficacia

-Verifica la propria coerenza progettuale e

formativa

-Verifica l’ottimizzazione delle risorse disponibili

-Valuta i risultati rispetto agli obiettivi

-Progetta il miglioramento, attivando processi di

cambiamento

Alcune scuole stanno provando a formulare un bilancio sociale, come

rendicontazione che coinvolge l’intera comunità, scolastica e non.

È un percorso di attenzione ai bisogni e alle risorse

Di conoscenza approfondita e riscoperta della collegialità

Di processo di autoanalisi e di qualità

Di rendicontazione rispetto al successo formativo realizzato

È solo uno strumento, ma le implicazioni sono notevoli perché introduce

atteggiamenti di ricerca e progettazione pianificata.

Come per il POF la sua ricaduta dipende dal processo di costruzione

consapevole, non solo per fare marketing pubblicitario

37

IL CONSIGLIO DI ISTITUTO

􀂄 LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO

􀂄 LA COMPOSIZIONE

􀂄 I COMPITI

􀂄 GLI STRUMENTI

OBIETTIVI/FINALITÀ

DELLA SCUOLA

Ultimo passaggio

38

GLI STRUMENTI

Di costruzione condivisa, di conocenza:

􀀹Regolamento

(e/o Carta dei Servizi

DIR.254/1995)

􀀹Programma

annuale

􀀹POF

Di interazione

e co-decisione:

􀂾Le Commissioni miste

􀂾Le delibere

􀂾Le Reti e le Relazioni

Di conoscenza, (costruiti insieme. Si trovano già costruiti nel tempo: sono da

leggere e conoscere per verificare l’attualità e l’efficacia, per ragionarci):

Regolamento (e/o Carta dei Servizi); Programma annuale; POF

Di interazione e co-decisione:

Le Commissioni miste. Sono efficaci per darsi il tempo della conoscenza

comune, della ricerca, del confronto, della proposta e progettazione

condivisa sui temi più complessi e per rendere il momento della decisione

più consapevole

Le delibere. Sono decisioni vincolanti di cui la comunità scolastica deve tenere

conto

Le Reti e le Relazioni (vedi slides successive)

Le delibere possono riguardare ciascuno dei compiti di indirizzo, di buona gestione

economica, di organizzazione Oltre alle delibere necessarie per l’andamento della scuola,

possono essere fatte delibere che danno direttive di indirizzo (ad es come usare ore extra

dei docenti) e soprattutto sui progetti finanziati (che sono la realizzazione pratica di

quanto il POF teorizza) può dire la sua in modo determinato

Genitori

Territorio

DIRIGENTE

CONSIGLIO DI

ISTITUTO

GIUNTA

ATA

STUDENTI

COLLEGIO DOCENTI

RAPPRESENTANTI

Consigli di classe e di interclasse formulano proposte per:

L’azione educativa

La sperimentazione

Per agevolare i rapporti tra le componenti

ASSOCIAZIONE

GENITORI COMITATO*

GENITORI

Questa rete è importante conoscerla e valorizzarla nel momento in cui si affrontano i compiti del

consiglio

Come interagire: dentro la “rete”

-Lettura dei bisogni, definizione delle priorità, coerenza dei progetti, segnalazione di

“mancanze” e di opportunità, collegamento fra POF e programma (che porti verso una

scuola progettata)

-risorse

-monitoraggio e proposta (co.ge.)

-autoanalisi e valutazione, retroazione

In questa ottica il miglior presidente può fare poco da solo: occorre che la visione sia

complessiva, di istituto, e che tenga conto della realtà di ciò che si realizza nelle classi: è lì che

partono i bisogni, si leggono le risorse e i progetti, si vedono i risultati, si realizzano buone prassi.

Nella rete scolastica è fondamentale il comitato genitori, come luogo e spazio del racconto,

dell’analisi, della valutazione, del parere, della proposta, della progettazione per il miglioramento

possibile. Attraverso un buon comitato passa verticalmente la conoscenza e la progettualità (dalle

classi agli organi decisori) e ricadono positivamente le scelte (dai docenti, dal dirigente e dal

consiglio nelle classi). Migliora la possibilità di pensare insieme e meglio, di ottenere risultati

positivi, di acquisire consapevolezza ed esperienza. Aumenta la circolarità.

Non è semplice perché implica relazioni vere, aperture al confronto e disponibilità

reciproche, ma è la strada per consentire le condizioni migliori per il successo formativo

*Il Comitato Genitori in molti istituti funziona come o è un’associazione che gestisce risorse

importanti per la scuola e i suoi alunni. A volte il comitato e l’Associazione dei genitori della

scuola sono due organismi separati ma connessi, entrambi riconosciuti

40

LE RETI nella scuola

Territorio

CONSIGLIO DI

ISTITUTO

GIUNTA

Studenti

COLLEGIO DOCENTI

DIRIGENTE

Consigli di classe e di interclasse in formulare proposte per:

L’azione FORMATIVA

La sperimentazione

Per agevolare i rapporti tra le componenti

COMITATO STUD..TESCO

RAPPRESENTANTI

Soprattutto nella scuola superiore occorre valorizzare il protagonismo

studentesco che svolge lo stesso nostro percorso nel processo di

elaborazione, proposta, indirizzo, monitoraggio, valutazione,

cambiamento.

È una palestra formidabile per costruire competenze sociali, progettuali,

organizzative a cui diamo un forte esempio, di partecipazione attiva, di

impegno sociale, di cittadinanza

41

IL CONSIGLIO DI ISTITUTO

􀂄 LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO

􀂄 LA COMPOSIZIONE

􀂄 I COMPITI

􀂄 GLI STRUMENTI

OBIETTIVI/FINALITÀ

DELLA SCUOLA

L’ultimo passo infatti ci riporta a loro, agli studenti, allo scopo e

al senso della scuola

42

QUALE SCUOLA?

DPR 275/99 Art. 2 comma 1

”L'autonomia delle istituzioni scolastiche è garanzia di libertà

di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia nella

progettazione e nella realizzazione di interventi di

educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della

persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda

delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti

coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo,

coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del

sistema di istruzione e con l'esigenza di migliorare l'efficacia

del processo di insegnamento e di apprendimento.”

OFFRE MOLTI SPUNTI SULLA SCUOLA

Questo articolo offre molti spunti di riflessione sulla scuola. Ognuno di voi

può leggerlo. Vorrei fare solo due sottolineature…..

43

QUALE SCUOLA?

DPR 275/99 Art. 2 comma 1

“mirati allo sviluppo della

persona umana

DPR 275 / 99 Art 2 comma 1:

Mirato allo sviluppo della PERSONA UMANA e quindi tenendo conto di tutti

gli aspetti che coinvolgono l’alunno, personali, culturali, di contesto, di

benessere, di autostima,…..

“mi chiedono sempre cosa so ma non come sto”.

Gli interventi devono essere “adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle

famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, ”

44

QUALE SCUOLA?

DPR 275/99 Art. 2 comma 1

”al fine di garantire loro

il successo formativo,”

Ecco perché la partecipazione al Consiglio non può essere l’esercizio di un ruolo

burocratico-formale: scadenze, tempi ristretti di discussione, pochi incontri,

documenti complessi con poco tempo per approfondimenti...ne sono un sintomo

Per non perdere di vista il senso della partecipazione come genitori al consiglio, è

importante mantenere sullo sfondo il senso della propria azione.

Scuole paritarie-Legge 62/2000

􀂄 progetto educativo dell'istituto in armonia con i

principi della Costituzione;

􀂄 Pof conforme agli ordinamenti e alle disposizioni

vigenti;

􀂄 organi collegiali eletti e operanti secondo principi

democratici;

􀂄 accettazione di chiunque si iscriva alla scuola, anche dei soggetti

portatori di handicap;

􀂄 corsi completi a partire dalla prima classe del rispettivo ciclo;

􀂄 docenti in possesso di titolo di abilitazione riconosciuto dallo

stato italiano;rispetto dei contratti nazionali di lavoro;

􀂄 possesso della titolarità della gestione e bilancio reso pubblico;

􀂄 arredi, attrezzature didattiche e locali, conformi alla legge

Nelle scuole paritarie il Consiglio di Istituto può funzionare in modo

diverso: non si occupa di aspetti finanziari, ma solo delle linee di indirizzo

per la scuola.

Ha una forte valenza consultiva e, appunto, di indirizzo.

La complessità del ruolo per i genitori è identica.

Approfondimenti

Il programma annuale: entrate, spese (47-57)

Il regolamento tipo (58-59)

Linee di indirizzo per il POF(esempi – 60-67)

Decreto n° 44 – 2001:

Come sono aggregate entrate e spese

ENTRATE

O4 ALTRI FINANZAIMENTI VINCOLATI

03 ALTRI FINANZAIMENTI NON VINCOLATI

02 DOTAZIONE PEREQUATIVA

01 DOTAZIONE ORDINARIA

02 FINANZIAMENTO DALLO STATO

02 VINCOLATO

01 NON VINCOLATO

O1 AVANZO DI AMMINISTRAZIONE

AGGREGATO VOCE ENTRATE

AGGREGATO 1: L’AVANZO DI AMMINISTRAZIONE SPESSO HA

IMPORTI NOTEVOLI DOVUTI AD ENTRATE CHE LA SCUOLA

DOVREBBE RICEVERE DALLO STATO PER IMPEGNI DI SPESA

PRECEDENTEMENTI SOSTENUTI. Questa voce comprende gli AVANZI di

cassa DELL’ANNO PRECEDENTE, + entrate dovute ma non percepite,- spese

dovute ma non pagate. Tendenzialmente una buona programmazione dovrebbe

tendere ad avanzo zero

Chiedere delucidazioni e come si è formato l’avanzo

I fondi assegnati dallo Stato sono destinati allo svolgimento

delle attività di istruzione, di formazione e di orientamento

proprie dell'istituzione interessata, come previste ed

organizzate nel piano dell'offerta formativa (P.O.F.).

O6 ALTRE ISTITUZIONI

04/05 COMUNE NON VINC./VINCOLATI

02/03 PROVINCIA NON VINC./VINCOLATI

01 UNIONE EUROPEA

04 FINANZIAMENTI DAGLI ENTI LOCALI

01 ………VOCI COME PER LO STATO

03 FINANZIAMENTO DALLA REGIONE

AGGREGATO VOCE ENTRATE

AGGREGATO 3-4: entrate da altre istituzioni

O4 Attività convittuali

03 Attività in conto terzi

02 Azienda speciale

01 Azienda agraria

06 PROVENTI DA GESTIONI ECONOMICHE

02 VINCOLATO

01 NON VINCOLATO

O5 CONTRIBUTI DA PRIVATI

AGGREGATO VOCE ENTRATE

Aggregati 07-08: altre entrate e mutui

L’aggregato 5 riporta i contributi dalle famiglie (volontari, per l’offerta

formativa, per viaggi e visite di istruzione….)

Le entrate debbono essere imputate a bilancio secondo la volontà espressa dal

versante: molte saranno pertanto vincolate (stipendi, fondo dell'Istituzione

scolastica, aggiornamento, ditta di pulizie, sicurezza, progetto dello Stato;

inserimento alunni extra comunitari o acquisto arredi da parte dell'ente locale;

assicurazione, gite, progetti da parte dei genitori), altre invece (funzionamento

amministrativo e didattico, diritto allo studio, contributo volontario dei genitori,

interessi bancari e postali) possono essere usati liberamente dal Consiglio per

conseguire le finalità del POF.

L’aggregato 6 riguarda quegli istituti che hanno attività economiche ‘proprie’

SPESE

A05 SPESE DI MANUTENZIONE EDIFICI

A04 …SPESE DI INVESTIMENTO………………………

A03 SPESE PERSONALE

A02 FUNZIONAMENTO DIDATTICO GENERALE

FUNZIONAMENTO AMMINISTRATIVO

GENERALE

A01

A ATTIVITà

AGGREGATO VOCE SPESE

Le spese si dividono in spese per Attività e per Progetti

Funzionamento amministrativo (sicurezza, cancelleria, segreteria, registri,

Funzionamento didattico avremo finanziamenti statali per il funzionamento, per

l'aggiornamento e la mensa gratuita per i docenti, i fondi comunali per il diritto

allo studio e i contributi dei genitori, l'assicurazione e le attività didattiche.

Nell’A3–Spese di personale confluiranno i fondi statali vincolati destinati a

retribuzioni e compensi: stipendi supplenti, fondo istituto, ore eccedenti in

sostituzione dei colleghi assenti, funzioni strumentali e incarichi specifici.

A4 e A5 –spese di investimento (laboratori,ad esempio) e manutenzione

(tinteggiatura, riparazioni…)

Z Z01 FONDO DISPONIBILITà DA PROGRAMMARE

FORDO DI RISERVA /max 5% della dotazione

ordinaria)

R

SPESE GESTIONE attività (agrarie,

convittuali,ecc ecc)

G G1-2-3-4

ECC ECC …………………………

P3 Es:PROGETTO FORMAZIONE

P2 ES:PROGETTO EDUCAZIONE ALLA SALUTE

P1 ES: PROGETTO PARTECIPAZIONE

P PROGETTI

AGGREGATO VOCE SPESE

I progetti sono elencati e corredati ciascuno di una scheda esplicativa.

Dovrebbero essere in perfetta linea con il POF e con le priorità/indicazioni

fornite in precedenza dal Consiglio di Istituto

Aggregato Z è un fondo in cui si inseriscono importi da programmare:

l’indicazione è di avere qui un importo pari o vicino allo zero perché la lettura

che se ne compie è di incapacità della scuola ad ottimizzare le risorse in funzione

del POF.

Qui vengono iscritti i fondi da percepire dallo Stato e non porgrammabili fino a

che non verranno effettivamente inviati.

E’ un aggregato che ha mandato in difficoltà molti istituti per far quadrare con

certezza il bilancio

PROGRAMMA ANNUALE

􀂄 L'attività finanziaria delle istituzioni scolastiche si svolge

sulla base di un unico documento contabile annuale (…)

predisposto dal dirigente scolastico (…) e proposto dalla

Giunta esecutiva con apposita relazione e con il parere di

regolarità contabile del Collegio dei revisori, entro il 31

ottobre, al Consiglio d'istituto o di circolo (…). La relativa

delibera è adottata dal Consiglio d'istituto entro il 15

dicembre dell'anno precedente quello di riferimento,

anche nel caso di mancata acquisizione del predetto

parere del collegio dei revisori dei conti entro i cinque

giorni antecedenti la data fissata per la deliberazione

stessa

Dalla legge 44/2001

l’esercizio finanziario

inizia a gennaio

e finisce a dicembre

Le risorse sono strategicamente

pianificate

LO SCOPO è COORDINARE LA PROGETTAZIONE DIDATTICA CON

QUELLA FINANZAIRIA, ma le date sono sfasate rispetto all’anno scolastico

PROGRAMMA ANNUALE

􀂄 Art. 5. Nel programma sono indicate tutte le

entrate, aggregate secondo la loro provenienza

nonché gli stanziamenti di spesa aggregati per le

esigenze del funzionamento amministrativo e

didattico generale, per i compensi spettanti al

personale dipendente per effetto di norme

contrattuali e/o di disposizioni di legge, per le

spese di investimento e per i singoli progetti da

realizzare. Le spese non possono superare, nel

loro complessivo importo, le entrate.

OBIETTIVO: PARTECIPAZIONE

Progetti collegati:

Formazione alla

rappresentanza

Educazione alla salute

Attività elettive degli

studenti

La partecipazione dello studente alla vita

scolastica, sia attraverso assunzione di

responsabilità e fattiva collaborazione

all'interno della classe sia attraverso percorsi

ed esperienze di cittadinanza studentesca che

facilitino la traduzione dei contenuti educativi e

formativi in azioni concrete finalizzate alla

crescita personale, dei singoli gruppi e

dell’intera comunità dell'Istituto. A ciò si

aggiunge il coinvolgimento delle famiglie,

sia attraverso un'attenta e costante

informazione, sia mediante attività di

formazione e partecipazione alle decisioni

fondamentali.

UN ESEMPIO: DAL POF …………..

PROGETTO P01- PROGETTO FORMAZIONE

ALLA RAPPRESENTANZA. Importo: 2100

PROGETTO P05 - PROGETTO EDUCAZIONE

ALLA SALUTE Importo: 6000

PROGETTO Pll- PROGETTO ATTIVITÀ'

PROPOSTE DA STUDENTI Importo: 10000

Ogni progetto è accompagnato da una scheda analitica delle risorse

umane e finanziarie necessarie al raggiungimento degli obiettivi

………… al PROGRAMMA

Per conoscere i progetti, monitorarli, leggerne i risultati è spesso il

comitato Genitori che mantiene le relazioni con i referenti dei

progetti.

Ecco che torna l’importanza della rete di collaborazioni

Regolamento di istituto tipo

1975, C.M. 105 - definisce

Regole per il funzionamento degli Organi Collegiali

(come regolarne l’attività, favorirne il coordinamento,

pubblicizzarne gli atti…)

Regole per il consiglio di Disciplina degli alunni

Regole per il funzionamento di biblioteca, laboratori,

palestre

Regole per la vigilanza in entrata, durante la

permanenza e all’uscita degli alunni

….segue

Regolamento di istituto

…. può riguardare anche

􀂄Regole per viaggi e visite di istruzione

􀂄Regole per costituire il Comitato Genitori

􀂄Regole per…

tutto ciò che si ritiene utile per il buon

funzionamento dell’istituto perché è risultato

una buona prassi.

Vedi anche la Carta dei Servizi

Curare le regole e le buone prassi: in questo modo non si cambia solo

perché cambiail dirigente

Indirizzi per la stesura del POF

(esempi)

􀂄 1. Rilevazione/interpretazione dei bisogni e dei problemi

2. Analisi dei dati e delle risorse

3. Obiettivi formativi generali

4. Principi ispiratori generali (dalla Carta dei Servizi)

5. Priorità didattico-educative ( in particolare tematica portante e

attenzione al recupero dei pre-requisiti nelle classi prime e terze;

in particolare attenzione alla ricerca e scelta delle informazioni,

alla loro comprensione e rielaborazione sintetica, alla capacità di

comunicazione orale; con particolare attenzione a….)

6. Modalità di erogazione del servizio formativo

7. Condizioni organizzative

8. Modalità di interazione con le famiglie per definire il patto

formativo

􀂄 9. Modalità di valutazione dei risultati

10. Appendice di regolamenti e piano delle attività

Criteri per il POF (esempi)

􀂄 Identificazione, anche a seguito dei risultati formativi,

delle linee di attenzione didattico-educative prioritarie

􀂄 Coerenza progettuale complessiva rispetto agli obiettivi e

alle priorità definite.

􀂄 Verifica continua di coerenza tra obiettivi esplicitati e

condotte e strategie adottate per raggiungerli Definizione

di un programma minimo condiviso con attenzione allo

sviluppo delle competenze chiave di cittadinanza

􀂄 parametri che indichino la qualità del servizio scolastico

offerto, nei suoi aspetti organizzativi complessivi.

Criteri didattico-educativi (esempi)

􀂄 • individualizzare l'insegnamento adeguandolo agli stili e ritmi di

apprendimento

􀂄 • impostare i percorsi per guidare l'alunno a sistematizzare e

rielaborare esperienze compiute

􀂄 • progettare interventi di prevenzione del disagio

􀂄 • progettare collegialmente un curricolo verticale aperto alla

conoscenza ed al legame col territorio (riproporre i laboratori

attuati nell’a.s. 2009/2010 con estensione prioritariamente agli

alunni diversamente abili, iperattivi e caratteriali;

􀂄 ulteriori laboratori che il collegio dei docenti riterrà più opportuni

dopo aver verificato i nuovi bisogni formativi, con particolare

attenzione alle economie locali;

􀂄 organizzazione e logicizzazione degli spazi soprattutto per le

attività laboratoriali….

Criteri organizzativi (esempi)

􀂄 incrementare le capacità relazionali di

accoglienza, di ascolto attivo e di

orientamento dell’utenza diretta, indiretta e

con gli altri operatori scolastici

􀂄 Trasparenza degli atti e dei procedimenti;

􀂄 Chiarezza e precisione nell’informazione;

􀂄 Flessibilità oraria funzionale all’utenza;

􀂄 ….

Indirizzi per la gestione e

amministrazione (es)

1. Flessibilità: necessità di utilizzare in modo flessibile e integrato le

risorse esistenti per ottimizzarle e renderle interagenti in un unico

progetto, secondo criteri e priorità indicati.

2. Efficienza: l’organizzazione dovrà rispondere ad un uso razionale

delle risorse, delle strutture, delle nuove tecnologie, dei

laboratori.

3. Trasparenza: consolidamento di un processo di condivisione,

trasparenza, collegialità, interazione nelle procedure e nella

comunicazione per una migliore qualità dell'informazione, della

progettazione, della realizzazione, della verifica e della

valutazione.

4. Innovazione: perseguire una logica di miglioramento continuo.

5. Informatizzazione, finalizzata a una riduzione dei costi di

servizio, facilità di ricerca e interazione fra i fruitori dei servizi, per

una informazione interattiva.

Priorità (esempi)

􀂄 La progettualità del POF sarà orientata a

differenziare l’offerta formativa privilegiando

le seguenti aree:

􀂄 Diversità e bisogni educativi speciali

􀂄 Laboratorialità e cooperazione,

interdisciplinarietà

􀂄 Autovalutazione e qualità

􀂄 Comunicazione

Linee di indirizzo – Criteri (esempi)

􀂄 Valorizzazione della specificità di ciascun allievo, come

opportunità di confronto e cooperazione fra modi di essere,

di pensare e fare.

􀂄 Trasparenza dell'azione didattica e di valutazione;

documentazione degli obiettivi e dei percorsi per

consentire il coinvolgimento delle famiglie degli allievi nel

processo formativo. Previsione dei risultati attesi e delle

modalità di verifica

􀂄 Occasioni per incrociare sapere e fare, utilizzando le

discipline come mezzi per esperienze di vita

􀂄 Occasioni fornite agli allievi per sviluppare autostima,

autonomia, autorealizzazione e autovalutazione

􀂄 Curare la capacità di scegliere e costruire progetti

(autoorientamento)

Criteri educativi, didattici – attenzioni progettuali

Si sollecitano attenzioni a…(esempi)

􀂄 Accoglienza

􀂄 Formazione delle rappresentanze (...);

􀂄 Piena applicazione e valorizzazione della collegialità (...),

riconoscendo alla scuola il valore di comunità che si fonda

sull’apporto di tutte le sue componenti;

􀂄 Riconoscimento dei Comitati genitori, in quanto stimolo alla

partecipazione, quale organo consultivo, propositivo

􀂄 Attuazione delle procedure di autovalutazione con il

coinvolgimento del collegio dei docenti aperto ai rappresentanti di

classe e/o al comitato genitori e agli studenti

􀂄 Sottoscrizione del “contratto formativo” elaborato attraverso

commissioni miste e ampiamente condiviso che preveda gli

standard minimi di apprendimento

􀂄 Sviluppare percorsi di positivo protagonismo studentesco

 

 

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