
La Carta dei Servizi
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INFORMAZIONI e ORARI |
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DISTRETTO SCOLASTICO N° 26 ISTITUTO COMPRENSIVO DI GAZZANIGA
CARTA DEI SERVIZI SCOLASTICI
(D.P.C.M. 7 GIUGNO 1995)
PREMESSA: La Carta dei Servizi Scolastici da un punto di vista normativo rappresenta la sintesi di un lungo e articolato iter legislativo-amministrativo partorito con l’emanazione della Legge n.241/90 sui procedimenti amministrativi in termini di regole di trasparenza, celerità, pubblicità, partecipazione, efficienza ed efficacia nei rapporti tra la Pubblica Amministrazione e i cittadini. Il cammino è proseguito con il D.Lgs. n.29/93 il quale ha concretizzato i principi suddetti in veri e propri istituti giuridici e strutture organizzative. Successivamente, la Legge n.20/94 ha introdotto il "controllo sulla gestione" della P.A. per verificare legittimità e regolarità della gestione pubblica. Con la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 gennaio ‘94 sono stati puntualizzati i principi fondamentali comuni all’erogazione di servizi pubblici (es. l’uguaglianza e l’imparzialità) e gli strumenti attraverso i quali attuare tali principi (es. adozione di standard, informazione agli utenti). Una seconda direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 11 ottobre 1994 ha ulteriormente disciplinato le modalità capaci di migliorare stabilmente il rapporto con l’utenza. Infine, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 19 maggio ‘95 e il Decreto-Legge n.163/95 conv. da Legge n.273/95 hanno individuato i settori pubblici principali per la definizione e l’adozione della Carta, tra cui quella dell’Istruzione, e l’obbligatorietà della stessa. Ogni "Carta" altro non è che un documento nel quale ciascun soggetto erogatore di un servizio pubblico definisce e rende note all’esterno: i principi fondamentali ai quali ispira la sua attività; i fattori di qualità come caratteristiche fondanti dell’attività; gli standard o livelli quantitativi dell’organizzazione; il controllo o valutazione del servizio interno tramite meccanismi predeterminati; le procedure di reclamo per rimediare errori o danni dell’amministrazione, a disposizione dell’utenza. Nel caso specifico della Carta dei Servizi della Scuola, il documento-contenitore deve comprendere:
Questi altri documenti programmatici o normativi integrano e completano in ogni aspetto, dal punto di vista dell’istituzione e dal punto di vista dell’utenza scolastica, l’intera organizzazione di un determinato Istituto Comprensivo all’interno di uno specifico contesto socio-culturale ed economico-territoriale, nel rispetto e nell’applicazione puntuale, corretta della legislazione e della normativa generale che determina il funzionamento di qualsiasi istituzione scolastica.
RIFERIMENTI LEGISLATIVI E NORMATIVI
PRINCIPI FONDAMENTALI
PARTE I^ AREA DIDATTICA La scuola, con l’apporto delle competenze professionali del personale e con la collaborazione e il concorso delle famiglie, delle istituzioni e della società civile del territorio è responsabile della qualità delle attività educativo/didattiche e si impegna a garantirne l’adeguatezza e la pertinenza con le attuali esigenze formative degli alunni, nel rispetto di obiettivi validi per il raggiungimento delle finalità istituzionali: la formazione dell’uomo e del cittadino. Essa procede gradualmente nel corso del quinquennio per il raggiungimento di FINALITà EDUCATIVE che rappresentano principi, aspirazioni, valori verso cui indirizzare l’attività didattica nel convincimento che esse rappresentano condotte, atteggiamenti, comportamenti, modi di pensare, abitudini, consuetudini raggiungibili a lungo termine e con il concorso sinergico di altre agenzie formative (famiglia, ambiente, mass-media...)OBIETTIVI DIDATTICI che riguardano:atteggiamenti - manifestazioni di sè comportamenti - reazioni a stimoli e situazioni diverse conoscenze - capacità, abilità, competenze da raggiungere come traguardi dell’apprendimento, tenendo ben presente, per ogni singolo alunno,
Ogni situazione didattica, intenzionale e sistematica, deve aiutare gli alunni a realizzare la prima alfabetizzazione culturale, ad acquisire i fondamentali tipi di linguaggio, a padroneggiare i quadri concettuali, a costruire progressivamente il pensiero riflesso e critico, a potenziare la creatività e l’autonomia di giudizio. a risolvere problemi. Si inseriscono a questo punto del discorso alcune note esplicative, sintetiche ed essenziali, dei riferimenti normativi.
Al fine di promuovere un armonico sviluppo della personalità degli alunni, il Istituto prevede una serie di incontri a livello di Commissione Continuità Scuola Materna/Scuola Elementare - Scuola Elementare/Scuola Media inferiore con l’utilizzo di strumenti quali test, prove oggettive, colloqui individuali, scambi di informazioni, schede, visita degli alunni negli edifici scolastici. Nella scelta e adozione dei libri di testo, come delle strumentazioni didattiche, la scuola assume come criteri di riferimento la validità culturale e la funzionalità educativa, con particolare riferimento agli obiettivi formativi. Nella programmazione dell’azione didattica i docenti devono adottare soluzioni idonee a rendere possibile un’equa distribuzione dei testi e del materiale scolastico, nell’arco della settimana, in modo da evitare giornalmente un sovraccarico di peso da trasportare. Gli insegnanti, nel rispetto della validità, importanza e necessità dello svolgimento di attività extrascolastiche in orari pomeridiani da parte degli alunni, sottolineano comunque l’importanza e la priorità di un momento di lavoro e di studio a casa, come riflessione individuale su quanto appreso a scuola, tenendo conto dei tempi realmente a disposizione dei ragazzi. Per questo motivo, ogni docente, nell’assegnare i "compiti" da svolgere a casa opera in coerenza e collaborazione con gli altri colleghi del modulo, sulla base della programmazione didattica per classi parallele. I compiti pertanto vengono assegnati per:
2) SCELTE EDUCATIVE. Le Scuole Elementari del nostro Istituto Comprensivo intendono fare propri i principi e i fini educativi e formativi contenuti nella Premessa dei Programmi Ministeriale del 1985 e nella Riforma degli Ordinamenti del 1990. In particolare si enunciano alcune finalità fondamentali: A) L’ALFABETIZZAZIONE CULTURALE: al termine del quinquennio di frequenza nella Scuola Elementare, ogni alunno, tenute in debita considerazione le proprie potenzialità e possibilità soggettive, unitamente e adeguatamente alle capacità maturate e alle abilità - competenze acquisite, sarà in grado di conoscere, riconoscere e utilizzare gli alfabeti dei diversi saperi, al fine di poter interagire con la realtà in modo autonomo, consapevole e critico, nell’ottica e nella prospettiva del "saper essere" e del "saper fare". B) LA CONVIVENZA DEMOCRATICA: negli stessi termini, la scuola vuole favorire, per ogni soggetto, un processo di identificazione positivo graduale e continuo fino al riconoscimento, al confronto, allo scambio e alla collaborazione con "l’altro", coetaneo o adulto, al fine di sviluppare le capacità relazionali e sociali della "persona" e del futuro "cittadino". C) LO STAR BENE: la Scuola Elementare deve altresì contribuire, attraverso un clima relazionale positivo, a promuovere nell’alunno la fiducia in se stesso, l’autostima, la serenità e nello stesso tempo la capacità di saper convivere con dubbi, incertezze nonché saper risolvere conflitti e questioni interpersonali. A tale scopo la Scuola favorirà contesti e momenti finalizzati al benessere degli alunni come soggetti e come gruppi attivi e partecipi. D) LA PROMOZIONE: La Scuola Elementare è impegnata ad attuare interventi, attività ed iniziative che permettano all’alunno di migliorare i comportamenti e incrementare gli apprendimenti. L’Istituzione pertanto agirà sul piano dell’educazione e dell’istruzione individuando per ogni alunno i punti di partenza soggettivi effettivi, quindi, nel rispetto delle capacità e attitudini personali, degli stili cognitivi di apprendimento, favorirà con ogni mezzo lo sviluppo armonico, equilibrato ed integrale della personalità. E) L’AUTONOMIA: La Scuola Elementare si organizza e si attiva per favorire un ambiente di apprendimento che promuove nell’alunno la conoscenza di se stesso al fine di organizzare la propria sfera cognitiva, affettiva ed emotiva in modo armonico, motivato e prosociale. 3) SCELTE CURRICULARI - DIDATTICHE.
Le Scuole Elementari procedono alla definizione e alla stesura della programmazione e della organizzazione didattica sulla base dei seguenti criteri: A) Salvaguardia della libertà di insegnamento dei docenti, contestualmente al diritto - dovere di ogni singolo insegnante di tenere aggiornate le proprie competenze professionali. B) Conoscenza, considerazione, valutazione degli effettivi punti di partenza soggettivi di ciascun alunno. C) Individuazione e scelta delle finalità educativa/cognitiva/apprenditiva generali da proporre nel corso del quinquennio. D) Elaborazione successiva di programmazioni disciplinari annuali finalizzate al raggiungimento degli obiettivi educativi e didattici precedentemente individuati. E) Articolazione conseguente di programmazioni disciplinari bimestrali per obiettivi specifici, contenuti, attività, metodologie, mezzi, strumenti, sussidi, verifiche; unità didattiche; progetti didattici; mappe concettuali. Il complesso delle programmazioni - organizzazioni didattiche prevede anche il lavoro di raccordo interdisciplinare laddove possibile, funzionale e produttivo per il processo di insegnamento - apprendimento nonché l’attenzione al significato e al valore formativo delle "discipline" già previste nei programmi unitamente alle "educazioni trasversali", indispensabile strumento culturale, didattico e metodologico di un apprendimento non separato in compartimenti stagni.
4) SCELTE METODOLOGICHE - DIDATTICHE. Il compito della Scuola Elementare, oggi, non è principalmente e unicamente quello di "trasmettere" il sapere, quanto piuttosto insegnare all’alunno ad "imparare ad imparare": l’alunno stesso, con la guida degli insegnanti, costruisce, elabora e utilizza le proprie conoscenze. Secondo questa ottica, la nostra scuola dovrebbe sempre meglio coniugare i diversi metodi di insegnamento quali: la lezione frontale; la conversazione, la discussione, il dialogo; l’apprendimento per tentativi ed errori, per
scoperte, con il metodo della ricerca; il lavoro di gruppo, il problem-solving; la didattica per concetti, per progetti .... il cooperative learning; il Tutoring. Gli stessi insegnanti contitolari e compresenti in un modulo, devono essere consapevoli di garantire l’unitarietà, l’interdisciplinarità e la trasversalità del processo di insegnamento/apprendimento attraverso il dialogo e la capacità progettuale. 5) SCELTE ORGANIZZATIVE. ORGANIZZAZIONE DIDATTICA 1) Il gruppo di insegnamento. L’unità organizzativa base della Scuola Elementare è il modulo che è costituito normalmente da tre insegnanti su due classi (ed eccezionalmente da tre classi con quattro docenti), ai quali si aggiungono, a seconda delle specifiche situazioni, insegnanti di sostegno, di religione, di lingua straniera. Tutte le decisioni organizzative, quindi riguardano il modulo che costituisce l’unità di riferimento per orari, gruppi, docenti, ecc. 2) Il docente di sostegno e le figure professionali di supporto. Il docente di sostegno assume la contitolarità delle classi in cui opera, programma e attua interventi educativi personalizzati per i soggetti portatori di handicap; collabora con gli insegnanti del modulo, integrando i propri interventi nel progetto dei gruppi di insegnamento di cui fa parte, per contribuire all’attuazione di percorsi individualizzati, in rapporto ai diversi stili e tempi di apprendimento di ciascun bambino; collabora con i genitori e gli specialisti delle strutture territoriali per mantenere migliori rapporti con i servizi specialistici e per incrementare la qualità degli interventi didattici in generale. Opera nel Istituto un docente qualificato, con un impegno a tempo pieno, lo Pscicopedagogista . 3) L’insegnamento della lingua straniera. L’insegnamento della lingua straniera è svolto per tre ore settimanali ed è realizzato con l’impiego di docenti in possesso dei previsti requisiti di competenza. Operano nel Istituto docenti specialisti e specializzati che garantiscono la massima diffusione dell’insegnamento della lingua straniera. Nella maggior parte dei casi è presente nel modulo un insegnante competente (specializzato) in lingua straniera che integra l’insegnamento della lingua straniera con quello di altri ambiti all’interno del medesimo ambito disciplinare. Attualmente, nel nostri Istituto vengono insegnate le seguenti LS: FRANCESE - INGLESE.4) I.R.C. Nelle Scuole Materne ed Elementari l’insegnamento dell’ I.R.C. può essere impartito dall’insegnante di classe, riconosciuto idoneo dall’autorità ecclesiastica, che sia disposto a svolgerlo e che può revocare la propria disponibilità prima dell’inizio dell’anno scolastico. Qualora nel modulo non ci sia alcun insegnante che ha dato la disponibilità, l'insegnamento della Religione Cattolica è garantito da docenti specialisti assegnati dalla Curia Vescovile. Il diritto di avvalersi o non avvalersi dell’ I.R.C. viene esercitato dai genitori degli alunni su richiesta dell’autorità scolastica all’atto dell’iscrizione alla Scuola Materna e alle prime classi delle Scuole Elementari. La scelta operata ha effetto per l’intero anno scolastico cui si riferisce e per i successivi anni di corso in cui è prevista l’iscrizione d’ufficio , fermo restando, anche per le modalità di applicazione, il diritto di scegliere ogni anno se avvalersi o non avvalersi dell’ I.R.C.. Chi non si avvale dell’ I.R.C. può operare le seguenti scelte:
5) Progetti di qualità. Per arricchire e qualificare la proposta formativa vengono organizzati gruppi diversi dalle classi che, con la presenza garantita dei docenti, consentono di realizzare come attività ordinarie e sistematiche per gruppi ristretti di alunni: iniziative di recupero per alleviare le difficoltà di adattamento o lo svantaggio nell’apprendimento; iniziative di sostegno per supportare situazioni di apprendimento non consolidate; iniziative di potenziamento per incrementare abilità e atteggiamenti creativi. IL TEMPO SCUOLA 1) Il tempo settimanale della scuola. L’orario delle attività didattiche per tutti gli alunni è fissato in non meno di 27 ore e non più di 30 ore settimanali. La variabilità è determinata dall’introduzione della lingua straniera. Sulla base delle condizioni strutturali, dei servizi e della domanda sociale il Consiglio di Istituto ha determinato l’orario delle attività didattiche. Il tempo scuola è distribuito su 5 giorni con 2 o 3 rientri pomeridiani, con o senza servizio mensa. 2) Il tempo della didattica. La disparità tra corrispondenza degli orari insegnanti/alunni, la considerazione di tutte le discipline ed educazioni previste dai programmi come essenziali, l’esigenza di adeguare la risposta della scuola ai bisogni/diritti individuali sono le principali ragioni che giustificano l’articolazione interna dell’orario e ne fanno una questione organizzativamente rilevante. I criteri per l’aggregazione delle discipline in ambiti e per la ripartizione del tempo da dedicare all’insegnamento delle diverse discipline del curricolo sono indicati nel D.M. 10/9/91 e nella L. 148/90. I tempi nei quali tutti i docenti sono presenti simultaneamente offrono possibilità di impiego diversificato (attività di laboratorio, interventi di recupero e approfondimento). La programmazione settimanale è la chiave organizzativa per garantire l’autoregolazione continua del modulo, in modo da perseguire la massima qualità dell’azione di insegnamento secondo i criteri dell’unitarietà, dell’adeguamento ai bisogni individuali, della completezza del curricolo.
che devono governare il funzionamento del team-docente. E’ in questa sede che si valutano "in itinere" l’andamento dell’attività ed i risultati conseguiti dagli alunni, che si confrontano, integrano e bilanciano i concreti piani di insegnamento per la settimana successiva negli ambiti disciplinari, che si decide come realizzare attività individualizzate e per gruppi ristretti assistite direttamente dai docenti. 6) INSERIMENTO E INTEGRAZIONE ALUNNI IN SITUAZIONE DI HANDICAP. Il nostro Istituto Comprensivo già da anni si è organizzato per rispondere alle esigenze e alle problematiche connesse all’accoglienza, all’inserimento e alla integrazione degli alunni portatori di handicap fisici, psicofisici, sensoriali, psichici, la cui presenza nella scuola e nella società viene garantita a livello normativo dalla Legge / Quadro n°104 del 1992. In particolare la nostra Scuola: in collaborazione con il Servizio di Unità operativa di Neuropsichiatria infantile e il Servizio di Assistenza Sociale dell’Azienda USSL n°10 di Albino comprensiva del Distretto sociosanitario di Gazzaniga, definisce il piano annuale degli inserimenti degli alunni "H" e assicura gli Organi necessari (insegnanti di sostegno statali, insegnanti specialisti della Provincia, assistenti educatori Comunali) per assicurare l’efficienza organizzativa del servizio scolastico e l’efficacia degli interventi educativi, didattici e assistenziali; in collaborazione con il docente Psicopedagogista dell’Istituto, usufruisce da diversi anni di un servizio che cura in modo particolare ogni situazione di handicap coordinando il gruppo delle insegnanti di sostegno e mantenendo continui rapporti con gli specialisti dell’USSL, oltre a essere a disposizione delle famiglie degli alunni; in collaborazione con le componenti direttamente interessate e coinvolte (Direttore Didattico, Psicopedagogista, insegnanti comuni e di sostegno, assistenti educatori, rappresentante USSL, genitori) istituisce annualmente il gruppo "H" di Istituto il quale si riunisce periodicamente per verificare e valutare le situazioni legate all’handicap, per affrontare questioni e problemi, per proporre interventi e attività; in collaborazione con i docenti titolari e di sostegno dei moduli scolastici e delle sezioni in cui sono inseriti alunni problematici, predispone annualmente il Piano Educativo Individualizzato e il Profilo Dinamico Funzionale relativi ad ogni singolo alunno "H", strumenti indispensabili per l’attuazione del lavoro di insegnamento - apprendimento.
7) DISAGIO SCOLASTICO. Le ragioni, le cause, le variabili relative al disagio scolastico di determinati alunni, sia sul piano dell’apprendimento che del comportamento, sono molteplici, spesso ancora sconosciute, altre volte, seppure note, di difficile interpretazione per l’attivazione di interventi efficaci, La nostra scuola, in questi ultimi anni, ha posto particolare attenzione al problema del disagio, dello svantaggio, degli alunni in difficoltà. Per far fronte alle suddette questioni essa si organizza attuando: il servizio Psicopedagogico dell’Istituto il quale,
su indicazione e in collaborazione con i docenti delle Scuole Materne,
statali e non statali, e delle Scuole Elementari, contribuisce
all’analisi e comprensione del fenomeno e alla progettazione degli
interventi; il gruppo di lavoro interistituzionale (Scuola - USSL
- Distretto) composto da specialisti, esperti docenti, ha iniziato il
lavoro di monitoraggio e progettazione di forme di interventi per la
prevenzione e il trattamento del disagio nella Scuola Materna; il Collegio dei Docenti approva e garantisce l’attuazione di progetti specifici elaborati dai docenti dei singoli moduli scolastici per l’utilizzo delle ore settimanali di compresenza e contemporaneità al fine di attuare interventi di sostegno, recupero , rinforzo educativo - didattico dei soggetti con difficoltà.
8) VERIFICA E VALUTAZIONE. La verifica di qualsiasi attività educativo - didattica rappresenta il momento in cui i docenti predispongono opportuni momenti di osservazione, prove di controllo, test, questionari al fine di accertare che il lavoro svolto sia stato efficiente (ha cioè promosso e favorito progressi negli alunni); accertare che il lavoro svolto sia stato efficace (gli stessi alunni hanno dimostrato di aver incrementato i loro saperi e migliorato i loro comportamenti cognitivi e relazionali). E’ evidente quindi che il momento della verifica viene effettuata periodicamente, al termine di una o più tappe del processo di insegnamento / apprendimento, rappresentando un’indispensabile strumento di informazione, controllo, indicazione per gli stessi insegnanti oltre che elemento di conoscenza per l’alunno e la famiglia circa l’andamento scolastico. La verifica è pertanto legata alle caratteristiche del prodotto scolastico, mentre la valutazione investe totalmente le caratteristiche del processo di insegnamento - apprendimento, partendo dall’atto progettuale della programmazione fino ad arrivare a quello del controllo. La valutazione è sicuramente un’operazione complessa, la cui principale funzione è quella di produrre modalità di conoscenza e significazione dell’azione educativo - didattica al fine di migliorare le condizioni strumentali, metodologiche e didattiche del "fare scuola". Particolare rilievo assume l’osservazione, strumento attraverso il quale si rilevano i bisogni educativi e istruttivi degli utenti e sui quali la scuola progetta e programma interventi e attività. La nostra scuola è consapevole che la valutazione è un processo che avviene in itinere, vale a dire all’inizio, durante e alla fine di ogni percorso formativo. Inoltre, proprio la valutazione stessa deve essere formativa, non deve cioè penalizzare o giudicare l’alunno, bensì favorire la conoscenza e lo sviluppo delle potenzialità di ogni alunno, in un ottica di incremento delle capacità e delle competenze. Valutare presuppone quindi da parte del docente la disponibilità a pensare e ripensare il proprio lavoro al fine di migliorarlo e renderlo più efficace.
9) ALUNNI STRANIERI. La progressiva presenza di alunni stranieri, soprattutto extracomunitari, frequentanti la scuola dell’obbligo, impone all’istituzione scolastica stessa di organizzarsi in modo tale da poter accogliere, inserire, integrare questi alunni nel modo meno traumatico possibile. A livello del nostro Istituto, ogni qualvolta si presenta un caso del genere, la famiglia dell’alunno viene invitata ad uno o più colloqui per poter disporre delle informazioni e degli elementi indispensabili al fine di individuare in quale classe l’allievo è opportuno che venga inserito. Di seguito, il team - docente del modulo interessato, con la collaborazione del Direttore Didattico, dello Pscicopedagogista, dei colleghi degli altri moduli costruisce un progetto individualizzato per la graduale scolarizzazione del soggetto. A tale proposito, le nostre scuole possono usufruire anche della disponibilità di insegnanti elementari in pensione i quali, grazie ad una specifica normativa, rientrano a scuola "part-time" proprio in funzione del lavoro da effettuare con gli alunni stranieri. Inoltre, da qualche anno, grazie all’interessamento e alla disponibilità sia della Provincia di Bergamo che della Comunità Montana Valle Seriana, anche il nostro Istituto dispone di una risorsa professionale nuova e preziosa: la mediatrice culturale, nella fattispecie una persona qualificata di lingua madre araba la quale, avendo studiato in Italia, parla correttamente la nostra lingua e pertanto segue per alcune ore settimanali i casi più problematici di alunni stranieri provenienti dall’area del "MAGREB", intervenendo anche a livello dei loro genitori per le comunicazioni scuola/famiglia.
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