1.4 I TAVOLI DI LAVORO
I tavoli tematici, ai quali partecipano i
Comuni, la Società il terzo settore, le istituzioni, gli Enti
privati e le associazioni del nostro
territorio sono strumenti imprescindibili di programmazione
partecipata. Per questo riteniamo
indispensabile rafforzare la loro rappresentanza ed
eventualmente ampliare la loro
composizione.
Tavolo Anziani
Vergani Maurizio, (Responsabile del
gruppo - UdP), Bellini Stefania e Silva Mario (Assistenti
Sociali),
Cantini Bruno (Cooperazione), Corti Camillo (Centri Diurni
Anziani), Guerinoni Anna
(Società),
Licini Andrea (Volontariato), Testa Stefano (RSA),
Carobbio Carlo (MAP), Parolini
Giuseppe (CDI).
Tavolo Disabilità
Ravasio Franco (Responsabile del gruppo
- UdP), Birolini Luca (Cooperazione), Bosio Adriano
(genitori),
Calabrese Teresa, Sarcone Rosa (UONPIA), Caselli Marco,
Ferrari Antonella e
Gallizioli Angelo (Volontariato),
Craca Lucia (Scuole), Ferraris Nives (Assistenti Sociali)
Maffeis
Marino e Mologni Graziella (Società),
Mologni Patrizia e Novel Laura (U.O. Psichiatria),
Tiraboschi Daniela (Servizi Sociali
Comunali).
Tavolo Minori
Guerini Giuseppina (Responsabile del
gruppo - UdP), Carrara Lara e Persico Claudio (Società),
Manfredi Piero (Cooperazione),
Marcassoli Giampietro (Volontariato), Peracchi Maria
(Scuole),
Pezzoli Graziella e Rota Nodari Valerio
(Servizi Sociali Comunali), Rossi Alberta e Zinetti
Ambra (Assistenti Sociali), Turani
Alessandra (UPE)
Tavolo nuove povertà
Vergani Maurizio, (Responsabile del
gruppo - UdP), Amigoni Terry e Mismetti Mariangela
(Centro Aiuto alla vita),
Del Vecchio Marco (Cooperazione),
Domenghini Giancarlo
(volontariato), Donadoni Paolo (ASL-Sert),
Ghilardi Giulia e Teoldi Luigi (Assistenti Sociali),
Paloschi Pierluigi (Promozione Umana),
Rottigni Sara (Società), Zaninoni Speranza (ACT).
Tavolo Terzo Settore
Al tavolo terzo settore partecipano:
Associazione “Il cortile di Ozanam”, Associazione “La
tenda”, Consorzio Sol.co Serio,
Cooperativa “Il Cantiere”, Cooperativa “Chimera”, Cooperativa
“La fenice”, Cooperativa “Lavoro Sociale
Valle Seriana”, Cooperativa “Generazioni”,
Cooperativa “S. Martino”.
1.5 RISULTATI RAGGIUNTI, PRIORITA’ E
ORIENTAMENTI NEL TRIENNIO
Governo del sistema di accesso alle unità
di offerta della rete
Tutte le famiglie del nostro territorio
accedono alle stesse condizioni e con le medesime modalità
ai servizi gestiti in forma associata (i
servizi domiciliari, semiresidenziali e residenziali per minori
e disabili, i servizi di inserimento
lavorativo e alcuni servizi per gli anziani).
L'accesso ai servizi gestiti dai singoli
Comuni (Servizio di Assistenza Domiciliare, Servizio di
assistenza scolastica agli alunni
diversamente abili, Asili Nido) è governato da regolamenti
condivisi .
Il segretariato sociale porta di accesso
ai servizi sociali
Nella maggior parte dei Comuni dell’Ambito
Territoriale è presente il Servizio Sociale
Professionale.
Non sempre le ore disponibili sono
appropriate ai bisogni; da qui la necessità di fissare standard
minimi di riferimento.
Il Segretariato sociale, nella persona
dell’Assistente Sociale Comunale, è la porta di accesso ai
servizi gestiti direttamente dal Comune e
a quelli gestiti in forma associata. E' punto di riferimento
indispensabile per l'orientamento e
l'accompagnamento nella rete dei servizi socio-sanitari e
sanitari ed è per questo che è
fondamentale che ogni Comune faccia il possibile per assumere
direttamente l’Assistente Sociale
prevedendone la collocazione a tempo indeterminato nella
propria dotazione organica.
Continuità assistenziale, adeguatezza e
integrazione sociosanitaria
La continuità assistenziale viene
garantita nella rete delle unità di offerta sociale gestite dai
Comuni singoli o in forma associata.
Nel prossimo triennio verranno
intensificati gli sforzi per
·
adeguare la dotazione organica del
servizio sociale al fabbisogno e alle dimensioni del
Comune per aumentare la disponibilità al
lavoro di rete;
·
migliorare la condivisione delle modalità
operative;
·
rafforzare la titolarità del Servizio
Sociale Comunale sui progetti, anche quando le persone
accedono a servizi gestiti in forma
associata( ad esclusione dell’area della tutela minori e della
crisi di coppia).
In questi anni si è andata sempre più
intensificando la necessità di rivalutare i progetti
individualizzati in coerenza con i
cambiamenti che vivono le persone direttamente interessate.
Questo porta necessariamente a rivedere
costantemente la collocazione dei beneficiari dei progetti
all'interno della rete dei servizi sociali
e socio-sanitari.
Nel prossimo triennio verranno individuati
criteri condivisi con i gestori dei servizi per un
monitoraggio continuo dell'appropriatezza
delle prestazioni e, dove necessario per favorire la
mobilità all'interno delle unità di
offerta .
Con gli stessi intenti , verrà adeguata la
rete delle unità di offerta socio-sanitarie (incremento di
10 posti del CDD di Gandino), e sociale.
Su questo versante verranno, avviate sperimentazioni per
nuove forme di residenzialità per genitori
anziani con figli disabili adulti, valutate le opportunità
di aprire una scuola potenziata, uno
spazio autismo per adulti e una comunità a bassa protezione
per le persone psichiatriche. In
quest'ultimo caso l'Ambito si attiverà solo a fronte di precisi
impegni dell'Asl.
Per favorire l'integrazione tra servizi
sociali e servizi socio-sanitari, sono state costruite, grazie
all'impegno del Servizio sociale Comunale
e del personale della Società modalità organizzative
stabili e aperte alla comunicazione con i
servizi socio-sanitari per famiglie e minori, disabili e
anziani.
Verrà intensificata la collaborazione con
le strutture Ospedaliere e le Rsa per migliorare i processi
di dimissioni accompagnate di tutte le
persone fragili dagli ospedali e rafforzata la già buona
collaborazione con i medici di base anche
favorendo, nelle modalità che ci sono consentite, la
presa in carico dei malati cronici
stabilizzati.
La collaborazione con il Distretto
socio-sanitario è stata costante.
1.6 LA GESTIONE ASSOCIATA
I comuni hanno costituito nel giugno 2005
la Società Servizi Sociosanitari che gestisce e coordina
i servizi sovra-comunali previsti dai
Piani di Zona sia direttamente che attraverso accordi, appalti,
convenzioni, protocolli con enti ed
istituzioni pubbliche e organismi del privato sociale.
La Società è presieduta da un CDA composto
da tre rappresenti di nomina politica che svolgono
tale funzione a titolo gratuito.
Il personale sociale ed educativo della
Società, opera nell’area anziani, disabili, minori e oltre che
assicurare le professionalità che nessun
Comune potrebbe mettere in campo da solo, dà valore
aggiunto al Servizio Sociale Comunale
soprattutto sul versante dell'integrazione con i servizi
socio-sanitari e sanitari del territorio.
2. DESCRIZIONE
DELL’AMBITO TERRITORIALE
L’Ambito Territoriale Valle Seriana
comprende 18 comuni a partire da
Ranica, sviluppandosi poi lungo il
corso del Serio fino a Colzate e alla
Val Gandino.
Dal primo Piano di Zona 2003-2005
ad oggi si registrano dei dati di
tendenza abbastanza uniformi per
l’Ambito, ma non sempre
corrispondenti a quelli provinciali e
regionali.
I dati utilizzati sono stati estrapolati
dal sito www.demo.istat.it (nello specifico al 31 dicembre
degli anni 2002 e 2007) e dal censimento
2001 per quanto attiene le famiglie.
CARATTERISTICHE DEMOGRAFICHE GENERALI
Comune
Popolazione
al
31/12/2002
Popolazione
al
31/12/2007
saldo
2002-
2007
Tasso di
variazione
popolazione
2002-2007
Tasso di
variazione
popolazione
anno
2007
Tasso di
natalità
2007
Tasso di
mortalità
2007
Tasso di
crescita
naturale
2007
Coefficiente di
gravitazione
2007
Albino
16.872 17.938 1.066 6,32% 0,70% 9,9 9,0 0,9 6,4
Alzano
Lombardo 12.331 13.247 916 7,43% 1,40% 10,9 7,4 3,5 10,4
Aviatico
501 515 14 2,79% 1,20% 11,7 7,8 3,9 7,8
Casnigo
3.404 3.348 -56 -1,65% -0,50% 7,7 11,3 -3,6 -1,5
Cazzano
1.417 1.527 110 7,76% 1,70% 7,9 7,3 0,6 16,5
Cene
3.997 4.143 146 3,65% 0,50% 7,0 8,5 -1,5 6,5
Colzate
1.670 1.662 -8 -0,48% 1,30% 11,5 6,1 5,4 7,3
Fiorano
al Serio 2.972 3.082 110 3,70% -0,20% 11,7 6,5 5,2 -7,1
Gandino
5.611 5.667 56 1,00% -1,90% 7,3 13,6 -6,3 -12,6
Gazzaniga 4.994 5.072 78 1,56% 1,00% 8,5 13,3 -4,8 14,9
Leffe
4.956 4.772 -184 -3,71% 0,30% 8,0 10,7 -2,7 5,5
Nembro
11.126 11.477 351 3,15% 1,50% 10,4 9,0 1,4 13,8
Peia
1.748 1.804 56 3,20% 0,00% 12,2 8,9 3,3 -3,3
Pradalunga 4.197 4.482 285 6,79% 0,50% 12,1 7,6 4,5 0,4
Ranica
5.883 6.034 151 2,57% 1,00% 8,7 7,3 1,4 8,8
Selvino
2.007 2.022 15 0,75% 0,50% 8,4 7,4 1,0 4,0
Vertova
4.682 4.764 82 1,75% -0,50% 7,3 13,0 -5,7 0,2
Villa di
Serio 5.943 6.427 484 8,14% 1,70% 10,8 4,2 6,6 10,0
Ambito
Valle Seriana 94.311 97.983 3.672 3,89% 0,70% 9,6 8,9 0,7 6,1
Provincia di Bergamo 986.924 1.059.593 72.669 7,36% 1,40% 10,8 8,2
2,6 11,5
Regione
Lombardia 9.108.645 9.642.406 533.761 5,86% 1,02% 10,0 8,9 1,1 9,0
Tasso di
variazione popolazione Misura in termini percentuali l’entità della
variazione del numero dei residenti tra l’inizio e la fine del
periodo
considerato.
Tasso di
natalità Indica il numero dei nati ogni mille residenti.
Tasso di
mortalità Indica il numero dei morti ogni mille residenti.
Tasso di
crescita naturale Esprime il saldo tra le nascite e le morti
rapportandolo a mille residenti.
Coefficiente di gravitazione Esprime il saldo migratorio
rapportandolo a mille residenti.
Da questa prima tabella si evince un
tasso di variazione della popolazione nel periodo 2002-2007
che per l’Ambito Valle Seriana è pari al
3,89%, dato molto lontano da quello Provinciale (7,36%)
e da quello regionale (5,86%).
L’aumento rispecchia la media Provinciale
nei comuni compresi nell’area che da Albino porta
verso Bergamo, il che amplifica la
differenza per quel che attiene il resto della valle che è anche la
zona meno popolosa.
Questi comuni (Albino, Pradalunga, Nembro,
Alzano Lombardo, Villa di Serio e Ranica)
aumentano di 1 punto percentuale circa
(dal 59,75 al 60,83) il loro peso sulla popolazione
dell’Ambito, ma soprattutto rappresentano
l’88,59% dell’aumento di popolazione verificatasi nel
periodo considerato.
Prendendo come riferimento il solo anno
2007 la medesima tendenza: gli stessi comuni si
mantengono in linea con la media
Provinciale pur con qualche scostamento (cresce di più
Nembro, meno Pradalunga), mentre il dato
di Ambito rimane la metà di quello Provinciale.
Il tasso di natalità inferiore a
quello Provinciale di oltre 1 punto (e di -0,4 rispetto a quello
regionale) e quello di mortalità
più alto di ½ punto (uguale a quello regionale) producono un
tasso
di crescita naturale
decisamente inferiore alla media
riscontrata nel territorio bergamasco (di
quasi 2 punti) e lombardo (di 0,4).
La presenza di RSA incide ovviamente sui
dati delle realtà più piccole (Casnigo, Gandino,
Gazzaniga, Leffe, Vertova), mentre non
modifica sostanzialmente quelle più grandi (Albino,
Alzano Lombardo e Nembro).
Risulta molto basso anche il
coefficiente di gravitazione (6,1‰ contro 11,5‰ della Provincia
e
9,0‰ della Regione).
ANZIANI E MINORI
Dati
31/12/2007 Anziani Minori
Comune
Indice di vecchiaia
Tasso di
incidenza della
popolazione anziana
Tasso di
incidenza della
popolazione infantile
Tasso di
incidenza della
popolazione minorile
Albino
115,59% 17,73% 5,20% 18,45%
Alzano
Lombardo 126,81% 19,03% 5,37% 17,69%
Aviatico
173,02% 21,17% 5,24% 14,17%
Casnigo
129,61% 18,04% 4,15% 17,00%
Cazzano
81,27% 13,36% 5,83% 19,32%
Cene
123,33% 17,35% 4,71% 16,49%
Colzate
118,83% 17,09% 4,27% 17,21%
Fiorano
al Serio 125,71% 18,56% 5,26% 17,65%
Gandino
149,49% 20,84% 4,48% 16,75%
Gazzaniga 171,00% 23,60% 4,95% 16,27%
Leffe
177,22% 22,17% 3,81% 15,34%
Nembro
132,63% 19,66% 4,75% 17,81%
Peia
123,42% 18,40% 5,10% 17,24%
Pradalunga 107,95% 17,58% 5,47% 19,50%
Ranica
132,31% 19,21% 4,71% 17,30%
Selvino
109,34% 17,95% 4,80% 18,25%
Vertova
153,32% 20,82% 4,49% 16,56%
Villa di
Serio 85,42% 14,41% 5,83% 19,90%
Ambito
Valle Seriana 127,01% 18,82% 4,97% 17,68%
Provincia di Bergamo 114,52% 17,42% 5,32% 18,09%
Regione
Lombardia 143,09% 19,86% 4,88% 16,51%
Indice
di vecchiaia Indica il numero di anziani (= o > di 65 anni) ogni
cento bambini (fino ai 14 anni).
Tasso di
incidenza della popolazione anziana Misura la percentuale di anziani
(= o > di 65 anni) nella popolazione totale.
Tasso di
incidenza della popolazione infantile Misura la percentuale di
bambini in età prescolare (< 5 anni) nella popolazione totale.
Tasso di
incidenza della popolazione minorile Misura la percentuale di
minorenni nella popolazione totale.
La suddivisione della popolazione in
diverse fasce d’età (0-14, 15-39, 40-64, 65-79, da 80)
evidenzia un dato poi ricorrente: l’Ambito
Valle Seriana mostra un maggiore avvicinamento ai
dati regionali che a quelli provinciali,
da cui si scosta sempre per 1 o 2 punti percentuali.
Solo per quanto attiene la fascia 0-14
(che rappresenta il 14,82% nell’Ambito, il 15,21% nella
Provincia e il 13,88% in Regione) e per
quella minorile la tendenza è invertita, pur restando
inferiore alla media provinciale.
Tuttavia se stringiamo il campo al
tasso di incidenza della popolazione infantile, intermedio tra
gli
altri due riferimenti, torna la maggiore
vicinanza all’indice regionale.
In considerazione del fatto che la
natalità riscontrata nel 2007 nell’Ambito Valle Seriana è
inferiore sia alla media bergamasca che a
quella lombarda, anche in questo caso sembra segnalarsi
un progressivo riavvicinamento ai
parametri regionali attualmente celato da una relativamente
maggiore presenza nelle fasce intermedie
(la distanza dalla Regione è di solo 0,09% nella fascia 0-
4, mentre aumenta allo 0,94% nella fascia
0-14 e al 1,17% nella fascia 0-17).
Rispetto a indice di vecchiaia e
tasso di incidenza della popolazione anziana l’Ambito Valle
Seriana si colloca in una fascia
intermedia, con dati superiori a quelli della Provincia e inferiori
a
quelli della Regione.
POPOLAZIONE ATTIVA E CARICO SOCIALE
Dati
31/12/2007
Comune
Indice
di lavoro Tasso di popolazione attiva Indice di carico sociale
Indice
di dipendenza
strutturale negli anziani
Albino
66,94% 114,45% 49,40% 26,48%
Alzano
Lombardo 65,96% 109,44% 51,60% 28,85%
Aviatico
66,60% 125,66% 50,15% 31,78%
Casnigo
68,04% 117,37% 46,97% 26,51%
Cazzano
70,20% 102,26% 42,44% 19,03%
Cene
68,57% 113,61% 45,83% 25,31%
Colzate
68,53% 117,37% 45,92% 24,93%
Fiorano
al Serio 66,68% 110,99% 49,98% 27,83%
Gandino
65,22% 117,03% 53,33% 31,95%
Gazzaniga 62,60% 118,06% 59,75% 37,70%
Leffe
65,32% 127,52% 53,10% 33,94%
Nembro
65,52% 116,53% 52,62% 30,00%
Peia
66,69% 123,61% 49,96% 27,60%
Pradalunga 66,13% 111,56% 51,21% 26,59%
Ranica
66,27% 121,31% 50,89% 28,98%
Selvino
65,63% 117,18% 52,37% 27,35%
Vertova
65,60% 122,42% 52,45% 31,74%
Villa di
Serio 68,73% 109,83% 45,51% 20,96%
Ambito
Valle Seriana 66,35% 115,30% 50,71% 28,37%
Provincia di Bergamo 67,37% 106,24% 48,44% 25,86%
Regione
Lombardia 66,26% 112,01% 50,91% 29,97%
Indice
di lavoro Stima la proporzione di soggetti in età attiva (15-64
anni) sul totale della popolazione.
Tasso di
popolazione attiva
Indica
il numero di soggetti in età lavorativa avanzata (40-64 anni) ogni
cento
soggetti
in età lavorativa iniziale (15-39 anni).
Indice
di carico sociale
Indica
il numero di soggetti al di fuori dell’età lavorativa (0-14 più = o
> di 65 anni)
ogni
cento soggetti in età lavorativa (15-64 anni).
Indice
di dipendenza strutturale negli anziani
Indica
il carico unitario che grava su ogni componente della popolazione
attiva (15-
64 anni)
per il sostentamento della parte non attiva (= o > di 65 anni).
Gli indici della presente tabella mostrano
un ulteriore avvicinamento ai dati regionali.
L’indice di lavoro
è in media con quello regionale e
inferiore di 1 punto percentuale rispetto alla
Provincia. Dal tasso di popolazione
attiva risulta una più alta percentuale di lavoratori in età
avanzata rispetto a quelli appartenenti
alla fascia 15-39.
In considerazione del fatto che anche la
popolazione 0-14 risulta inferiore a quella Provinciale la
prospettiva è di un continuo innalzamento
di questo dato, già superiore a quello della Regione e di
ben 9 punti percentuali più alto di quello
della Provincia.
L’impressione si conferma con l’indice
di carico sociale (2 punti sopra la Provincia) e con quello
di dipendenza strutturale negli anziani
(2,5 sopra la Provincia): si confermano inoltre
l’assimilabilità ai dati regionali e la
crescita del peso della componente anziana.
STRANIERI
Comune
saldo
2002-2007
popolazione
Saldo
periodo 2002-2007
popolazione straniera
Tasso di
incidenza della
popolazione straniera
31/12/2007
Tasso di
stranieri nella
popolazione minorile
31/12/2007
Albino
1.066 460 5,94% 8,43%
Alzano
Lombardo 916 540 7,44% 11,22%
Aviatico
14 -1 3,50% 4,11%
Casnigo
-56 31 2,84% 3,87%
Cazzano
110 15 2,42% 2,37%
Cene 146
53 5,94% 9,96%
Colzate
-8 56 5,48% 6,99%
Fiorano
al Serio 110 144 7,17% 11,03%
Gandino
56 121 4,61% 6,32%
Gazzaniga 78 197 7,04% 10,18%
Leffe
-184 118 6,01% 10,66%
Nembro
351 474 6,96% 10,91%
Peia 56
18 2,83% 5,14%
Pradalunga 285 137 5,78% 7,78%
Ranica
151 120 3,48% 3,93%
Selvino
15 20 1,98% 1,90%
Vertova
82 182 6,32% 9,89%
Villa di
Serio 484 152 4,90% 6,33%
Totale
Ambito 3.672 2.837 5,75% 8,42%
Provincia di Bergamo 72.669 51.294 8,45% 12,19%
Regione
Lombardia 533.761 436.828 8,46% 12,43%
Tasso di
incidenza della popolazione straniera Misura la percentuale di
stranieri nella popolazione totale.
Tasso di
stranieri nella popolazione minorile Misura la percentuale di minori
stranieri nella popolazione minorile totale.
Per quanto attiene la popolazione
straniera i dati di Provincia e Regione sono uniformi, mentre
quelli dell’Ambito si collocano diversi
punti percentuali al di sotto sia per quanto riguarda
l’incidenza sulla popolazione (5,75%
contro l’8,45 della Provincia e l’8,46 della Regione) che per
quanto riguarda la popolazione minorile
(8,42% contro 12,19% della Provincia e 12,43% della
Regione).
Tuttavia c’è da rilevare che l’aumento
verificatosi in termini numerici sulla popolazione 2002-
2007 è per il 77,26% assimilabile
all’aumento della popolazione straniera, un dato nettamente
discrepante rispetto alla Provincia (70,%)
(anche in considerazione di quanto sopra detto rispetto
all’incidenza sulla popolazione) e più
vicino a quello regionale (81,84).
Tale incidenza, che si ribadisce non è in
termini percentuali sulla popolazione totale, ma solo
sull’aumento di popolazione, è poi
notevolmente differenziata all’interno dell’Ambito: in questo
caso si ritrova la considerazione iniziale
circa la differenza tra bassa valle in cui l’aumento della
componente straniera è inferiore o simile
alla media Provinciale (ad esclusione di Nembro dove
incide per il 135% circa sull’aumento di
popolazione) e il resto del territorio che, pur escludendo
gli estremi (il -7% di Aviatico o il 700%
di Colzate), passa da livelli minimi (13,5% di Cazzano,
36% di Cene, 32% di Peia) a livelli molto
elevati (216% di Gandino, 252,5% di Gazzaniga, 222%
di Vertova).
Certamente quello degli stranieri resta un
dato rilevante sia sull’aumento numerico che sul tasso di
variazione della popolazione.
FAMIGLIE
Censimento 2001
n. 1
componente
n. 2
componenti
n. 3
componenti
n. 4
componenti
n. 5
componenti
n. 6 o
più
componenti
%
persone
divorziate
31/12/2007
Totale
Ambito
24,12%
27,86% 23,57% 19,67% 3,97% 0,82% 1,75%
Provincia di Bergamo
24,16%
27,16% 23,59% 19,46% 4,64% 1,00% 1,37%
Regione
Lombardia
26,54%
28,89% 23,02% 16,88% 3,81% 0,86% 1,98%
Italia
24,89% 27,08% 21,58% 18,96% 5,80% 1,69% 1,67%
L’ultimo aspetto considerato riguarda i
nuclei familiari.
Un decisivo cambiamento nell’assetto delle
famiglie si verifica infatti negli ultimi 50 anni con
ribaltamento di due dati a livello
nazionale: nel 1961 le famiglie monoparentali o di 2 componenti
rappresentano il 30% del totale, nel 2001
raggiungono il 50%, mentre le famiglie con 5 o più
componenti passano nel medesimo periodo
dal 27% al 7 %. Parallelamente il numero medio dei
componenti passa da 3,6 a 2,6.
Per quanto riguarda i dati di Ambito non
ci sono sostanziali variazioni rispetto ai dati provinciali
(se non per le famiglie più numerose che
sono leggermente inferiori) e sono similari a quelli
nazionali.
Rispetto ai dati regionali regge
maggiormente il nucleo di 4 componenti rispetto a quelli
monoparentali o di 2 componenti.
La percentuale di divorziati registrata
nell’Ambito Valle Seriana (calcolata sulla popolazione
totale senza esclusione delle fasce
minorili) è intermedia tra i vari indici, ma più vicina a quella
regionale (e comunque superiore a quella
nazionale) con picchi nei 2 paesi più grossi (2,0% ad
Albino e 2,3% ad Alzano Lombardo).
CONCLUSIONI
Come espresso inizialmente nel corso
dell’ultimo quinquennio non si sono verificati cambiamenti
essenziali nell’assetto dell’Ambito
territoriale rispetto ai riferimenti più ampi.
Tuttavia si rilevano almeno due aspetti
salienti:
- una certa peculiarità della Valle
Seriana che la accosta maggiormente al dato regionale
piuttosto che a quello provinciale;
- una differenziazione interna tra bassa e
alta valle, che si accentua durante il periodo
considerato.
3. SERVIZIO SOCIALE
PROFESSIONALE
Il Servizio Sociale Professionale è
garantito dalla figura dell’Assistente Sociale e si connette e si
sviluppa all’interno dei servizi alla
persona.
Le politiche sociali rivolte alla persona
mettono al centro della propria programmazione ed
operato il cittadino, quale portatore di
diritti e doveri, risorse e bisogni, per promuovere condizioni
di benessere.
Il diritto all’esigibilità delle
prestazioni sociali e socio sanitarie definite nei livelli
essenziali di
assistenza è garantito e sostenuto dalla
promozione e dalle azioni operate dal servizio sociale.
Nello specifico l’attività di servizio
sociale professionale (così come definito dal DPR 328/01 art
21) si articola nelle seguenti funzioni:
·
attività, con autonomia
tecnico-professionale e di giudizio, in tutte le fasi
dell'intervento
sociale per la prevenzione, il sostegno e
il recupero di persone, famiglie, gruppi e comunità in
situazioni di bisogno e di disagio, anche
promuovendo e gestendo la collaborazione con
organizzazioni di volontariato e del terzo
settore;
·
compiti di gestione, di collaborazione
all'organizzazione e alla programmazione;
coordinamento e direzione di interventi
specifici nel campo delle politiche e dei servizi sociali;
·
attività di informazione e comunicazione
nei servizi sociali e sui diritti degli utenti;
·
attività didattico formativa connessa al
servizio sociale e supervisione del tirocinio di studenti
dei corsi di laurea della classe 6 -
Scienze del servizio sociale;
·
attività di raccolta ed elaborazione di
dati sociali e psicosociali ai fini di ricerca.
La normativa ed i precedenti piani di zona
hanno portato il servizio sociale professionale a
definirsi quale privilegiata porta di
accesso ai servizi, anche grazie alla sua particolare e radicata
diffusione sul territorio.
L’attività del servizio sociale
professionale si struttura attorno ad alcune modalità di lavoro e
sensibilità. In primo luogo si ritiene
indispensabile e fondante predisporre, avviare, sostenere
strategie di rete per costruire intrecci e
produrre sinergie tra operatori e risorse territoriali. Ciò
permette all’Assistente Sociale di
disporre delle idonee e necessarie risorse per sviluppare
progettazioni personalizzate efficaci e
capaci di garantire continuità nel tempo.
Non è possibile impostare interventi di
qualità senza il concorso di entrambi i livelli, quello della
strutturazione della rete e quello del
lavoro con la persona.
Il servizio sociale professionale deve
essere dotato di adeguati strumenti per garantire l’intervento
qualitativo di cui il cittadino ha
diritto. È fondamentale programmare le seguenti azioni:
PRESENZA DEL SERVIZIO SOCIALE
PROFESSIONALE SU TUTTI I COMUNI
Si individua, quale livello funzionale, un
rapporto di 1 Assistente Sociale a tempo pieno ogni
5.000 abitanti. Tali rapporti potranno
subire variazioni in relazione all’evoluzione della normativa
(è stata recentemente depositato in senato
un disegno di legge in materia).
In considerazione dell’importanza che la
normativa ripone nella funzione del servizio sociale
professionale, è fondamentale che
l’Assistente Sociale sia alle dirette dipendenze dell’Ente
Locale, titolare delle funzioni
programmatorie del PDZ, con una distribuzione che non preveda la
presenza della stessa persona in più di 2
comuni. La programmazione è possibile a partire dalla
combinazione di scelte politiche e
valutazioni tecniche, valutazioni che partono dall’esperienza
del lavoro sui “casi”. È una funzione che
la legislazione (L328/2000 LR 3/2008) attribuisce
all’Ente Locale.
Si sottolinea l’importanza di strutturare
gli spazi e dotarsi di attrezzature idonee per tutelare il
cittadino garantendogli il segreto
professionale a cui l’assistente sociale è tenuto e la necessaria
privacy (es: ufficio dedicato
all’Assistente Sociale).
Piano di Zona Ambito
Valle Seriana 2009-2011
14
COMUNI
N. abitanti
al
31/12/2007
N. ore
settimanali
attuali
N. ore
settimanali
funzionali
Tipologia di rapporto
ALBINO
17.938
126 126
3 AS tempo pieno del
Comune
1 AS a 18 ore dipendente
SSSVS
ALZANO
13.247
78 90
2 AS tempo parziale del
Comune
1 AS a 18 ore dipendente
SSSVS
AVIATICO
515
4 4 Operatore
sociale dipendente SSSVS
CASNIGO
3.348
18 24
1 AS dipendente
SSSVS
CAZZANO S.A.
1.527
6 12 1 AS
dipendente SSSVS
CENE
4.143
0 30
nessuno
COLZATE
1.662
18 12
Bandito concorso per
assunzione AS a
tempo indeterminato 18
ore
FIORANO AL SERIO
3.082
12 24 1 AS
in convenzione con Gazzaniga
GANDINO
5.667
21 36
1 AS dipendente
SSSVS
GAZZANIGA
5.072
24 36 1 AS
in convenzione con Fiorano
LEFFE
4.772
18 36
1 AS dipendente
SSSVS
NEMBRO
11.477
66 90
1 AS tempo parziale del
Comune
1 AS dipendente SSSVS
PEIA
1.804
9 12
1 AS dipendente
SSSVS
PRADALUNGA
4.482
36 36 1 AS
del Comune
RANICA
6.034
36
36-48 1 AS del
Comune
SELVINO
2.022
14 18
Operatore sociale
dipendente SSSVS
VERTOVA
4.764
18 36
1 AS del Comune
VILLA DI SERIO
6.427
24 36-48 1
AS del Comune
Per il soddisfacimento dei requisiti
minimi, relativamente alla presenza dell’Assistente Sociale, si
definisce un rapporto di 1 Assistente
Sociale a 18 ore ogni 5.000 abitanti, quale condizione
imprescindibile per accedere ai contributi
pubblici ex circolare 4 per i servizi domiciliari.
SUPPORTO DA PARTE DEL COMITATO DEI TECNICI
Si individua nel comitato tecnico il
supporto ottimale per permettere al servizio sociale
professionale la necessaria efficacia. Una
forte sinergia con i responsabili di servizio di ciascun
Comune aderente al pdz, permette di
rendere operative e maggiormente condivise le azioni
progettate nei tavoli di lavoro,
garantendo al tempo stesso momenti di riflessione e confronto utili
alla verifica del buon funzionamento dei
servizi.
COORDINAMENTO
Consiste in incontri periodici e
programmati di TUTTI gli Assistenti Sociali che operano nei
Comuni dell’Ambito, al fine di discutere,
confrontarsi ed elaborare progetti, metodologie e
strumenti inerenti le aree di intervento
specifiche della professione.
Le decisioni condivise dal gruppo dovranno
incidere, dal punto di vista tecnico, alla promozione e
tutela dei bisogni dei cittadini,
garantendo trasparenza ed uniformità di intervento sul
territorio.
Il gruppo è coordinato da un Assistente
Sociale nominato dal gruppo stesso. Il coordinatore stesso
è componente stabile dell’Ufficio di
Piano.
Gli incontri di coordinamento sono
fondamentali e strumentali anche alla funzione di
rappresentanza nei tavoli tematici e nei
gruppi di lavoro.
TAVOLI TEMATICI
Nei tavoli tematici hanno origine i
pensieri guida di programmazione e di organizzazione delle
politiche sociali.
Tra le funzioni dell’assistente sociale
viene indicato il suo contributo alla promozione, allo
sviluppo ed al sostegno di politiche
sociali integrate favorevoli alla emancipazione di comunità e
il dovere di porre all'attenzione delle
istituzioni che ne hanno la responsabilità situazioni di
deprivazione e gravi stati di disagio non
sufficientemente tutelati. (codice deontologico)
Premesso quanto sopra l’ Assistente
Sociale ha un suo ruolo istituzionale all’interno dei tavoli.
Nel Piano di Zona 2009/2011 si prevede
quindi una partecipazione rappresentativa degli
Assistenti Sociali dei Comuni in ogni
tavolo tematico.
Modalità di gestione: si prevede la
partecipazione degli Assistente Sociale intesa quale attività
peculiare del servizio sociale
professionale stesso; la preparazione del materiale; la
rielaborazione
e la condivisione all’interno del
coordinamento degli assistenti sociali comunali dei temi discussi e
delle linee-guida definite in ciascun
tavolo.
FORMAZIONE
La formazione professionale è finalizzata
a poter disporre di nuove conoscenze, aggiornate
continuamente, per offrire un servizio
rispondente alle richieste dell’utenza ed in linea con le
politiche sociali più recenti.
La formazione continua è quindi essenziale
per far sì che l’Assistente Sociale sia in grado di
riconoscere anche le implicazioni tecnico-
professionali di quanto viene proposto al cittadino.
Il medesimo codice deontologico degli
Assistenti Sociali sottolinea all’art. 54 che “l’assistente
sociale è tenuto alla propria formazione
continua al fine di garantire prestazioni qualificate (…)”.
Questo principio deve garantire una
formazione svolta e rivolta agli assistenti sociali operanti
nell’ambito, così da poter acquisire ed
implementare modalità di lavoro omogenee e condivise.
Oltre alla formazione individuale e di
Ente che ogni Assistente Sociale può definire all’interno
della propria organizzazione, è
fondamentale programmare percorsi formativi che coinvolgano
l’intero gruppo di assistenti sociali dei
Comuni, per poter riflettere e lavorare sulle aree comuni e
sui livelli di collaborazioni con gli
altri enti, condizione necessaria per dare efficacia agli
interventi progettati e per garantire un
utilizzo appropriato ed omogeneo su tutto il territorio anche
delle risorse economiche comuni.
Questa attività deve essere programmata,
costante e continua in quanto non si configura solo come
un investimento personale degli Assistenti
Sociali, ma anche e soprattutto come un investimento
per l’ente medesimo. Quest’ultimo potrà
così difatti garantire ai propri cittadini un servizio di
qualità, basato, ad esempio, su differenti
modalità di approccio in relazione all’utenza ed al setting
avendo assunto una capacità di
diversificazione progettuale, oggigiorno sempre più necessaria.
SSP.1 IL SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE
FINALITA’
- Qualificare il supporto del servizio
sociale comunale nei processi programmatori
locali
- Promuovere interventi sui singoli e
con la Comunità maggiormente integrati ed
omogenei sul territorio dell’Ambito
Obiettivi del triennio
Attività/azioni
/interventi/risultato atteso
Riferimenti normativi
/amministrativi
Modalità di gestione
- L. 84/1993 “Ordinamento
della professione di assistente sociale e istituzione dell'albo
professionale
- D. Lgs 31/03/1998 n.
112 ”Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato
alle regioni ed
agli enti locali, in
attuazione del capo I della L. 15 marzo 1997, n. 59.”
- DPR 328/01 “Modifiche
ed integrazioni della disciplina dei requisiti per l'ammissione
all'esame di Stato
e delle relative prove
per l'esercizio di talune professioni, nonché della disciplina dei
relativi
ordinamenti.”
- L. 328/2000 “Legge
quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e
servizi sociali.”
- LR 3/2008: “Governo
della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito
sociale e
sociosanitario.”
-
D. Lgs 267/2000 “Testo
unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali.”
- Mantenimento e
consolidamento del GRUPPO DI COORDINAMENTO degli Assistenti Sociali
dei
Comuni dell’Ambito come
GRUPPO PROFESSIONALE ISTITUZIONALIZZATO condotto dal
Coordinatore, al quale
tutti i Comuni devono partecipare;
- La costruzione di
strumenti di raccolta ed analisi dei dati: il gruppo partirà dal
lavoro quotidiano
(casistica).
- La costruzione di
strumenti per l’analisi del sistema di relazioni: il gruppo partirà
dal lavoro quotidiano
(casistica).
- Accompagnamento di un
facilitatore esterno per le fasi ed i momenti in cui si ritiene
necessario tale
apporto.
- Stesura di un documento
di sintesi contenente una analisi delle cause in relazione alle
domande di aiuto
che giungono ai servizi
sociali comunali.
- Costruzione di una
cartella sociale da applicare in tutti i Comuni dell’Ambito che
permetta di
informatizzare i dati
essenziali relativi ad ogni nucleo familiare che si è rivolto al
servizio sociale
comunale: la domanda di
aiuto, i problemi alla base della domanda, le cause che hanno
generato il
problema.
- Collaborazione
all’avvio, in un secondo momento, del sistema informatico utile per
la costruzione del
pdz.
- Costruzione della mappa
del sistema dinamico delle relazioni in atto, fornendo un’analisi a
partire dal
criterio della crucialità
rispetto all’efficacia dell’intervento e sintetizzando i
suggerimenti sulle relazioni
da formalizzare e le
strategie per migliorare la qualità della collaborazione.
-
Sviluppare una
riflessione professionale condivisa dagli assistenti sociali
comunali sulle cause che
generano i problemi
affrontati.
-
Costruire un sistema di
documentazione (cartella sociale) unica per tutti i comuni
dell’ambito.
-
Analizzare il sistema
delle collaborazioni in atto tra servizio sociale comunale ed altre
organizzazioni del
pubblico e del privato sociale.
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Piano economico
finanziario
Indicatori di processo:
- numero di incontri
dedicati alla costruzione/condivisione degli strumenti;
- numero incontri di
restituzione dei “reports” ai soggetti preposti;
- percentuale di presenza
degli assistenti sociali ai lavori
Indicatori di risultato:
- Applicazione in tutti i
Comuni degli strumenti
-
Produzione dei “reports”
Consulente esterno;
4. SERVIZIO DI TUTELA
GIURIDICA –
servizio in sviluppo
Caratteristiche e
Finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni
/interventi
Riferimenti normativi
/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Prospettive e Piano
economico finanziario
Servizio rivolto alle
persone interessate e ai diversi servizi sociali territoriali che
intendono attivarsi per
promuovere le forme di
tutela giuridica ritenute più idonee per assistiti, anziani,
disabili, minori, pazienti
psichiatrici.
Il Servizio si avvale di
uno sportello, aperto una volta la settimana dal mese di novembre
2008 , con la
presenza di un operatore
sociale dedicato.
Ha inoltre la finalità di
promuovere la nuova e diversa figura giuridica dell’Amministratore
di Sostegno che
supporta le persone
fragili e vulnerabili con azioni di aiuto e sostegno condivise con
le stesse e di
individuare persone
disponibili ad assumersi funzioni di tutela.
Convenzione con ANTEAS
per approvata dall’Assemblea dei Sindaci in data 16/06/2008
Persone in difficoltà
nella gestione dei propri patrimoni e della propria quotidianità
Familiari od operatori
che sono a conoscenza di persone con situazioni personali connotate
da vulnerabilità e
complessità.
Anno 2008: n. 4 richieste
dirette.
Il servizio è gestito
direttamente dalla Società in convenzione con l’Associazione ANTEAS
che garantisce la
collaborazione con
persone esperte per gestire in maniera adeguata le situazioni
complesse e/o per assumersi
cariche di tutela
giuridica. .
·
Numero delle
richieste di accompagnamento nella pratica di richiesta
dell’assegnazione di figura di
tutela
·
Numero delle
consulenze
·
Numero dei
partecipanti al corso formativo.
·
Numero delle
persone disponibili ad assumersi una carica di tutela giuridica.
Anno 2009: €. 2000,00
(costo della convenzione)
·
Organizzare e
partecipare ad incontri di sensibilizzazione sulle diverse forme di
tutela
·
Partecipare
all’organizzazione del corso di formazione rivolto alle persone
interessate e disponibili
per la una nomina di
tutela.
·
Gestire il
servizio e lo sportello in collaborazione con ANTEAS
·
Promuovere le
diverse figure per il sostegno giuridico delle persone in difficoltà
ed individuare
persone disponibili ad
assumersi funzioni di tutela.
·
Supportare le
persone interessate nelle pratiche dei ricorsi
·
Fornire consulenze
ed orientamenti ai diretti interessati, a familiari ed altri
coinvolti
·
Lavorare in rete
con i servizi sociali territoriali per la gestioni dei ricorsi e per
l’attivazione di altri e
diversi servizi.
5. AREA ANZIANI
DATI DI CONTESTO
La popolazione anziana conta 18.087
anziani e rappresenta il 18,6% della popolazione totale.
L’ indice di vecchiaia, (rapporto tra la
popolazione anziana e quella compresa tra 0 e 14 anni) è
pari al 125,43 % con differenze tra
comuni: i più giovani sono i comuni di Cazzano e Villa di
Serio (78 e 82,7 %) e quelli meno giovani
sono Aviatico e Leffe (191,3 e 174%)
Il territorio, come di consueto, è più
giovane rispetto agli indici nazionali e regionali, ma è più
vecchio rispetto a quelli della provincia.
L’ indice di dipendenza è del
50,16%, con percentuali diverse in ogni comune ( il valore di 50
indica che per ogni 2 soggetti attivi c’è
1 “dipendente”).
Il 16,3% degli anziani ha un
riconoscimento di invalidità (2957 anziani) ed il 6,6 è affetto da
una
demenza (1190 anziani), il 65 % ca. ha da
una a più malattie croniche
Oltre alle precarie condizioni sanitarie,
sono determinanti di fragilità
·
l'età avanzata: il 44,3% degli anziani è
ultra settantacinquenne (n.8028)
·
la solitudine: risulta anagraficamente
solo il 44,3 % degli anziani oltre i 65 anni (in
specifico il 35,32% tra i 65 e 79 anni e
il 72,38% tra gli ultraottantenni).
Il dato non indica la reale solitudine
poiché le relazioni familiari hanno ancora una discreta tenuta,
ma ci illustra una situazione di debolezza
della strutturazione e della rete familiare che vede molte
persone senza familiari diretti viventi o
vicini.
La famiglia, nonostante le profonde
trasformazioni degli ultimi decenni, rimane il primo servizio
alla persona anziana debole.
Nel nostro territorio , nel 2007, ai
servizi sociali comunali sono arrivate 1568 persone anziane (ca.
l’8.7% sulla popolazione anziana) con
bisogni diversi, che hanno potuto usufruire da 1 servizio
(1150 anziani) fino ad oltre 4 servizi
formali. Significativo il dato relativo ai 266 anziani fruitori
del solo servizio sociale professionale ,
senza l’attivazione di servizi formali, a dimostrazione che
spesso è necessario un aiuto professionale
anche per l’attivazione di risorse personali,familiari o
informali.
Una buona percentuale dei nostri anziani è
una risorsa per la comunità.
Esercitano un ruolo attivo e significativo
nella società ed hanno uno specifico ruolo anche nel
mercato socio-economico (funzioni di
nonni, aiuto tra pari, aiuto familiare/domestico, gestione
centri sociali, volontariato,…).
Il nostro Ambito Territoriale dispone di
una buona rete di servizi a supporto di persone anziane e
adulte in difficoltà; la rete si compone
di servizi domiciliari, territoriali e residenziali dei diversi
sistemi tra cui quello sociale, sanitario,
socio assistenziale e socio sanitario, gestiti e erogati da
diversi enti pubblici e privati.
Una maggiore capacità di orientamento
verso le opportunità e le offerte rispondenti alle proprie
esigenze e quindi un miglior utilizzo dei
servizi del territorio è stato possibile attraverso l’azione
di segretariato sociale offerto dai
servizi sociali comunali.
Il lavoro di rete ed il lavoro in rete
messo in atto , in questi anni, dagli operatori ha permesso lo
sviluppo di una rete istituzionale dei
servizi. La collaborazione e la concertazione tra gli enti,
portatori di interesse sociale verso gli
anziani, in particolare con coloro che intervengono
operativamente con gli anziani, si è
mostrata fondamentale per l’attivazione di servizi integrati e
personalizzati.
In particolare si vuole evidenziare la
positiva collaborazione tra i servizi sociali ed gli enti del
privato sociale tra cui in specifico la
Cooperativa Generazioni che si occupa di servizi domiciliari
e territoriali socio-assistenziali e
socio-sanitari.
Piano di Zona Ambito
Valle Seriana 2009-2011
Popolazione anziana e non autosufficiente
suddivisi per comune al 01/01/ 2007
COMUNE
POPOL.
POPOL.
ANZIANA
INCID.
INDICE
INVECCHIAME
NTO
INDICE
DI
DIPENDENZA N. INVALIDI
INCID.
SU
POP.
ANZIANA
PERSONE
CON
DEMENZA
INCID.
SU
POP.
ANZIANA
DI CUI
VISITATE
DA
UVA
INCID.
SU
POP. CON
DEMENZA
DI CUI
CON
DEMENZA
A
DOMICILIO
INCID.
SU
POP.
ANZIANA
DI CUI
CON
DEMENZA
IN
RSA
INCID.
SU
POP.
ANZIANA
PERSONE
RICOV.
TEMP.
CENTRO
ALZHEIMER
INCID.
SU
POP. CON
DEMENZA
N.
UTENTI
SERVIZI
SOCIALI
INCID.
SU
POP.
ANZIANA
PERSONE
IN
RSA
INCID.
SU
POP.
ANZIANA
PERSONE
IN
CDI
INCID.
SU
POP.
ANZIANA
ALBINO
17807
3136 17,6 114,75 49,16 554 17,7 225 7,2 55 24,4 173 5,5 52 1,7 6 2,7
629 20,1 101 3,2 12 0,4
ALZANO
L.
13064
2449 18,7 125,72 50,73 365 14,9 181 7,4 24 13,3 134 5,5 47 1,9 4 2,2
165 6,7 88 3,6 13 0,5
AVIATICO
509 111
21,8 191,38 49,71 24 21,6 9 8,1 0 0,0 7 6,3 2 1,8 1 11,1 12 10,8 3
2,7 0 0,0
CASNIGO
3365 594
17,7 126,65 46,18 109 18,4 42 7,1 14 33,3 5 0,8 37 6,2 0 0,0 36 6,1
56 9,4 1 0,2
CAZZANO
S'A.
1501 195
13,0 78,00 42,14 26 13,3 5 2,6 1 20,0 5 2,6 2 1,0 0 0,0 6 3,1 4 2,1
0 0,0
CENE
4122 697
16,9 119,97 44,94 113 16,2 48 6,9 7 14,6 29 4,2 19 2,7 0 0,0 19 2,7
28 4,0 0 0,0
COLZATE
1641 282
17,2 119,49 46,13 46 16,3 21 7,4 7 33,3 19 6,7 3 1,1 1 4,8 17 6,0 8
2,8 2 0,7
FIORANO
3088 554
17,9 119,4 49,18 77 13,9 35 6,3 4 11,4 28 5,1 7 1,3 3 8,6 44 7,9 14
2,5 2 0,4
GANDINO
5775
1181 20,5 145,44 52,70 224 19,0 74 6,3 12 16,2 33 2,8 41 3,5 3 4,1
68 5,8 87 7,4 2 0,2
GAZZANIGA
5021
1200 23,9 173,41 60,47 207 17,3 72 6,0 20 27,8 50 4,2 22 1,8 5 6,9
61 5,1 63 5,3 2 0,2
LEFFE
4759
1038 21,8 174,16 52,29 158 15,2 68 6,6 14 20,6 48 4,6 20 1,9 2 2,9
60 5,8 61 5,9 0 0,0
NEMBRO
11304
2210 19,6 132,02 52,35 378 17,1 154 7,0 27 17,5 108 4,9 46 2,1 6 3,9
128 5,8 94 4,3 6 0,3
PEIA
1804 331
18,3 123,05 49,83 50 15,1 12 3,6 6 50,0 5 1,5 7 2,1 0 0,0 21 6,3 12
3,6 1 0,3
PRADALUNGA
4460 770
17,3 105,48 50,68 121 15,7 45 5,8 12 26,7 33 4,3 12 1,6 0 0,0 64 8,3
17 2,2 7 0,9
RANICA
5973
1136 19,0 131,63 50,30 136 12,0 70 6,2 10 14,3 63 5,5 7 0,6 6 8,6 88
7,7 13 1,1 15 1,3
SELVINO
2012 350
17,4 105,42 51,28 64 18,3 16 4,6 3 18,8 15 4,3 1 0,3 3 18,8 32 9,1 1
0,3 0 0,0
VERTOVA
4790 973
20,3 149,69 51,25 181 18,6 74 7,6 15 20,3 57 5,9 17 1,7 3 4,1 74 7,6
66 6,8 11 1,1
VILLA DI
SERIO
6321 880
13,9 82,78 44,38 124 14,1 39 4,4 5 12,8 33 3,8 6 0,7 1 2,6 44 5,0 10
1,1 6 0,7
TotalI
97316 18087 18,6 125,43 50,16 2957 16,3 1190 6,6 236 19,8 845 4,7
348 1,9 44 3,7 1568 8,7 726 4,0 80 0,4
LA RETE DEI SERVIZI: progettualità e nodi
all’attenzione
Servizi a supporto della domiciliarità’
Nel 2007, circa il 10% della popolazione
anziana è stata raggiunta od aiutata dai servizi sociali o
dai servizi a supporto della domiciliarità;
il dato è stato calcolato sugli utenti dei servizi sociali
comunali (segretariato sociale, SAD,
pasti, telesoccorso, CDI, etc….), dei Centri di Unità
Valutazione Alzheimer, e dell’ADI/voucher
socio sanitario.
Fra i servizi di maggiore utilizzo vi sono
l’Assistenza domiciliare (SAD) ed il Servizio Pasti.
Servizio di assistenza domiciliare.
L'indice di copertura in Lombardia è
dell'1,68% , quello del
nostro ambito (compreso il sollievo per
famiglie con persone con demenza ) è dell'1,61%.
Obiettivo del prossimo triennio è portare
l'indice di copertura all'1,8 diversificando le prestazioni
del SAD per accentuarne la sua funzione di
supporto alle famiglie che si prendono cura in via
continuativa della persona anziana.
Sommati i servizi di SAD, sollievo
domiciliare demenze, ADI (esclusa l'estemporanea), pasti a
domicilio e telesoccorso , l'indice di
copertura dei servizi domiciliari ammonta a 5,03%.
L’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI),
completamente a carico del servizio sanitario
nazionale, raggiunge l’1.4% della
popolazione anziana. L’Ambito definirà un accordo con gli enti
accreditati per potenziare e/o assicurare
la continuità delle prestazioni socio-assistenziali.
Il Servizio Pasti è il più
richiesto, interessa infatti l’1.6 della popolazione anziana (291
persone)
mentre è sottoutilizzato il
Telesoccorso (65 persone); si avverte la necessità di adozione
di
regolamenti condivisi per uniformarne le
modalità di accesso e di erogazione.
Il Servizio di accompagnamento e trasporto,
che, in genere si rivolge a persone anziane o con
disabilità, anche per la dislocazione
territoriale, è di grande utilità per favorire l'accesso ai servizi
sanitari. I Comuni erogano direttamente od
indirettamente il Servizio , per lo più attraverso
convenzioni ed accordi con le associazioni
di volontariato, che sono ritenute fondamentali per la
gestione dello stesso.
I titoli sociali
rientrano a pieno diritto negli interventi
a supporto della domiciliarità. Nel triennio
2006-2008 sono stati assegnati i buoni
sociali ad un segmento specifico di persone anziane
disabili (con demenza o con badante o al
CDI,…). Sono stati erogati annualmente a circa 76
persone, garantendo la continuità nel
triennio a circa 45/50 persone. Il prossimo triennio vede
l’ampliamento delle condizioni di accesso
a tutte le persone disabili.
Anno 2003 2004 2005 2006 2007
Pop.
ambito
95349 96117 96729 97411 97316
Anziani
16140 16636 16925 17623 18087
Utenti
SAD
268 256 246 329 335
Anno TOT M
F 7
0/ 74 7 5/ 79 8 0/ 89 >90
Dec e s s
i Ins .
in
RSA
Supam
ISEE
Valore
di
€. 300
Valore
di
€. 175
2006
79 19 60 4 14 35 26 8 2 0 26 53
2007
75 19 56 4 15 36 20 16 6 2 25 50
2008
77 17 60 6 13 39 19 15 5 3 25 52
Piano di Zona Ambito
Valle Seriana 2009-2011
23
Voucher di sollievo domiciliare
a favore di famiglie che si prendono
cura di persone con
demenza. Pacchetti di ore fino ad un
massimo di 140 sono stati erogati, ogni anno, a 17/18
famiglie . Nel triennio verranno estesi
alle persone non autosufficienti.
Anche i Ricoveri Temporanei e i Centri
Diurni Integrati, pur essendo servizi residenziali e
semiresidenziali, sono servizi finalizzati
al sostegno della domiciliarità.
I Ricoveri Temporanei, gestiti in
collaborazione con le RSA che mettono a disposizione 7 posti
letto, prevedono la gestione centralizzata
in un unico punto di accesso presso il Servizio Anziani.
Gli anziani che ne beneficiano sono
mediamente 65 all’anno ; di questi il 30% proviene dai reparti
ospedalieri che dimettono precocemente gli
anziani, i quali, non sono in grado di rientrare a
domicilio perché ancora fortemente
compromessi o perché presentano un’esigua o inadeguata
risorsa familiare. Quasi il 30% dei
fruitori dei Ricoveri Temporanei viene direttamente trasferito,
in modo definitivo, in una RSA.
Nel 2007 sono stati visti dai due centri
di Unità di Valutazione Alzheimer (UVA), del Centro
Alzheimer di Gazzaniga e dalla RSA di
Vertova, circa 236 persone, il 20% delle persone con
diagnosi di demenza. Il Centro
Alzheimer di Gazzaniga effettua ricoveri temporanei, a carico
del
Servizio Sanitario Nazionale. Pur avendo
una finalità diagnostica e terapeutica, spesso tali ricoveri
aiutano e sollevano la famiglia dal
gravoso lavoro di cura di persone con demenza; nel 2007 vi
sono state ricoverate 44 persone
residenti, con una media di degenza di 30/40 giorni. Il Servizio
Sociale comunale ed il Servizio Anziani
hanno in atto una buona collaborazione con il Centro per
i percorsi di cura personalizzati.
Il Progetto Demenze è stato
implementato nella consapevolezza che i bisogni delle famiglie che
si prendono cura di persone con demenza
sono sottostimati e sottovalutati. E’ stata effettuata
dall’èquipe psico-sociale un’indagine
mirata incontrando le famiglie, che restituiscono la fatica
dell’assistenza e cura.
E' stato avviato un gruppo di auto mutuo
aiuto con il coinvolgimento stabile di 12 famiglie;
prossimamente ne verrà avviato un'altro.
Emerge l’esigenza delle famiglie di avere
un punto di riferimento sul territorio per richieste,
ascolto, confronto e consulenza mirata;
verrà attivato un punto di aiuto telefonico con la
collaborazione di persone volontarie,
debitamente preparate e di specialisti dei servizi territoriali.
Anno
TOT
M F < 65
6 6/ 75 7
6/ 85 >85 Dime s s i
o spedal e
Ri ent r a t i
a
domi c i l i o
Ins e r i t i
in RSA
De c e s s i
2006
63 21 42 8 7 28 20 30 31
26 6
2007
65 34 31 2 10 36 17 19 40
22 3
2008
74 44 30 4 8 37 25 22 55
17 2
Anno 2006/2007 2007/2008
N. FAMIGLIE
17 18
N. CAREGIVER
con supporto psdicologico
5 8
I servizi semiresidenziali
Centri diurni integrati -
Sono presenti 4 CDI (Ranica, Villa di
Serio, Albino, Vertova) con una
disponibilità complessiva di 83 posti,
l’indice di copertura è di 1,03 ogni 10 anziani ed è tra i più
elevati della Provincia. Si avverte la
mancanza di un CDI in Val Gandino. Altri bisogni (orario più
esteso, apertura al sabato ed alla
domenica,…) sono stati portati all’attenzione degli enti gestori
dei CDI che si sono resi disponibili ad
incontrarsi ed a riflettere per trovare risposte adeguate e
condivise. Lo scorso anno si è costituito
il gruppo dei CDI con la finalità di confrontarsi in merito
alle diverse modalità assistenziali, di
proporre progetti condivisi e comuni.
In quasi tutti i Comuni vi sono i
Centri Sociali per anziani autosufficienti, che rispondono ad
esigenze di aggregazione, di prevenzione,
di ricreazione anche culturale. I Centri Sociali, in
genere, sono auto organizzati e sostenuti
dai Comuni anche economicamente. Gli stessi sono
molto importanti perché sono un bacino di
risorse di volontariato per l’aiuto tra pari a domicilio
od in strutture residenziali e per l’aiuto
in progetti del servizio sociale, non solo rivolti agli
anziani.
La formazione degli operatori che
assistono gli anziani
Al fine di qualificare il lavoro di cura
degli operatori formali od informali che assistono a
domicilio, si prevede di continuare i
percorsi formativi intrapresi lo scorso anno.
In specifico per la formazione delle
assistenti familiari si ripeterà il percorso sperimentato e si
implementerà l’azione di tutoring
finalizzata al supporto e al monitoraggio del lavoro di cura
svolto.
Per l’ aggiornamento degli ASA e OSS dei
servizi domiciliari si richiederà all’ Assessorato
Provinciale Settore Politiche Sociali. di
replicare le iniziative formative promosse lo scorso anno..
Servizi residenziali
Le 9 RSA del territorio dispongono
complessivamente di 936 posti di cui il 79% (726) coperti da
persone residenti nel nostro ambito Il 46%
degli anziani ricoverati è affetto da demenza.
Nel 2008 alcune RSA hanno richiesto
l’autorizzazione per un aumento di 14 posti letto
complessivi.
L’ indice di copertura regionale è del 7%
(posti letto / anziani oltre i 75 anni), il nostro è dell’11,6
%; è il più alto della Provincia. La
percentuale degli anziani ricoverati ammonta al 4% (indice
regionale 3,5%).
L’ingresso alle RSA è gestito in forma
centralizzata attraverso il Centro Unico di Prenotazione .. Il
servizio CUP
attivo e consolidato, funziona, con la
consueta collaborazione tra gli operatori del
servizio anziani della Società , dei
servizi sociali comunali e delle otto RSA per la gestione della
normale graduatoria.
Nel corso del 2008 sono state presentate
n. 238 domande di persone residenti nel nostro ambito
territoriale. Sono state inserite in RSA
158 persone, 22 sono decedte e 14 hanno rinunciato; le
rimanenti sono tutt’ora in graduatoria.
A conferma delle gravi problematiche
sanitarie ed assistenziali che concorrono ad orientare la
scelta del ricovero in struttura, si
evidenzia che la maggior parte delle persone richiedenti sono
state classificate nella classe SOSIA 1 e
3. Concorrono anche le problematiche sociali poiché più
della metà dei richiedenti sono
anagraficamente soli e/o non hanno una sufficiente rete familiare.
Nel triennio si sono svolti, con
regolarità, incontri con i referenti delle RSA, in specifico con i
Presidenti e i direttori sanitari ed
amministrativi.
Gli incontri sono stati connotati da un
fattivo confronto sui progetti in atto e futuri con particolare
attenzione a quelli pensati per dare
un’effettiva risposta alle esigenze degli ospiti e/o del territorio.
Le RSA di Albino e Gazzaniga hanno in atto
la ristrutturazione per l’adeguamento agli standard
ed in quest’ottica gli è stato proposto di
ragionare anche sulla riorganizzazione gestionale in
risposta a nuovi e diversi bisogni
assistenziali.
Altre RSA hanno espresso disponibilità per
la gestione di casi complicati e per diversificare le
modalità assistenziali (vedi i progetti
della RSA di Casnigo e di Vertova).
La RSA di Gandino ha dato la disponibilità
per dedicare un’area attrezzata per la gestione delle
persone in SVP e partecipa al gruppo di
lavoro dell’ASL per progettare una risposta provinciale in
merito.
Si sta inoltre approfondendo la necessità
di trovare sinergie tra le RSA al fine di condividere e
raggiungere obiettivi condivisi attraverso
la realizzazione di progetti comuni .
L’unione tra le RSA permetterà inoltre di
fronteggiare le problematiche in modo differente e di
restituire in forma unitaria agli enti
preposti necessità e bisogni delle organizzazioni residenziali
per anziani.
QUADRO RIASSUNTIVO DEGLI INTERVENTI
Nell’anno 2008 sono stati attivati
nell’area anziani i seguenti interventi:
Buoni
sociali
Ricoveri
temporanei
Sostegno
a famiglie
con
demenze
CUP
(domande)
SAD* Totali
Albino
20
8 6
48
71 154
Alzano
L.do
20 7 4 39 40 110
Aviatico 2 0 0 1 4 7
Casnigo 0 5 0 12 14 31
Cazzano 1 0 0 1 2 4
Cene 1 5 0 4 0 10
Colzate 1 2 0 4 5 12
Fiorano 1 5 0 4 19 29
Gandino 2 6 2 9 11 30
Gazzaniga 8 3 2 16 17 47
Leffe 0 3 0 17 33 53
Nembro 6 8 2 43 33 94
Peia 1 1 0 2 6 10
Pradalunga 2 3 2 4 19 30
Ranica 7 6 0 10 13 36
Selvino 2 2 0 2 13 19
Vertova 0 6 0 22 18 46
Villa
di
Serio
3 4 0 0 17 24
Totale 77 74 18 238 335 746
* intervento erogato dai singoli comuni e
relativo all’anno 2007
ORIENTAMENTI PER IL PROSSIMO TRIENNIO
Visto l’importante numero di anziani
potenzialmente fragili a domicilio e di anziani con
demenza a carico totale della famiglia;
considerata l’offerta attuale dei servizi e degli interventi
a supporto della domiciliarità e della
residenzialità e valutata l’importanza della messa in rete dei
servizi e del lavoro di rete, per il
prossimo triennio si intende:
·
sviluppare i servizi a supporto delle
FAMIGLIA che si prendono cura della fragilita'.
·
sviluppare azioni per attuare
concretamente l’INTEGRAZIONE tra la rete dei servizi
sociali e quella dei servizi sanitari al
fine di garantire la continuita’ assistenziale .
·
organizzare ed attivare servizi od
interventi finalizzati alla PREVENZIONE di situazioni
a rischio sociale, assistenziale e
socio-sanitario.
A.1 PROGETTO DEMENZE - servizio in
potenziamento
Caratteristiche e
Finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni
/interventi
Riferimenti normativi
/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Piano economico
finanziario
Progetto a supporto della
domiciliarità e quindi delle famiglie nel lavoro di cura f; offre
strumenti di
conoscenza e di lavoro
per affrontare le difficoltà legate alla gestione di una persona
affetta da demenza. Il
Servizio Anziani
interviene in modo diretto con un’èquipe costituita da Assistente
Sociale e Psicologo e
indirettamente attraverso
la collaborazione della Cooperativa Generazioni per la gestione
degli interventi
operativi, organizzando
servizi od iniziative in relazione agli obiettivi specifici del
progetto quali il sollievo
domiciliare, percorsi
orientamento, formazione ed informazione, indagine sociologica,
supporto ai gruppi di
familiari.
Progetto approvato
dall’Assemblea dei Sindaci nel 2006; assegnazione del finanziamento
alla cooperativa
Generazioni sul Bando
della Fondazione Bergamasca ottobre 2006 per tre anni. Documento di
accordo con
cooperativa Generazioni
24/09/2006
Familiari che si prendono
cura del proprio familiare affetto da demenza.
Anno 2008: n. 18 famiglie
fruitici del sollievo domiciliare
n. 12 caregiver
partecipanti al gruppo AMA
n. 30 famiglie
intervistate
n. 50 partecipanti ca. ad
ogni serata informativa
Il progetto è gestito
direttamente dagli operatori della Società che si avvale della
Cooperativa Generazioni
per la gestione operativa
del sollievo domiciliare e del supporto psicologico.
Numero dei partecipanti
ai percorsi formativi e numero dei partner promotori.
Numero dei familiari che
aderiscono al gruppo AMA e valutazione della continuità delle
presenze.
Numero di richieste di
sollievo domiciliare e numero di richieste conseguenti di SAD
Anno 2009: Contributo a
Generazioni €. 9615,36,
Costo dello psicologo: €.
8.000,00, Iniziative varie: €. 3.500,00
·
Organizzazione di
nuovi percorsi informativi e formativi mirati.
·
Costituzione di un
nuovo gruppo di AMA
·
Restituzione
analisi dati delle interviste ai caregivers
·
Prosecuzione del
sollievo domiciliare e supporto psicologico (ultima annualità)
·
Formazione
operatori volontari per il riferimento telefonico
·
Consolidare la
funzione del servizio nell’azione informativa e di orientamento
verso l’individuazione
di risposte adeguate ai
bisogni espressi.
·
Continuare il
sostegno al gruppo di familiari di auto mutuo aiuto e promuovere la
costituzione di nuovi
gruppi.
·
Promuovere
l’associazionismo perché le famiglie si sostengano in modo autonomo.
·
Costituire un
punto di riferimento telefonico per le famiglie in difficoltà.
·
Mantenere attiva
la rete esistente di servizi e risorse.
A.2 PROGETTO BADANTI –
servizio in sviluppo
Caratteristiche e
Finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni
/interventi
Riferimenti normativi
/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Piano economico
finanziario
Progetto finalizzato al
supporto e al monitoraggio del lavoro di cura delle badanti, in
particolare di coloro
che si occupano di
anziani con problemi di demenza o con gravi compromissioni.
E' un'occasione per
acquisire nuove competenze e strumenti professionali per migliorare
la qualità e
l'efficacia delle
prestazioni.
Progetto condiviso con
Tavolo di Lavoro Anziani, approvato dall’Assemblea dei Sindaci
DGR n. 8243 del
22/10/2008
Badanti regolari che
lavorano nelle famiglie di anziani a cui è stato assegnato il buono
sociale nel triennio
2006/2008
Anno 2008: n.10 badanti
partecipanti al percorso formativo.
Il servizio formativo è
direttamente gestito dalla Società in collaborazione con l’ufficio
dei servizi sociali del
Comune che accoglie il
modulo di iscrizione al corso.
Il servizio di tutoring
verrà gestito in convenzione con gli enti del pubblico e del privato
sociale che hanno
formato il loro personale
per la specifica funzione.
Numero delle iscrizioni
ai corsi e numero di attestati di frequenza consegnati
Questionario di
rilevazione del grado di soddisfazione al corso compilato dalla
badante e dalla famiglia.
Numero badanti monitorate
e numero ore utilizzate per il tutoring.
Anno 2009: €.12.440,00
per formazione e tutoring delle badanti.
·
Corso gratuito di
formazione articolato in lezioni teoriche e pratiche, tenuto da
operatori dei
servizi e delle strutture
socio-assistenziali o socio-sanitarie del territorio, che
approfondirà
argomenti attinenti la
conoscenza e la comprensione della realtà dell’anziano in relazione
ai bisogni
fondamentali.
·
Percorso formativo
finalizzato a preparare operatori per il tutoring alle badanti.
·
Azioni di supporto
massiccio per le nuove badanti e di monitoraggio per le situazioni
consolidate
attraverso l’impiego
degli operatori ASA/OSS preparati a tale funzione.
·
Contatti e
collaborazione con il Centro per l’Impiego della Provincia per
l’attivazione di uno
sportello di incrocio
domanda-offerta
·
Migliorare le
capacità assistenziali delle badanti e la qualità dell’assistenza
fornita al familiare.
·
Sostenere le
badanti nel lavoro di cura, anche attraverso interventi di tutoring
e/o monitoraggio.
·
Riproporre il
percorso formativo integrandolo con stage
·
Creazione di uno
sportello per incrocio domanda –offerta.
A.3 BUONI SOCIALI –
servizio consolidato ed in potenziamento
Caratteristiche e
Finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni
/interventi
Riferimenti normativi
/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Piano economico
finanziario
Provvidenza economica
mirata finalizzata a favorire la permanenza a domicilio di persone
non
autosufficienti e
riconoscere il ruolo di cura della famiglia, in un progetto
integrato di intervento con i
servizi sociali.
DGR n. 8243 del
22/10/2008
Regolamento per
l’assegnazione dei buoni sociali approvato dall’Assemblea dei
Sindaci il 26/11/2008
Anziani superiori ai 65
anni , disabili, persone che hanno assunto od intendono assumere
assistenti
familiari (badante), in
condizione di non autosufficienza, in possesso del riconoscimento
del diritto
all’indennità di
accompagnamento ed in possesso di un parametro di reddito ISEE di €.
8935.
La regolarizzazione
dell’assistente familiare deve essere dimostrata da specifica
documentazione.
Anno 2008: 77 fruitori di
cui 48 assegnatari anche negli anni precedenti. La condizione
maggiore è stata la
non autosufficienza per
grave deterioramento cognitivo (n. 65); a seguire l’impiego della
badante.
Il servizio è gestito
direttamente dalla Società in collaborazione con l’ufficio dei
servizi sociali del Comune
che istruisce la domanda
e predispone ed attua il Progetto Personalizzato.
Numero delle richieste
con assegnazione del Buono Sociale
Numero delle richieste di
persone non autosufficienti inferiori ai 65 anni
Numero richieste di
assegnazione per impiego di assistenti familiari
Numero delle famiglie che
a supporto del loro lavoro di cura hanno introdotto diversi aiuti
formali od
informali (come definito
nel PAI).
Anno 2009:
budget complessivo €.
180.000,00 (€. 118.843,00 FNPS e €. 61.157,00 DGR 8243/2008
comprensivo della
formazione e tutoring delle badanti).
·
Accoglienza delle
domande a sportello, presso l’ufficio del servizio sociale comunale.
·
Predisposizione
del progetto assistenziale personalizzato (PAI) a cura
dell’Assistente Sociale
Comunale.
·
Verifica dell’
appropriatezza della documentazione in relazione alla domanda.
·
Predisposizione e
gestione dell’elenco delle domande accolte, delle comunicazioni in
merito ed
erogazione del Buono
sociale trimestralmente.
·
Organizzazione
formazione delle badanti e del monitoraggio del lavoro di cura delle
stesse.
·
Supportare le cure
domiciliari prestate dalla famiglia o da altri soggetti informali.
·
Riconoscere e
valorizzare il lavoro di cura dei caregivers
·
Sostenere le
famiglie che per la cura dei propri familiari si avvalgono della
collaborazione delle
cosiddette badanti.
A.4 VOUCHER SOCIALE PER
IL SOLLIEVO DOMICILIARE - servizio in sviluppo
Caratteristiche e
Finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni
/interventi
Riferimenti normativi
/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Piano economico
finanziario
Il voucher non è un
ammortizzatore sociale, ne un intervento di sostegno economico ma è
un titolo sociale
per mezzo del quale è
possibile acquistare prestazioni socio assistenziali presso enti
accreditati.
Il voucher per il
sollievo, rivolto alle famiglie che si prendono cura di persone in
condizioni di non
autosufficienza, è
finalizzato a sostenerle nelle loro funzioni cura offrendo a
domicilio, alla persona non
autosufficiente,
interventi, iniziative ed azioni socio assistenziali..
Il voucher è assegnato,
nell’arco di un semestre, fino ad un massimo di 80 ore , in orari
serali, prefestivi o
festivi.
DGR n. 8243 del
22/10/2008
Regolamento per
l’assegnazione dei buoni sociali approvato dall’Assemblea dei
Sindaci il 26/11/2008
Famiglie con persone
fragili, non autosufficienti
La gestione è affidata
alla Società Servizi in collaborazione con gli uffici del Servizio
Sociale Comunale e
con gli enti disponibili
alla gestione operativa del servizio.
Numero delle segnalazioni
e numero delle richieste accolte.
Numero dei nuovi enti
disponibili.
Numero delle famiglie che
proseguono con servizi domiciliari successivamente alla fruizione
del voucher.
Anno 2009: fondo
disponibile pari a € 60.434,00
·
Promozione del
servizio attraverso informativa agli Assistenti sociali comunali.
·
Individuazione
degli enti disponibili alla gestione operativa del sevizio
·
Accoglienza delle
segnalazioni degli Assistenti Sociali e valutazione della congruità
delle richieste.
·
Gestione delle
procedure di attivazione del servizio
·
Sviluppo del
servizio
·
Offerta del
servizio a famiglie con particolari situazioni di carico
assistenziale
·
Ampliamento degli
enti disponibili alla gestione operativa del servizio
A.5 RICOVERI TEMPORANEI –
servizio consolidato
Caratteristiche e
Finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni
/interventi
Riferimenti normativi
/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Piano economico
finanziario
Servizio in convenzione
con alcune RSA dell’Ambito che mettono a disposizione n. 7 posti
letto di cui uno
per persone affette da
demenza. Gli interventi di ricovero temporaneo rispondono ad un
problema della
persona anziana o della
sua famiglia e nascono da bisogni che non possono essere soddisfatti
dalla famiglia
stessa. Il ricovero
temporaneo è caratterizzato dalla breve durata dell’intervento,
finalizzata al sollievo della
famiglia e/o
all’individuazione di un idoneo percorso assistenziale.
Protocollo
di intesa per la gestione dei ricoveri temporanei nelle RSA
dell’Ambito Valle Seriana - anno
2006 – 2007 – 2008 –
2009.
Residenti nell’ambito
territoriale Valle Seriana, che presentano i requisiti per essere
ritenuti idonei per
l’ammissione alle RSA e
che si trovano in una situazione di bisogno di ricovero temporaneo
motivata dalla
famiglia stessa e/o dai
servizi sociali di riferimento.
Anno 2008: 74 fruitori di
cui il 30% provenienti dagli ospedali. Circa il 30% dei fruitori
viene inserito
definitivamente in RSA.
La gestione è affidata
alla Società Servizi in collaborazione con gli uffici del Servizio
Sociale Comunale e
con gli uffici di
accoglienza delle RSA.
Numero delle richieste
pervenute da parte degli AS dei comuni.
Numero di ricoveri
temporanei attivati in RSA.
Numero di anziani che
dopo il ricovero temporaneo viene inserito in RSA in modo
definitivo.
Anno 2009: €. 19.000,00
pari a €. 2.500,00 annue per posto letto e pari ad €. 4.000,00 per
il posto destinato
alle persone affette da
demenza.
·
Gestione del punto
unico di accesso delle segnalazioni di inserimento nei posti di
ricovero
temporaneo, da parte dei
servizi sociali comunali.
·
Coordinamento e
monitoraggio degli inserimenti.
·
Mantenimento della
collaborazione con le RSA convenzionate
·
Offrire alla rete
familiare un periodo di sollievo e supporto dai compiti di cura e
dal carico
assistenziale.
·
Mantenere attiva
la collaborazione con le RSA
A.6 SERVIZIO DI
ASSISTENZA DOMICILIARE (SAD) COMUNALE - in potenziamento
Caratteristiche e
Finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni
/interventi
Riferimenti normativi
/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Piano economico
finanziario
Il SAD è un servizio
domiciliare che offre supporto ed aiuto alle persone con difficoltà
od alle famiglie che
si prendono cura di
familiari fragili. Consiste nel fornire a domicilio dell’utente
prestazioni socioassistenziali,
definite dal progetto
assistenziale individualizzato curato dall’Assistente Sociale
Comunale.
Le prestazioni sono
erogate da personale ASA/OSS messo a disposizione dell’ente gestore
operativo
(Comune o Cooperativa).
Il Servizio è finalizzato
a supportare la domiciliarità e quindi a mantenere il più a lungo
possibile le persone
nel proprio contesto di
vita.
Regolamento unico del SAD
approvato dall’Assemblea dei Sindaci il 21/03/2007.
Regolamento unico
approvato da ogni singola Amministrazione Comunale in diverse date.
Persone con difficoltà
personali nel compimento degli atti quotidiani della vita (anziani,
disabili, adulti in
difficoltà) e famiglie
che si prendono cura del proprio familiare fragile.
Il servizio è organizzato
in 17 comuni
Anno 2008: 335 persone di
cui il 63% oltre gli 80 anni ed il 48.9 % in condizione di
solitudine. Le ore
effettivamente prestate
sono n. 35304 per una media di ore 3,04 settimanali per utente.
La gestione operativa
vede differenti gestioni tra cui quella diretta (comuni che hanno
proprio personale),
mista (comuni con proprio
personale ed affido di parte del Servizio alla cooperazione),
indiretta (affido della
gestione alla
cooperazione).
Nel 2007 tutti i Comuni
hanno aderito all’appalto unico di gestione del SAD, curato
dall’Ambito territoriale
ed assegnato per un
triennio, alla Cooperativa Generazioni di Albino.
Numero dei nuovi utenti
nel triennio .
Numero degli utenti
fruitori di prestazioni differenziate (SAD a pacchetti, aiuto alle
badanti, prestazioni di
tipo preventive).
I costi sono sostenuti da
ogni Amministrazione Comunale che gestisce il Servizio.
·
Pubblicizzazione
del Servizio e delle nuove prestazioni in tutti i Comuni dell’Ambito
·
Maggiore
conoscenza delle situazioni con diverse fragilità, a cura del
Servizio sociale Comunale.
·
Formazione agli
operatori SAD per interventi più qualificati (vedi scheda
successiva).
·
Diversificazione
dell’offerta nella proposta di attivazione del servizio.
·
Aumento del numero
degli utenti anziani (da 1.6 % sulla popolazione anziana ad 1.8%).
·
Incremento delle
prestazioni principalmente rivolte a dare sostegno alle famiglie (SAD
a pacchetti,
supporto alle badanti) .
·
Sviluppo delle
prestazioni finalizzate ad aiutare le persone ai fini della
prevenzione.
·
Applicazione del
regolamento unico adottato da tutti i Comuni.
A.7 FORMAZIONE DEGLI
OPERATORI SAD - attività in potenziamento
Caratteristiche e
Finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni
/interventi
Riferimenti normativi
/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Piano economico
finanziario
Percorso di aggiornamento
degli ASA e OSS dei servizi domiciliari, in partnership con
l’Assessorato
Provinciale Settore
Politiche Sociali.
La formazione è
finalizzata a soddisfare il bisogno formativo degli operatori del
SAD territoriale in ordine a
tematiche come il disagio
psichico, la gestione dei disturbi comportamentali, la
sperimentazione di un ruolo
di tutoring nei confronti
delle assistenti familiari.
L’organizzazione prevede
tre moduli formativi teorici distinti, di 15 ore ciascuno, con
adesione all’intero
percorso od a uno o più
moduli.
Documento Assessorato
Provinciale alle Politiche Sociali di illustrazione del Percorso
Formativo.
20 partecipanti per ogni
modulo, ASA e OSS del SAD gestito dai vari enti territoriali.
Anno 2008: 18 operatori
nel primo modulo, 20 nel secondo, 14 nel terzo.
La gestione operativa è
curata direttamente dal Settore Politiche Sociali dell’Assessorato
Provinciale.
Il Servizio Anziani della
Società ha collaborato nell’organizzazione della proposta formativa.
Confronto tra il numero
degli iscritti ed il numero degli operatori attualmente impiegati
sul SAD, per ogni
singolo modulo.
Numero degli operatori
che hanno partecipato a tutto il percorso.
Numero degli operatori
SAD non partecipanti alla proposta 2008, iscritti al percorso
2009/2010.
Non vi sono costi diretti
in quanto sostenuti interamente dall’Assessorato Provinciale.
·
Verifica dell’
efficacia formativa in collaborazione con l’Assessorato Provinciale
·
Indagine sui nuovi
e diversi bisogni formativi in collaborazione con gli enti gestori
del SAD
·
Mantenimento della
collaborazione con l’Assessorato Provinciale e con l’ABF che mette a
disposizione la sede.
·
Dare continuità a
percorsi di formazione finalizzati all’aggiornamento del personale
operativo
·
Nel 2009 replicare
l’esperienza formativa del 2008 per agevolare la partecipazione
degli operatori
esclusi.
A.8 ACCORDO SAD/ADI – attività in sviluppo
Caratteristiche e
Finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni
/interventi
Riferimenti normativi
/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Piano economico
finanziario
Modalità di relazione,
interazione e collaborazione - tra il Servizio Sociale Comunale, i
Medici di Assistenza
Primaria, il Distretto
ASL, gli Enti Accreditati dall’ASL per la realizzazione delle cure
domiciliari e gli Enti
coinvolti nella
collaborazione gestionale del SAD – finalizzate ad uno stretto
raccordo nella risposta
complessiva ai bisogni
domiciliari socio-assistenziali e sanitari delle famiglie con
anziani.
Linee Guida per
l’erogazione dell’ADI anno 2009 – ASL della Provincia di Bergamo
Le persone anziane e in
situazione di fragilità che possono fruire del S.A.D. istituito
dalle Amministrazioni
Comunali e che possono
beneficiare dell’erogazione di Voucher ADI istituito dalla ASL.
Poiché la gestione dei
servizi SAD e ADI vede coinvolti differenti soggetti è
indispensabile partire da una
rilevazione delle
aspettative / bisogni / esigenze di tutti gli attori e definire
modalità di raccordo e gestione
sostenibili e
percorribili in relazione alle reciproche funzioni e competenze ed
agli oneri (organizzativi,
economici, …) che ogni
soggetto deve sostenere (si proporrà la costituzione di un tavolo di
lavoro ad hoc).
Potrebbe essere “da
subito” valorizzato il sistema informatizzato ADI WEB per dare
comunicazione (da
parte del Medico e/o del
Distretto) agli Assistenti Sociali Comunali dell’attivazione di
piani di cura rivolti
ai cittadini del
territorio. In seguito l’A.S. potrebbe contattare l’Ente Accreditato
per raccordarsi.
N. di incontri del tavolo
di co-progettazione e rilevazione degli Enti aderenti.
N. pazienti per i quali
sono state effettuate riunioni tra l’Assistente Sociale Comunale, il
Medico di
Assistenza Primaria, il
Referente del Distretto e il Coordinatore dell’Ente Accreditato ADI
N. di pazienti per i
quali si sono assicurate sinergie nel piano di cura ADI /SAD
nell’operato dell’Ente
Gestore (può essere il
caso della cooperativa generazioni)
Eventuali oneri saranno
declinati nel protocollo di collaborazione.
- Prevedere un raccordo
costante tra A.S. comunale e Medico
di Assistenza Primaria
per la fase di
“segnalazione” reciproca,
prima presa in carico dell’utente e monitoraggio periodico
- Prevedere raccordi
periodici tra l’ A.S. comunale e l’Ente Gestore dell’ADI per
favorire una
comunicazione sui
fabbisogni dell’utenza in carico, definire sinergie operative,
valorizzare – ove
possibile e opportuno –
il personale ASA già in servizio nel S.A.D. per interventi
socio-assistenziali
“pagabili” dal Voucher
ADI per garantire la “continuità dell’intervento assistenziale”
·
Individuare e
condividere processi di lavoro e di rapporto tra i differenti
soggetti istituzionali e
sociali che favoriscano
il raccordo e l’integrazione socio-sanitaria.
·
Offrire al sistema
familiare con anziani una “panoramica” dei servizi domiciliari di
cui può fruire,
favorendo la presa in
carico congiunta attraverso sinergie tra le differenti unità
d’offerta
A.9 CUSTODIA SOCIALE –
progetto in sviluppo
Caratteristiche e
Finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni
/interventi
Riferimenti normativi
/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Piano economico
finanziario
Il progetto di Custodia
Sociale interessa tre dei comuni del nostro territorio, che seppur
accomunati dallo
stesso interesse, hanno
ubicazione, struttura e composizioni molto diverse tra loro. Il
progetto intende
sperimentare operatori
del servizio civile volontario e altri volontari nella costituzione
di punti di
riferimento locali , Il
progetto è finalizzato ad aiutare gli anziani con fragilità diverse
nelle gestione delle
incombenze della vita
quotidiana ed ad orientarli verso le risorse dei servizi
territoriali.
DGR. N. 8034/2008 e N.
5429/2007
L.N. 64/2001 e Dlgs. N.
77/2002
Progetto del Comune di
Albino per l’impiego di volontari in servizio civile - 10/2008
Il progetto si rivolge
agli anziani fragili o potenzialmente fragili, con difficoltà a
rivolgersi ai servizi sociali
per interventi o
prestazioni di tipo assistenziale dei Comuni di Albino, Selvino,
Villa di Serio.
L’ente capofila del
progetto è il comune di Albino; il progetto sarà gestito
operativamente dai comuni
interessati con il
coordinamento diretto dei propri Assistenti Sociali.
Numero degli anziani
fruitori dei servizio di custodia sociale
Numero degli interventi
attivati domiciliari e nella sede del servizio
Numero delle segnalazioni
aggiuntive ai servizi sociali
Numero schede compilate,
di rilevazione sui bisogni degli anziani
I costi sono sostenuti
dai Comuni aderenti e dal Ministero della Difesa.
- Svolgimento di visite
domiciliari allo scopo di rilevare le situazioni critiche
- Attivazione di
interventi di aiuto diretti e personalizzati
- Istituzione di un
momento giornaliero di chiamata telefonica per gli anziani “a
rischio”
- Attuazione di un
piano di intervento personalizzato
definito in collaborazione
con l’assistente
sociale
Creazione di un servizio
di vigilanza attiva sul territorio rivolto agli anziani fragili
attraverso al realizzazione
di 4 postazioni di
custode socio-sanitario:2 ad Albino, 1 a Selvino e 1 a Villa di
Serio con gli obiettivi
specifici di:
- vigilare sulle
situazioni a rischio
- rilevare i bisogni
degli anziani in difficoltà
- orientare l'anziano
verso i servizi piu' idonei
- attivare il servizio
sociale o altre risorse territoriali in caso di bisogno o criticità
A.10 CENTRI DIURNI
INTEGRATI –servizio in potenziamento
Caratteristiche e
Finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni
/interventi
Riferimenti normativi
/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Piano economico
finanziario
Servizio semiresidenziale
in grado di offrire ai frequentanti prestazioni socio-assistenziali,
sanitarie e
riabilitative, secondo un
progetto personalizzato.
Il servizio, in genere, è
aperto dal lunedì al venerdì dal mattino fino al tardo pomeriggio.
Ha la finalità di
supportare la domiciliarità e quindi la famiglia garantendole un
reale sostegno nel lavoro di
cura e di assistenza del
proprio familiare.
Dgr 8494/02: "Requisiti
per l’autorizzazione al funzionamento e l’accreditamento dei Centri
diurni integrati"
LR 3/2008: “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla
persona in ambito sociale e sociosanitario.”
Dgr 8501/08: “Le regole
2009 per i servizi socio-sanitari”
Persone anziane con
compromissione dell'autosufficienza, con patologie croniche, sole e
a rischio di
emarginazione.
Attualmente i quattro CDI
presenti sul territorio sono accreditati per ospitare n° 83 persone
al giorno, ne
ospitano 80.
Ogni CDI è gestito
direttamente dall’Ente che l’ha progettato ed organizzato.
I CDI di Vertova e Albino
sono gestiti dalla RSA, quelli di Villa di Serio e Ranica da una
Fondazione Onlus
- Predisposizione di
linee guida finalizzate alla definizione di prassi comuni.
- Numero di progetti
attuati in grado di consolidare o riorientare l’attuale servizio.
- Avvio di un nuovo CDI.
I costi sono a carico
dell’Ente Gestore.
- Rafforzamento del
lavoro del gruppo dei CDI al fine di perseguire i primi due
obiettivi.
- Monitoraggio delle
presenze e delle liste di attesa dei CDI
- Garantire l’ accesso
mediante il servizio sociale territoriale
- Definire alcune prassi
comuni a tutti i CDI (es: modalità di ingresso)
- Avviare una riflessione
sulla diversificazione e specializzazione dell’offerta
- Valutare la fattibilità
dell’apertura di un nuovo CDI nella zona della Val Gandino
A.11
SERVIZIO PASTI – TELESSOCORSO E TRASPORTI–
servizi in potenziamento
Caratteristiche e
Finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni
/interventi
Riferimenti normativi
/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Piano economico
finanziario
I comuni gestiscono
direttamente altri e diversi servizi socio-assistenziali tra cui il
SERVIZIO PASTI, il
TELESOCCORSO, il SERVIZIO
TRASPORTI, che ogni comune regolamenta ed organizza.
Il Telesoccorso è un
servizio telefonico collegato ad una centrale operativa 24 su 24 in
grado di attivare i
soccorsi, familiari o
sanitari, in condizioni di emergenza
Sono servizi , in genere,
gestiti in collaborazione con altri enti o associazioni (Il
telesoccorso è gestito con la
Croce Blu di Gromo, il
Servizio Trasporti in accordo con associazioni di volontariato
locale, il Servizio Pasti
con catering o strutture
residenziali ed associazioni di volontariato per la consegna)
Sono servizi rivolti alle
persone in difficoltà e/o sole ed hanno l’obiettivo di supportare la
domiciliarità, di
sostenere la persona nel
percorso di autonomia, di prevenire situazioni di dipendenza.
Regolamenti comunali.
Persone sole o in
condizioni di salute o sociali a rischio tra cui anziani, disabili e
svantaggiati.
Anno 2007: n. 291
fruitori del servizio pasti
n. 65 fruitori del
telesoccorso
n. 181 fruitori del
servizio trasporto (il dato conteggia solo le persone che hanno
richiesto il
servizio attraverso il
servizio sociale comunale)
I servizi sono gestiti
direttamente dai Comuni che si avvalgono di enti diversi per la
gestione operativa.
L’ accesso alle
prestazioni avviene mediante il servizio sociale territoriale.
Per il Telesoccorso
prevedere un’eventuale convenzione sovrazonale con una centrale
operativa.
Numero dei nuovi utenti
dei tre diversi servizi.
Numero dei Comuni
aderenti al regolamento unico per la gestione del Servizio Pasti e
del Servizio
Telesoccorso.
Numero dei Comuni che
hanno attivato i nuovi servizi.
I costi sono sostenuti da
ogni Amministrazione Comunale che gestisce i diversi servizi.
·
Promozione e
pubblicizzazione dei servizi nei comuni dell’Ambito.
·
Predisposizione di
un regolamento unico per il Servizio Pasti e per il Servizio
Telesoccorso.
·
Adozione dei
regolamenti da parte dei comuni.
·
Monitorare
l’andamento dei tre servizi.
·
Attivazione dei
Servizi in tutti i Comuni dell’Ambito
·
Aumentare il
numero dei fruitori in particolare del Telesoccorso e del Servizio
Pasti
·
Adottare un unico
regolamento che uniformi l’accesso e le modalità di erogazione del
Servizio Pasti
e del Servizio
Telesoccorso.
·
Mantenere e
consolidare gli accordi e le convenzioni in atto per la gestione del
Servizio Trasporti.
A.12. PROGETTO TARTARUGA
– attività in sviluppo
Caratteristiche e
Finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni
/interventi
Riferimenti normativi
/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Piano economico
finanziario
Il Progetto consiste in
una ricerca mirata sulle abitudini di vita degli anziani. L’
indagine, promossa dai
Comuni, coordinata dal
Servizio di Prevenzione dell’ASL, è effettuata da volontari anziani.
Le finalità del progetto
sono quelle di rilevare i fattori di rischio di infortunio negli
ambienti domestici e di
offrire suggerimenti ed
interventi di tipo preventivo oltre che sostenere un progetto di
attenzione e di
vicinanza a persone a
rischio di cadute grazie alla capillare presenza di volontari del
paese stesso.
Delibera ASL di adozione del progetto.
Persone anziane, in una
fascia d’età da definirsi al momento di avvio del progetto.
Anno 2008: il progetto è
stato attuato nel Comune di Villa di Serio ed ha interessato 150
anziani superiori ai
75 anni e 20 volontari.
Sensibilizzazione ed
attivazione del progetto a cura del Comune. Titolarità del progetto
a carico del
Comune. Incarico all’ASL
(servizio igiene pubblica) per il supporto formativo e scientifico.
Numero e tipo di azioni
di tipo preventivo intraprese al termine del progetto.
Numero nuovi progetti.
I comuni coinvolti non
hanno costi diretti, Il servizio Prevenzione dell’ ASL coordina il
progetto e
garantisce con risorse
proprie il supporto formativo e tecnico.
·
Individuazione dei
due Comuni interessati alla sperimentazione
·
Attivazione dei
progetti
·
Implementazione di
iniziative di tipo preventivo rivolte sia direttamente agli anziani
coinvolti che
alla comunità
(sensibilizzazione, promozione di stili di vita,..) sui comuni
partecipanti al progetto e
su quelli dell’Ambito.
·
Estendere il
progetto in altri due Comune dell’ambito.
·
Promuovere ed
attivare iniziative di tipo preventivo rivolte agli anziani.
A.13. CUP PER ACCESSO
ALLE RSA– servizio consolidato
Caratteristiche e
Finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni
/interventi
Riferimenti normativi
/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Piano economico
finanziario
Centro unico di
prenotazione la cui finalità principale consiste nell’offrire agli
anziani, che per motivi validi
e comprovati non sono più
in grado di rimanere al proprio domicilio; un servizio efficiente ed
efficace nella
ricerca di una soluzione
residenziale adeguata sia essa in forma temporanea medio -lunga che
definitiva.
Regolamento 2006-2008 che
definisce le modalità di collaborazione per la gestione dei ricoveri
di persone
anziane nelle RSA,
approvato dall’Assemblea dei Sindaci e dalle RSA aderenti.
Regolamenti interni di
ogni RSA.
Residenti nell’ambito
territoriale Val Seriana, che presentano problematiche sociali,
sanitarie ed assistenziali
tali da non poter essere
adeguatamente curati a domicilio.
Anno 2008: n. 238 domande
presentate e n. 158 ingressi. La maggior parte delle persone
richiedenti hanno
importanti compromissioni
e sono classificate con SOSIA 1 o 3. Il 50% sono anagraficamente e
civilmente
sole, anche se aiutate
dalla rete familiare, molto spesso esigua e con poche possibilità.
La gestione centrale del
programma CUP è affidata alla Società Servizi, il programma è in
rete con gli uffici
del Servizio Sociale
Comunale e con gli uffici di accoglienza delle RSA per gli atti di
loro competenza.
La domanda è raccolta ed
inoltrata a cura del Servizio Sociale del Comune.
Numero di richieste
pervenute all’ ufficio servizi sociali del Comune e registrate dal
CUP.
Numero di inserimenti
formali in RSA.
Numero di rinunce
dell’iscritto interessato.
Il costo
socio-assistenziale del ricovero è a carico dell’interessato e/o
della sua famiglia o degli obbligati per
legge ed è stabilito dai
regolamenti interni di ogni RSA.
Costo del canone del
programma CUP: €. 3.300 annuali.
·
Gestione
centralizzata del punto unico di accesso
·
Accoglienza delle
domande e controllo documentazione
·
Inserimento
domanda nel programma CUP
·
Gestione della
graduatoria e delle modifiche che intervengono
·
Gestione del
debito informativo regionale
·
Collaborazione con
gli operatori delle RSA per trasmissione documentazione
·
Mantenere la
prassi adottata per l’ accesso alle RSA
·
Uniformare e
semplificare le procedure di accesso alle RSA , assicurando la
trasparenza nei criteri
di accesso del servizio
·
Garantire il
diritto di scelta della persona richiedente e/o della sua famiglia
A.14. HOSPICE della RSA
di Vertova
Caratteristiche e
Finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni
/interventi
Riferimenti normativi
/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Piano economico
finanziario
La RSA di Vertova dal
2008 offre il servizio Hospice in un reparto attrezzato dal punto di
vista gestionale e
strutturale, in grado di
accogliere 8 persone.
L’Hospice si occupa della
terapia e della gestione della terminalità con la finalità di dare
protezione,
conforto, sollievo a chi
sta male e non può guarire dalla propria malattia.
L’Hospice è un servizio
sanitario, ma non essendo ancora accreditato dalla Regione,
l’Assemblea dei
Sindaci ha destinato uno
specifico contributo economico a favore degli utenti residenti nel
territorio.
Verbale dell’Assemblea
dei Sindaci del 01/04/2008 che stabilisce l’assegnazione del
contributo simbolico a
favore di utenti
residenti nel nostro territorio, fruitori dell’Hospice applicando
una decurtazione di €. 10.00
dalla retta giornaliera.
Persone con necessità di
cure palliative nella fase terminale della vita.
Anno 2008: n. 73 persone
ricoverate residenti nell’ Ambito.
Il servizio è gestito
direttamente dal reparto Hospice della RSA di Vertova
Numero pazienti accolti
in Hospice provenienti dai 18 comuni dell’Ambito
Bilancio 2008 : €. 10.000
Anno 2009: in attesa di
accreditamento del servizio.
·
Mantenere attiva
la collaborazione con la struttura dell’Hospice
·
Contribuire nel
sensibilizzare gli organi regionali deputati all’accreditamento.
Mantenere la collaborazione con il
servizio Hospice della RSA di Vertova
A.15. GRUPPO DEI REFERENTI DELLE RSA –
attività in potenziamento
Caratteristiche e
Finalità logica
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni
/interventi
Riferimenti normativi
/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Piano economico
finanziario
Il gruppo di
coordinamento delle RSA si incontra alcune volte l’anno per un
aperto confronto sulle modalità
gestionali delle
strutture, sull’applicazione delle normative regionali e sui nuovi
orientamenti assunti dalle
stesse. Il lavoro di
gruppo è finalizzato a trovare sinergie tra le strutture e tra loro
ed i servizi per anziani del
territorio in una logica
di messa a rete dei servizi e di un’ offerta rispondente al
fabbisogno locale.
Con questo criterio
alcune RSA hanno attuato specifici progetti che vedono
l’organizzazione di risposte
diverse distribuite in
modo organico sulla rete delle RSA :
La RSA di Casnigo
accoglie , in posti dedicati, anziani con patologie psichiatriche;
attua altri progetti
particolari per il
miglioramento della qualità di vita delle persone accolte (es.
progetto accoglienza,..).
La RSA di Vertova
gestisce l’IDR psichiatrica, il Nucleo Alzheimer, l’Hospice, l’ADI e
attua altri progetti .
La RSA di Gandino
accoglie le persone in Stato Vegetativo Profondo (SVP), in un’area
dedicata.
Queste ed altre RSA hanno
dato disponibilità per accogliere persone con compromissioni gravi
(Es. SLA,..)
e/o per predisporre
progetti specifici (es. accoglienza di disabili adulti con i
genitori).
Documento approvato
dall’Assemblea dei Sindaci che sostiene la necessità di una stretta
collaborazione tra
comuni e RSA
Presidenti e direttori
delle strutture residenziali per anziani dell’Ambito.
Le RSA dell’Ambito sono 9
con 950 posti disponibili (aggiunti 14 autorizzati nel 2008) di cui
circa l’80%
coperti da persone
residenti nell’Ambito. Il 46% dei ricoverati ha una patologia
dementigena.
L’ indice di copertura
riferito alla popolazione anziana è dell’11.6% (quello regionale è
del 7%); la
percentuale degli anziani
ricoverati supera il 4%.
L’organizzazione del
gruppo è co-gestita dal Servizio anziani della Società con il
rappresentante delle RSA.
Numero degli incontri e
numero dei partecipanti.
Numero di nuovi progetti
attivati.
Verifica semestrale
dell’andamento dei progetti in corso gestiti direttamente o
cogestiti.
Non vi sono costi
diretti.
·
Organizzazione
degli incontri cadenzati
·
Restituzione
analisi dati sulle strutture e sulle esigenze e fabbisogno sociale
locale
·
Agevolazione della
collaborazione tra le strutture ed i servizi sociali e
socio-sanitari del territorio.
·
Mantenimento del
gruppo di lavoro
·
Accompagnamento
dei processi di diversificazione delle modalità assistenziali e dei
processi di
cambiamento strutturale -
gestionale
6. AREA DISABILI
PREMESSA
Nel nostro ambito territoriale i disabili
censiti nel 2008 attraverso la mappatura realizzata in
collaborazione con la Provincia, che ha
messo a disposizione apposito data-base, risultano essere
423. La compilazione per ogni singolo caso
di una cartella informatizzata ha costituto l’occasione
per completare il quadro complessivo e
conoscitivo di ogni singolo comune.
Nel triennio si è progressivamente
costruita “la cultura” del progetto personalizzato spostando
l’attenzione dal “singolo disabile -
servizio che frequenta” al disabile e ai bisogni del suo nucleo
familiare.
Le famiglie hanno progressivamente
acquisito la consapevolezza del ruolo del servizio sociale
comunale come luogo di ascolto, di
confronto rispetto ai propri problemi.
LA RETE DEI SERVIZI: progettualità e nodi
all’attenzione
Le famiglie dei minori disabili
interagiscono con una pluralità di enti che si occupano a vario
titolo del figlio. Durante l’intero ciclo
educativo-formativo, dall’Asilo Nido sino all’assolvimento
dell’obbligo, le collaborazione tra il
Comune, il Servizio di Neuropsichiatria Infantile di
Gazzaniga (UONPIA) e la scuola sono state
sancite dalla stesura di un protocollo finalizzato a
definire le modalità di presenza
dell’Assistente Educatore quale figura di supporto alle
realizzazione del PEI.
Con la collaborazione di un operatore
della Società i Comuni che hanno aderito all’appalto unico
sono in grado di valutare, caso per caso,
le richieste, definirne le priorità e le compatibilità con le
risorse economiche a disposizione.
La scadenza dell’attuale appalto, prevista
nel giugno 2010, costituirà l’occasione sia per una
verifica del protocollo sopra citato che
per una valutazione rispetto alle modalità di gestione del
servizio considerando l’opportunità
dell’accreditamento.
Resta aperto il problema di un intervento
educativo per situazioni particolarmente complesse in
orario extrascolastico.
E’ sempre all’attenzione l’opportunità che
nel nostro territorio sia attivata una sezione di scuola
potenziata che deve trovare collocazione
all’interno di una scuola elementare, oggi ipotizzato nel
progetto di costruzione del nuovo polo
scolastico ad Albino.
Per i minori affetti da autismo prosegue
la collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale che
si avvale dell’Associazione Spazio
Autismo.
Per i minori affetti da dislessia gli
interventi avviati nel precedente triennio dovrebbero
consolidarsi anche attraverso la
costituzione di un coordinamento tra UONPIA, operatori del
laboratorio informatico extrascolastico e
insegnanti funzione strumentale (per DSA) dei diversi
istituti scolastici.
Viene confermato l’intervento pomeridiano
di supporto all’integrazione nella scuola superiore
ampliato alla Formazione Professionale.
Nel triennio sembra importante coinvolgere
i diversi attori in campo in una verifica rispetto “al
cambiamento del senso” dell’intervento
stesso anche alla luce dell’innalzamento dell’obbligo
scolastico.
Il compimento della maggiore età
rappresenta per la famiglia un passaggio delicato, spesso vissuto
come “salto nel buio” o come “abbandono”da
parte del servizio pubblico, per questo è stato
sottoscritto un protocollo che disciplina
le dimissioni dal servizio UONPIA e che prevede
Piano di Zona Ambito
Valle Seriana 2009-2011
43
l’accompagnamento al servizio sociale
comunale, al medico di assistenza primaria ed
eventualmente al servizio psichiatrico.
Per questo, a fianco delle azioni previste
dal protocollo, che devono ulteriormente diventare
“routine operativa”, viene individuato
quale obiettivo del triennio l’avvio dell’Ambulatorio
Handicap, quale punto di riferimento per
le famiglie e i medici di assistenza primaria, per la
realizzazione del quale risulterà
fondamentale la disponibilità delle Aziende Ospedaliere.
Al termine del percorso scolastico per il
disabile è generalmente previsto l’inserimento in un
servizio diurno socio-sanitario o
socio-assistenziale.
Per i CDD è previsto l’avvio della
ristrutturazione della sede di Gandino con ampliamento
dell’accreditamento a 30 posti.
La ristrutturazione dei servizi diurni
dovrebbe completarsi con la riconversione dell’attuale
servizio “Percorsi Paralleli” in CSE e
l’adeguamento per i Progetti Mirati di Territorio agli
standard previsti per i Servizi Formativi
all’Autonomia, come previsto dalla normativa regionale.
La riorganizzazione dei servizi diurni nel
suo complesso dovrà considerare le esperienze in atto
riguardanti gli inserimenti diurni nelle
comunità alloggio.
Tra i servizi a supporto della
domiciliarità il Servizio Domiciliare continuerà ad essere erogato
attraverso voucher; il SADH è un servizio
che si è dimostrato importante per la sua flessibilità,
utilizzato anche per il sollievo ed ad
integrazione della frequenza di servizi diurni..
Un altro momento “critico” è il passaggio
dall’età giovanile all’età adulta.
Con il cambiamento dei bisogni della
persona, da educativi a socio-assistenziali, si presenta,
sempre più frequentemente, la necessità di
ri-orientare la persona e riformulare il progetto che può
prevedere anche il passaggio da un
servizio ad un altro. Con la famiglia è possibile trovare una
risposta significativa considerando la
presenza di un sistema variegato e flessibile dei servizi
presenti sul territorio, che alle risposte
più istituzionali affianca interventi del privato sociale in
particolare negli ambiti del sollievo e
del tempo libero.
I casi più complessi derivano da
situazione di patologia mista denomina “casi a cavaliere” per i
quali è in dirittura d’arrivo il
protocollo con l’U.O. Psichiatria che dovrebbe favorire le
collaborazioni tra i diversi servizi e
professionisti coinvolti.
Quando i genitori e la famiglia allargata
non sono più in grado di provvedere alle esigenze del
figlio, si è ad oggi sempre garantito
l’inserimento nella struttura residenziale.
La stesura di un nuovo regolamento dovrà
considerare anche nuove possibili forme di intervento,
sperimentando ed incentivando la
collaborazione con l’Assistente famigliare attraverso
l’assegnazione di titoli sociali
(voucher/buono) e valutando con le RSA la possibilità di istituire
piccoli nuclei dedicati a disabili adulti,
che possono essere eventualmente ospitati anche con i
genitori anziani.
Una specifica riflessione merita la
disabilità “acquisita” causata da eventi traumatici e/o malattie
degenerative o croniche. Sono persone che
vivono in famiglia che dopo una vita nella normalità
devono affrontare difficoltà impreviste:
alcune non sono più in grado di rientrare nel lavoro, altre
devono trovare un diverso lavoro, altre
ancore necessitano di essere aiutate nella gestione della
quotidianità… I bisogni sono molteplici e
si intersecano tra loro: lavoro, casa, integrazione
reddito. La condizione di disabilità
diviene potenziale causa di grave emarginazione.
Nel 2008 sono stati avviati i Progetti
Socio-Occupazionali (PSO) che affrontano con il Servizio
Inserimento Lavorativo (SIL) il tema del
lavoro e della garanzia di un minimo vitale dignitoso,
ma la riflessione con gli enti e agenzie
che a diverso titolo intervengono e operano a fianco e a
sostegno di queste persone dovrà
continuare ed essere ulteriormente approfondita.
QUADRO RIASSUNTIVO DEGLI INTERVENTI
Il Servizio sociale comunale in stretta
collaborazione con il Servizio Disabili della Società ha
seguito n. 439 persone realizzando
nel 2008 i seguenti interventi:
ASSISTENZA
SCOLASTICA
SPAZIO
AUTISMO
SECONDARIA
SUPERIORE
SAD.H
P.M.T.
P.S.O.
S.I.L.
PERCORSI PARALLELI
C.D.D.
PROGETTI DIURNI
RESIDENZIALITA'
ALTRO
TOTALE
INTERVENTI
ALBINO
24 7 5 11 8 5 15 4 8 2 7 7 103
ALZANO
L.DO 14 4 0 6 6 1 11 3 3 3 9 7 67
AVIATICO 0 0 0 1 0 0 3 0 0 0 3 1 8
CASNIGO
2 0 1 1 4 0 4 0 5 0 2 6 25
CAZZANO
S.A. 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 1
CENE 4
1 0 4 3 0 8 0 3 0 4 2 29
COLZATE
0 0 1 2 2 0 5 1 0 0 1 0 12
FIORANO
AL SERIO 2 0 0 1 0 0 3 0 1 1 2 1 11
GANDINO
7 0 1 2 4 3 5 1 3 1 4 1 32
GAZZANIGA 7 0 1 2 1 2 7 0 6 0 5 2 33
LEFFE 5
0 0 1 4 4 4 1 2 1 4 2 28
NEMBRO
10 3 1 4 4 3 8 0 8 1 4 4 50
PEIA 0
0 0 0 0 0 0 0 0 0 3 0 3
PRADALUNGA 8 2 3 1 1 0 4 3 0 1 3 5 31
RANICA
3 0 0 0 2 0 5 0 3 0 2 2 17
SELVINO
2 1 0 4 0 0 1 0 2 0 0 1 11
VERTOVA
0 1 0 4 2 1 4 5 3 2 0 3 25
VILLA
DI SERIO 7 3 1 1 4 3 0 0 4 0 2 3 28
TOTALE
AMBITO 95 22 14 45 45 22 87 18 52 12 55 47 514
interventi attivati anni precedenti:
anno
2007 94 15 17 47 45 82 16 51 11 51 13 442
anno
2006 82 16 23 43 47 71 15 48 11 46 238
anno
2005 74 8 26 44 45 80 16 50 9 40 240
anno
2004 28 35 40 67 14 51 8 41 221
anno
2003 28 35 42 32 15 50 6 36 181
D.1 ASSISTENZA SCOLASTICA
Caratteristiche e
finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni/
interventi
Riferimenti
normativi/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Prospettive e Piano
economico finanziario
Il servizio di assistenza
scolastica, attraverso l’assegnazione di un assistente educatore, è
finalizzato a
garantire ad alunni
disabili e/o ad elevato rischio di disagio un progetto educativo che
favorisca una piena
integrazione nella scuola
e nel contesto sociale. Il Servizio Sociale Comunale con la
collaborazione della
Società programma e
verifica le necessità orarie di ogni alunno su indicazioni del
servizio proponente e
del PEI formulato dalla
scuola.
Alunni frequentanti gli
istituti scolastici di primo e secondo grado residenti nei comuni
di: Albino, Alzano
L.do, Casnigo, Cene,
Fiorano al Serio, Gandino, Gazzaniga, Leffe, Nembro, Pradalunga,
Ranica, Selvino
e Villa di Serio e
segnalati dall’UONPIA di Gazzaniga, da servizi specialistici
pubblici e dal Servizio
psico-sociale della
Società.
Mantenimento del servizio
in atto sino al giugno 2010; successivamente valutazione di nuove
modalità di
gestione. Verifica del
protocollo in atto ed eventuali modifiche-integrazioni.
In previsione della
scadenza, nel 2010, della gara d’appalto verifica complessiva del
servizio.
Costituzione di gruppo di
lavoro per valutare possibili nuove forme di gestione
(accreditamento, voucher)
e/o ridefinizione di
nuova gara d’appalto.
Protocollo di intesa ,
del luglio 2007, tra Comuni , Istituti Comprensivi- Direzioni
Didattiche , Società, e
Azienda Ospedaliera.
Contratto di servizio
stipulato tra ogni singolo comune e la cooperativa di riferimento
nel rispetto del
capitolato di gara
Il servizio é assegnato
attraverso gara d’appalto espletata dal comune di Albino quale ente
capofila, per il
periodo luglio 2007
giugno 2010, alla Cooperativa La fenice e alla Cooperativa S.
Martino (associati in
ATI).
Verifiche, secondo
calendario annualmente definito tra scuola, servizio proponente,
servizio sociale
comunale, società,
assistente educatore ed eventuale coordinatore
dell’ente-cooperativa.
Conferenza annuale
generale, relativa al servizio
Andamento della casistica
nel precedente triennio:
Anno 2006 2007 2008
n. minori
82 94 95
Restano a carico del
singolo comune gli oneri relativi agli assistenti educatori. La
Società mette a
disposizione un operatore
specializzato per 560 ore annue (mediamente 4 ore per studente
comprensivo
dei casi della secondaria
superiore) per un onere per l’ anno 2009, pari a € 13.700,00
D.2 SPAZIO AUTISMO
Caratteristiche e
finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni/
interventi
Riferimenti
normativi/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Prospettive e Piano
economico finanziario
Spazio per attività
educative per minori, giovani e adulti affetti da autismo
finalizzato a supportare sia
l’organizzazione del
contesto di vita scolastico che domestico.
Minori frequentanti la
scuola dell’obbligo in carico e segnalati dall’UONPIA di Gazzaniga .
Giovani e adulti che non
trovano un’adeguata risposta nei servizi diurni presenti nel
territorio di
appartenenza. Nel 2008
hanno usufruito dell’intervento n 20 minori e n. 2 adulti
Mantenimento del servizio
per i minori a Bergamo presso l’ex scuola Angelini.
Verifica opportunità di
realizzazione, per gli adulti, di un modulo specifico nel
territorio.
Per i minori: definizione
e condivisione del progetto personalizzato tra UONPIA, Spazio
Autismo e
scuola, accompagnamento e
monitoraggio da parte degli educatori di Spazio Autismo
Per gli adulti:
definizione di progetti personalizzati finalizzati all’acquisizione
o al consolidamento delle
autonomie personali e
sociali.
Accordo con Ufficio
Scolastico Provinciale di Bergamo del 21/12/2005.
Gestione da parte della
Associazione Spazio Autismo nella predisposizione di moduli di
sopporto e di
monitoraggio per gli
alunni frequentanti le scuole e dei progetti “Faiconme”, “Mini Pack”
e “Pony help
autonomia” per giovani e
adulti.
Rispetto agli adulti:
·
Incontri di
verifica a cadenza annuale tra spazio autismo, servizio sociale,
società e genitori.
·
Numero progetti
mantenuti e attivati nel corso dell’anno
·
Relazione annuale
da parte di Spazio Autismo
Rispetto ai minori:
·
Raccordi con
UONPIA
·
Relazione annuale
rispetto a servizio e ad ogni singolo caso.
Andamento della
casistica:
Anno 2006 2007 2008
n. utent i minori
16 16 20
n. utent i maggiorenni
2 2 2
Per l’anno 2009 è
prevista una spesa pari a € 48.000,00
D.3 DISTURBI SPECIFICI DI
APPRENDIMENTO
Caratteristiche e
finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni/
interventi
Riferimenti
normativi/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Prospettive e Piano
economico finanziario
Laboratorio informatico
per bambini o ragazzi con diagnosi di DSA finalizzato a percorsi
pedagogici e
educativi che affiancano
la cura clinica e la riabilitazione con l’obiettivo di facilitare
gli alunni
nell’affrontare gli
impegni scolastici, attraverso l’acquisizione di appositi programmi
informatici come
strumento alternativo per
la lettura e la scrittura, e conseguentemente ampliare le proprie
autonomie e
migliorarne l’autostima.
Bambini o ragazzi
frequentanti le scuole elementari o medie, in carico al Servizio
UONPIA di Gazzaniga,
e con diagnosi di DSA.
Nel 2008 hanno usufruito
del laboratorio n. 33 alunni.
Per l’anno scolastico
2008/2009 sono iscritti n. 39 alunni.
Mantenimento del
laboratorio informatico.
Consolidamento del
coordinamento tra UONPIA,operatori del laboratorio informatico
extrascolastico,
insegnanti funzione
strumentale dei diversi istituti scolastici.
Realizzazione di percorsi
formativi.
Predisposizione di
protocollo tra i diversi soggetti istituzionali.
Formazione per insegnanti
con funzione strumentale e personale della cooperativa.
Monitoraggio del progetto
di laboratorio informatico attraverso incontri intermedi con gli
operatori
Consulenza per i genitori
Normativa MIUR e
circolare USR Lombardia e USP di Bergamo dal 2004 a seguire.
Servizio erogato
attraverso accordo tra UONPIA, Società e Cooperativa “Il cantiere”
di Albino, Istituti
Scolasti Comprensivi e
Superiori dell’ambito, per studenti in carico e segnalati dal
Servizio UONPIA di
Gazzaniga.
Incontri tra servizio
inviante, scuola e cooperativa finalizzati all’invio, al
monitoraggio e alla verifica
della singole situazioni.
Incontro annuale tra
cooperativa, UONPIA e genitori.
Incontri periodici di
coordinamento tra insegnanti (in media 4 in un anno scolastico)
Relazione annuale di
andamento del servizio.
Per l’anno 2009 è
prevista una spesa pari a € 10.800,00
D.4 PROGETTO DI
INTEGRAZIONE SECONDARIA SUPERIORE
Caratteristiche e
finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni/
interventi
Riferimenti
normativi/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Prospettive e Piano
economico finanziario
Il Progetto di
Integrazione Scuola Secondaria Superiore é un intervento formativo e
socio-educativo
pomeridiano, che si
rivolge ad alunni disabili o in situazione di disagio, con
l’obiettivo di favorire lo
studio e l’integrazione
sia nel contesto relazionale “del gruppo classe” che “del paese di
residenza”.
Il PEI predisposto dalla
scuola è pertanto integrato da attività pomeridiane, svolte da un
Assistente
Educatore, (da un minimo
di 6 a un massimo di 12 ore settimanali).
·
Raccolta della
disponibilità alla collaborazione da parte degli Istituto Scolastici
dell’Ambito secondo le
modalità previste dal
regolamento (nell’anno 2008 è pervenuta una sola disponibilità).
·Mantenimento
del servizio in atto sino al giugno 2010; successivamente
valutazione di nuove modalità
di gestione.
Alunni disabili e/o in
situazione di disagio che abbiano conseguito la Licenza Media
Inferiore e per i quali
sia stata valutata
opportuna la continuazione dell’esperienza scolastica in una Scuola
Media Superiore.
Nell’anno scolastico
2007/2008 hanno usufruito dell’intervento n. 11 alunni mentre
nell’anno scolastico
2008/2009 l’intervento è
stato attivato per n. 9 alunni.
In previsione della
scadenza nel 2010 della gara d’appalto verifica complessiva del
servizio.
Costituzione di gruppo di
lavoro per valutare possibili nuove forme di gestione
(accreditamento, voucher)
e/o ridefinizione di
nuova gara d’appalto.
Regolamento approvato
dall’assemblea dei sindaci in data 23/04/2008
Il servizio, gestito
attraverso gara d’appalto per il periodo luglio 2007 giugno 2010, è
stato assegnato alla
Cooperativa “La fenice”.
·
Numero di soggetti
che hanno usufruito del servizio
·
Verifica da
effettuarsi in collaborazione con il CSA al fine di una
ridefinizione sia degli obiettivi che
delle modalità di
erogazione del servizio
·
Incontri periodici
tra Servizio inviante (per la maggior parte dei casi UONPIA) Scuola,
Società e
Cooperativa.
·
Relazione annuale
per ogni utente inserito nel servizio.
Andamento casistica:
Anno scolastico 2006/07
2007/08 2008/09
utenti
14 11 9
Indicativamente è
previsto un costo annuale di circa € 3.000,00 per ogni utente del
servizio.
Per l’anno 2009 è
prevista una spesa pari a € 30.000,00
Andamento della
casistica:
Anno 2006 2007 2008
utenti
43 47 45
Per l’anno 2009 è
prevista una spesa pari a € 194.472,00
D.5 SERVIZIO ASSISTENZA
DOMICILIARE HANDICAP (SAD.H)
Caratteristiche e
finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni/
interventi
Riferimenti
normativi/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Prospettive e Piano
economico finanziario
Il SA.D./H. é un
intervento socio-assistenziale domiciliare articolato secondo il
programma precisato nel
progetto personalizzato,
predisposto dall’Assistente Sociale del comune in collaborazione con
gli
operatori del servizio
disabili della Società, o dal servizio UONPIA, al fine di consentire
la gestione del
disabile nel normale
ambiente di vita, riducendo quindi il ricorso a strutture
residenziali. Il servizio,
tenuto conto dei 5
livelli di voucher previsti, può essere attivato quale unica
risposta ai bisogni socioassistenziali
ed educativi del
soggetto, oppure ad integrazione di altri servizi. Può inoltre avere
carattere
continuativo oppure
temporaneo legato ad una situazione di orientamento, sollievo e
pronto intervento.
Soggetti portatori di
handicap di età compresa prevalentemente tra i 18 e i 55 anni, con
riconoscimento di
invalidità civile
superiore al 65%, e/o con riconoscimento di legge 104 (salvo
valutazioni particolari,
motivate) i cui nuclei
familiari esprimono difficoltà a garantire loro tutta l’assistenza
necessaria.
Per quanto attiene l’area
dei minori, l’intervento viene attivato, con caratteristiche di
eccezionalità,
quando al minore è
riconosciuta la gravità ai sensi della legge 104.
Nel 2008 hanno usufruito
del servizio n. 44 disabili.
Mantenimento del sistema
di voucherizzazione.
Potenziamento interventi
finalizzati al sollievo per “non autosufficienti” vista la DRG 8243.
Dimissione degli utenti
con buone autonomie e loro passaggio a progetti sperimentali di
piccolo gruppo.
Emissione di nuovo bando
finalizzato all’accreditamento di almeno due enti
Sperimentazione di
percorsi di piccolo gruppo
L.328/00 e successive
leggi regionali applicative
Regolamento approvato
dall’Assemblea dei Sindaci in data 25/10/2006 e successivamente
modificato
dall’Assemblea stessa
nella seduta del 17/12/2008.
Avviso di selezione per
l’accreditamento di soggetti pubblici o privati idonei ad operare
nel settore emesso
il 14/11/2006 che
consente il costante aggiornamento del registro degli enti
accreditati.
Il servizio è erogato
attraverso l’assegnazione di voucher alle famiglie che potrebbero
scegliere tra gli enti
accreditati. Ad oggi si è
accreditata la sola Cooperativa S. Martino.
Con gli enti accreditati
vengono stipulati patti di accreditamento.
·
Incontro almeno
semestrale con la famiglia, da parte dell’ente inviante per il
rinnovo dell’erogazione del
servizio.
·
Incontro annuale
di verifica e riprogettazione tra ente inviante, società,
cooperativa e genitori.
·
Relazione annuale
di verifica per ogni singola situazione .
D.6 PROGETTI MIRATI DI
TERRITORIO (PMT)
Caratteristiche e
finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni/
interventi
Riferimenti
normativi/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Prospettive e Piano
economico finanziario
Servizio socio-educativo
individualizzato, finalizzato all’integrazione sociale, di persone
in situazione di
disabilità congenita.
L’intervento è individualizzato e viene articolato attraverso
l’elaborazione di progetti
personalizzati definiti
dal Servizio Sociale Comunale in collaborazione con il Servizio
Disabili della
Società. Attraverso
attività socio occupazionali realizzate in ambiente lavorativo,
pubblico o privato gli
interventi valorizzano,
mantengono e/o potenziano le capacità operative e relazionali del
singolo e
promuovono la solidarietà
e il senso di responsabilità della comunità di appartenenza.
Il PMT affianca le
attività socio- occupazionali con la costruzione di una rete di
interazioni con le risorse
presenti nel contesto
sociale.
Soggetti disabili che
hanno concluso la formazione scolastica e per i quali è stata
verificata sia
l’impossibilità di un
avviamento al lavoro professionale - in quanto non in grado di
sostenere ritmi e tempi
convenzionalmente
ritenuti produttivi - sia la non idoneità di servizi diurni rivolti
a soggetti disabili in
situazione di maggiore
gravità. Nell’anno 2008 sono stati attivati n. 46 progetti.
Mantenimento del servizio
in atto.
Definizione annuale del
progetto personalizzato.
Normativa regionale
relativa ai Servizi Formativa all’ Autonomia: delibera 007285 del
19/05/2008
Regolamento approvato
dall’Assemblea dei Sindaci in data 24/10/2007
Sevizio gestito in forma
diretta dalla società con educatori professionali dipendenti
Ogni progetto
personalizzato indica i tempi del monitoraggio presso le strutture
da parte degli Educatori
Prof.li, e gli incontri
di verifica (almeno annuali) con la famiglia e con i responsabili
delle strutture, da
parte degli Educatori e
degli Assistenti Sociali Comunali.
Andamento della
casistica:
Anno 2006 2007 2008
utenti
47 45 46
Riconoscimento economico
simbolico preventivo 2009: € 46.900,00
Costo INAIL a carico di
ogni singolo comune
D.7 PROGETTI
SOCIO-OCCUPAZIONALI (PSO)
Caratteristiche e
finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni/
interventi
Riferimenti
normativi/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Prospettive e Piano
economico finanziario
Il PSO é un servizio
finalizzato all’integrazione di persone con svantaggio sociale
generalizzato, che
difficilmente possono
essere inseriti o rientrare nel mondo del lavoro. L’intervento è
individualizzato e
viene articolato
attraverso l’elaborazione di progetti personalizzati definiti dal
Servizio Sociale Comunale
in collaborazione con il
Servizio Disabili della Società o dal Servizio Specialistico. I
Progetti si realizzano,
in ambiente lavorativo,
pubblico o privato ove le persone sono impegnate nello svolgimento
di mansioni, o
funzioni, congrue alle
loro capacità.
Sono destinatari del
servizio soggetti in età adulta: pazienti psichiatrici, soggetti
multiproblematici e adulti
in situazione di grave
emarginazione, con disabilità acquisita e per i quali si è
verificata l’impossibilità di
mantenere un lavoro
professionale.
Nel 2008 sono stati
attivati n. 31 progetti.
Consolidamento del
servizio sovra-comunale avviato il 01/01/2008.
Implementazione delle
collaborazioni con le cooperative di tipo B.
Definizione annuale del
progetto.
Regolamento approvato
dall’Assemblea dei Sindaci il 24 Ottobre 2007
Servizio gestito in forma
diretta della società o attraverso accordi con Cooperative Aeper,
Calimero,
Lottovolante e La Ranica.
·
Ridefinizione
annuale progetto personalizzato sottoscritto dalla singola persona.
·
Incontro almeno
annuale con gli enti accoglienti.
Per l’anno 2009 è
prevista una spesa pari a € 85.634,00
Costo INAIL a carico di
ogni singolo comune
D.8 SERVIZIO INSERIMENTI
LAVORATIVI (SIL)
Caratteristiche e
Finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni
/interventi
Riferimenti normativi
/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Prospettive e Piano
economico finanziario
Il Servizio Inserimenti
Lavorativi (SIL), è rivolto alla persona disabile e/o svantaggiata
che necessita di un
intervento di mediazione
per agevolare il suo ingresso nel mercato del lavoro. Vengono
attuate strategie per
favorire l’integrazione
lavorativa operando la necessaria mediazione tra le realtà
produttive del territorio e la
realtà del disagio e
l’emarginazione. Il Servizio offre anche uno spazio di orientamento
al lavoro (SOL),
rivolto per lo più a
persone minorenni o giovani, non in grado di orientarsi in modo
corretto verso il lavoro.
Convenzione del
28/02/2009 tra la Società e Consorzio Sol.co Serio che opera secondo
il principio di
assimilazione mutuato dal
regolamento dei fondi sociali europei quale socio del “Consorzio
Mestieri”
soggetto accreditato
dalla Regione Lombardia ed autorizzato dal Ministero del Lavoro per
i servizi al lavoro
Sono destinatari
dell’intervento le persone segnalate dai servizi sociali comunali o
specialistici, che
presentano disabilità
fisiche, psichiche o sensoriali e/o svantaggiati ed in particolare:
·
Disabili con
invalidità superiore al 45% e disabili psichici iscrivibili nella
graduatoria provinciale del
collocamento mirato.
·
Persone con
disabilità o svantaggio sociale purchè in carico ai servizi sociali
e/o competenti che ne
certifichino la
condizione di svantaggio
La Società accoglie e
valuta le domande che pervengono dai servizi sociali del Comune o
dei servizi
specialistici. Invia le
segnalazioni all’ente accreditato e verifica la realizzazione dei
progetti. Predispone
l’erogazione, agli utenti
, della borse lavoro.
·
Numero delle
persone prese in carico.
·
Numero delle
persone inserite formalmente nel mercato del lavoro.
·
Numero delle
aziende (pubbliche e private) e delle cooperative collaboranti.
Andamento della
casistica:
Anno 2006 2007 2008
utenti
71 82 87
Per l’anno 2009 è
prevista una spesa pari a €. 70.000,00
Mantenimento e sviluppo
dell’azione di filtro e di verifica dei progetti attuati.
Partecipazione alla
realizzazione dei progetti finanziati dalla Provincia ai sensi della
L.R. 13/00
·
Mantenimento
dell’offerta del Servizio per le persone potenzialmente inseribili
nel mercato del lavoro.
·
Mantenimento e
incremento delle disponibilità occupazionali presso le aziende-enti
nel territorio.
·
Incremento delle
collaborazioni tra il servizio SIL e gli enti preposti ( ufficio del
collocamento mirato e
del centro per l’impiego
provinciale, enti accreditati….)
D.9 PERCORSI PARALLELI
Caratteristiche e
finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni/
interventi
Riferimenti
normativi/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Prospettive e Piano
economico finanziario
Il Servizio di Formazione
all’Autonomia Percorsi Paralleli è un’unità d’offerta sociale che
prevede la
realizzazione di attività
di piccolo gruppo, finalizzate ad obiettivi educativi,
socializzanti, assistenziali, da
raggiungere attraverso
l’elaborazione di progetti personalizzati definiti in collaborazione
con il Servizio
Sociale Comunale e il
Servizio Disabili della Società e/o con l’UONPIA. Il servizio si
articola dal lunedì
alla domenica. L’attività
è distribuita su cinque giorni per 30 ore settimanali, per undici
mesi all’anno
(n.48 settimane) e
prevede la chiusura di almeno 2 settimane nel mese di agosto
Revisione dell’intervento
alla luce della richiesta di riconversione del servizio in Centro
Socio Educativo
(CSE) come previsto dalla
DGR 7285 del 19/05/2008
Sono destinatari del
servizio soggetti disabili medio-gravi che hanno assolto l’obbligo
scolastico, residenti
nei comuni della Media
Valle Seriana e che necessitano di interventi, continuativi,
socio-educativi e
assistenziali e con
modalità protette.
Nel 2008 hanno usufruito
del servizio n. 18 utenti di cui n.3 part-time.
Definizione modalità di
gestione: appalto o accreditamento e conseguente assegnazione del
servizio per il
successivo triennio.
Delibera Regionale n 7285
del 19/05/2008 e Delibera Regionale n. 20763 del 16/02/2005.
Regolamento approvato
dall’Assemblea dei Sindaci il 20 giugno 2007.
Carta dei servizi redatta
dalla Cooperativa S. Martino.
Il servizio stato
assegnato con gara d’appalto, per il periodo 01/01/07 – 31/12/09,
alla cooperativa S.
Martino.
Incontri di verifica, a
cadenza almeno annuale, tra Servizio Sociale Comunale, Società,
genitori e
cooperativa rispetto a
ogni singola situazione.
Relazione annuale
rispetto a ogni utente.
Incontri almeno due volte
all’anno di programmazione generale con la Società, i genitori e la
cooperativa .
Andamento della
casistica:
Anno 2006 2007 2008
utenti
15 16 18
Per l’anno 2009 è
prevista una spesa pari a € 233.926,00
D.10 CENTRI DIURNI DISABILI (CDD)
Caratteristiche e
finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni/
interventi
Riferimenti
normativi/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Prospettive e Piano
economico finanziario
I Centri Diurni Disabili
di Nembro (accreditato per 30 posti) e di Gandino (accreditato per
20 posti,) sono
unità d’offerta
semiresidenziale socio-sanitaria destinate all’accoglienza di
disabili gravi. Assicurano
l’erogazione delle
prestazioni per i propri ospiti sulla base di Progetti
Individualizzati, che prevedono
anche il coinvolgimento
delle famiglie, con l’obiettivo di mantenere, consolidare o
potenziare i livelli di
autonomia. Garantiscono
un apertura per almeno 35 ore settimanali per 235 giorni all’anno.
Ristrutturazione stabile
di Gandino con l’obiettivo di ampliare l’accreditamento a n. 30
posti
Sperimentare forme
flessibili finalizzate al sollievo, come previsto dalla Delibera
regionale del 8501 del
26 Novembre 2008
(allegato 17 punto 4).
Soggetti disabili gravi
di età superiore ai 18 anni e, di norma, sino ai 65. In casi
eccezionali possono
essere accolti, su
segnalazione del servizio UONPIA, anche minori.
A Nembro sono presenti 31
utenti di cui 2 a part-time e un residente altro ambito.
A Gandino sono presenti
21 utenti di cui 2 part-time. E’ presente lista d’attesa a Gandino
per n. 2 posti.
Stima immobile di Gandino
per eventuale vendita /o ristrutturazione a carico dei comuni (ivi
compreso il
2° piano ) per consentire
la domanda di accreditamento e n. 30 posti.
Sperimentazione di
maggiore flessibilità attraverso l’ampliamento delle giornate e
degli orari di apertura .
Delibera della giunta
Regionale n. 18334 del 23 luglio 2004.
Convenzione Assemblea dei
Sindaci – Cooperativa la Fenice stipulata il 15/06/06 per il periodo
01/07/2006-30/06/12.
Carta dei servizi predisposta dall’ente accreditato.
I CDD sono gestiti dalla
Cooperativa “la Fenice” accreditata dall’ASL con specifica delibera
·
Incontri,
indicativamente semestrali, di programmazione e verifica del
progetto individuale tra gli
operatori del CDD e le
Assistenti Sociali dei comuni.
·
Progetto educativo
e gestionale predisposto annualmente dalla cooperativa e presentato
e approvato
dall’Assemblea dei
Sindaci.
·
Incontri periodici
del Comitato (formato da rappresentati politici, tecnici, genitori e
cooperativa).
·
Vigilanza da parte
dell’ASL
·
Incontro annuale
di monitoraggio tra AS, Società e CDD
Andamento della
casistica:
Anno 2006 2007 2008
utenti
48 50 52
La retta sociale
giornaliera prevista per l’anno 209 è pari a € 36,80 (di cui € 9,40
a carico della famiglia)
più € 20.000,00 quale
contributo alla vacanza di sollievo per complessivi € 362.136,00.
Sono inoltre
previsti € 74.300,00 per
organizzazione trasporti
D.11 RESIDENZIALITA’
Caratteristiche e
finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni/
interventi
Riferimenti
normativi/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Prospettive e Piano
economico finanziario
Interventi di
sostituzione del nucleo familiare realizzati attraverso
l’inserimento in una struttura
residenziale:
Appartamenti protetti, Comunità Socio-Sanitaria (CSS), Residenza
Sanitaria Disabili (RSD),
o Istituto. Queste
strutture rispondono ai bisogni primari, assistenziali, educativi e
di socializzazione.
Per particolari
situazioni è possibile prevedere la frequenza diurna di una comunità
alloggio.
Approvazione regolamento
che definisca criteri di accesso, consideri la disabilità acquisita
e la
compartecipazione alle
spese.
Sperimentazione di nuove
modalità per far fronte al bisogno di residenzialità (RSA- badanti).
Regolamentazione e/o
revisione dei progetti diurni in comunità.
Sono inseriti disabili di
età compresa fra 18 e 55 anni, per i quali la famiglia non è più in
grado di
garantire la cura e
l’assistenza necessari. In casi di eccezionalità e su segnalazione
del servizio UONPIA
l’intervento può essere
attivato anche per minori.
Costituzione gruppo di
lavoro tecnico-politico per definizione regolamento unico.
Accordo con almeno una
RSA per piccolo nucleo di disabili adulti
Promozione bando “buono
badanti”
Incontri vigilanza- Asl
per verificare modalità organizzative relative ai progetti diurni
Piano Socio-Assistenziale
1988/90. Delibera della Regione Lombardia 18333 del 2004 e delibera
19874
del dicembre 2004.
Carta dei servizi delle
singole cooperative-enti.
Segnalazione delle
necessità e valutazione del bisogno da parte del servizio sociale
comunale.
L’inserimento viene
effettuato dalla Società tenendo conto degli accordi con i singoli
enti-cooperative.
Accordi annuali con
singoli enti-cooperative: Coop. Chimera, Coop. La Fenice, Coop.
Namastè,
Cooperativa Sociale
Lavoro Valle Seriana, Fondazione Giovanni XIII autismi e terapie,
Consorzio La
cascina per interventi di
residenzialità.
Incontri a cadenza almeno
annuale di verifica della progettualità in atto tra l’ente
inviate,operatori della
società e della
struttura, utente e genitori e/o tutore.
Definizione di progetto
personalizzato per ogni utente e relazione annuale dell’ente
accogliente
Andamento della
casistica:
Anno 2006 2007 2008
utenti
46 51 55
Per l’anno 2009 è
prevista una spesa pari a € 1.075.580,00 (995.000,00 Comunità e
80.580,00 Piario)
D.12 SOLLIEVO E TEMPO
LIBERO
Caratteristiche e
finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni/
interventi
Riferimenti
normativi/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Prospettive e Piano
economico finanziario
Mantenimento-
potenziamento dell’esperienza in atto attraverso il reperimento di
risorse alternative al
fondo sociale potenziando
le collaborazioni tra e con le associazioni;
Il servizio STL è rivolto
prioritariamente a disabili frequentati il servizio PMT o i corsi
FLAD.
Le esperienze di sollievo
sono rivolte a famiglie di disabili minorenni o maggiorenni a
seconda della
specificità progettuale.
Partecipazione al bando
provinciale annuale della provincia relativo al sollievo per
famiglie con disabili.
Accordi con le
associazioni che prevedano la partecipazione a bandi pubblici o
privati, per l’accesso a
finanziamenti a servizi
finalizzati al sollievo.
Accordi annuali con:
Associazione Volontariato Valle Seriana per esperienze estive di
vacanza, gruppo
Ge.di per STL e domeniche
di sollievo, Associazione l’Orizzonte per tempo libero e domeniche
sollievo,
Gruppo Noialtri per
progetti domeniche insieme e mini-vacanza, Cooperativa S Martino per
STL e
servizio socio-educativo,
cooperativa la Fenice per vacanza CDD
Relazione annuale di
verifica degli interventi attivati.
Mantenimento incremento
numero partecipanti alle attività
Andamento casistica
servizio tempo libero:
Anno 2006 2007 2008
utenti
34 33 34
Interventi sollievo :
Anno 2006 2007 2008
utenti
112 128 131
Per l’anno 2009 è
prevista una spesa pari a:
·
€ 13.500,00 per il
servizio tempo libero
·
€ 17.000,00 per i
raccordi con le associazioni di volontariato
Il servizio tempo libero
(STL) integra l’offerta di tipo socio-occupazionale curando la
socializzazione e il
versante ludico
ricreativo durante l’anno e prevede un potenziamento nei periodi
estivi e di vacanza.
Gli interventi di STL
vengono affiancati dalle iniziative e dalle attività delle
associazioni di volontariato
presenti sul territorio
che, con specifici accordi, attuano interventi di sollievo
domenicale o esperienze
estive di vacanza. Le
segnalazioni provengono sia dai Servizi Sociale Comunale che dal
Servizio
UONPIA.
D.13 AMBULATORIO HANDICAP
Caratteristiche e
finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni/
interventi
Riferimenti
normativi/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Prospettive e Piano
economico finanziario
Ambulatorio dove sono
presenti medici specialisti: neurologo, psichiatra, fisiatra,
cardiologo,
endocrinologo-dietologo,
in fasce diverse e con cadenza settimanale o mensile, al fine di
costituire un
riferimento costante per
i medici di assistenza primaria e le famiglie, nella cura e nel
controllo delle
patologie correlate alla
disabilità.
Attivazione del servizio
che dovrà prevedere la presenza stabile dello stesso specialista.
Individuazione della
struttura.
Apertura di una cartella
sanitaria per ogni disabile
Disabili adulti 18-55
anni.
Definizione accordi con
l’ASL e Aziende Ospedaliere per la messa a disposizione di
specialisti.
Organizzazione
strutturale e logistica dell’ambulatorio.
Accordo/convenzione
dell’Assemblea dei Sindaci con l’ASL e le strutture ospedaliere
coinvolte.
Organizzazione degli
accessi attraverso CUP gestito dalla Società
Anno 2009: avvio contatti
con ASL e aziende ospedaliere
Anno 2010: avvio attività
ambulatorio
Entro triennio presa in
carico di tutte le famiglie dei disabili richiedenti il servizio.
Nel 2009 non sono
previsti oneri economici.
7. AREA PSICHIATRIA
PREMESSA
La salute mentale è il prodotto di un
delicato equilibrio tra le varie dimensioni della vita della
persona (da quella strettamente biologica
della salute a quella sociale, lavorativa, relazionale e
amicale ) che si snoda attraverso tutto
l'arco dell'esistenza, interessando trasversalmente tutte le età
e tutte le condizioni sociali..
Poiché l'emergere della malattia mentale
induce la persona ad interrompere i rapporti con la realtà
quotidiana e ad isolarsi, la tutela della
salute mentale è un processo complesso e
multidimensionale che si costruisce nel
continuum tra intervento terapeutico – riabilitativo a
valenza sanitaria ed intervento socio-
assistenziale a valenza “ comunitaria”.
Vale a dire che se le istituzioni
psichiatriche si configurano come i luoghi della cura (aree
riabilitative intermedie in cui il
paziente sperimenta in una dimensione protetta le proprie
capacità) deve esserci un “oltre”
rappresentato dalla società civile che si rende disponibile ad
accogliere e ristoricizzare la persona
nelle tre dimensioni fondamentali dell'avere relazioni
sociali, dell'abitare e del lavorare
restituendola concretamente al suo status di cittadino.
Diventa quindi prioritario, al termine di
ogni percorso sanitario, attivare una rete di soggetti,
istituzionali e non, che permettano al
paziente di sperimentare i risultati da lui raggiunti al
termine delle cure.
Tali risultati per il paziente
psichiatrico coincidono con la ri-acquisizione della capacità di
“esserci” partecipando a quei momenti di
vita quotidiana e comunitaria che sono propri di ogni
realtà locale.
Ma nel contempo va presidiata e
sviluppata, nel tessuto sociale, una nuova cultura della salute
mentale, che travalichi lo stigma della
malattia.
QUADRO RIASSUNTIVO DEGLI INTERVENTI
L'utenza seguita dal C.P.S. di Nembro, lo
scorso anno è di 2.871 persone, di cui 1.477 hanno
comportato la “presa in carico” essendo
situazioni complesse gestite multidisciplinariamente da
tutta l'equipe. Gli interventi del Servizo
Sociale sono stati 1.659 rivolti a 419 pazienti
Strutture residenziali e/o
semiresidenziali:
● Comunità RIABILITATIVA ad ALTA
ASSISTENZA di Piario, CRA;
● Comunità PROTETTA MEDIA
ASSISTENZA di Alzano L.do, CPM;
● Struttura di Vertova: Comunità
Psichiatriche (CRM, CPM, CPA) e riabilitazione di
mantenimento;
● Strutture esterne U.O.
Residenziali e semiresidenziali accreditate e non;
● Interventi territoriali;
● Centro Diurno di Nembro
CRA
COMUNITA'
PROTETTA
CENTRO DIURNO
STRUTTURE
ESTERNE
STRUTTURA
VERTOVA
utenti
interventi utenti interventi utenti interventi utenti utenti
2006
26 8913
26 6313 87 2839 22 24
2007
21 9477
21 8142 78 2904 22 27
2008
12
10764 29 5562 61 2873 22 23
Progetti territoriali:
- progetti occupazionali;
- progetti risocializzanti/assistenziali
(con Ass. INAIL);
- progetti di Assistenza Domiciliare;
- progetti “Sollievo”;
- progetti di orientamento /supporto
all’attività lavorativa.
PROGETTI
OCCUPAZIONALI
PROGETTI
RISOCIALIZZANTI
ASSISTENZIALI (con
Ass.
INAIL)
PROGETTI
DI
ASSISTENZA
DOMICILIARE
PROGETTI
"SOLLIEVO"
PROGETTI
DI
ORIENTAMENTO E
SUPPORTO
ALL'ATTIVITA'
LAVORATIVA
2006
26 13 21 13 14
2007
26 11 18 20 13
2008
24 13 26 10 14
TEMATICHE ALL’ATTENZIONE NELL’AREA DI
INTEGRAZIONE SOCIOSANITARIA
DELLA PSICHIATRIA
Un tema aperto e cruciale é la
residenzialità.
In base alla normative Regionali i
pazienti inseriti in strutture sanitarie saranno dimessi dopo 18
mesi (se CRA), oppure dopo 36 mesi (se CPM
e CPA).
Per alcuni pazienti pare possibile fare
rientro in rientro in famiglia o essere inseriti in percorsi in
autonomia come previsto dalla
residenzialità leggera.
Accanto a queste situazioni il Servizio
Psichiatrico ha in carico persone di età inferiore ai 60-65
anni che NON potranno fare rientro al loro
domicilio in quanto:
-
privi di riferimento familiare
-
portatori di patologie gravi, tali da
richiedere una gestione “istituzionalizzata”
-
appartenenti a nuclei familiari o contesti
ambientali multiproblematici per i quali sarà
necessario individuare strutture
socio-assistenziali ad ALTA ASSISTENZA e BASSA
INTENSITA' RIABILITATIVA
PS.1 PROGETTI SOCIO
OCCUPAZIONALI
Caratteristiche e
finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni/
interventi
Riferimenti
normativi/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Prospettive e Piano
economico finanziario
Potenziare gli interventi
in atto
Recuperare nuove risorse
in collaborazione con Servizio Società dei Servizi
Ridefinizioni dei
progetti annuali con relativo monitoraggio- verifica – eventuali
modifiche
Normativa regionale
relativa ai Servizi Formativa all’ Autonomia: delibera 007285 del
19/05/2008
Regolamento approvato
dall’Assemblea dei Sindaci in data 24/10/2007
Valutazione in èquipe
dell'opportunità di attivazione del progetto. Individuazione della
risorsa territoriale,
informazione Servizio
Sociale competente, incontro di conoscenza del contesto
Verifiche iniziale
mensili, successivamente semestrali o comunque al bisogno
Frequenza costante del
paziente del contesto e svolgimento della mansione concordata
Definite nel Piano
economico generale della Società dei Servizi
Sono progetti che fanno
parte integrante del percorso di cura; si collocano nell'area del
recupero e
reinserimento del
paziente nella realtà sociale.
La finalità è di
sostenere il paziente nell'organizzazione e gestione della propria
quotidianità, definire una
propria identità sociale
e costruire un livello di vita dignitosa
Pazienti in una
situazione psicopatologica stabilizzata, con parziale compromissione
dei livelli
d'autonomia e tendenza al
ritiro sociale. Il paziente mantiene un minimo di abilità lavorative
residue
PS.2 ASSISTENZA
DOMICILIARE
Caratteristiche e
finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni/
interventi
Riferimenti
normativi/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Prospettive e Piano
economico finanziario
E' un servizio che ha la
finalità di garantire un sostegno al paziente nella gestione della
propria
quotidianità, quindi
prevede un progetto costruito nel territorio e in specifico
nell'ambito di vita
dell'interessato
Pazienti parzialmente
autosufficienti a livello psicofisico ma con scarsa capacità
organizzativa rispetto
alla quotidianità. Spesso
vivono in situazioni di solitudine e isolamento psicologico
Nuclei familiari a
rischio di emarginazione.
Potenziare il servizio.
Sistematizzare gli
incontri di verifica tra Operatori del SAD e quelli del Servizio
Psichiatrico.
Ridefinizione dei
progetti annuali con relativo monitoraggio – verifica – eventuali
modifiche
Legge 328/00 art. 16.
Regolamento unico SAD
approvato dall’Assemblea dei Sindaci il 21/03/2007 e successivamente
da ogni
singola Amministrazione
Comunale
Valutazione in èquipe
dell'opportunità di attivazione del progetto. Coinvolgimento
Servizio Sociale
competente e stesura
progetto
Nella fase iniziale
verifica mensile e poi semestrale.
Rispetto dei parametri
concordati per la gestione della quotidianità: spese, tipo di
alimentazione e igiene
Definite nel Piano
economico di ogni singolo Comune
PS.3 SOLLIEVO
Caratteristiche e
finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni/
interventi
Riferimenti
normativi/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Prospettive e Piano
economico finanziario
La caratteristica
prioritaria di questo intervento è di far sperimentare momenti/
spazi di vita autonoma a
pazienti e familiari. La
finalità è duplice: ai pazienti offrire l'opportunità di vivere
momenti ricreativi e ai
familiari di
riappropriarsi di spazi “privati”
Pazienti gravemente
compromessi nelle capacità relazionali e sociali
Potenziare questo
intervento in quanto richiesto, soprattutto dai familiari.
Coinvolgere pazienti
nuovi e in carico da poco tempo al servizio
Riproporre interventi
individuali per le situazioni in cui il livelli di regressione è
elevato
Predisposizione progetto
prevedendo momenti socializzanti serali (limitate nel tempo) e
giornate intere
(es. domenica)
Indicazione Provincia e
programmazione Piano di Zona
Coinvolgimento di un
Operatore esterno al Servizio Psichiatrico come strumento per
attivare relazione
non medicalizzate.
Coinvolgimento dei volontari dell'Associazione “ L'orizzonte”
Verifica trimestrale con
il coinvolgimento dei volontari dell' Orizzonte.
Partecipazione dei
pazienti alle iniziative. Diminuzione delle richieste da parte dei
familiari
Definite nel Piano
economico generale della Società dei Servizi
PS.4 ADOLESCENTI
Caratteristiche e
finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni/
interventi
Riferimenti
normativi/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Prospettive e Piano
economico finanziario
Progetto gestito
dall'Azienda Ospedaliera con la finalità di individuare precocemente
i disturbi psichici
gravi.
Adolescenti dai 14 ai 20
anni
Attivare un intervento
anche a valenza preventiva
Diagnosi precoce.
Intervento di cura (psicoterapia breve) per situazione di disagio
non grave,
diversamente invio al
servizio Psichiatrico competente
Progetto innovativo
sperimentale 2005/2008
Sono previsti colloqui
con lo psichiatra, psicologo sia con gli adolescenti che con i
familiari.
Sono stati attivati
rapporti con Operatori scolastici e psicosociali della zona
Customer satisfation
rivolti agli adolescenti e genitori.
Equipe settimanale per
discussione casi clinici e monitoraggio progetto
Prosecuzione del progetto
per il triennio 2009/2011
PS.5 LA PSICHIATRIA
INCONTRA LA MEDICINA DI BASE: come lavorare insieme a partire
dalle prime visite
Caratteristiche e
finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni/
interventi
Riferimenti
normativi/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Prospettive e Piano
economico finanziario
Progetto gestito dall'Azienda Ospedaliera
con la finalità di migliorare la collaborazione tra i
Medici di Medicina Generale di Rete e
Servizi per la salute Mentale e per orientare la scelta del
programma terapeutico più opportuno a
partire dalla prima visita.
Medici di Medicina
Generale attivi nel territorio del DSM
Favorire l'accesso
dell'utenza e l'omogeneità dell'intervento
Formare i Medici di base
a riconoscere precocemente il disturbo psichico e ad attivare con
rapidità
interventi terapeutici.
Migliorare l'appropriatezza delle risposte
Interventi clinici di
consultazione
Interventi formativi sui
Medici di Medicina Generale di rete individualmente o di gruppo
Interventi di
pubblicizzazione e produzione di Protocolli d'intesa tra Servizi
Progetti innovativo
sperimentale della Regione
Riunioni d'èquipe
settimanali - Riunioni con strutture sanitarie ed altri Enti
Riunioni di èquipe a
cadenza mensile per il coordinamento
Riunioni d'èquipe équipe
Customer satisfaction
famiglie del paziente e agli Operatori
Costo preventivato
124.000 euro annuali, stanziati dalla Regione per tutto il DSM
PS.6 “LAVORO & PSICHE”
Caratteristiche e
finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni/
interventi
Attività/azioni/
interventi
Riferimenti
normativi/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Prospettive e Piano
economico finanziario
Il Piano Regionale per la
Salute mentale indica l'obiettivo di promuovere,nell'ambito dei
Organismi di
coordinamento per la
Salute Mentale progetti per favorire l'integrazione lavorativa di
persone affette da
disturbi psichici
Sono 150 pazienti in
trattamento presso i C.P.S della Lombardia. Nel nostro DSM verranno
individuati 15
utenti, più 15
casi/controllo
Favorire l'integrazione
lavorativa
Mettere in rete le
risorse del territorio
Stimolare una cultura
della riabilitazione attraverso il lavoro
Percorsi di integrazione
lavorativa sulla base del Pian di Trattamento Individuale , centrato
sull''approccio
multidimensionale alla malattia mentale .
Si prevede il
coinvolgimento della Cooperazione sociale , delle Aziende e
dell'Ente Pubblico
Bando Fondazione Cariplo
in collaborazione con la Regione Lombardia
Individuazione di un
Tavolo Tecnico territoriale per la gestione del progetto
complessivo: individuazione
di educatori nel ruolo
del Coach e definizione di progetti individuali per l'inserimento
lavorativo
Studio randomizzato e
ricerca da parte dell'Istituto “ALA” dell'Ospedale Sacco di Milano
Incontri periodici del
tavolo Tecnico per monitoraggio progetto
E' previsto un budget
stanziato dalla Fondazione Cariplo” che verrà definito a seguito del
progetto
complessivo.
PS.7 MATTONE SOLIDALE
Caratteristiche e
finalità
Destinatari
Obiettivi del triennio
Attività/azioni/
interventi
Riferimenti
normativi/amministrativi
Modalità di gestione
Modalità di verifica e/o
indicatori di risultato
Prospettive e Piano
economico finanziario
Promuovere la permanenza
all’interno della propria rete territoriale di soggetti con disagio
psichico
individuando soluzioni
abitative idonee e strutturando percorsi di accompagnamento
abitativo, gestionale,
sociale.
Potenziamento del
servizio in atto attraverso :
·
mantenimento del
sostegno e accompagnamento domiciliare (nei primi 2 anni);
·
messa a
disposizione di due alloggi per inserimento temporaneo;
·
attivazione di
percorsi di inclusione sociale :tempo libero e reti di sostegno
sociale (terzo anno).
L’intervento è rivolto a
pazienti psichiatrici di età compresa tra i 25 e i 45 anni che
presentano una
situazione clinica
stabilizzata.
L’invio avviene
attraverso il CPS.
Partecipazione al bando
di Housing Sociale della Fondazione Cariplo.
Ristrutturazione di due
alloggi messi a disposizione dal Comune di Nembro.
DGR n. 4221/07 relativa
al riordino della residenzialità psichiatrica
Il progetto è realizzato
dalla Cooperativa Chimera secondo le linee di indirizzo definite da
un gruppo di
lavoro composto dal
Centro Psico-Sociale e dall’Amministrazione Comunale di Nembro,
dall’Associazione
“L’Orizzonte” e dalla cooperativa stessa.
Gruppo di progettazione,
che a cadenza bimensile effettua monitoraggio generale del progetto
e definisce
orientamenti e strategie.
Verifica
tecnico-educativa dei singoli interventi a cadenza mensile, tra
cooperativa e CPS.
Andamento della
casistica:
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Il progetto sarà attuato
solo in presenza del finanziamento Fondazione Cariplo dove è
previsto un cofinanziamento
da parte del fondo
sociale
8. AREA MINORI
IL BEN-ESSERE DEL MINORE
Se il modo migliore per costruire il
futuro è strettamente connesso alla possibilità per i bambini di
crescere in contesti che favoriscano per
loro migliori opportunità la salvaguardia delle condizioni
in cui la crescita avviene deve diventare
una responsabilità primaria per il mondo degli adulti.
I bambini si aspettano ed hanno al
contempo il bisogno ed il diritto di ricevere dal loro contesto
familiare e sociale quelle attenzioni,
quelle cure, quegli affetti necessari per la loro crescita
affettiva e relazionale.
E’ necessario perciò riconoscere al
bambino il diritto di “vivere nel miglior modo possibile”
ponendolo nelle condizioni di sviluppare
la proprie autonomie avvalendosi anche delle
opportunità che le relazioni con soggetti
significativi possono offrire.
In quest’ottica le iniziative promosse sul
territorio in quest’ambito si sono orientate da una lato
verso il potenziamento del capitale
personale di cui ogni bambino dispone per fronteggiare i
compiti e le sfide della vita quotidiana e
dall’altro verso la costruzione ed il consolidamento di
capitale sociale tra le risorse presenti
sul territorio che sono chiamate sempre più a collegarsi in
rete per rendere più efficace la loro
azione.
Le iniziative di questi ultimi anni hanno
cercato di muoversi in una logica promozionale tesa a
garantire il miglior benessere possibile
per il minore attraverso interventi di affiancamento e di
sostegno alla famiglia, di prevenzione del
disagio ottimizzando le risorse economiche e sociali
presenti.
Ciò ha consentito la costruzione di una
visione maggiormente unitaria degli interventi nell’area
minori e di sostegno alla famiglia grazie
alla presenza di una rete di servizi articolata tra enti di
natura diversa,ma con lo stesso focus di
interesse sociale ed educativo legato al benessere
dell’intera comunità.
L’ambito territoriale della Valle Seriana,
anche per il prossimo triennio, si prefigge di garantire
interventi e servizi che, in una logica
promozionale, affianchino la famiglia nell’espletamento
della propria funzione di crescita dei
figli. A tal fine la Società in stretta collaborazione con le
Amministrazioni comunali, gli istituti
scolastici, il privato sociale e l’associazionismo realizza
interventi e servizi quali:
·
I Servizi per l’infanzia;
·
I Titoli sociali:
·
Gli spazi aggregativi diurni;
·
Il Servizio Famiglia;
·
Il progetto “Conflittualità e crisi
coniugale familiare”;
·
Il progetto “Adolescenti, orientamento e
dispersione scolastica”;
·
Il progetto intercultura;
·
Il Servizio Affidi e reti familiari.
La prospettiva prevede, oltre al
consolidamento qualitativo e quantitativo di quanto messo in atto
fin’ora, una particolare attenzione nel
proporre iniziative a valenza preventiva, ricordando che il
termine prevenzione può assumere anche
un’accezione legata all’evitamento dell’aggravamento di
determinate situazioni e non solo quindi
all’impedimento del loro verificarsi.
Si prevede pertanto il rafforzamento delle
iniziative miranti a sostenere le famiglie che fruiscono
di servizi che concorrono a conciliare i
tempi di lavoro con quelli rivolti alla cura, all’accudimento
e all’educazione dei figli (Servizi per
l’infanzia, Buoni e Titoli sociali), confermando da una parte
il progetto relativo ai nidi in rete e
dall’altra rivedendo il regolamento relativo alle rette.
Particolare attenzione verrà dedicata a
coloro che all’interno di un rapporto di coppia stanno
attraversando momenti di crisi e di
conflittualità
L’attività del Servizio Famiglia, avviata
nel 2005, nelle sue tre azioni (per singoli/coppie e
famiglie, per la Comunità e per la sua
scuola) è ormai in fase di consolidamento. Nel corso del
2008 l’attività è stata potenziata con
l’avvio di un progetto specifico dedicato alla Conflittualità e
alla Crisi Coniugale-Familiare. Tale
progetto, proposto e co-finanziato dalla Comunità Montana
Valle Seriana, prendendo spunto
dall’analisi dei dati di contesto relativi ai divorzi e alle
separazioni, si prefigge, in via
sperimentale , di offrire un sostegno alle coppie in crisi e/o in
fase
di separazione e ai figli delle stesse
affinché la crisi del legame possa essere un momento capace
di far emergere le risorse presenti per
rafforzare i legami stessi, oppure condurre ad una
separazione della coppia facendo però sì
che nella stessa non venga meno comunque l’esigenza di
interpretare in modo costruttivo il
proprio ruolo genitoriale. La progettualità mira anche a
sperimentare momenti formativi all’interno
di contesti (scuola, associazioni, territorio) nei quali
si prepara da lontano la costituzione e lo
sviluppo delle relazioni di coppia.
Obiettivo del triennio è la valutazione
della possibilità di richiedere l’accreditamento del Servizio
famiglia come consultorio familiare oltre
che verificare la fattibilità di proseguire l’azione di
potenziamento avviata per il sostegno alle
coppie in crisi coniugale famigliare.
La crescente complessità delle situazioni
rende ormai assolutamente necessaria la costruzione di
alleanze tra gli interlocutori adulti,
specie quelli che svolgono funzioni educative, per trovare
sinergicamente proposte/risposte che
consentano di anticipare il crearsi di situazioni di emergenza.
Si stanno muovendo in questa direzione
l’azione di rete prevista a diversi livelli dal “Progetto
Adolescenti, orientamento e dispersione
scolastica”, così come la particolare attenzione rivolta
alla promozione di piccole imprese di
comunità a livello comunale legate alle esperienze degli
spazi aggregativi diurni (laboratori
extrascolastici), che coinvolge le diverse agenzie educative
presenti .
Inoltre , il progetto “Adolescenti,
orientamento e dispersione scolastica” avviato in collaborazione
con la Comunità Montana si prefigge
l’obiettivo di affrontare il tema dell’orientamento (in prima
battuta focalizzando l’attenzione sul
passaggio dalla scuola secondaria di primo grado a quella di
secondo grado) e quello del contrasto al
fenomeno della dispersione scolastica, quali nodi cruciali
in relazione alle problematiche
individuate per questa fascia di età. Questo particolare progetto,
unitamente alle proposte di intervento
all’interno di gruppi classe delle scuole secondarie di primo
grado proposte dal Servizio Famiglia ha
anche l’obiettivo di consolidare le collaborazioni con gli
istituti scolastici attraverso interventi
che vadano oltre la presa in carico della singola situazione.
Obiettivo del triennio è quella di
favorire l’avvio di un lavoro di osservazione e coordinamento
delle diverse esperienze presenti sul
territorio rivolte a giovani ed adolescenti, attraverso la
creazione di un osservatorio per le
politiche adolescenziali e giovanili.
La costruzione di alleanze tra i diversi
interlocutori deve accompagnare anche l’azione di coloro
che nel territorio a diverso titolo
esprimono attenzione e sensibilità rispetto alle tematiche
dell’affido, dell’accoglienza. In questa
direzione oltre al consolidamento dell’attività del Servizio
Tutela Minori deve essere potenziata
l’azione del Servizio Affidi affinchè, in collaborazione con
le Reti familiari ,il mondo
dell’associazionismo possa proseguire l’azione di sensibilizzazione
alle
tematiche dell’accoglienza e dell’affido,
il “reperimento” ,il sostegno e l’accompagnamento delle
famiglie affidatarie (anche attraverso
l’esperienza del gruppo mutuo auto aiuto).
Obiettivo del triennio è pertanto, oltre
al consolidamento dell’attività di raccordo delle realtà
presenti sul territorio dedite alle
tematiche dell’accoglienza, il potenziamento dell’attività del
Servizio Affidi attraverso l’aumento del
monte-ore del personale dedicato.
Il processo di integrazione dei minori
stranieri e delle loro famiglie nel nostro territorio ha visto in
questi anni realizzarsi azioni volte a
facilitare le relazioni degli stranieri con i vari contesti sociali
ed istituzionali.
L’ambito principale di intervento ha
sicuramente riguardato la scuola, luogo nel quale attraverso
la mediazione culturale si è cercato di
favorire i processi di integrazione dei neo-arrivati, le azioni
volte a favorire la comunicazione con le
famiglie, gli interventi mirati nella fase dell’orientamento
dei minori oltre che il sostegno
all’alfabetizzazione di II livello.
Per il prossimo triennio l’operatività
dovrà ampliare le sue azioni. Si prevede la costituzione di un
gruppo di lavoro afferente al tavolo
minori dedicato alle questioni degli stranieri, la definizione
all’interno della Società di un’equipe
stabile dedicata a tale ambito che opererà in stretto raccordo
con la cooperativa Interculturando, anche
attraverso le attività dell’agenda interculturale.
LA TUTELA DEL MINORE
Quando un minore non riceve nel suo
contesto familiare quelle attenzioni capaci di favorirne
un’adeguata crescita emotiva ed affettiva,
quando non gli sono garantiti il benessere necessario
per crescere, il diritto alla cura, alla
protezione, è indispensabile attivare un’azione di tutela nei
suoi confronti perché in quella situazione
, in quel momento, i suoi famigliari non appaiono in
grado di essere “sufficientemente buoni”
per lui. Di fronte a situazioni di grave incuria, di
maltrattamento, abuso, gravissime
conflittualità intrafamigliari e stati di abbandono si rende
quindi necessario attivare interventi a
tutela del minore che si realizzano attraverso due azioni
congiunte: la prima tesa a garantire i
diritti di cura e protezione del minore e la seconda orientata
alla “cura” della sua famiglia d’origine
attraverso azioni di supporto, sostegno, cura, integrazione,
accompagnamento e sostituzione.
Questi interventi si realizzano attraverso
l’operato sinergico di una pluralità di soggetti (Ente
Locale, magistratura, forze dell’ordine,
scuola, privato sociale, associazionismo, ecc) che
assumono la tutela del minore quale
assunto prioritario del loro agire.
Anche per il prossimo triennio, la Società
che gestisce direttamente il Servizio Tutela Minori in
stretto raccordo con l’ASL per le funzioni
socio-sanitarie, si prefigge la finalità di continuare a
garantire la realizzazione degli
interventi necessari alla tutela dei minori in collaborazione con
l’Autorità Giudiziaria Minorile, le
Amministrazioni Comunali, la scuola, il privato-sociale
attraverso:
·
interventi di sostegno, vigilanza ed
indagine psico-sociale;
·
interventi di assistenza domiciliare
rivolti ai minori;
·
interventi di incontri protetti;
·
interveti educativi rivolti ad adolescenti
(Terre dove andare)
·
interventi di affido familiare;
·
interventi di inserimento in Centro Diurno
Minori;
·
interventi di collocamento in Comunità
alloggio.
La presa in carico di ogni situazione
avviene attraverso la definizione di un piano di lavoro nel
quale sono evidenziati gli obiettivi
dell’intervento e gli strumenti adottati per realizzarli.
Al personale del Servizio Tutela Minori
sono offerte opportunità formative e la supervisione
utile per attivare quegli interventi
delicati e al contempo complessi che rendono necessario in
talune situazioni l’assunzione di
decisioni forti. Spesso gli interventi rivolti ai minori sono
assunti
a seguito di provvedimenti dell’Autorità
Giudiziaria Minorile; nell’ultimo periodo, la presenza
costante degli avvocati all’interno dei
procedimenti giudiziari minorili richiede che accanto alla
formazione e alla supervisione si valuti
l’opportunità di offrire agli operatori la consulenza legale
a supporto dell’operatività.
Obiettivo del triennio è continuare ad
assicurare la puntualità dei monitoraggi, delle vigilanze,
degli adempimenti richiesti dal Tribunale
e dell’attivazione degli interventi previsti nei Decreti.
Questo è reso possibile dalla presenza di
un’equipe multidisciplinare dedicata (assistente sociale e
psicologo) con a disposizione le risorse
umane ed economiche necessarie per garantire una
puntuale presa in carico.
Per tale motivo è necessario definire
accordi con l’ASL, rispetto alla figura dello psicologo, che
mantengano le attuali collaborazioni
rispetto sia alle funzioni che al monteore.
La presa in carico del caso prevede, dopo
una fase di approfondimento e di valutazione della
situazione, l’attivazione di interventi
quali l’ADM, il Centro diurno Minori, l’affido familiare, le
Comunità Alloggio. L’operatività è stata
orientata nel trovare risposte finalizzate alla tutela del
minore inserito all’interno di famiglie
“difficili” e/o multiproblematiche.
A fronte di un incremento delle situazioni
di minori stranieri presi in carico dal Servizio Tutela si
è reso necessario attivare ed acquisire
maggiori competenze , anche attraverso l’attivazione della
mediazione culturale finalizzata a
supportare gli operatori psico-sociali fornendo loro strumenti
per migliorare la comprensione di norme,
modelli educativi e relazionali che fanno riferimento a
contesti culturali diversi.
Così come l’aver rilevato all’interno del
servizio tutela minori l’aumento delle situazioni di
adolescenti che stanno transitando verso
l’età adulta manifestando difficoltà di tenuta nei percorsi
scolastici e/o lavorativi, difficoltà di
relazione all’interno dei contesti famigliari e assunzione di
comportamenti devianti e a rischio, ha
richiesto di sperimentare nuove modalità di intervento
rivolte a coloro che si trovano dentro
processi di interruzione ed espulsione dai vari contesti.
(Terre dove andare, Sol). L’obiettivo è di
integrare a queste tipologie di intervento azioni che
permettano di intercettare le possibili
situazioni di “crisi” e “conflitto” in una fase più prec