aggiornato  giugno 2011

C.T.R.H.


VERBALI

 

 

                            Repubblica italiana (logo)                                                             
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia
Ufficio X – Bergamo

 

VERBALE RIUNIONE GLIP / GLH

17 febbraio  2011 - 15.45 – 18.15

 

GLIP

PRESENTI

Rovaris Rita – Presidente

Giannellini Antonella - Docente comandato UST-BG

Forlani Gina - Associazione Terre d’Europa

Nicoli Luciano - ASL BG- Servizio disabili

Doro Maria Rosa - Comune di Bergamo - Servizi educativi

Zanoletti Stefano - Ente Nazionale Sordi

Rho Marco – Neuropsichiatria

Cecchinelli Claudio - Provincia di BG

Galli Giuseppe - Docente utilizzato UST- BG

ASSENTI GIUSTIFICATI

Roffia Luigi- Dirigente Ufficio Scolastico Provinciale Bergamo

Busetti Franceso – Unione Italiana Ciechi

GLH

PRESENTI

Amodeo Maria – IPSAR Nembro  Dirigente Scolastica

Villa Roberta – I.C. Suisio  Dirigente Scolastica

Carera Donatella – I.C. Ranica  Docente scuola dell’infanzia

Mazzoleni Paola – I.C. “S. Lucia” Bergamo Docente scuola primaria

Meta Cinzia – I.C. Gazzaniga Docente scuola secondaria 1°

Cerretini Roberta – Ist. Sup. “Einaudi” Dalmine – Docente scuola sec. 2°

 

Ordine del Giorno:

  • Analisi dei Protocolli per l’Assistenza Educativa e stesura di criteri da inviare al GLIR
  • Varie ed eventuali

La prof.ssa Giannellini apre la seduta chiedendo ai presenti l’approvazione del verbale della seduta del 17/02/11, trasmesso via mail ai membri del GLIP, che viene approvato all’unanimità.

Prima di passare alla discussione del primo punto all’odg il dott. Nicoli chiede che venga presa in esame la circolare regionale n. 04 del 14 marzo 2011 (allegato n. 1) avente per oggetto “Percorsi Formativi di DDIF – A. F: 2011-2012 - certificazione necessaria per gli allievi con disabilità”. Nella stessa si evidenzia la necessità che l’allievo disabile e l’Istituzione scolastica o Formativa siano in possesso della specifica certificazione rilasciata dall’ASL al momento della richiesta nominativa della dote. Ciò significa, precisa il dott. Nicoli, che anche gli alunni certificati prima del DPCM 185/2006 dovranno passare per i Collegi d’accertamento dell’ASL, con la conseguenza di allungare ulteriormente i tempi di attesa per altro già lunghi. In merito a tale questione la prof.ssa Giannellini  ritiene che la Provincia dovrebbe aprire un dibattito con la Regione al fine di ottenere una chiarificazione rispetto le motivazioni che hanno determinato tale decisione e il dott. Nicoli puntualizza che si dovrebbero istituire dei gruppi di lavoro a livello provinciale, per affrontare le varie problematiche legate al DPCM 185/2006.

Un’altra criticità che viene evidenziata dal gruppo riguarda le modalità di iscrizione al secondo ciclo di studi. Attualmente il sistema permette l’iscrizione ad un solo percorso o di Istruzione o di Formazione. Ciò comporta che le domande d’iscrizione al corso di formazione professionale non soddisfatte debbono rientrare nel percorso d’istruzione in un tempo successivo all’assegnazione dell’organico di sostegno. Tale situazione ogni anno determina un’ulteriore difficoltà nel reperire le risorse per questi studenti.

A conclusione di questo dibattito la prof.ssa Giannellini propone al gruppo che le riflessioni fatte su tali criticità vengano rimandate al GLIR.

 

 

Analisi dei Protocolli per l’Assistenza Educativa e stesura di criteri da inviare al GLIR

Si procede quindi alla trattazione del 1° punto all’o.d.g. e dopo ampia discussione la dott.ssa Rovaris propone la lettura di uno schema di sintesi, da lei formulato, sui punti deboli e di forza estrapolati dai diversi Protocolli elaborati dai vari Comuni della Provincia(allegato n. 2).

Tra i punti presi in esame si discute riguardo:

·       ai titoli di studio che dovranno possedere gli assistenti educatori per esercitare il servizio e per i quali si puntualizza l’importanza che siano in possesso almeno del titolo di scuola superiore. Inoltre si precisa che potrebbe risultare utile determinare graduatorie di merito, attraverso l’attribuzione di punteggi  sulla base di titoli ed esami;

·       alla gestione dell’igiene personale degli alunni con disabilità grave e per i quali si ritiene necessario chiarire il ruolo del personale ATA in relazione all’art. 8 della L. n. 124/1999;

·       alla necessità di fare definitivamente chiarezza riguardo alle competenze di Comuni e Province in merito “… ai servizi di supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli alunni con handicap i in situazione di svantaggio” così come citato all’art. 139 del D. Lgs n. 112/1998;

·       alla necessità di determinare il numero delle ore di assistenza educativa da assegnare a ogni singolo alunno. A tal proposito la dott.ssa Rovaris propone una modalità di distribuzione delle risorse sulla base delle certificazioni e dei progetti e che preveda una copertura totale o parziale. Ciò al fine di evitare una sovrapposizione di risorse e dare una risposta adeguata ai bisogni degli alunni e rassicurare le famiglie;

·       alla necessità di rendere una prassi comune la definizione di incontri tra assistenti educatori e insegnanti di sostegno e di classe, con la finalità di collaborare nell’elaborazione delle programmazioni. A tal proposito il dott. Rho puntualizza l’importanza che la progettualità sia più aperta alle nuove riforme e tenga conto delle attuali risorse.

·       alla necessità che il capitolato d’appalto per la richiesta del servizio di assistenza educativa preveda in modo dettagliato ciò a cui è chiamato l’assistente educatore nella prestazione del suo servizio a scuola rispetto allo studente disabile, e al rapporto con il docente di sostegno.   (allegato 3)

La dott.ssa Giannellini cita il modello della Val Cavallina come riferimento organizzativo ed interistituzionale, non solo rispetto all’assistente educatore ma riguardo l’intero sistema di rapporti tra scuola, enti, famiglie e NPI. Nel frattempo le riflessioni emerse nel corso del dibattito dei punti precedentemente analizzati saranno inviati al GLIR come criteri di cui tener conto nella stesura del protocollo regionale unitamente alle proposte di linee guida elaborate dalla dott.ssa Rita Rovaris.     (allegato 4)

 

 

Varie ed eventuali

Il dott. Nicoli comunica che, in riferimento all’invito rivolto dal GLIP ai membri dell’assemblea dei sindaci a partecipare alla discussione relativa all’accordo di programma sulla figura degli assistenti educatori, la commissione dei sindaci si dichiara interessata e chiede che venga mandata una convocazione ufficiale.

 

Il verbalizzante

Giuseppe Galli

  

 

 

CENTRO TERRITORIALE RISORSE HANDICAP

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VERBALE INCONTRO REFERENTI

 

In data 14 aprile 2011, dalle 14,30 alle 17,00,  si è svolto il terzo incontro tra referenti H delle scuole del CTRH di Gazzaniga.

L’incontro è iniziato con una breve descrizione degli aspetti salienti emersi nel seminario del 5 aprile “Buone prassi per una didattica inclusiva degli alunni con difficoltà scolastiche”.

L’UST di Bergamo ha intenzione di inserire la registrazione del Seminario sul proprio sito per divulgare il più possibile l’evento, in quanto molte delle iscrizioni non sono state accettate per problemi di capienza fisica.

Per quanto riguarda l’aspetto normativo si evidenziavano alcuni nodi problematici della nuova legge 170: l’accenno all’eventuale esonero dalla seconda lingua comunitaria (senza far notare la conseguente ricaduta nel tipo di certificazione a conclusione del percorso scolastico), l’obbligo di avvalersi del Servizio Pubblico per le nuove certificazioni (senza tener conto dei tempi di attesa che questo comporta).

Molto interessanti sono stati i workshop pomeridiani, dedicati ai vari livelli scolastici, nel corso dei quali sono state presentate metodologie, attività, materiali facilmente utilizzabili dagli insegnanti.

Il primo punto all’o.d.g riguarda la compilazione del Piano Educativo Personalizzato (o Piano Didattico Personalizzato) per gli alunni DSA. Per ogni alunno con Disturbi Specifici di Apprendimento deve essere compilato un Piano contenente alcuni punti essenziali che illustrino le modalità di intervento scolastico e la collaborazione con la famiglia:

  • Descrizione del funzionamento delle abilità strumentali e dei processi di apprendimento dell’alunno
  • Eventuale modifica di alcuni obiettivi disciplinari (ad esempio rispetto alla scorrevolezza nella lettura, alla conoscenza mnemonica delle tabelline..)
  • Strategie e metodologie utilizzabili per favorire l’apprendimento
  • Misure dispensative e strumenti compensativi utilizzati
  • Modalità di verifica e criteri di valutazione
  • Accordi con la famiglia per l’aiuto a casa

Il Piano Educativo Personalizzato servirà per presentare l’alunno che dovrà sostenere gli Esami di Stato al termine del primo e del secondo ciclo d’istruzione, e consentirà di utilizzare in sede di esame misure, strumenti, criteri utilizzati nel corso dell’anno scolastico.

Il secondo punto all’o.d.g fa riferimento alle segnalazioni di alunni alle NPI.

La segnalazione precoce delle difficoltà di apprendimento è un elemento importante per il recupero almeno parziale delle abilità, ma i referenti sottolineano il fatto che alcuni insegnanti abbondino nelle segnalazioni, a volte senza rispettare i tempi personali di apprendimento, altri al contrario sono molto restii a fare segnalazioni.

Per ovviare in parte a questo problema sarebbe utile poter fare, in ogni Istituto, uno screening che consenta di individuare precocemente eventuali difficoltà, mettendo a confronto alunni di classi diverse e definendo criteri di segnalazione o di ulteriore osservazione condivisi.

A tale scopo si propone di far pervenire alla referente del CTRH protocolli di screening già utilizzati nei diversi Istituti al fine di effettuare un confronto ed eventualmente proporre un protocollo comune. Sarà importante in questo caso coinvolgere le scuole dell’infanzia paritarie, che in Valle Seriana sono molto numerose.

Si ricorda che lo sportello del CTRH è aperto alla consulenza di genitori e di insegnanti rispetto a problemi che non si possono risolvere a livello di singolo Istituto, per il quale i riferimenti principali rimangono il Dirigente Scolastico e il Referente H.

Nel corso dell’ultima riunione il Coordinamento dei Dirigenti Scolastici ha provveduto a nominare i componenti scolastici del Gruppo di Gestione del CTRH di Gazzaniga: la Dirigente Vanda Gibellini e la referente H Cristina Arrigoni, dell’Istituto Comprensivo di Ponte Nossa.

Il primo incontro del Comitato di gestione, previsto per martedì 3 maggio, sarà dedicato alla definizione del protocollo per l’utilizzo in comodato d’uso di ausilii e software e alla  definizione di proposte di formazione da attuare nel corso del prossimo anno scolastico.

In particolare, dalla discussione con i colleghi referenti, sono emerse due esigenze: la formazione per progettare percorsi con alunni gravi (si ricorda che nella nostra zona non esistono Scuole Potenziate) e il sostegno psicologico-sociale dei genitori di alunni con disabilità.

Altro punto importante da discutere all’interno del Comitato di gestione sarà il problema del passaggio di informazioni dalla scuola di primo grado a quella di secondo grado nel caso di alunni con certificazione di disabilità o di DSA (problema della privacy).

Per quanto riguarda le segnalazioni alle NPI ho fatto avere ai colleghi referenti la scheda proposta dalle NPI. La responsabile dell’UST Prof.ssa Giannellini ha dato ai referenti dei CTRH l’indicazione di utilizzarla in alcune zone della provincia a titolo sperimentale, (essendo pervenute molto in ritardo le correzioni richieste). Pertanto i Dirigenti Scolastici non si devono sentire obbligati all’uso di tale scheda per le segnalazioni.

 

La Docente Referente

  Prof.ssaCinzia Meta