C.T.R.H.

 

CENTRO TERRITORIALE RISORSE HANDICAP

SEDE DI GAZZANIGA BG

AMBITO TERRITORIALE MEDIA-ALTA VALLE SERIANA E VAL DI SCALVE

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO DI GAZZANIGA BG

VIA EUROPA 23 – TEL. 035711536 FAX. 035711303

 

COMODATO D’USO 

PIANI DI ZONA

INCLUSIONE ALUNNI DISABILI

PROTOCOLLO D’INTESA ASSISTENZA EDUCATIVA

VERBALI


 

 

 

anno scolastico

2010/2011

 

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO DI GAZZANIGA

MINISTERO ISTRUZIONE – U.S.R. LOMBARDIA – U.S.T. BERGAMO

 

CENTRO TERRITORIALE RISORSE HANDICAP

ISTITUTO COMPRENSIVO DI GAZZANIGA (BG)

VIA EUROPA 23 – TEL. 035711536 – FAX. 035711303

E-mail BGIC84800T@ISTRUZIONE.IT

PEC. istcomprensivo.gazzaniga@legalmail.it

giancarlo.perani@istruzione.it

cinzia.meta@gamail.com

 

DIRIGENTE

DOTT. PERANI GIANCARLO

 

REFERENTE

PROF.SSA METTA CINZIA

 

 

 

LEGGE N. 328/2000

“LEGGE QUADRO PER LA REALIZZAZIONE DEL SISTEMA INTEGRATO DI INTERVENTI E SERVIZI SOCIALI”

(da “SinergieScuola – marzo 2011)

La legge in oggetto è oltremodo importante in quanto era addirittura dal 1890 (legge Crispi) che lo Stato non emanava una legge-quadro completa in materia di assistenza, integrazione e concertazione, con l’obiettivo di garantire la realizzazione di interventi e di servizi sociali – appunto in forma unitaria ed integrata – sia sul piano territoriale locale, sia su quello nazionale.

Due sono i principi fondamentali della legge:

1.     Il coordinamento e l’integrazione dei servizi sociali con gli interventi sanitari e dell’istruzione, con le politiche attive di formazione, di avviamento e di reinserimento al lavoro

2.     La concertazione e cooperazione tra i diversi livelli istituzionali e tra questi i soggetti operanti nel terzo settore (servizi), le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale e le aziende sanitarie locali, per le prestazioni socio-sanitarie ad elevata integrazione

In tal senso la legge 328/2000 ha introdotto un nuovo strumento di programmazione: I PIANI DI ZONA. In origine i PdZ erano stati pensati per promuovere e favorire l’integrazione socio-sanitaria ed erano pertanto predisposti di comune intesa tra Enti Locali e Aziende Sanitarie Locali. Attualmente – pur mantenendo le finalità originarie – si sono  più propriamente caratterizzati come strumenti di programmazione organica delle politiche sociali nelle aree di competenza degli Enti Locali, di cui la materia socio-sanitaria rimane parte rilevante ma non esclusiva o prevalente.

Trattandosi pertanto di funzioni socio-assistenziali, ne consegue un reale e fattivo coinvolgimento anche dei soggetti che sul territorio concorrono ad esercitare funzioni nel campo dei servizi per l’istruzione e la formazione, per l’impiego, per l’alloggio, per l’urbanistica, per i trasporti, al fine di perseguire un rafforzamento delle politiche per l’inclusione sociale e i diritti alla cittadinanza nei confronti delle persone in difficoltà, disagiate, povere.

Il PdZ  viene consegnato dalla Regione (la quale individua l’ambito territoriale adeguato per trasferire le risorse) alla comunità locale per il coordinamento, la partecipazione e la programmazione dei servizi alla persona in ambito locale (risorse aggiuntive provengono dai Comuni, dalle ASL e da altri soggetti coinvolti).

I ruoli e le funzioni dei soggetti coinvolti sono i seguenti:

REGIONE: definisce gli obiettivi strategici  regionali e coordina l’attività di monitoraggio ed indirizzo

COMUNI: sono titolari delle funzioni loro assegnate da leggi e normative statali e regionali al fine di garantire la tutela e lo sviluppo delle comunità  locali e di definire le linee prioritarie  su cui indirizzare l’attività programmatica degli interventi sul territorio per i servizi alla persona

ENTI GESTORI DELLE FUNZIONI SOCIO-ASSISTENZIALI: spetta loro la titolarità delle iniziative e il coordinamento delle fasi di predisposizione del PdZ nonché del coordinamento delle attività di realizzazione delle azioni in esso previste

AZIENDE SANITARIE LOCALI: partecipano in modo diretto e attivo alla costruzione dei PdZ per gli aspetti relativi alla tutela della salute della popolazione e del territorio di riferimento e – in particolare – all’integrazione dei servizi a carattere socio-sanitario

ISTITUZIONI SCOLASTICHE PUBBLICHE / PRIVATE E AGENZIE DI FORMAZIONE: hanno l’obiettivo di incentivare efficienza ed efficacia al patrimonio di risorse e professionalità da loro rappresentato  

ORGANIZZAZIONI NO PROFIT / VOLONTARIATO: rappresentano risorse fondamentali per la costruzione di un sistema attivo di protezione sociale

La Programmazione partecipata deve essere sviluppata per fasce di età e in ogni ambito territoriale devono essere attivati almeno i seguenti TAVOLI TEMATICI:

·        MINORI (e FAMIGLIE)

·        ADULTI

·        ANZIANI

·        DISABILI

L’attivazione del PdZ spetta all’Ente Gestore delle funzioni socio-assistenziali che nomina un Coordinatore del Tavolo Tematico tra i soggetti istituzionali.

E’ compito dell’Ente Gestore informare i Dirigenti Scolastici dell’avvio dei lavori dei PdZ attraverso una comunicazione scritta. Generalmente le Istituzioni Scolastiche vengono invitate a due Tavoli: Minori e Famiglie – Disabilità

Attualmente sono vigenti i Piani di Zona relativi al triennio 2009-2011, i cui testi programmatici sono stati inseriti nel sito web www.scuolegazzanigacene.it, alla pagina dedicata al C.T.R.H.

Gazzaniga, 02 marzo 2011

 

anno scolastico
2010/2011

 

SCUOLA SECONDARIA
DI PRIMO GRADO DI GAZZANIGA

MINISTERO ISTRUZIONE – U.S.R. LOMBARDIA – U.S.T. BERGAMO

 

CENTRO TERRITORIALE RISORSE HANDICAP

ISTITUTO COMPRENSIVO DI GAZZANIGA (BG)

VIA EUROPA 23 – TEL. 035711536 – FAX. 035711303

E-mail BGIC84800T@ISTRUZIONE.IT

PEC. istcomprensivo.gazzaniga@legalmail.it

giancarlo.perani@istruzione.it

cinzia.meta@gmail.com

DIRIGENTE

DOTT. PERANI GIANCARLO

 

REFERENTE

PROF.SSA METTA CINZIA

Prot. n. 1901/A15                                                     in data 08/04/2011

            ALL’      UFFICIO SCOLASTICO TERRITORIALE DI BERGAMO

                        UFFICIO INTERVENTI EDUCATIVI – SOSTEGNO ALLA PERSONA

            c.a.       Prof.ssa ANTONELLA GIANNELLINI

            AI         DIRIGENTI SCOLASTICI

                        DIREZIONI DIDATTICHE – ISTITUTI COMPRENSIVI – ISTITUTI SUPERIORI

                        SCUOLE PARITARIE  PRIMARIE – SECONDARIE DI I E II GRADO

                        MEDIA – ALTA VALLE SERIANA E VAL DI SCALVE

                        LORO SEDI

OGGETTO:        COSTITUZIONE GRUPPO DI GESTIONE C.T.R.H. DI GAZZANIGA

                        Si comunica che il Gruppo di cui all’oggetto è cosi’ composto:

1.       PERANI GIANCARLO – Dirigente Scolastico I.C. di Gazzaniga e Direttore C.T.R.H. di Gazzaniga

2.       GIBELLINI VANDA – Dirigente Scolastico I.C. di Ponte Nossa e Referente dei Dirigenti Scolastici Ambito Territoriale Provinciale n. 2

3.       META CINZIA – Docente titolare si posto di sostegno I.C. Gazzaniga e Docente Referente C.T.R.H. di Gazzaniga

4.       ARRIGONI CRISTINA – Docente titolare su posto di sostegno I.C. Ponte Nossa

5.       NORIS FLAVIA – Direttore Servizi generali ed Amministrativi I.C. di Gazzaniga

 La Docente Referente                                                                                         Il Dirigente Scolastico

  F.to CINZIA META                                                                                            F.to GIANCARLO PERANI

 

 

Per una migliore lettura scarica il file in formato PDF

Piano di Zona Ambito Valle Seriana 2009-2011     

AMBITO TERRITORIALE

VALLE SERIANA

Comuni di

Albino, Alzano L.do, Aviatico, Casnigo, Cazzano, Cene, Colzate, Fiorano al Serio, Gandino,

Gazzaniga, Leffe, Nembro, Peia, Pradalunga, Ranica, Selvino, Vertova, Villa di Serio

Comunità Montana Valle Seriana- Albino

PIANO DI ZONA

LEGGE 328/00

TRIENNIO 2009-2011

 

 

APPROVATO NELL’ASSEMBLEA DEI SINDACI DEL 11/03/2009

Piano di Zona Ambito Valle Seriana 2009-2011

 

Il Piano di Zona è frutto dell'impegno documentato di numerose persone che operano nei Comuni, nella Società dei Servizi Sociosanitari, nel privato sociale, nelle associazioni di volontariato, nelle Istituzioni scolastiche, nelle Fondazioni che gestiscono le Rsa e i Centri Diurni integrati, negli Asili Nido pubblici e privati, nei servizi sanitari e socio-sanitari del territorio. Senza il loro impegno il Piano di Zona non avrebbe gambe per camminare. A tutti va il nostro ringraziamento.

La Presidente dell'Assemblea

Magni Prof.ssa Paola

PIANO DI ZONA 2009-2011

Indice

Prologo provinciale

1. Premessa

1.1 L’Assemblea dei Sindaci pag. 4
1.2 La programmazione partecipata pag. 4
1.3 L’ufficio di piano pag. 5
1.4 I tavoli di lavoro pag. 5
1.5 Risultati raggiunti, priorità e orientamenti nel triennio pag. 6
1.6 La gestione associata pag. 7

2. Descrizione dell’Ambito Territoriale pag. 8

3. Servizio Sociale Professionale pag. 13

Scheda illustrativa del servizio pag. 16

1 Servizio Sociale Professionale

4. Servizio di Tutela Giuridica pag. 18

5. Area Anziani pag. 19

Schede illustrative dei servizi pag. 27

1 Progetto Demenze
2 Progetto Badanti
3 Buoni Sociali
4 Voucher sociale per il sollievo domiciliare
5 Ricoveri temporanei
6 Servizio di assistenza domiciliare (SAD) comunale
7 Formazione degli operatori SAD
8 Accordo SAD/ADI
9 Custodia Sociale
10 Centri Diurni Integrati
11 Servizio pasti- telesoccorso e trasporti
12 Progetto Tartaruga
13 CUP per accesso alle RSA
14 Hospice della RSA di Vertova
15 Gruppo dei referenti delle RSA

6. Area Disabili pag. 42

Schede illustrative dei servizi pag. 45

1 Assistenza Scolastica
2 Spazio Autismo
3 Disturbi specifici di apprendimento
4 Progetto di Integazione Scuola Secondaria Superiore
5 Servizio Assistenza Domiciliare Handicap (SAD.H)
6 Progetti Mirati di Territorio (PMT)
7 Progetti Socio-Occupazionali (PSO)
8 Servizio Inserimenti Lavorativi (SIL)
9 Percorsi Paralleli
10 Centri Diurni Disabili (CDD)
11 Residenzialità
12 Sollievo e tempo libero
13 Ambulatorio Handicap

7. Area Psichiatria pag. 58

Schede illustrative dei servizi pag. 60

1 Progetti Socio Occupazionali
2 Assistenza Domiciliare
3 Sollievo
4 Adolescenti
5 La Psichiatria incontra la medicina di base: come lavorare bene a partire dalle prime visite
6 Lavoro & psiche
7 Mattone solidale

8. Area Minori pag. 67

Schede illustrative dei servizi pag. 72

1 Servizi per l’infanzia

2 Titoli sociali a sostegno delle famiglie numerose

3 Servizio Famiglia

4 Conflittualità e crisi coniugale-familiare

5 Adolescenti, dispersione scolastica e orientamento

6 Servizio Affidi e reti familiari

7 Spazi aggregativi diurni

8 Servizio Intercultura

9 Interventi di sostegno, vigilanza e indagine psico-sociale

10 Assistenza Domiciliare Minori

11 Terre dove andare

12 Affido familiare

13 Centro Diurno Minori

14 Incontri Protetti

15 Comunità alloggio

9. Area Nuove Povertà pag. 87

Schede illustrative dei servizi pag. 89

1 Dipendenze

2 Sostegno alle famiglie monoparentali

10. Area Integrazione socio-sanitaria pag. 91

Continuità assistenziale

1 Integrazione medici di assistenza primaria e servizio sociale

2 Collaborazione SAD- ADI / Dimissioni ospedale

3 Collaborazione con Commissione Invalidi Civili

11. Bilancio di previsione e fondo di solidarietà pag. 95

1. PREMESSA

1.1 ASSEMBLEA DEI SINDACI

I comuni dell’Ambito della Valle Seriana e la Comunità Montana con gli accordi di programma stipulati per la realizzazione dei Piani di Zona 2004/2005 e 2006/2008 hanno segnato una svolta nelle politiche sociali dei Comuni dell'Ambito che nell'ultimo quinquennio hanno prodotto uno sforzo notevole per migliorare e incrementare la rete delle unità di offerta sociale . La spesa media pro capite (al netto dei contributi del Fondo Nazionale per le politiche sociali e del Fondo Regionale) è passata da € 79,20, nel 2005, a € 95,14 nel 2007. Nel 2007 la spesa sociale complessiva è ammontata a € 11.136.462.

 

Ripartizione della spesa:

16,46% servizi per anziani;

30,07% servizi per disabili;

30,30% minori e famiglia;

15,75% personale dedicato dei

Comuni e della Società,

7,40% immigrazione, emarginazione

e altro.

 

 

Il 36% è stato gestito in forma associata, attraverso il fondo di solidarietà che nel quinquennio è passato da € 15,52 a € 21,00. Nel 2009 sarà di € 24,00. E' stato prodotto uno sforzo notevole per il consolidamento dei servizi esistenti e la stabilizzazione delle politiche sociali, assicurando non solo continuità e consistenza a tutti i servizi ma anche misure di nuova implementazione. Il Comune di Albino viene confermato come Ente Capofila del Piano di Zona Valle Seriana anche per il triennio 2009/2011, pertanto dovrà curare tutta la parte amministrativa a sostegno delle decisioni assunte dall’Assemblea dei Sindaci.

1.2 LA PROGRAMMAZIONE PARTECIPATA

Le risorse in campo dai Comuni finanziano solo un segmento del welfare locale che viene prevalentemente alimentato con le risorse delle famiglie. Se da un lato è inestimabile il valore del loro impegno diretto nell'educazione e della cura di minori, anziani e disabili, dall'altro di gran lunga superiori a quelle dei Comuni sono le risorse finanziarie messe in campo per servizi acquistati da enti e istituzioni che operano autonomamente sul territorio: Asili nido, Residenze sanitarie assistite, Centri diurni integrati, badanti...Per questo è necessario rafforzare i processi di governance per orientare le risorse umane e materiali disponibili nel nostro ambito su obiettivi condivisi.

Il sistema integrato dei servizi sociali non è la semplice sommatoria di quelli esistenti, la sua costruzione presuppone, pur nel rispetto delle specifiche competenze e autonomie la condivisione di intenzioni e programmi in un clima di fiducia reciproca e lealtà , di aperta negoziazione e confronto, con la chiara consapevolezza che ciascuno è portatore di interessi legittimi che pur nella collaborazione intende far valere.

"E' una trasformazione di prospettiva estremamente difficile, perchè chiede di passare da un modello di gestione risorse proprie controllate gerarchicamente, alla connessione di risorse disperse nel sistema rispetto alle quali si può esercitare solo una forza di attrazione e coordinamento..." (Francesco Longo, responsabile Cergas Bocconi)

L'Assemblea dei Sindaci deve guidare e assecondare questi processi con il supporto dell'Ufficio di

Piano e dei Tavoli di lavoro.

1.3 L’UFFICIO DI PIANO

L’Ufficio di piano è composto dal responsabile, nominato dall’Assemblea dei Sindaci, con il

compito di assistere il Presidente dell’Assemblea dei Sindaci e di mandare in esecuzione tutte le

decisioni della stessa Assemblea, da altri sei rappresentati dei Comuni dell’Ambito e dal Direttore

della Società.

Vergani Maurizio Responsabile Ufficio di Piano – Comune di Albino Ente Copofila

Castelletti Ugo Comune di Alzano L.do

Guerini Giuseppina Comune di Fiorano al Serio

Maffeis Marino Direttore Società Servizi Sociosanitari Val Seriana

Parolini Giuseppe Comune di Villa di Serio

Pezzoli Graziella Comune di Leffe

Ravasio Franco Comune di Nembro

Zinetti Ambra Comune di Ranica

Per il funzionamento dell’Ufficio di Piano non è previsto l’utilizzo dei fondi aggiuntivi della legge 328/00.

1.4 I TAVOLI DI LAVORO

I tavoli tematici, ai quali partecipano i Comuni, la Società il terzo settore, le istituzioni, gli Enti

privati e le associazioni del nostro territorio sono strumenti imprescindibili di programmazione

partecipata. Per questo riteniamo indispensabile rafforzare la loro rappresentanza ed

eventualmente ampliare la loro composizione.

Tavolo Anziani

Vergani Maurizio, (Responsabile del gruppo - UdP), Bellini Stefania e Silva Mario (Assistenti

Sociali), Cantini Bruno (Cooperazione), Corti Camillo (Centri Diurni Anziani), Guerinoni Anna

(Società), Licini Andrea (Volontariato), Testa Stefano (RSA), Carobbio Carlo (MAP), Parolini

Giuseppe (CDI).

Tavolo Disabilità

Ravasio Franco (Responsabile del gruppo - UdP), Birolini Luca (Cooperazione), Bosio Adriano

(genitori), Calabrese Teresa, Sarcone Rosa (UONPIA), Caselli Marco, Ferrari Antonella e

Gallizioli Angelo (Volontariato), Craca Lucia (Scuole), Ferraris Nives (Assistenti Sociali) Maffeis

Marino e Mologni Graziella (Società), Mologni Patrizia e Novel Laura (U.O. Psichiatria),

Tiraboschi Daniela (Servizi Sociali Comunali).

Tavolo Minori

Guerini Giuseppina (Responsabile del gruppo - UdP), Carrara Lara e Persico Claudio (Società),

Manfredi Piero (Cooperazione), Marcassoli Giampietro (Volontariato), Peracchi Maria (Scuole),

Pezzoli Graziella e Rota Nodari Valerio (Servizi Sociali Comunali), Rossi Alberta e Zinetti

Ambra (Assistenti Sociali), Turani Alessandra (UPE)

Tavolo nuove povertà

Vergani Maurizio, (Responsabile del gruppo - UdP), Amigoni Terry e Mismetti Mariangela

(Centro Aiuto alla vita), Del Vecchio Marco (Cooperazione), Domenghini Giancarlo

(volontariato), Donadoni Paolo (ASL-Sert), Ghilardi Giulia e Teoldi Luigi (Assistenti Sociali),

Paloschi Pierluigi (Promozione Umana), Rottigni Sara (Società), Zaninoni Speranza (ACT).

Tavolo Terzo Settore

Al tavolo terzo settore partecipano: Associazione “Il cortile di Ozanam”, Associazione “La

tenda”, Consorzio Sol.co Serio, Cooperativa “Il Cantiere”, Cooperativa “Chimera”, Cooperativa

“La fenice”, Cooperativa “Lavoro Sociale Valle Seriana”, Cooperativa “Generazioni”,

Cooperativa “S. Martino”.

1.5 RISULTATI RAGGIUNTI, PRIORITA’ E ORIENTAMENTI NEL TRIENNIO

Governo del sistema di accesso alle unità di offerta della rete

Tutte le famiglie del nostro territorio accedono alle stesse condizioni e con le medesime modalità

ai servizi gestiti in forma associata (i servizi domiciliari, semiresidenziali e residenziali per minori

e disabili, i servizi di inserimento lavorativo e alcuni servizi per gli anziani).

L'accesso ai servizi gestiti dai singoli Comuni (Servizio di Assistenza Domiciliare, Servizio di

assistenza scolastica agli alunni diversamente abili, Asili Nido) è governato da regolamenti

condivisi .

Il segretariato sociale porta di accesso ai servizi sociali

Nella maggior parte dei Comuni dell’Ambito Territoriale è presente il Servizio Sociale

Professionale.

Non sempre le ore disponibili sono appropriate ai bisogni; da qui la necessità di fissare standard

minimi di riferimento.

Il Segretariato sociale, nella persona dell’Assistente Sociale Comunale, è la porta di accesso ai

servizi gestiti direttamente dal Comune e a quelli gestiti in forma associata. E' punto di riferimento

indispensabile per l'orientamento e l'accompagnamento nella rete dei servizi socio-sanitari e

sanitari ed è per questo che è fondamentale che ogni Comune faccia il possibile per assumere

direttamente l’Assistente Sociale prevedendone la collocazione a tempo indeterminato nella

propria dotazione organica.

Continuità assistenziale, adeguatezza e integrazione sociosanitaria

La continuità assistenziale viene garantita nella rete delle unità di offerta sociale gestite dai

Comuni singoli o in forma associata.

Nel prossimo triennio verranno intensificati gli sforzi per

· adeguare la dotazione organica del servizio sociale al fabbisogno e alle dimensioni del

Comune per aumentare la disponibilità al lavoro di rete;

· migliorare la condivisione delle modalità operative;

· rafforzare la titolarità del Servizio Sociale Comunale sui progetti, anche quando le persone

accedono a servizi gestiti in forma associata( ad esclusione dell’area della tutela minori e della

crisi di coppia).

In questi anni si è andata sempre più intensificando la necessità di rivalutare i progetti

individualizzati in coerenza con i cambiamenti che vivono le persone direttamente interessate.

Questo porta necessariamente a rivedere costantemente la collocazione dei beneficiari dei progetti

all'interno della rete dei servizi sociali e socio-sanitari.

Nel prossimo triennio verranno individuati criteri condivisi con i gestori dei servizi per un

monitoraggio continuo dell'appropriatezza delle prestazioni e, dove necessario per favorire la

mobilità all'interno delle unità di offerta .

Con gli stessi intenti , verrà adeguata la rete delle unità di offerta socio-sanitarie (incremento di

10 posti del CDD di Gandino), e sociale. Su questo versante verranno, avviate sperimentazioni per

nuove forme di residenzialità per genitori anziani con figli disabili adulti, valutate le opportunità

di aprire una scuola potenziata, uno spazio autismo per adulti e una comunità a bassa protezione

per le persone psichiatriche. In quest'ultimo caso l'Ambito si attiverà solo a fronte di precisi

impegni dell'Asl.

Per favorire l'integrazione tra servizi sociali e servizi socio-sanitari, sono state costruite, grazie

all'impegno del Servizio sociale Comunale e del personale della Società modalità organizzative

stabili e aperte alla comunicazione con i servizi socio-sanitari per famiglie e minori, disabili e

anziani.

Verrà intensificata la collaborazione con le strutture Ospedaliere e le Rsa per migliorare i processi

di dimissioni accompagnate di tutte le persone fragili dagli ospedali e rafforzata la già buona

collaborazione con i medici di base anche favorendo, nelle modalità che ci sono consentite, la

presa in carico dei malati cronici stabilizzati.

La collaborazione con il Distretto socio-sanitario è stata costante.

1.6 LA GESTIONE ASSOCIATA

I comuni hanno costituito nel giugno 2005 la Società Servizi Sociosanitari che gestisce e coordina

i servizi sovra-comunali previsti dai Piani di Zona sia direttamente che attraverso accordi, appalti,

convenzioni, protocolli con enti ed istituzioni pubbliche e organismi del privato sociale.

La Società è presieduta da un CDA composto da tre rappresenti di nomina politica che svolgono

tale funzione a titolo gratuito.

Il personale sociale ed educativo della Società, opera nell’area anziani, disabili, minori e oltre che

assicurare le professionalità che nessun Comune potrebbe mettere in campo da solo, dà valore

aggiunto al Servizio Sociale Comunale soprattutto sul versante dell'integrazione con i servizi

socio-sanitari e sanitari del territorio.

2. DESCRIZIONE DELL’AMBITO TERRITORIALE

L’Ambito Territoriale Valle Seriana

comprende 18 comuni a partire da

Ranica, sviluppandosi poi lungo il

corso del Serio fino a Colzate e alla

Val Gandino.

Dal primo Piano di Zona 2003-2005

ad oggi si registrano dei dati di

tendenza abbastanza uniformi per

l’Ambito, ma non sempre

corrispondenti a quelli provinciali e

regionali.

I dati utilizzati sono stati estrapolati dal sito www.demo.istat.it (nello specifico al 31 dicembre

degli anni 2002 e 2007) e dal censimento 2001 per quanto attiene le famiglie.

CARATTERISTICHE DEMOGRAFICHE GENERALI

Comune

Popolazione

al 31/12/2002

Popolazione

al 31/12/2007

saldo

2002-

2007

Tasso di

variazione

popolazione

2002-2007

Tasso di

variazione

popolazione

anno 2007

Tasso di

natalità

2007

Tasso di

mortalità

2007

Tasso di

crescita

naturale

2007

Coefficiente di

gravitazione

2007

Albino 16.872 17.938 1.066 6,32% 0,70% 9,9 9,0 0,9 6,4

Alzano Lombardo 12.331 13.247 916 7,43% 1,40% 10,9 7,4 3,5 10,4

Aviatico 501 515 14 2,79% 1,20% 11,7 7,8 3,9 7,8

Casnigo 3.404 3.348 -56 -1,65% -0,50% 7,7 11,3 -3,6 -1,5

Cazzano 1.417 1.527 110 7,76% 1,70% 7,9 7,3 0,6 16,5

Cene 3.997 4.143 146 3,65% 0,50% 7,0 8,5 -1,5 6,5

Colzate 1.670 1.662 -8 -0,48% 1,30% 11,5 6,1 5,4 7,3

Fiorano al Serio 2.972 3.082 110 3,70% -0,20% 11,7 6,5 5,2 -7,1

Gandino 5.611 5.667 56 1,00% -1,90% 7,3 13,6 -6,3 -12,6

Gazzaniga 4.994 5.072 78 1,56% 1,00% 8,5 13,3 -4,8 14,9

Leffe 4.956 4.772 -184 -3,71% 0,30% 8,0 10,7 -2,7 5,5

Nembro 11.126 11.477 351 3,15% 1,50% 10,4 9,0 1,4 13,8

Peia 1.748 1.804 56 3,20% 0,00% 12,2 8,9 3,3 -3,3

Pradalunga 4.197 4.482 285 6,79% 0,50% 12,1 7,6 4,5 0,4

Ranica 5.883 6.034 151 2,57% 1,00% 8,7 7,3 1,4 8,8

Selvino 2.007 2.022 15 0,75% 0,50% 8,4 7,4 1,0 4,0

Vertova 4.682 4.764 82 1,75% -0,50% 7,3 13,0 -5,7 0,2

Villa di Serio 5.943 6.427 484 8,14% 1,70% 10,8 4,2 6,6 10,0

Ambito Valle Seriana 94.311 97.983 3.672 3,89% 0,70% 9,6 8,9 0,7 6,1

Provincia di Bergamo 986.924 1.059.593 72.669 7,36% 1,40% 10,8 8,2 2,6 11,5

Regione Lombardia 9.108.645 9.642.406 533.761 5,86% 1,02% 10,0 8,9 1,1 9,0

Tasso di variazione popolazione Misura in termini percentuali l’entità della variazione del numero dei residenti tra l’inizio e la fine del

periodo considerato.

Tasso di natalità Indica il numero dei nati ogni mille residenti.

Tasso di mortalità Indica il numero dei morti ogni mille residenti.

Tasso di crescita naturale Esprime il saldo tra le nascite e le morti rapportandolo a mille residenti.

Coefficiente di gravitazione Esprime il saldo migratorio rapportandolo a mille residenti.

Da questa prima tabella si evince un tasso di variazione della popolazione nel periodo 2002-2007

che per l’Ambito Valle Seriana è pari al 3,89%, dato molto lontano da quello Provinciale (7,36%)

e da quello regionale (5,86%).

L’aumento rispecchia la media Provinciale nei comuni compresi nell’area che da Albino porta

verso Bergamo, il che amplifica la differenza per quel che attiene il resto della valle che è anche la

zona meno popolosa.

Questi comuni (Albino, Pradalunga, Nembro, Alzano Lombardo, Villa di Serio e Ranica)

aumentano di 1 punto percentuale circa (dal 59,75 al 60,83) il loro peso sulla popolazione

dell’Ambito, ma soprattutto rappresentano l’88,59% dell’aumento di popolazione verificatasi nel

periodo considerato.

Prendendo come riferimento il solo anno 2007 la medesima tendenza: gli stessi comuni si

mantengono in linea con la media Provinciale pur con qualche scostamento (cresce di più

Nembro, meno Pradalunga), mentre il dato di Ambito rimane la metà di quello Provinciale.

Il tasso di natalità inferiore a quello Provinciale di oltre 1 punto (e di -0,4 rispetto a quello

regionale) e quello di mortalità più alto di ½ punto (uguale a quello regionale) producono un tasso

di crescita naturale decisamente inferiore alla media riscontrata nel territorio bergamasco (di

quasi 2 punti) e lombardo (di 0,4).

La presenza di RSA incide ovviamente sui dati delle realtà più piccole (Casnigo, Gandino,

Gazzaniga, Leffe, Vertova), mentre non modifica sostanzialmente quelle più grandi (Albino,

Alzano Lombardo e Nembro).

Risulta molto basso anche il coefficiente di gravitazione (6,1‰ contro 11,5‰ della Provincia e

9,0‰ della Regione).

ANZIANI E MINORI

Dati 31/12/2007 Anziani Minori

Comune Indice di vecchiaia

Tasso di incidenza della

popolazione anziana

Tasso di incidenza della

popolazione infantile

Tasso di incidenza della

popolazione minorile

Albino 115,59% 17,73% 5,20% 18,45%

Alzano Lombardo 126,81% 19,03% 5,37% 17,69%

Aviatico 173,02% 21,17% 5,24% 14,17%

Casnigo 129,61% 18,04% 4,15% 17,00%

Cazzano 81,27% 13,36% 5,83% 19,32%

Cene 123,33% 17,35% 4,71% 16,49%

Colzate 118,83% 17,09% 4,27% 17,21%

Fiorano al Serio 125,71% 18,56% 5,26% 17,65%

Gandino 149,49% 20,84% 4,48% 16,75%

Gazzaniga 171,00% 23,60% 4,95% 16,27%

Leffe 177,22% 22,17% 3,81% 15,34%

Nembro 132,63% 19,66% 4,75% 17,81%

Peia 123,42% 18,40% 5,10% 17,24%

Pradalunga 107,95% 17,58% 5,47% 19,50%

Ranica 132,31% 19,21% 4,71% 17,30%

Selvino 109,34% 17,95% 4,80% 18,25%

Vertova 153,32% 20,82% 4,49% 16,56%

Villa di Serio 85,42% 14,41% 5,83% 19,90%

Ambito Valle Seriana 127,01% 18,82% 4,97% 17,68%

Provincia di Bergamo 114,52% 17,42% 5,32% 18,09%

Regione Lombardia 143,09% 19,86% 4,88% 16,51%

Indice di vecchiaia Indica il numero di anziani (= o > di 65 anni) ogni cento bambini (fino ai 14 anni).

Tasso di incidenza della popolazione anziana Misura la percentuale di anziani (= o > di 65 anni) nella popolazione totale.

Tasso di incidenza della popolazione infantile Misura la percentuale di bambini in età prescolare (< 5 anni) nella popolazione totale.

Tasso di incidenza della popolazione minorile Misura la percentuale di minorenni nella popolazione totale.

La suddivisione della popolazione in diverse fasce d’età (0-14, 15-39, 40-64, 65-79, da 80)

evidenzia un dato poi ricorrente: l’Ambito Valle Seriana mostra un maggiore avvicinamento ai

dati regionali che a quelli provinciali, da cui si scosta sempre per 1 o 2 punti percentuali.

Solo per quanto attiene la fascia 0-14 (che rappresenta il 14,82% nell’Ambito, il 15,21% nella

Provincia e il 13,88% in Regione) e per quella minorile la tendenza è invertita, pur restando

inferiore alla media provinciale.

Tuttavia se stringiamo il campo al tasso di incidenza della popolazione infantile, intermedio tra gli

altri due riferimenti, torna la maggiore vicinanza all’indice regionale.

In considerazione del fatto che la natalità riscontrata nel 2007 nell’Ambito Valle Seriana è

inferiore sia alla media bergamasca che a quella lombarda, anche in questo caso sembra segnalarsi

un progressivo riavvicinamento ai parametri regionali attualmente celato da una relativamente

maggiore presenza nelle fasce intermedie (la distanza dalla Regione è di solo 0,09% nella fascia 0-

4, mentre aumenta allo 0,94% nella fascia 0-14 e al 1,17% nella fascia 0-17).

Rispetto a indice di vecchiaia e tasso di incidenza della popolazione anziana l’Ambito Valle

Seriana si colloca in una fascia intermedia, con dati superiori a quelli della Provincia e inferiori a

quelli della Regione.

POPOLAZIONE ATTIVA E CARICO SOCIALE

Dati 31/12/2007

Comune

Indice di lavoro Tasso di popolazione attiva Indice di carico sociale

Indice di dipendenza

strutturale negli anziani

Albino 66,94% 114,45% 49,40% 26,48%

Alzano Lombardo 65,96% 109,44% 51,60% 28,85%

Aviatico 66,60% 125,66% 50,15% 31,78%

Casnigo 68,04% 117,37% 46,97% 26,51%

Cazzano 70,20% 102,26% 42,44% 19,03%

Cene 68,57% 113,61% 45,83% 25,31%

Colzate 68,53% 117,37% 45,92% 24,93%

Fiorano al Serio 66,68% 110,99% 49,98% 27,83%

Gandino 65,22% 117,03% 53,33% 31,95%

Gazzaniga 62,60% 118,06% 59,75% 37,70%

Leffe 65,32% 127,52% 53,10% 33,94%

Nembro 65,52% 116,53% 52,62% 30,00%

Peia 66,69% 123,61% 49,96% 27,60%

Pradalunga 66,13% 111,56% 51,21% 26,59%

Ranica 66,27% 121,31% 50,89% 28,98%

Selvino 65,63% 117,18% 52,37% 27,35%

Vertova 65,60% 122,42% 52,45% 31,74%

Villa di Serio 68,73% 109,83% 45,51% 20,96%

Ambito Valle Seriana 66,35% 115,30% 50,71% 28,37%

Provincia di Bergamo 67,37% 106,24% 48,44% 25,86%

Regione Lombardia 66,26% 112,01% 50,91% 29,97%

Indice di lavoro Stima la proporzione di soggetti in età attiva (15-64 anni) sul totale della popolazione.

Tasso di popolazione attiva

Indica il numero di soggetti in età lavorativa avanzata (40-64 anni) ogni cento

soggetti in età lavorativa iniziale (15-39 anni).

Indice di carico sociale

Indica il numero di soggetti al di fuori dell’età lavorativa (0-14 più = o > di 65 anni)

ogni cento soggetti in età lavorativa (15-64 anni).

Indice di dipendenza strutturale negli anziani

Indica il carico unitario che grava su ogni componente della popolazione attiva (15-

64 anni) per il sostentamento della parte non attiva (= o > di 65 anni).

Gli indici della presente tabella mostrano un ulteriore avvicinamento ai dati regionali.

L’indice di lavoro è in media con quello regionale e inferiore di 1 punto percentuale rispetto alla

Provincia. Dal tasso di popolazione attiva risulta una più alta percentuale di lavoratori in età

avanzata rispetto a quelli appartenenti alla fascia 15-39.

In considerazione del fatto che anche la popolazione 0-14 risulta inferiore a quella Provinciale la

prospettiva è di un continuo innalzamento di questo dato, già superiore a quello della Regione e di

ben 9 punti percentuali più alto di quello della Provincia.

L’impressione si conferma con l’indice di carico sociale (2 punti sopra la Provincia) e con quello

di dipendenza strutturale negli anziani (2,5 sopra la Provincia): si confermano inoltre

l’assimilabilità ai dati regionali e la crescita del peso della componente anziana.

STRANIERI

Comune

saldo 2002-2007

popolazione

Saldo periodo 2002-2007

popolazione straniera

Tasso di incidenza della

popolazione straniera

31/12/2007

Tasso di stranieri nella

popolazione minorile

31/12/2007

Albino 1.066 460 5,94% 8,43%

Alzano Lombardo 916 540 7,44% 11,22%

Aviatico 14 -1 3,50% 4,11%

Casnigo -56 31 2,84% 3,87%

Cazzano 110 15 2,42% 2,37%

Cene 146 53 5,94% 9,96%

Colzate -8 56 5,48% 6,99%

Fiorano al Serio 110 144 7,17% 11,03%

Gandino 56 121 4,61% 6,32%

Gazzaniga 78 197 7,04% 10,18%

Leffe -184 118 6,01% 10,66%

Nembro 351 474 6,96% 10,91%

Peia 56 18 2,83% 5,14%

Pradalunga 285 137 5,78% 7,78%

Ranica 151 120 3,48% 3,93%

Selvino 15 20 1,98% 1,90%

Vertova 82 182 6,32% 9,89%

Villa di Serio 484 152 4,90% 6,33%

Totale Ambito 3.672 2.837 5,75% 8,42%

Provincia di Bergamo 72.669 51.294 8,45% 12,19%

Regione Lombardia 533.761 436.828 8,46% 12,43%

Tasso di incidenza della popolazione straniera Misura la percentuale di stranieri nella popolazione totale.

Tasso di stranieri nella popolazione minorile Misura la percentuale di minori stranieri nella popolazione minorile totale.

Per quanto attiene la popolazione straniera i dati di Provincia e Regione sono uniformi, mentre

quelli dell’Ambito si collocano diversi punti percentuali al di sotto sia per quanto riguarda

l’incidenza sulla popolazione (5,75% contro l’8,45 della Provincia e l’8,46 della Regione) che per

quanto riguarda la popolazione minorile (8,42% contro 12,19% della Provincia e 12,43% della

Regione).

Tuttavia c’è da rilevare che l’aumento verificatosi in termini numerici sulla popolazione 2002-

2007 è per il 77,26% assimilabile all’aumento della popolazione straniera, un dato nettamente

discrepante rispetto alla Provincia (70,%) (anche in considerazione di quanto sopra detto rispetto

all’incidenza sulla popolazione) e più vicino a quello regionale (81,84).

Tale incidenza, che si ribadisce non è in termini percentuali sulla popolazione totale, ma solo

sull’aumento di popolazione, è poi notevolmente differenziata all’interno dell’Ambito: in questo

caso si ritrova la considerazione iniziale circa la differenza tra bassa valle in cui l’aumento della

componente straniera è inferiore o simile alla media Provinciale (ad esclusione di Nembro dove

incide per il 135% circa sull’aumento di popolazione) e il resto del territorio che, pur escludendo

gli estremi (il -7% di Aviatico o il 700% di Colzate), passa da livelli minimi (13,5% di Cazzano,

36% di Cene, 32% di Peia) a livelli molto elevati (216% di Gandino, 252,5% di Gazzaniga, 222%

di Vertova).

Certamente quello degli stranieri resta un dato rilevante sia sull’aumento numerico che sul tasso di

variazione della popolazione.

FAMIGLIE

Censimento 2001

n. 1

componente

n. 2

componenti

n. 3

componenti

n. 4

componenti

n. 5

componenti

n. 6 o più

componenti

% persone

divorziate

31/12/2007

Totale Ambito 24,12% 27,86% 23,57% 19,67% 3,97% 0,82% 1,75%

Provincia di Bergamo 24,16% 27,16% 23,59% 19,46% 4,64% 1,00% 1,37%

Regione Lombardia 26,54% 28,89% 23,02% 16,88% 3,81% 0,86% 1,98%

Italia 24,89% 27,08% 21,58% 18,96% 5,80% 1,69% 1,67%

L’ultimo aspetto considerato riguarda i nuclei familiari.

Un decisivo cambiamento nell’assetto delle famiglie si verifica infatti negli ultimi 50 anni con

ribaltamento di due dati a livello nazionale: nel 1961 le famiglie monoparentali o di 2 componenti

rappresentano il 30% del totale, nel 2001 raggiungono il 50%, mentre le famiglie con 5 o più

componenti passano nel medesimo periodo dal 27% al 7 %. Parallelamente il numero medio dei

componenti passa da 3,6 a 2,6.

Per quanto riguarda i dati di Ambito non ci sono sostanziali variazioni rispetto ai dati provinciali

(se non per le famiglie più numerose che sono leggermente inferiori) e sono similari a quelli

nazionali.

Rispetto ai dati regionali regge maggiormente il nucleo di 4 componenti rispetto a quelli

monoparentali o di 2 componenti.

La percentuale di divorziati registrata nell’Ambito Valle Seriana (calcolata sulla popolazione

totale senza esclusione delle fasce minorili) è intermedia tra i vari indici, ma più vicina a quella

regionale (e comunque superiore a quella nazionale) con picchi nei 2 paesi più grossi (2,0% ad

Albino e 2,3% ad Alzano Lombardo).

CONCLUSIONI

Come espresso inizialmente nel corso dell’ultimo quinquennio non si sono verificati cambiamenti

essenziali nell’assetto dell’Ambito territoriale rispetto ai riferimenti più ampi.

Tuttavia si rilevano almeno due aspetti salienti:

- una certa peculiarità della Valle Seriana che la accosta maggiormente al dato regionale

piuttosto che a quello provinciale;

- una differenziazione interna tra bassa e alta valle, che si accentua durante il periodo

considerato.

3. SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE

Il Servizio Sociale Professionale è garantito dalla figura dell’Assistente Sociale e si connette e si

sviluppa all’interno dei servizi alla persona.

Le politiche sociali rivolte alla persona mettono al centro della propria programmazione ed

operato il cittadino, quale portatore di diritti e doveri, risorse e bisogni, per promuovere condizioni

di benessere.

Il diritto all’esigibilità delle prestazioni sociali e socio sanitarie definite nei livelli essenziali di

assistenza è garantito e sostenuto dalla promozione e dalle azioni operate dal servizio sociale.

Nello specifico l’attività di servizio sociale professionale (così come definito dal DPR 328/01 art

21) si articola nelle seguenti funzioni:

· attività, con autonomia tecnico-professionale e di giudizio, in tutte le fasi dell'intervento

sociale per la prevenzione, il sostegno e il recupero di persone, famiglie, gruppi e comunità in

situazioni di bisogno e di disagio, anche promuovendo e gestendo la collaborazione con

organizzazioni di volontariato e del terzo settore;

· compiti di gestione, di collaborazione all'organizzazione e alla programmazione;

coordinamento e direzione di interventi specifici nel campo delle politiche e dei servizi sociali;

· attività di informazione e comunicazione nei servizi sociali e sui diritti degli utenti;

· attività didattico formativa connessa al servizio sociale e supervisione del tirocinio di studenti

dei corsi di laurea della classe 6 - Scienze del servizio sociale;

· attività di raccolta ed elaborazione di dati sociali e psicosociali ai fini di ricerca.

La normativa ed i precedenti piani di zona hanno portato il servizio sociale professionale a

definirsi quale privilegiata porta di accesso ai servizi, anche grazie alla sua particolare e radicata

diffusione sul territorio.

L’attività del servizio sociale professionale si struttura attorno ad alcune modalità di lavoro e

sensibilità. In primo luogo si ritiene indispensabile e fondante predisporre, avviare, sostenere

strategie di rete per costruire intrecci e produrre sinergie tra operatori e risorse territoriali. Ciò

permette all’Assistente Sociale di disporre delle idonee e necessarie risorse per sviluppare

progettazioni personalizzate efficaci e capaci di garantire continuità nel tempo.

Non è possibile impostare interventi di qualità senza il concorso di entrambi i livelli, quello della

strutturazione della rete e quello del lavoro con la persona.

Il servizio sociale professionale deve essere dotato di adeguati strumenti per garantire l’intervento

qualitativo di cui il cittadino ha diritto. È fondamentale programmare le seguenti azioni:

PRESENZA DEL SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE SU TUTTI I COMUNI

Si individua, quale livello funzionale, un rapporto di 1 Assistente Sociale a tempo pieno ogni

5.000 abitanti. Tali rapporti potranno subire variazioni in relazione all’evoluzione della normativa

(è stata recentemente depositato in senato un disegno di legge in materia).

In considerazione dell’importanza che la normativa ripone nella funzione del servizio sociale

professionale, è fondamentale che l’Assistente Sociale sia alle dirette dipendenze dell’Ente

Locale, titolare delle funzioni programmatorie del PDZ, con una distribuzione che non preveda la

presenza della stessa persona in più di 2 comuni. La programmazione è possibile a partire dalla

combinazione di scelte politiche e valutazioni tecniche, valutazioni che partono dall’esperienza

del lavoro sui “casi”. È una funzione che la legislazione (L328/2000 LR 3/2008) attribuisce

all’Ente Locale.

Si sottolinea l’importanza di strutturare gli spazi e dotarsi di attrezzature idonee per tutelare il

cittadino garantendogli il segreto professionale a cui l’assistente sociale è tenuto e la necessaria

privacy (es: ufficio dedicato all’Assistente Sociale).

Piano di Zona Ambito Valle Seriana 2009-2011

14

COMUNI

N. abitanti

al

31/12/2007

N. ore

settimanali

attuali

N. ore

settimanali

funzionali

Tipologia di rapporto

ALBINO 17.938 126 126

3 AS tempo pieno del Comune

1 AS a 18 ore dipendente SSSVS

ALZANO 13.247 78 90

2 AS tempo parziale del Comune

1 AS a 18 ore dipendente SSSVS

AVIATICO 515 4 4 Operatore sociale dipendente SSSVS

CASNIGO 3.348 18 24 1 AS dipendente SSSVS

CAZZANO S.A. 1.527 6 12 1 AS dipendente SSSVS

CENE 4.143 0 30 nessuno

COLZATE 1.662 18 12

Bandito concorso per assunzione AS a

tempo indeterminato 18 ore

FIORANO AL SERIO 3.082 12 24 1 AS in convenzione con Gazzaniga

GANDINO 5.667 21 36 1 AS dipendente SSSVS

GAZZANIGA 5.072 24 36 1 AS in convenzione con Fiorano

LEFFE 4.772 18 36 1 AS dipendente SSSVS

NEMBRO 11.477 66 90

1 AS tempo parziale del Comune

1 AS dipendente SSSVS

PEIA 1.804 9 12 1 AS dipendente SSSVS

PRADALUNGA 4.482 36 36 1 AS del Comune

RANICA 6.034 36 36-48 1 AS del Comune

SELVINO 2.022 14 18 Operatore sociale dipendente SSSVS

VERTOVA 4.764 18 36 1 AS del Comune

VILLA DI SERIO 6.427 24 36-48 1 AS del Comune

Per il soddisfacimento dei requisiti minimi, relativamente alla presenza dell’Assistente Sociale, si

definisce un rapporto di 1 Assistente Sociale a 18 ore ogni 5.000 abitanti, quale condizione

imprescindibile per accedere ai contributi pubblici ex circolare 4 per i servizi domiciliari.

SUPPORTO DA PARTE DEL COMITATO DEI TECNICI

Si individua nel comitato tecnico il supporto ottimale per permettere al servizio sociale

professionale la necessaria efficacia. Una forte sinergia con i responsabili di servizio di ciascun

Comune aderente al pdz, permette di rendere operative e maggiormente condivise le azioni

progettate nei tavoli di lavoro, garantendo al tempo stesso momenti di riflessione e confronto utili

alla verifica del buon funzionamento dei servizi.

COORDINAMENTO

Consiste in incontri periodici e programmati di TUTTI gli Assistenti Sociali che operano nei

Comuni dell’Ambito, al fine di discutere, confrontarsi ed elaborare progetti, metodologie e

strumenti inerenti le aree di intervento specifiche della professione.

Le decisioni condivise dal gruppo dovranno incidere, dal punto di vista tecnico, alla promozione e

tutela dei bisogni dei cittadini, garantendo trasparenza ed uniformità di intervento sul territorio.

Il gruppo è coordinato da un Assistente Sociale nominato dal gruppo stesso. Il coordinatore stesso

è componente stabile dell’Ufficio di Piano.

Gli incontri di coordinamento sono fondamentali e strumentali anche alla funzione di

rappresentanza nei tavoli tematici e nei gruppi di lavoro.

TAVOLI TEMATICI

Nei tavoli tematici hanno origine i pensieri guida di programmazione e di organizzazione delle

politiche sociali.

Tra le funzioni dell’assistente sociale viene indicato il suo contributo alla promozione, allo

sviluppo ed al sostegno di politiche sociali integrate favorevoli alla emancipazione di comunità e

il dovere di porre all'attenzione delle istituzioni che ne hanno la responsabilità situazioni di

deprivazione e gravi stati di disagio non sufficientemente tutelati. (codice deontologico)

Premesso quanto sopra l’ Assistente Sociale ha un suo ruolo istituzionale all’interno dei tavoli.

Nel Piano di Zona 2009/2011 si prevede quindi una partecipazione rappresentativa degli

Assistenti Sociali dei Comuni in ogni tavolo tematico.

Modalità di gestione: si prevede la partecipazione degli Assistente Sociale intesa quale attività

peculiare del servizio sociale professionale stesso; la preparazione del materiale; la rielaborazione

e la condivisione all’interno del coordinamento degli assistenti sociali comunali dei temi discussi e

delle linee-guida definite in ciascun tavolo.

FORMAZIONE

La formazione professionale è finalizzata a poter disporre di nuove conoscenze, aggiornate

continuamente, per offrire un servizio rispondente alle richieste dell’utenza ed in linea con le

politiche sociali più recenti.

La formazione continua è quindi essenziale per far sì che l’Assistente Sociale sia in grado di

riconoscere anche le implicazioni tecnico- professionali di quanto viene proposto al cittadino.

Il medesimo codice deontologico degli Assistenti Sociali sottolinea all’art. 54 che “l’assistente

sociale è tenuto alla propria formazione continua al fine di garantire prestazioni qualificate (…)”.

Questo principio deve garantire una formazione svolta e rivolta agli assistenti sociali operanti

nell’ambito, così da poter acquisire ed implementare modalità di lavoro omogenee e condivise.

Oltre alla formazione individuale e di Ente che ogni Assistente Sociale può definire all’interno

della propria organizzazione, è fondamentale programmare percorsi formativi che coinvolgano

l’intero gruppo di assistenti sociali dei Comuni, per poter riflettere e lavorare sulle aree comuni e

sui livelli di collaborazioni con gli altri enti, condizione necessaria per dare efficacia agli

interventi progettati e per garantire un utilizzo appropriato ed omogeneo su tutto il territorio anche

delle risorse economiche comuni.

Questa attività deve essere programmata, costante e continua in quanto non si configura solo come

un investimento personale degli Assistenti Sociali, ma anche e soprattutto come un investimento

per l’ente medesimo. Quest’ultimo potrà così difatti garantire ai propri cittadini un servizio di

qualità, basato, ad esempio, su differenti modalità di approccio in relazione all’utenza ed al setting

avendo assunto una capacità di diversificazione progettuale, oggigiorno sempre più necessaria.

SSP.1 IL SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE

FINALITA’

- Qualificare il supporto del servizio sociale comunale nei processi programmatori

locali

- Promuovere interventi sui singoli e con la Comunità maggiormente integrati ed

omogenei sul territorio dell’Ambito

Obiettivi del triennio

Attività/azioni /interventi/risultato atteso

Riferimenti normativi /amministrativi

Modalità di gestione

- L. 84/1993 “Ordinamento della professione di assistente sociale e istituzione dell'albo professionale

- D. Lgs 31/03/1998 n. 112 ”Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed

agli enti locali, in attuazione del capo I della L. 15 marzo 1997, n. 59.”

- DPR 328/01 “Modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per l'ammissione all'esame di Stato

e delle relative prove per l'esercizio di talune professioni, nonché della disciplina dei relativi

ordinamenti.”

- L. 328/2000 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali.”

- LR 3/2008: “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e

sociosanitario.”

- D. Lgs 267/2000 “Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali.”

- Mantenimento e consolidamento del GRUPPO DI COORDINAMENTO degli Assistenti Sociali dei

Comuni dell’Ambito come GRUPPO PROFESSIONALE ISTITUZIONALIZZATO condotto dal

Coordinatore, al quale tutti i Comuni devono partecipare;

- La costruzione di strumenti di raccolta ed analisi dei dati: il gruppo partirà dal lavoro quotidiano

(casistica).

- La costruzione di strumenti per l’analisi del sistema di relazioni: il gruppo partirà dal lavoro quotidiano

(casistica).

- Accompagnamento di un facilitatore esterno per le fasi ed i momenti in cui si ritiene necessario tale

apporto.

- Stesura di un documento di sintesi contenente una analisi delle cause in relazione alle domande di aiuto

che giungono ai servizi sociali comunali.

- Costruzione di una cartella sociale da applicare in tutti i Comuni dell’Ambito che permetta di

informatizzare i dati essenziali relativi ad ogni nucleo familiare che si è rivolto al servizio sociale

comunale: la domanda di aiuto, i problemi alla base della domanda, le cause che hanno generato il

problema.

- Collaborazione all’avvio, in un secondo momento, del sistema informatico utile per la costruzione del

pdz.

- Costruzione della mappa del sistema dinamico delle relazioni in atto, fornendo un’analisi a partire dal

criterio della crucialità rispetto all’efficacia dell’intervento e sintetizzando i suggerimenti sulle relazioni

da formalizzare e le strategie per migliorare la qualità della collaborazione.

- Sviluppare una riflessione professionale condivisa dagli assistenti sociali comunali sulle cause che

generano i problemi affrontati.

- Costruire un sistema di documentazione (cartella sociale) unica per tutti i comuni dell’ambito.

- Analizzare il sistema delle collaborazioni in atto tra servizio sociale comunale ed altre

organizzazioni del pubblico e del privato sociale.

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Piano economico finanziario

Indicatori di processo:

- numero di incontri dedicati alla costruzione/condivisione degli strumenti;

- numero incontri di restituzione dei “reports” ai soggetti preposti;

- percentuale di presenza degli assistenti sociali ai lavori

Indicatori di risultato:

- Applicazione in tutti i Comuni degli strumenti

- Produzione dei “reports”

Consulente esterno;

4. SERVIZIO DI TUTELA GIURIDICA – servizio in sviluppo

Caratteristiche e Finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni /interventi

Riferimenti normativi /amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Prospettive e Piano economico finanziario

Servizio rivolto alle persone interessate e ai diversi servizi sociali territoriali che intendono attivarsi per

promuovere le forme di tutela giuridica ritenute più idonee per assistiti, anziani, disabili, minori, pazienti

psichiatrici.

Il Servizio si avvale di uno sportello, aperto una volta la settimana dal mese di novembre 2008 , con la

presenza di un operatore sociale dedicato.

Ha inoltre la finalità di promuovere la nuova e diversa figura giuridica dell’Amministratore di Sostegno che

supporta le persone fragili e vulnerabili con azioni di aiuto e sostegno condivise con le stesse e di

individuare persone disponibili ad assumersi funzioni di tutela.

Convenzione con ANTEAS per approvata dall’Assemblea dei Sindaci in data 16/06/2008

Persone in difficoltà nella gestione dei propri patrimoni e della propria quotidianità

Familiari od operatori che sono a conoscenza di persone con situazioni personali connotate da vulnerabilità e

complessità.

Anno 2008: n. 4 richieste dirette.

Il servizio è gestito direttamente dalla Società in convenzione con l’Associazione ANTEAS che garantisce la

collaborazione con persone esperte per gestire in maniera adeguata le situazioni complesse e/o per assumersi

cariche di tutela giuridica. .

· Numero delle richieste di accompagnamento nella pratica di richiesta dell’assegnazione di figura di

tutela

· Numero delle consulenze

· Numero dei partecipanti al corso formativo.

· Numero delle persone disponibili ad assumersi una carica di tutela giuridica.

Anno 2009: €. 2000,00 (costo della convenzione)

· Organizzare e partecipare ad incontri di sensibilizzazione sulle diverse forme di tutela

· Partecipare all’organizzazione del corso di formazione rivolto alle persone interessate e disponibili

per la una nomina di tutela.

· Gestire il servizio e lo sportello in collaborazione con ANTEAS

· Promuovere le diverse figure per il sostegno giuridico delle persone in difficoltà ed individuare

persone disponibili ad assumersi funzioni di tutela.

· Supportare le persone interessate nelle pratiche dei ricorsi

· Fornire consulenze ed orientamenti ai diretti interessati, a familiari ed altri coinvolti

· Lavorare in rete con i servizi sociali territoriali per la gestioni dei ricorsi e per l’attivazione di altri e

diversi servizi.

5. AREA ANZIANI

DATI DI CONTESTO

La popolazione anziana conta 18.087 anziani e rappresenta il 18,6% della popolazione totale.

L’ indice di vecchiaia, (rapporto tra la popolazione anziana e quella compresa tra 0 e 14 anni) è

pari al 125,43 % con differenze tra comuni: i più giovani sono i comuni di Cazzano e Villa di

Serio (78 e 82,7 %) e quelli meno giovani sono Aviatico e Leffe (191,3 e 174%)

Il territorio, come di consueto, è più giovane rispetto agli indici nazionali e regionali, ma è più

vecchio rispetto a quelli della provincia.

L’ indice di dipendenza è del 50,16%, con percentuali diverse in ogni comune ( il valore di 50

indica che per ogni 2 soggetti attivi c’è 1 “dipendente”).

Il 16,3% degli anziani ha un riconoscimento di invalidità (2957 anziani) ed il 6,6 è affetto da una

demenza (1190 anziani), il 65 % ca. ha da una a più malattie croniche

Oltre alle precarie condizioni sanitarie, sono determinanti di fragilità

· l'età avanzata: il 44,3% degli anziani è ultra settantacinquenne (n.8028)

· la solitudine: risulta anagraficamente solo il 44,3 % degli anziani oltre i 65 anni (in

specifico il 35,32% tra i 65 e 79 anni e il 72,38% tra gli ultraottantenni).

Il dato non indica la reale solitudine poiché le relazioni familiari hanno ancora una discreta tenuta,

ma ci illustra una situazione di debolezza della strutturazione e della rete familiare che vede molte

persone senza familiari diretti viventi o vicini.

La famiglia, nonostante le profonde trasformazioni degli ultimi decenni, rimane il primo servizio

alla persona anziana debole.

Nel nostro territorio , nel 2007, ai servizi sociali comunali sono arrivate 1568 persone anziane (ca.

l’8.7% sulla popolazione anziana) con bisogni diversi, che hanno potuto usufruire da 1 servizio

(1150 anziani) fino ad oltre 4 servizi formali. Significativo il dato relativo ai 266 anziani fruitori

del solo servizio sociale professionale , senza l’attivazione di servizi formali, a dimostrazione che

spesso è necessario un aiuto professionale anche per l’attivazione di risorse personali,familiari o

informali.

Una buona percentuale dei nostri anziani è una risorsa per la comunità.

Esercitano un ruolo attivo e significativo nella società ed hanno uno specifico ruolo anche nel

mercato socio-economico (funzioni di nonni, aiuto tra pari, aiuto familiare/domestico, gestione

centri sociali, volontariato,…).

Il nostro Ambito Territoriale dispone di una buona rete di servizi a supporto di persone anziane e

adulte in difficoltà; la rete si compone di servizi domiciliari, territoriali e residenziali dei diversi

sistemi tra cui quello sociale, sanitario, socio assistenziale e socio sanitario, gestiti e erogati da

diversi enti pubblici e privati.

Una maggiore capacità di orientamento verso le opportunità e le offerte rispondenti alle proprie

esigenze e quindi un miglior utilizzo dei servizi del territorio è stato possibile attraverso l’azione

di segretariato sociale offerto dai servizi sociali comunali.

Il lavoro di rete ed il lavoro in rete messo in atto , in questi anni, dagli operatori ha permesso lo

sviluppo di una rete istituzionale dei servizi. La collaborazione e la concertazione tra gli enti,

portatori di interesse sociale verso gli anziani, in particolare con coloro che intervengono

operativamente con gli anziani, si è mostrata fondamentale per l’attivazione di servizi integrati e

personalizzati.

In particolare si vuole evidenziare la positiva collaborazione tra i servizi sociali ed gli enti del

privato sociale tra cui in specifico la Cooperativa Generazioni che si occupa di servizi domiciliari

e territoriali socio-assistenziali e socio-sanitari.

Piano di Zona Ambito Valle Seriana 2009-2011

Popolazione anziana e non autosufficiente suddivisi per comune al 01/01/ 2007

COMUNE POPOL.

POPOL.

ANZIANA INCID.

INDICE

INVECCHIAME

NTO

INDICE DI

DIPENDENZA N. INVALIDI

INCID. SU

POP.

ANZIANA

PERSONE CON

DEMENZA

INCID. SU

POP.

ANZIANA

DI CUI

VISITATE DA

UVA

INCID. SU

POP. CON

DEMENZA

DI CUI CON

DEMENZA A

DOMICILIO

INCID. SU

POP.

ANZIANA

DI CUI CON

DEMENZA IN

RSA

INCID. SU

POP.

ANZIANA

PERSONE RICOV.

TEMP. CENTRO

ALZHEIMER

INCID. SU

POP. CON

DEMENZA

N. UTENTI

SERVIZI

SOCIALI

INCID. SU

POP.

ANZIANA

PERSONE IN

RSA

INCID. SU

POP.

ANZIANA

PERSONE IN

CDI

INCID. SU

POP.

ANZIANA

ALBINO 17807 3136 17,6 114,75 49,16 554 17,7 225 7,2 55 24,4 173 5,5 52 1,7 6 2,7 629 20,1 101 3,2 12 0,4

ALZANO L. 13064 2449 18,7 125,72 50,73 365 14,9 181 7,4 24 13,3 134 5,5 47 1,9 4 2,2 165 6,7 88 3,6 13 0,5

AVIATICO 509 111 21,8 191,38 49,71 24 21,6 9 8,1 0 0,0 7 6,3 2 1,8 1 11,1 12 10,8 3 2,7 0 0,0

CASNIGO 3365 594 17,7 126,65 46,18 109 18,4 42 7,1 14 33,3 5 0,8 37 6,2 0 0,0 36 6,1 56 9,4 1 0,2

CAZZANO S'A. 1501 195 13,0 78,00 42,14 26 13,3 5 2,6 1 20,0 5 2,6 2 1,0 0 0,0 6 3,1 4 2,1 0 0,0

CENE 4122 697 16,9 119,97 44,94 113 16,2 48 6,9 7 14,6 29 4,2 19 2,7 0 0,0 19 2,7 28 4,0 0 0,0

COLZATE 1641 282 17,2 119,49 46,13 46 16,3 21 7,4 7 33,3 19 6,7 3 1,1 1 4,8 17 6,0 8 2,8 2 0,7

FIORANO 3088 554 17,9 119,4 49,18 77 13,9 35 6,3 4 11,4 28 5,1 7 1,3 3 8,6 44 7,9 14 2,5 2 0,4

GANDINO 5775 1181 20,5 145,44 52,70 224 19,0 74 6,3 12 16,2 33 2,8 41 3,5 3 4,1 68 5,8 87 7,4 2 0,2

GAZZANIGA 5021 1200 23,9 173,41 60,47 207 17,3 72 6,0 20 27,8 50 4,2 22 1,8 5 6,9 61 5,1 63 5,3 2 0,2

LEFFE 4759 1038 21,8 174,16 52,29 158 15,2 68 6,6 14 20,6 48 4,6 20 1,9 2 2,9 60 5,8 61 5,9 0 0,0

NEMBRO 11304 2210 19,6 132,02 52,35 378 17,1 154 7,0 27 17,5 108 4,9 46 2,1 6 3,9 128 5,8 94 4,3 6 0,3

PEIA 1804 331 18,3 123,05 49,83 50 15,1 12 3,6 6 50,0 5 1,5 7 2,1 0 0,0 21 6,3 12 3,6 1 0,3

PRADALUNGA 4460 770 17,3 105,48 50,68 121 15,7 45 5,8 12 26,7 33 4,3 12 1,6 0 0,0 64 8,3 17 2,2 7 0,9

RANICA 5973 1136 19,0 131,63 50,30 136 12,0 70 6,2 10 14,3 63 5,5 7 0,6 6 8,6 88 7,7 13 1,1 15 1,3

SELVINO 2012 350 17,4 105,42 51,28 64 18,3 16 4,6 3 18,8 15 4,3 1 0,3 3 18,8 32 9,1 1 0,3 0 0,0

VERTOVA 4790 973 20,3 149,69 51,25 181 18,6 74 7,6 15 20,3 57 5,9 17 1,7 3 4,1 74 7,6 66 6,8 11 1,1

VILLA DI SERIO 6321 880 13,9 82,78 44,38 124 14,1 39 4,4 5 12,8 33 3,8 6 0,7 1 2,6 44 5,0 10 1,1 6 0,7

TotalI 97316 18087 18,6 125,43 50,16 2957 16,3 1190 6,6 236 19,8 845 4,7 348 1,9 44 3,7 1568 8,7 726 4,0 80 0,4

 

LA RETE DEI SERVIZI: progettualità e nodi all’attenzione

Servizi a supporto della domiciliarità’

Nel 2007, circa il 10% della popolazione anziana è stata raggiunta od aiutata dai servizi sociali o

dai servizi a supporto della domiciliarità; il dato è stato calcolato sugli utenti dei servizi sociali

comunali (segretariato sociale, SAD, pasti, telesoccorso, CDI, etc….), dei Centri di Unità

Valutazione Alzheimer, e dell’ADI/voucher socio sanitario.

Fra i servizi di maggiore utilizzo vi sono l’Assistenza domiciliare (SAD) ed il Servizio Pasti.

Servizio di assistenza domiciliare. L'indice di copertura in Lombardia è dell'1,68% , quello del

nostro ambito (compreso il sollievo per famiglie con persone con demenza ) è dell'1,61%.

Obiettivo del prossimo triennio è portare l'indice di copertura all'1,8 diversificando le prestazioni

del SAD per accentuarne la sua funzione di supporto alle famiglie che si prendono cura in via

continuativa della persona anziana.

Sommati i servizi di SAD, sollievo domiciliare demenze, ADI (esclusa l'estemporanea), pasti a

domicilio e telesoccorso , l'indice di copertura dei servizi domiciliari ammonta a 5,03%.

L’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), completamente a carico del servizio sanitario

nazionale, raggiunge l’1.4% della popolazione anziana. L’Ambito definirà un accordo con gli enti

accreditati per potenziare e/o assicurare la continuità delle prestazioni socio-assistenziali.

Il Servizio Pasti è il più richiesto, interessa infatti l’1.6 della popolazione anziana (291 persone)

mentre è sottoutilizzato il Telesoccorso (65 persone); si avverte la necessità di adozione di

regolamenti condivisi per uniformarne le modalità di accesso e di erogazione.

Il Servizio di accompagnamento e trasporto, che, in genere si rivolge a persone anziane o con

disabilità, anche per la dislocazione territoriale, è di grande utilità per favorire l'accesso ai servizi

sanitari. I Comuni erogano direttamente od indirettamente il Servizio , per lo più attraverso

convenzioni ed accordi con le associazioni di volontariato, che sono ritenute fondamentali per la

gestione dello stesso.

I titoli sociali rientrano a pieno diritto negli interventi a supporto della domiciliarità. Nel triennio

2006-2008 sono stati assegnati i buoni sociali ad un segmento specifico di persone anziane

disabili (con demenza o con badante o al CDI,…). Sono stati erogati annualmente a circa 76

persone, garantendo la continuità nel triennio a circa 45/50 persone. Il prossimo triennio vede

l’ampliamento delle condizioni di accesso a tutte le persone disabili.

Anno 2003 2004 2005 2006 2007

Pop.

ambito

95349 96117 96729 97411 97316

Anziani 16140 16636 16925 17623 18087

Utenti

SAD

268 256 246 329 335

Anno TOT M F 7 0/ 74 7 5/ 79 8 0/ 89 >90 Dec e s s i Ins .

in

RSA

Supam

ISEE

Valore

di

€. 300

Valore

di

€. 175

2006 79 19 60 4 14 35 26 8 2 0 26 53

2007 75 19 56 4 15 36 20 16 6 2 25 50

2008 77 17 60 6 13 39 19 15 5 3 25 52

Piano di Zona Ambito Valle Seriana 2009-2011

23

Voucher di sollievo domiciliare a favore di famiglie che si prendono cura di persone con

demenza. Pacchetti di ore fino ad un massimo di 140 sono stati erogati, ogni anno, a 17/18

famiglie . Nel triennio verranno estesi alle persone non autosufficienti.

Anche i Ricoveri Temporanei e i Centri Diurni Integrati, pur essendo servizi residenziali e

semiresidenziali, sono servizi finalizzati al sostegno della domiciliarità.

I Ricoveri Temporanei, gestiti in collaborazione con le RSA che mettono a disposizione 7 posti

letto, prevedono la gestione centralizzata in un unico punto di accesso presso il Servizio Anziani.

Gli anziani che ne beneficiano sono mediamente 65 all’anno ; di questi il 30% proviene dai reparti

ospedalieri che dimettono precocemente gli anziani, i quali, non sono in grado di rientrare a

domicilio perché ancora fortemente compromessi o perché presentano un’esigua o inadeguata

risorsa familiare. Quasi il 30% dei fruitori dei Ricoveri Temporanei viene direttamente trasferito,

in modo definitivo, in una RSA.

Nel 2007 sono stati visti dai due centri di Unità di Valutazione Alzheimer (UVA), del Centro

Alzheimer di Gazzaniga e dalla RSA di Vertova, circa 236 persone, il 20% delle persone con

diagnosi di demenza. Il Centro Alzheimer di Gazzaniga effettua ricoveri temporanei, a carico del

Servizio Sanitario Nazionale. Pur avendo una finalità diagnostica e terapeutica, spesso tali ricoveri

aiutano e sollevano la famiglia dal gravoso lavoro di cura di persone con demenza; nel 2007 vi

sono state ricoverate 44 persone residenti, con una media di degenza di 30/40 giorni. Il Servizio

Sociale comunale ed il Servizio Anziani hanno in atto una buona collaborazione con il Centro per

i percorsi di cura personalizzati.

Il Progetto Demenze è stato implementato nella consapevolezza che i bisogni delle famiglie che

si prendono cura di persone con demenza sono sottostimati e sottovalutati. E’ stata effettuata

dall’èquipe psico-sociale un’indagine mirata incontrando le famiglie, che restituiscono la fatica

dell’assistenza e cura.

E' stato avviato un gruppo di auto mutuo aiuto con il coinvolgimento stabile di 12 famiglie;

prossimamente ne verrà avviato un'altro.

Emerge l’esigenza delle famiglie di avere un punto di riferimento sul territorio per richieste,

ascolto, confronto e consulenza mirata; verrà attivato un punto di aiuto telefonico con la

collaborazione di persone volontarie, debitamente preparate e di specialisti dei servizi territoriali.

Anno TOT M F < 65 6 6/ 75 7 6/ 85 >85 Dime s s i

o spedal e

Ri ent r a t i

a

domi c i l i o

Ins e r i t i

in RSA

De c e s s i

2006 63 21 42 8 7 28 20 30 31 26 6

2007 65 34 31 2 10 36 17 19 40 22 3

2008 74 44 30 4 8 37 25 22 55 17 2

Anno 2006/2007 2007/2008

N. FAMIGLIE 17 18

N. CAREGIVER

con supporto psdicologico

5 8

I servizi semiresidenziali

Centri diurni integrati - Sono presenti 4 CDI (Ranica, Villa di Serio, Albino, Vertova) con una

disponibilità complessiva di 83 posti, l’indice di copertura è di 1,03 ogni 10 anziani ed è tra i più

elevati della Provincia. Si avverte la mancanza di un CDI in Val Gandino. Altri bisogni (orario più

esteso, apertura al sabato ed alla domenica,…) sono stati portati all’attenzione degli enti gestori

dei CDI che si sono resi disponibili ad incontrarsi ed a riflettere per trovare risposte adeguate e

condivise. Lo scorso anno si è costituito il gruppo dei CDI con la finalità di confrontarsi in merito

alle diverse modalità assistenziali, di proporre progetti condivisi e comuni.

In quasi tutti i Comuni vi sono i Centri Sociali per anziani autosufficienti, che rispondono ad

esigenze di aggregazione, di prevenzione, di ricreazione anche culturale. I Centri Sociali, in

genere, sono auto organizzati e sostenuti dai Comuni anche economicamente. Gli stessi sono

molto importanti perché sono un bacino di risorse di volontariato per l’aiuto tra pari a domicilio

od in strutture residenziali e per l’aiuto in progetti del servizio sociale, non solo rivolti agli

anziani.

La formazione degli operatori che assistono gli anziani

Al fine di qualificare il lavoro di cura degli operatori formali od informali che assistono a

domicilio, si prevede di continuare i percorsi formativi intrapresi lo scorso anno.

In specifico per la formazione delle assistenti familiari si ripeterà il percorso sperimentato e si

implementerà l’azione di tutoring finalizzata al supporto e al monitoraggio del lavoro di cura

svolto.

Per l’ aggiornamento degli ASA e OSS dei servizi domiciliari si richiederà all’ Assessorato

Provinciale Settore Politiche Sociali. di replicare le iniziative formative promosse lo scorso anno..

Servizi residenziali

Le 9 RSA del territorio dispongono complessivamente di 936 posti di cui il 79% (726) coperti da

persone residenti nel nostro ambito Il 46% degli anziani ricoverati è affetto da demenza.

Nel 2008 alcune RSA hanno richiesto l’autorizzazione per un aumento di 14 posti letto

complessivi.

L’ indice di copertura regionale è del 7% (posti letto / anziani oltre i 75 anni), il nostro è dell’11,6

%; è il più alto della Provincia. La percentuale degli anziani ricoverati ammonta al 4% (indice

regionale 3,5%).

L’ingresso alle RSA è gestito in forma centralizzata attraverso il Centro Unico di Prenotazione .. Il

servizio CUP attivo e consolidato, funziona, con la consueta collaborazione tra gli operatori del

servizio anziani della Società , dei servizi sociali comunali e delle otto RSA per la gestione della

normale graduatoria.

Nel corso del 2008 sono state presentate n. 238 domande di persone residenti nel nostro ambito

territoriale. Sono state inserite in RSA 158 persone, 22 sono decedte e 14 hanno rinunciato; le

rimanenti sono tutt’ora in graduatoria.

A conferma delle gravi problematiche sanitarie ed assistenziali che concorrono ad orientare la

scelta del ricovero in struttura, si evidenzia che la maggior parte delle persone richiedenti sono

state classificate nella classe SOSIA 1 e 3. Concorrono anche le problematiche sociali poiché più

della metà dei richiedenti sono anagraficamente soli e/o non hanno una sufficiente rete familiare.

Nel triennio si sono svolti, con regolarità, incontri con i referenti delle RSA, in specifico con i

Presidenti e i direttori sanitari ed amministrativi.

Gli incontri sono stati connotati da un fattivo confronto sui progetti in atto e futuri con particolare

attenzione a quelli pensati per dare un’effettiva risposta alle esigenze degli ospiti e/o del territorio.

Le RSA di Albino e Gazzaniga hanno in atto la ristrutturazione per l’adeguamento agli standard

ed in quest’ottica gli è stato proposto di ragionare anche sulla riorganizzazione gestionale in

risposta a nuovi e diversi bisogni assistenziali.

Altre RSA hanno espresso disponibilità per la gestione di casi complicati e per diversificare le

modalità assistenziali (vedi i progetti della RSA di Casnigo e di Vertova).

La RSA di Gandino ha dato la disponibilità per dedicare un’area attrezzata per la gestione delle

persone in SVP e partecipa al gruppo di lavoro dell’ASL per progettare una risposta provinciale in

merito.

Si sta inoltre approfondendo la necessità di trovare sinergie tra le RSA al fine di condividere e

raggiungere obiettivi condivisi attraverso la realizzazione di progetti comuni .

L’unione tra le RSA permetterà inoltre di fronteggiare le problematiche in modo differente e di

restituire in forma unitaria agli enti preposti necessità e bisogni delle organizzazioni residenziali

per anziani.

QUADRO RIASSUNTIVO DEGLI INTERVENTI

Nell’anno 2008 sono stati attivati nell’area anziani i seguenti interventi:

Buoni

sociali

Ricoveri

temporanei

Sostegno

a famiglie

con

demenze

CUP

(domande)

SAD* Totali

Albino 20 8 6 48 71 154

Alzano L.do 20 7 4 39 40 110

Aviatico 2 0 0 1 4 7

Casnigo 0 5 0 12 14 31

Cazzano 1 0 0 1 2 4

Cene 1 5 0 4 0 10

Colzate 1 2 0 4 5 12

Fiorano 1 5 0 4 19 29

Gandino 2 6 2 9 11 30

Gazzaniga 8 3 2 16 17 47

Leffe 0 3 0 17 33 53

Nembro 6 8 2 43 33 94

Peia 1 1 0 2 6 10

Pradalunga 2 3 2 4 19 30

Ranica 7 6 0 10 13 36

Selvino 2 2 0 2 13 19

Vertova 0 6 0 22 18 46

Villa di

Serio

3 4 0 0 17 24

Totale 77 74 18 238 335 746

* intervento erogato dai singoli comuni e relativo all’anno 2007

ORIENTAMENTI PER IL PROSSIMO TRIENNIO

Visto l’importante numero di anziani potenzialmente fragili a domicilio e di anziani con

demenza a carico totale della famiglia; considerata l’offerta attuale dei servizi e degli interventi

a supporto della domiciliarità e della residenzialità e valutata l’importanza della messa in rete dei

servizi e del lavoro di rete, per il prossimo triennio si intende:

· sviluppare i servizi a supporto delle FAMIGLIA che si prendono cura della fragilita'.

· sviluppare azioni per attuare concretamente l’INTEGRAZIONE tra la rete dei servizi

sociali e quella dei servizi sanitari al fine di garantire la continuita’ assistenziale .

· organizzare ed attivare servizi od interventi finalizzati alla PREVENZIONE di situazioni

a rischio sociale, assistenziale e socio-sanitario.

A.1 PROGETTO DEMENZE - servizio in potenziamento

Caratteristiche e Finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni /interventi

Riferimenti normativi /amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Piano economico finanziario

Progetto a supporto della domiciliarità e quindi delle famiglie nel lavoro di cura f; offre strumenti di

conoscenza e di lavoro per affrontare le difficoltà legate alla gestione di una persona affetta da demenza. Il

Servizio Anziani interviene in modo diretto con un’èquipe costituita da Assistente Sociale e Psicologo e

indirettamente attraverso la collaborazione della Cooperativa Generazioni per la gestione degli interventi

operativi, organizzando servizi od iniziative in relazione agli obiettivi specifici del progetto quali il sollievo

domiciliare, percorsi orientamento, formazione ed informazione, indagine sociologica, supporto ai gruppi di

familiari.

Progetto approvato dall’Assemblea dei Sindaci nel 2006; assegnazione del finanziamento alla cooperativa

Generazioni sul Bando della Fondazione Bergamasca ottobre 2006 per tre anni. Documento di accordo con

cooperativa Generazioni 24/09/2006

Familiari che si prendono cura del proprio familiare affetto da demenza.

Anno 2008: n. 18 famiglie fruitici del sollievo domiciliare

n. 12 caregiver partecipanti al gruppo AMA

n. 30 famiglie intervistate

n. 50 partecipanti ca. ad ogni serata informativa

Il progetto è gestito direttamente dagli operatori della Società che si avvale della Cooperativa Generazioni

per la gestione operativa del sollievo domiciliare e del supporto psicologico.

Numero dei partecipanti ai percorsi formativi e numero dei partner promotori.

Numero dei familiari che aderiscono al gruppo AMA e valutazione della continuità delle presenze.

Numero di richieste di sollievo domiciliare e numero di richieste conseguenti di SAD

Anno 2009: Contributo a Generazioni €. 9615,36,

Costo dello psicologo: €. 8.000,00, Iniziative varie: €. 3.500,00

· Organizzazione di nuovi percorsi informativi e formativi mirati.

· Costituzione di un nuovo gruppo di AMA

· Restituzione analisi dati delle interviste ai caregivers

· Prosecuzione del sollievo domiciliare e supporto psicologico (ultima annualità)

· Formazione operatori volontari per il riferimento telefonico

· Consolidare la funzione del servizio nell’azione informativa e di orientamento verso l’individuazione

di risposte adeguate ai bisogni espressi.

· Continuare il sostegno al gruppo di familiari di auto mutuo aiuto e promuovere la costituzione di nuovi

gruppi.

· Promuovere l’associazionismo perché le famiglie si sostengano in modo autonomo.

· Costituire un punto di riferimento telefonico per le famiglie in difficoltà.

· Mantenere attiva la rete esistente di servizi e risorse.

A.2 PROGETTO BADANTI – servizio in sviluppo

Caratteristiche e Finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni /interventi

Riferimenti normativi /amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Piano economico finanziario

Progetto finalizzato al supporto e al monitoraggio del lavoro di cura delle badanti, in particolare di coloro

che si occupano di anziani con problemi di demenza o con gravi compromissioni.

E' un'occasione per acquisire nuove competenze e strumenti professionali per migliorare la qualità e

l'efficacia delle prestazioni.

Progetto condiviso con Tavolo di Lavoro Anziani, approvato dall’Assemblea dei Sindaci

DGR n. 8243 del 22/10/2008

Badanti regolari che lavorano nelle famiglie di anziani a cui è stato assegnato il buono sociale nel triennio

2006/2008

Anno 2008: n.10 badanti partecipanti al percorso formativo.

Il servizio formativo è direttamente gestito dalla Società in collaborazione con l’ufficio dei servizi sociali del

Comune che accoglie il modulo di iscrizione al corso.

Il servizio di tutoring verrà gestito in convenzione con gli enti del pubblico e del privato sociale che hanno

formato il loro personale per la specifica funzione.

Numero delle iscrizioni ai corsi e numero di attestati di frequenza consegnati

Questionario di rilevazione del grado di soddisfazione al corso compilato dalla badante e dalla famiglia.

Numero badanti monitorate e numero ore utilizzate per il tutoring.

Anno 2009: €.12.440,00 per formazione e tutoring delle badanti.

· Corso gratuito di formazione articolato in lezioni teoriche e pratiche, tenuto da operatori dei

servizi e delle strutture socio-assistenziali o socio-sanitarie del territorio, che approfondirà

argomenti attinenti la conoscenza e la comprensione della realtà dell’anziano in relazione ai bisogni

fondamentali.

· Percorso formativo finalizzato a preparare operatori per il tutoring alle badanti.

· Azioni di supporto massiccio per le nuove badanti e di monitoraggio per le situazioni consolidate

attraverso l’impiego degli operatori ASA/OSS preparati a tale funzione.

· Contatti e collaborazione con il Centro per l’Impiego della Provincia per l’attivazione di uno

sportello di incrocio domanda-offerta

· Migliorare le capacità assistenziali delle badanti e la qualità dell’assistenza fornita al familiare.

· Sostenere le badanti nel lavoro di cura, anche attraverso interventi di tutoring e/o monitoraggio.

· Riproporre il percorso formativo integrandolo con stage

· Creazione di uno sportello per incrocio domanda –offerta.

A.3 BUONI SOCIALI – servizio consolidato ed in potenziamento

Caratteristiche e Finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni /interventi

Riferimenti normativi /amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Piano economico finanziario

Provvidenza economica mirata finalizzata a favorire la permanenza a domicilio di persone non

autosufficienti e riconoscere il ruolo di cura della famiglia, in un progetto integrato di intervento con i

servizi sociali.

DGR n. 8243 del 22/10/2008

Regolamento per l’assegnazione dei buoni sociali approvato dall’Assemblea dei Sindaci il 26/11/2008

Anziani superiori ai 65 anni , disabili, persone che hanno assunto od intendono assumere assistenti

familiari (badante), in condizione di non autosufficienza, in possesso del riconoscimento del diritto

all’indennità di accompagnamento ed in possesso di un parametro di reddito ISEE di €. 8935.

La regolarizzazione dell’assistente familiare deve essere dimostrata da specifica documentazione.

Anno 2008: 77 fruitori di cui 48 assegnatari anche negli anni precedenti. La condizione maggiore è stata la

non autosufficienza per grave deterioramento cognitivo (n. 65); a seguire l’impiego della badante.

Il servizio è gestito direttamente dalla Società in collaborazione con l’ufficio dei servizi sociali del Comune

che istruisce la domanda e predispone ed attua il Progetto Personalizzato.

Numero delle richieste con assegnazione del Buono Sociale

Numero delle richieste di persone non autosufficienti inferiori ai 65 anni

Numero richieste di assegnazione per impiego di assistenti familiari

Numero delle famiglie che a supporto del loro lavoro di cura hanno introdotto diversi aiuti formali od

informali (come definito nel PAI).

Anno 2009:

budget complessivo €. 180.000,00 (€. 118.843,00 FNPS e €. 61.157,00 DGR 8243/2008

comprensivo della formazione e tutoring delle badanti).

· Accoglienza delle domande a sportello, presso l’ufficio del servizio sociale comunale.

· Predisposizione del progetto assistenziale personalizzato (PAI) a cura dell’Assistente Sociale

Comunale.

· Verifica dell’ appropriatezza della documentazione in relazione alla domanda.

· Predisposizione e gestione dell’elenco delle domande accolte, delle comunicazioni in merito ed

erogazione del Buono sociale trimestralmente.

· Organizzazione formazione delle badanti e del monitoraggio del lavoro di cura delle stesse.

· Supportare le cure domiciliari prestate dalla famiglia o da altri soggetti informali.

· Riconoscere e valorizzare il lavoro di cura dei caregivers

· Sostenere le famiglie che per la cura dei propri familiari si avvalgono della collaborazione delle

cosiddette badanti.

A.4 VOUCHER SOCIALE PER IL SOLLIEVO DOMICILIARE - servizio in sviluppo

Caratteristiche e Finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni /interventi

Riferimenti normativi /amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Piano economico finanziario

Il voucher non è un ammortizzatore sociale, ne un intervento di sostegno economico ma è un titolo sociale

per mezzo del quale è possibile acquistare prestazioni socio assistenziali presso enti accreditati.

Il voucher per il sollievo, rivolto alle famiglie che si prendono cura di persone in condizioni di non

autosufficienza, è finalizzato a sostenerle nelle loro funzioni cura offrendo a domicilio, alla persona non

autosufficiente, interventi, iniziative ed azioni socio assistenziali..

Il voucher è assegnato, nell’arco di un semestre, fino ad un massimo di 80 ore , in orari serali, prefestivi o

festivi.

DGR n. 8243 del 22/10/2008

Regolamento per l’assegnazione dei buoni sociali approvato dall’Assemblea dei Sindaci il 26/11/2008

Famiglie con persone fragili, non autosufficienti

La gestione è affidata alla Società Servizi in collaborazione con gli uffici del Servizio Sociale Comunale e

con gli enti disponibili alla gestione operativa del servizio.

Numero delle segnalazioni e numero delle richieste accolte.

Numero dei nuovi enti disponibili.

Numero delle famiglie che proseguono con servizi domiciliari successivamente alla fruizione del voucher.

Anno 2009: fondo disponibile pari a € 60.434,00

· Promozione del servizio attraverso informativa agli Assistenti sociali comunali.

· Individuazione degli enti disponibili alla gestione operativa del sevizio

· Accoglienza delle segnalazioni degli Assistenti Sociali e valutazione della congruità delle richieste.

· Gestione delle procedure di attivazione del servizio

· Sviluppo del servizio

· Offerta del servizio a famiglie con particolari situazioni di carico assistenziale

· Ampliamento degli enti disponibili alla gestione operativa del servizio

A.5 RICOVERI TEMPORANEI – servizio consolidato

Caratteristiche e Finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni /interventi

Riferimenti normativi /amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Piano economico finanziario

Servizio in convenzione con alcune RSA dell’Ambito che mettono a disposizione n. 7 posti letto di cui uno

per persone affette da demenza. Gli interventi di ricovero temporaneo rispondono ad un problema della

persona anziana o della sua famiglia e nascono da bisogni che non possono essere soddisfatti dalla famiglia

stessa. Il ricovero temporaneo è caratterizzato dalla breve durata dell’intervento, finalizzata al sollievo della

famiglia e/o all’individuazione di un idoneo percorso assistenziale.

Protocollo di intesa per la gestione dei ricoveri temporanei nelle RSA dell’Ambito Valle Seriana - anno

2006 – 2007 – 2008 – 2009.

Residenti nell’ambito territoriale Valle Seriana, che presentano i requisiti per essere ritenuti idonei per

l’ammissione alle RSA e che si trovano in una situazione di bisogno di ricovero temporaneo motivata dalla

famiglia stessa e/o dai servizi sociali di riferimento.

Anno 2008: 74 fruitori di cui il 30% provenienti dagli ospedali. Circa il 30% dei fruitori viene inserito

definitivamente in RSA.

La gestione è affidata alla Società Servizi in collaborazione con gli uffici del Servizio Sociale Comunale e

con gli uffici di accoglienza delle RSA.

Numero delle richieste pervenute da parte degli AS dei comuni.

Numero di ricoveri temporanei attivati in RSA.

Numero di anziani che dopo il ricovero temporaneo viene inserito in RSA in modo definitivo.

Anno 2009: €. 19.000,00 pari a €. 2.500,00 annue per posto letto e pari ad €. 4.000,00 per il posto destinato

alle persone affette da demenza.

· Gestione del punto unico di accesso delle segnalazioni di inserimento nei posti di ricovero

temporaneo, da parte dei servizi sociali comunali.

· Coordinamento e monitoraggio degli inserimenti.

· Mantenimento della collaborazione con le RSA convenzionate

· Offrire alla rete familiare un periodo di sollievo e supporto dai compiti di cura e dal carico

assistenziale.

· Mantenere attiva la collaborazione con le RSA

A.6 SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (SAD) COMUNALE - in potenziamento

Caratteristiche e Finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni /interventi

Riferimenti normativi /amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Piano economico finanziario

Il SAD è un servizio domiciliare che offre supporto ed aiuto alle persone con difficoltà od alle famiglie che

si prendono cura di familiari fragili. Consiste nel fornire a domicilio dell’utente prestazioni socioassistenziali,

definite dal progetto assistenziale individualizzato curato dall’Assistente Sociale Comunale.

Le prestazioni sono erogate da personale ASA/OSS messo a disposizione dell’ente gestore operativo

(Comune o Cooperativa).

Il Servizio è finalizzato a supportare la domiciliarità e quindi a mantenere il più a lungo possibile le persone

nel proprio contesto di vita.

Regolamento unico del SAD approvato dall’Assemblea dei Sindaci il 21/03/2007.

Regolamento unico approvato da ogni singola Amministrazione Comunale in diverse date.

Persone con difficoltà personali nel compimento degli atti quotidiani della vita (anziani, disabili, adulti in

difficoltà) e famiglie che si prendono cura del proprio familiare fragile.

Il servizio è organizzato in 17 comuni

Anno 2008: 335 persone di cui il 63% oltre gli 80 anni ed il 48.9 % in condizione di solitudine. Le ore

effettivamente prestate sono n. 35304 per una media di ore 3,04 settimanali per utente.

La gestione operativa vede differenti gestioni tra cui quella diretta (comuni che hanno proprio personale),

mista (comuni con proprio personale ed affido di parte del Servizio alla cooperazione), indiretta (affido della

gestione alla cooperazione).

Nel 2007 tutti i Comuni hanno aderito all’appalto unico di gestione del SAD, curato dall’Ambito territoriale

ed assegnato per un triennio, alla Cooperativa Generazioni di Albino.

Numero dei nuovi utenti nel triennio .

Numero degli utenti fruitori di prestazioni differenziate (SAD a pacchetti, aiuto alle badanti, prestazioni di

tipo preventive).

I costi sono sostenuti da ogni Amministrazione Comunale che gestisce il Servizio.

· Pubblicizzazione del Servizio e delle nuove prestazioni in tutti i Comuni dell’Ambito

· Maggiore conoscenza delle situazioni con diverse fragilità, a cura del Servizio sociale Comunale.

· Formazione agli operatori SAD per interventi più qualificati (vedi scheda successiva).

· Diversificazione dell’offerta nella proposta di attivazione del servizio.

· Aumento del numero degli utenti anziani (da 1.6 % sulla popolazione anziana ad 1.8%).

· Incremento delle prestazioni principalmente rivolte a dare sostegno alle famiglie (SAD a pacchetti,

supporto alle badanti) .

· Sviluppo delle prestazioni finalizzate ad aiutare le persone ai fini della prevenzione.

· Applicazione del regolamento unico adottato da tutti i Comuni.

A.7 FORMAZIONE DEGLI OPERATORI SAD - attività in potenziamento

Caratteristiche e Finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni /interventi

Riferimenti normativi /amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Piano economico finanziario

Percorso di aggiornamento degli ASA e OSS dei servizi domiciliari, in partnership con l’Assessorato

Provinciale Settore Politiche Sociali.

La formazione è finalizzata a soddisfare il bisogno formativo degli operatori del SAD territoriale in ordine a

tematiche come il disagio psichico, la gestione dei disturbi comportamentali, la sperimentazione di un ruolo

di tutoring nei confronti delle assistenti familiari.

L’organizzazione prevede tre moduli formativi teorici distinti, di 15 ore ciascuno, con adesione all’intero

percorso od a uno o più moduli.

Documento Assessorato Provinciale alle Politiche Sociali di illustrazione del Percorso Formativo.

20 partecipanti per ogni modulo, ASA e OSS del SAD gestito dai vari enti territoriali.

Anno 2008: 18 operatori nel primo modulo, 20 nel secondo, 14 nel terzo.

La gestione operativa è curata direttamente dal Settore Politiche Sociali dell’Assessorato Provinciale.

Il Servizio Anziani della Società ha collaborato nell’organizzazione della proposta formativa.

Confronto tra il numero degli iscritti ed il numero degli operatori attualmente impiegati sul SAD, per ogni

singolo modulo.

Numero degli operatori che hanno partecipato a tutto il percorso.

Numero degli operatori SAD non partecipanti alla proposta 2008, iscritti al percorso 2009/2010.

Non vi sono costi diretti in quanto sostenuti interamente dall’Assessorato Provinciale.

· Verifica dell’ efficacia formativa in collaborazione con l’Assessorato Provinciale

· Indagine sui nuovi e diversi bisogni formativi in collaborazione con gli enti gestori del SAD

· Mantenimento della collaborazione con l’Assessorato Provinciale e con l’ABF che mette a

disposizione la sede.

· Dare continuità a percorsi di formazione finalizzati all’aggiornamento del personale operativo

· Nel 2009 replicare l’esperienza formativa del 2008 per agevolare la partecipazione degli operatori

esclusi.

A.8 ACCORDO SAD/ADI – attività in sviluppo

Caratteristiche e Finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni /interventi

Riferimenti normativi /amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Piano economico finanziario

Modalità di relazione, interazione e collaborazione - tra il Servizio Sociale Comunale, i Medici di Assistenza

Primaria, il Distretto ASL, gli Enti Accreditati dall’ASL per la realizzazione delle cure domiciliari e gli Enti

coinvolti nella collaborazione gestionale del SAD – finalizzate ad uno stretto raccordo nella risposta

complessiva ai bisogni domiciliari socio-assistenziali e sanitari delle famiglie con anziani.

Linee Guida per l’erogazione dell’ADI anno 2009 – ASL della Provincia di Bergamo

Le persone anziane e in situazione di fragilità che possono fruire del S.A.D. istituito dalle Amministrazioni

Comunali e che possono beneficiare dell’erogazione di Voucher ADI istituito dalla ASL.

Poiché la gestione dei servizi SAD e ADI vede coinvolti differenti soggetti è indispensabile partire da una

rilevazione delle aspettative / bisogni / esigenze di tutti gli attori e definire modalità di raccordo e gestione

sostenibili e percorribili in relazione alle reciproche funzioni e competenze ed agli oneri (organizzativi,

economici, …) che ogni soggetto deve sostenere (si proporrà la costituzione di un tavolo di lavoro ad hoc).

Potrebbe essere “da subito” valorizzato il sistema informatizzato ADI WEB per dare comunicazione (da

parte del Medico e/o del Distretto) agli Assistenti Sociali Comunali dell’attivazione di piani di cura rivolti

ai cittadini del territorio. In seguito l’A.S. potrebbe contattare l’Ente Accreditato per raccordarsi.

N. di incontri del tavolo di co-progettazione e rilevazione degli Enti aderenti.

N. pazienti per i quali sono state effettuate riunioni tra l’Assistente Sociale Comunale, il Medico di

Assistenza Primaria, il Referente del Distretto e il Coordinatore dell’Ente Accreditato ADI

N. di pazienti per i quali si sono assicurate sinergie nel piano di cura ADI /SAD nell’operato dell’Ente

Gestore (può essere il caso della cooperativa generazioni)

Eventuali oneri saranno declinati nel protocollo di collaborazione.

- Prevedere un raccordo costante tra A.S. comunale e Medico di Assistenza Primaria per la fase di

“segnalazione” reciproca, prima presa in carico dell’utente e monitoraggio periodico

- Prevedere raccordi periodici tra l’ A.S. comunale e l’Ente Gestore dell’ADI per favorire una

comunicazione sui fabbisogni dell’utenza in carico, definire sinergie operative, valorizzare – ove

possibile e opportuno – il personale ASA già in servizio nel S.A.D. per interventi socio-assistenziali

“pagabili” dal Voucher ADI per garantire la “continuità dell’intervento assistenziale”

· Individuare e condividere processi di lavoro e di rapporto tra i differenti soggetti istituzionali e

sociali che favoriscano il raccordo e l’integrazione socio-sanitaria.

· Offrire al sistema familiare con anziani una “panoramica” dei servizi domiciliari di cui può fruire,

favorendo la presa in carico congiunta attraverso sinergie tra le differenti unità d’offerta

A.9 CUSTODIA SOCIALE – progetto in sviluppo

Caratteristiche e Finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni /interventi

Riferimenti normativi /amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Piano economico finanziario

Il progetto di Custodia Sociale interessa tre dei comuni del nostro territorio, che seppur accomunati dallo

stesso interesse, hanno ubicazione, struttura e composizioni molto diverse tra loro. Il progetto intende

sperimentare operatori del servizio civile volontario e altri volontari nella costituzione di punti di

riferimento locali , Il progetto è finalizzato ad aiutare gli anziani con fragilità diverse nelle gestione delle

incombenze della vita quotidiana ed ad orientarli verso le risorse dei servizi territoriali.

DGR. N. 8034/2008 e N. 5429/2007

L.N. 64/2001 e Dlgs. N. 77/2002

Progetto del Comune di Albino per l’impiego di volontari in servizio civile - 10/2008

Il progetto si rivolge agli anziani fragili o potenzialmente fragili, con difficoltà a rivolgersi ai servizi sociali

per interventi o prestazioni di tipo assistenziale dei Comuni di Albino, Selvino, Villa di Serio.

L’ente capofila del progetto è il comune di Albino; il progetto sarà gestito operativamente dai comuni

interessati con il coordinamento diretto dei propri Assistenti Sociali.

Numero degli anziani fruitori dei servizio di custodia sociale

Numero degli interventi attivati domiciliari e nella sede del servizio

Numero delle segnalazioni aggiuntive ai servizi sociali

Numero schede compilate, di rilevazione sui bisogni degli anziani

I costi sono sostenuti dai Comuni aderenti e dal Ministero della Difesa.

- Svolgimento di visite domiciliari allo scopo di rilevare le situazioni critiche

- Attivazione di interventi di aiuto diretti e personalizzati

- Istituzione di un momento giornaliero di chiamata telefonica per gli anziani “a rischio

- Attuazione di un piano di intervento personalizzato definito in collaborazione con l’assistente

sociale

Creazione di un servizio di vigilanza attiva sul territorio rivolto agli anziani fragili attraverso al realizzazione

di 4 postazioni di custode socio-sanitario:2 ad Albino, 1 a Selvino e 1 a Villa di Serio con gli obiettivi

specifici di:

- vigilare sulle situazioni a rischio

- rilevare i bisogni degli anziani in difficoltà

- orientare l'anziano verso i servizi piu' idonei

- attivare il servizio sociale o altre risorse territoriali in caso di bisogno o criticità

A.10 CENTRI DIURNI INTEGRATI –servizio in potenziamento

Caratteristiche e Finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni /interventi

Riferimenti normativi /amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Piano economico finanziario

Servizio semiresidenziale in grado di offrire ai frequentanti prestazioni socio-assistenziali, sanitarie e

riabilitative, secondo un progetto personalizzato.

Il servizio, in genere, è aperto dal lunedì al venerdì dal mattino fino al tardo pomeriggio.

Ha la finalità di supportare la domiciliarità e quindi la famiglia garantendole un reale sostegno nel lavoro di

cura e di assistenza del proprio familiare.

Dgr 8494/02: "Requisiti per l’autorizzazione al funzionamento e l’accreditamento dei Centri diurni integrati"

LR 3/2008: “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario.”

Dgr 8501/08: “Le regole 2009 per i servizi socio-sanitari”

Persone anziane con compromissione dell'autosufficienza, con patologie croniche, sole e a rischio di

emarginazione.

Attualmente i quattro CDI presenti sul territorio sono accreditati per ospitare n° 83 persone al giorno, ne

ospitano 80.

Ogni CDI è gestito direttamente dall’Ente che l’ha progettato ed organizzato.

I CDI di Vertova e Albino sono gestiti dalla RSA, quelli di Villa di Serio e Ranica da una Fondazione Onlus

- Predisposizione di linee guida finalizzate alla definizione di prassi comuni.

- Numero di progetti attuati in grado di consolidare o riorientare l’attuale servizio.

- Avvio di un nuovo CDI.

I costi sono a carico dell’Ente Gestore.

- Rafforzamento del lavoro del gruppo dei CDI al fine di perseguire i primi due obiettivi.

- Monitoraggio delle presenze e delle liste di attesa dei CDI

- Garantire l’ accesso mediante il servizio sociale territoriale

- Definire alcune prassi comuni a tutti i CDI (es: modalità di ingresso)

- Avviare una riflessione sulla diversificazione e specializzazione dell’offerta

- Valutare la fattibilità dell’apertura di un nuovo CDI nella zona della Val Gandino

A.11 SERVIZIO PASTI – TELESSOCORSO E TRASPORTI– servizi in potenziamento

Caratteristiche e Finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni /interventi

Riferimenti normativi /amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Piano economico finanziario

I comuni gestiscono direttamente altri e diversi servizi socio-assistenziali tra cui il SERVIZIO PASTI, il

TELESOCCORSO, il SERVIZIO TRASPORTI, che ogni comune regolamenta ed organizza.

Il Telesoccorso è un servizio telefonico collegato ad una centrale operativa 24 su 24 in grado di attivare i

soccorsi, familiari o sanitari, in condizioni di emergenza

Sono servizi , in genere, gestiti in collaborazione con altri enti o associazioni (Il telesoccorso è gestito con la

Croce Blu di Gromo, il Servizio Trasporti in accordo con associazioni di volontariato locale, il Servizio Pasti

con catering o strutture residenziali ed associazioni di volontariato per la consegna)

Sono servizi rivolti alle persone in difficoltà e/o sole ed hanno l’obiettivo di supportare la domiciliarità, di

sostenere la persona nel percorso di autonomia, di prevenire situazioni di dipendenza.

Regolamenti comunali.

Persone sole o in condizioni di salute o sociali a rischio tra cui anziani, disabili e svantaggiati.

Anno 2007: n. 291 fruitori del servizio pasti

n. 65 fruitori del telesoccorso

n. 181 fruitori del servizio trasporto (il dato conteggia solo le persone che hanno richiesto il

servizio attraverso il servizio sociale comunale)

I servizi sono gestiti direttamente dai Comuni che si avvalgono di enti diversi per la gestione operativa.

L’ accesso alle prestazioni avviene mediante il servizio sociale territoriale.

Per il Telesoccorso prevedere un’eventuale convenzione sovrazonale con una centrale operativa.

Numero dei nuovi utenti dei tre diversi servizi.

Numero dei Comuni aderenti al regolamento unico per la gestione del Servizio Pasti e del Servizio

Telesoccorso.

Numero dei Comuni che hanno attivato i nuovi servizi.

I costi sono sostenuti da ogni Amministrazione Comunale che gestisce i diversi servizi.

· Promozione e pubblicizzazione dei servizi nei comuni dell’Ambito.

· Predisposizione di un regolamento unico per il Servizio Pasti e per il Servizio Telesoccorso.

· Adozione dei regolamenti da parte dei comuni.

· Monitorare l’andamento dei tre servizi.

· Attivazione dei Servizi in tutti i Comuni dell’Ambito

· Aumentare il numero dei fruitori in particolare del Telesoccorso e del Servizio Pasti

· Adottare un unico regolamento che uniformi l’accesso e le modalità di erogazione del Servizio Pasti

e del Servizio Telesoccorso.

· Mantenere e consolidare gli accordi e le convenzioni in atto per la gestione del Servizio Trasporti.

A.12. PROGETTO TARTARUGA – attività in sviluppo

Caratteristiche e Finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni /interventi

Riferimenti normativi /amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Piano economico finanziario

Il Progetto consiste in una ricerca mirata sulle abitudini di vita degli anziani. L’ indagine, promossa dai

Comuni, coordinata dal Servizio di Prevenzione dell’ASL, è effettuata da volontari anziani.

Le finalità del progetto sono quelle di rilevare i fattori di rischio di infortunio negli ambienti domestici e di

offrire suggerimenti ed interventi di tipo preventivo oltre che sostenere un progetto di attenzione e di

vicinanza a persone a rischio di cadute grazie alla capillare presenza di volontari del paese stesso.

Delibera ASL di adozione del progetto.

Persone anziane, in una fascia d’età da definirsi al momento di avvio del progetto.

Anno 2008: il progetto è stato attuato nel Comune di Villa di Serio ed ha interessato 150 anziani superiori ai

75 anni e 20 volontari.

Sensibilizzazione ed attivazione del progetto a cura del Comune. Titolarità del progetto a carico del

Comune. Incarico all’ASL (servizio igiene pubblica) per il supporto formativo e scientifico.

Numero e tipo di azioni di tipo preventivo intraprese al termine del progetto.

Numero nuovi progetti.

I comuni coinvolti non hanno costi diretti, Il servizio Prevenzione dell’ ASL coordina il progetto e

garantisce con risorse proprie il supporto formativo e tecnico.

· Individuazione dei due Comuni interessati alla sperimentazione

· Attivazione dei progetti

· Implementazione di iniziative di tipo preventivo rivolte sia direttamente agli anziani coinvolti che

alla comunità (sensibilizzazione, promozione di stili di vita,..) sui comuni partecipanti al progetto e

su quelli dell’Ambito.

· Estendere il progetto in altri due Comune dell’ambito.

· Promuovere ed attivare iniziative di tipo preventivo rivolte agli anziani.

A.13. CUP PER ACCESSO ALLE RSA– servizio consolidato

Caratteristiche e Finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni /interventi

Riferimenti normativi /amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Piano economico finanziario

Centro unico di prenotazione la cui finalità principale consiste nell’offrire agli anziani, che per motivi validi

e comprovati non sono più in grado di rimanere al proprio domicilio; un servizio efficiente ed efficace nella

ricerca di una soluzione residenziale adeguata sia essa in forma temporanea medio -lunga che definitiva.

Regolamento 2006-2008 che definisce le modalità di collaborazione per la gestione dei ricoveri di persone

anziane nelle RSA, approvato dall’Assemblea dei Sindaci e dalle RSA aderenti.

Regolamenti interni di ogni RSA.

Residenti nell’ambito territoriale Val Seriana, che presentano problematiche sociali, sanitarie ed assistenziali

tali da non poter essere adeguatamente curati a domicilio.

Anno 2008: n. 238 domande presentate e n. 158 ingressi. La maggior parte delle persone richiedenti hanno

importanti compromissioni e sono classificate con SOSIA 1 o 3. Il 50% sono anagraficamente e civilmente

sole, anche se aiutate dalla rete familiare, molto spesso esigua e con poche possibilità.

La gestione centrale del programma CUP è affidata alla Società Servizi, il programma è in rete con gli uffici

del Servizio Sociale Comunale e con gli uffici di accoglienza delle RSA per gli atti di loro competenza.

La domanda è raccolta ed inoltrata a cura del Servizio Sociale del Comune.

Numero di richieste pervenute all’ ufficio servizi sociali del Comune e registrate dal CUP.

Numero di inserimenti formali in RSA.

Numero di rinunce dell’iscritto interessato.

Il costo socio-assistenziale del ricovero è a carico dell’interessato e/o della sua famiglia o degli obbligati per

legge ed è stabilito dai regolamenti interni di ogni RSA.

Costo del canone del programma CUP: €. 3.300 annuali.

· Gestione centralizzata del punto unico di accesso

· Accoglienza delle domande e controllo documentazione

· Inserimento domanda nel programma CUP

· Gestione della graduatoria e delle modifiche che intervengono

· Gestione del debito informativo regionale

· Collaborazione con gli operatori delle RSA per trasmissione documentazione

· Mantenere la prassi adottata per l’ accesso alle RSA

· Uniformare e semplificare le procedure di accesso alle RSA , assicurando la trasparenza nei criteri

di accesso del servizio

· Garantire il diritto di scelta della persona richiedente e/o della sua famiglia

A.14. HOSPICE della RSA di Vertova

Caratteristiche e Finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni /interventi

Riferimenti normativi /amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Piano economico finanziario

La RSA di Vertova dal 2008 offre il servizio Hospice in un reparto attrezzato dal punto di vista gestionale e

strutturale, in grado di accogliere 8 persone.

L’Hospice si occupa della terapia e della gestione della terminalità con la finalità di dare protezione,

conforto, sollievo a chi sta male e non può guarire dalla propria malattia.

L’Hospice è un servizio sanitario, ma non essendo ancora accreditato dalla Regione, l’Assemblea dei

Sindaci ha destinato uno specifico contributo economico a favore degli utenti residenti nel territorio.

Verbale dell’Assemblea dei Sindaci del 01/04/2008 che stabilisce l’assegnazione del contributo simbolico a

favore di utenti residenti nel nostro territorio, fruitori dell’Hospice applicando una decurtazione di €. 10.00

dalla retta giornaliera.

Persone con necessità di cure palliative nella fase terminale della vita.

Anno 2008: n. 73 persone ricoverate residenti nell’ Ambito.

Il servizio è gestito direttamente dal reparto Hospice della RSA di Vertova

Numero pazienti accolti in Hospice provenienti dai 18 comuni dell’Ambito

Bilancio 2008 : €. 10.000

Anno 2009: in attesa di accreditamento del servizio.

· Mantenere attiva la collaborazione con la struttura dell’Hospice

· Contribuire nel sensibilizzare gli organi regionali deputati all’accreditamento.

Mantenere la collaborazione con il servizio Hospice della RSA di Vertova

A.15. GRUPPO DEI REFERENTI DELLE RSA – attività in potenziamento

Caratteristiche e Finalità logica

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni /interventi

Riferimenti normativi /amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Piano economico finanziario

Il gruppo di coordinamento delle RSA si incontra alcune volte l’anno per un aperto confronto sulle modalità

gestionali delle strutture, sull’applicazione delle normative regionali e sui nuovi orientamenti assunti dalle

stesse. Il lavoro di gruppo è finalizzato a trovare sinergie tra le strutture e tra loro ed i servizi per anziani del

territorio in una logica di messa a rete dei servizi e di un’ offerta rispondente al fabbisogno locale.

Con questo criterio alcune RSA hanno attuato specifici progetti che vedono l’organizzazione di risposte

diverse distribuite in modo organico sulla rete delle RSA :

La RSA di Casnigo accoglie , in posti dedicati, anziani con patologie psichiatriche; attua altri progetti

particolari per il miglioramento della qualità di vita delle persone accolte (es. progetto accoglienza,..).

La RSA di Vertova gestisce l’IDR psichiatrica, il Nucleo Alzheimer, l’Hospice, l’ADI e attua altri progetti .

La RSA di Gandino accoglie le persone in Stato Vegetativo Profondo (SVP), in un’area dedicata.

Queste ed altre RSA hanno dato disponibilità per accogliere persone con compromissioni gravi (Es. SLA,..)

e/o per predisporre progetti specifici (es. accoglienza di disabili adulti con i genitori).

Documento approvato dall’Assemblea dei Sindaci che sostiene la necessità di una stretta collaborazione tra

comuni e RSA

Presidenti e direttori delle strutture residenziali per anziani dell’Ambito.

Le RSA dell’Ambito sono 9 con 950 posti disponibili (aggiunti 14 autorizzati nel 2008) di cui circa l’80%

coperti da persone residenti nell’Ambito. Il 46% dei ricoverati ha una patologia dementigena.

L’ indice di copertura riferito alla popolazione anziana è dell’11.6% (quello regionale è del 7%); la

percentuale degli anziani ricoverati supera il 4%.

L’organizzazione del gruppo è co-gestita dal Servizio anziani della Società con il rappresentante delle RSA.

Numero degli incontri e numero dei partecipanti.

Numero di nuovi progetti attivati.

Verifica semestrale dell’andamento dei progetti in corso gestiti direttamente o cogestiti.

Non vi sono costi diretti.

· Organizzazione degli incontri cadenzati

· Restituzione analisi dati sulle strutture e sulle esigenze e fabbisogno sociale locale

· Agevolazione della collaborazione tra le strutture ed i servizi sociali e socio-sanitari del territorio.

· Mantenimento del gruppo di lavoro

· Accompagnamento dei processi di diversificazione delle modalità assistenziali e dei processi di

cambiamento strutturale - gestionale

6. AREA DISABILI

PREMESSA

Nel nostro ambito territoriale i disabili censiti nel 2008 attraverso la mappatura realizzata in

collaborazione con la Provincia, che ha messo a disposizione apposito data-base, risultano essere

423. La compilazione per ogni singolo caso di una cartella informatizzata ha costituto l’occasione

per completare il quadro complessivo e conoscitivo di ogni singolo comune.

Nel triennio si è progressivamente costruita “la cultura” del progetto personalizzato spostando

l’attenzione dal “singolo disabile - servizio che frequenta” al disabile e ai bisogni del suo nucleo

familiare.

Le famiglie hanno progressivamente acquisito la consapevolezza del ruolo del servizio sociale

comunale come luogo di ascolto, di confronto rispetto ai propri problemi.

LA RETE DEI SERVIZI: progettualità e nodi all’attenzione

Le famiglie dei minori disabili interagiscono con una pluralità di enti che si occupano a vario

titolo del figlio. Durante l’intero ciclo educativo-formativo, dall’Asilo Nido sino all’assolvimento

dell’obbligo, le collaborazione tra il Comune, il Servizio di Neuropsichiatria Infantile di

Gazzaniga (UONPIA) e la scuola sono state sancite dalla stesura di un protocollo finalizzato a

definire le modalità di presenza dell’Assistente Educatore quale figura di supporto alle

realizzazione del PEI.

Con la collaborazione di un operatore della Società i Comuni che hanno aderito all’appalto unico

sono in grado di valutare, caso per caso, le richieste, definirne le priorità e le compatibilità con le

risorse economiche a disposizione.

La scadenza dell’attuale appalto, prevista nel giugno 2010, costituirà l’occasione sia per una

verifica del protocollo sopra citato che per una valutazione rispetto alle modalità di gestione del

servizio considerando l’opportunità dell’accreditamento.

Resta aperto il problema di un intervento educativo per situazioni particolarmente complesse in

orario extrascolastico.

E’ sempre all’attenzione l’opportunità che nel nostro territorio sia attivata una sezione di scuola

potenziata che deve trovare collocazione all’interno di una scuola elementare, oggi ipotizzato nel

progetto di costruzione del nuovo polo scolastico ad Albino.

Per i minori affetti da autismo prosegue la collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale che

si avvale dell’Associazione Spazio Autismo.

Per i minori affetti da dislessia gli interventi avviati nel precedente triennio dovrebbero

consolidarsi anche attraverso la costituzione di un coordinamento tra UONPIA, operatori del

laboratorio informatico extrascolastico e insegnanti funzione strumentale (per DSA) dei diversi

istituti scolastici.

Viene confermato l’intervento pomeridiano di supporto all’integrazione nella scuola superiore

ampliato alla Formazione Professionale.

Nel triennio sembra importante coinvolgere i diversi attori in campo in una verifica rispetto “al

cambiamento del senso” dell’intervento stesso anche alla luce dell’innalzamento dell’obbligo

scolastico.

Il compimento della maggiore età rappresenta per la famiglia un passaggio delicato, spesso vissuto

come “salto nel buio” o come “abbandono”da parte del servizio pubblico, per questo è stato

sottoscritto un protocollo che disciplina le dimissioni dal servizio UONPIA e che prevede

Piano di Zona Ambito Valle Seriana 2009-2011

43

l’accompagnamento al servizio sociale comunale, al medico di assistenza primaria ed

eventualmente al servizio psichiatrico.

Per questo, a fianco delle azioni previste dal protocollo, che devono ulteriormente diventare

“routine operativa”, viene individuato quale obiettivo del triennio l’avvio dell’Ambulatorio

Handicap, quale punto di riferimento per le famiglie e i medici di assistenza primaria, per la

realizzazione del quale risulterà fondamentale la disponibilità delle Aziende Ospedaliere.

Al termine del percorso scolastico per il disabile è generalmente previsto l’inserimento in un

servizio diurno socio-sanitario o socio-assistenziale.

Per i CDD è previsto l’avvio della ristrutturazione della sede di Gandino con ampliamento

dell’accreditamento a 30 posti.

La ristrutturazione dei servizi diurni dovrebbe completarsi con la riconversione dell’attuale

servizio “Percorsi Paralleli” in CSE e l’adeguamento per i Progetti Mirati di Territorio agli

standard previsti per i Servizi Formativi all’Autonomia, come previsto dalla normativa regionale.

La riorganizzazione dei servizi diurni nel suo complesso dovrà considerare le esperienze in atto

riguardanti gli inserimenti diurni nelle comunità alloggio.

Tra i servizi a supporto della domiciliarità il Servizio Domiciliare continuerà ad essere erogato

attraverso voucher; il SADH è un servizio che si è dimostrato importante per la sua flessibilità,

utilizzato anche per il sollievo ed ad integrazione della frequenza di servizi diurni..

Un altro momento “critico” è il passaggio dall’età giovanile all’età adulta.

Con il cambiamento dei bisogni della persona, da educativi a socio-assistenziali, si presenta,

sempre più frequentemente, la necessità di ri-orientare la persona e riformulare il progetto che può

prevedere anche il passaggio da un servizio ad un altro. Con la famiglia è possibile trovare una

risposta significativa considerando la presenza di un sistema variegato e flessibile dei servizi

presenti sul territorio, che alle risposte più istituzionali affianca interventi del privato sociale in

particolare negli ambiti del sollievo e del tempo libero.

I casi più complessi derivano da situazione di patologia mista denomina “casi a cavaliere” per i

quali è in dirittura d’arrivo il protocollo con l’U.O. Psichiatria che dovrebbe favorire le

collaborazioni tra i diversi servizi e professionisti coinvolti.

Quando i genitori e la famiglia allargata non sono più in grado di provvedere alle esigenze del

figlio, si è ad oggi sempre garantito l’inserimento nella struttura residenziale.

La stesura di un nuovo regolamento dovrà considerare anche nuove possibili forme di intervento,

sperimentando ed incentivando la collaborazione con l’Assistente famigliare attraverso

l’assegnazione di titoli sociali (voucher/buono) e valutando con le RSA la possibilità di istituire

piccoli nuclei dedicati a disabili adulti, che possono essere eventualmente ospitati anche con i

genitori anziani.

Una specifica riflessione merita la disabilità “acquisita” causata da eventi traumatici e/o malattie

degenerative o croniche. Sono persone che vivono in famiglia che dopo una vita nella normalità

devono affrontare difficoltà impreviste: alcune non sono più in grado di rientrare nel lavoro, altre

devono trovare un diverso lavoro, altre ancore necessitano di essere aiutate nella gestione della

quotidianità… I bisogni sono molteplici e si intersecano tra loro: lavoro, casa, integrazione

reddito. La condizione di disabilità diviene potenziale causa di grave emarginazione.

Nel 2008 sono stati avviati i Progetti Socio-Occupazionali (PSO) che affrontano con il Servizio

Inserimento Lavorativo (SIL) il tema del lavoro e della garanzia di un minimo vitale dignitoso,

ma la riflessione con gli enti e agenzie che a diverso titolo intervengono e operano a fianco e a

sostegno di queste persone dovrà continuare ed essere ulteriormente approfondita.

QUADRO RIASSUNTIVO DEGLI INTERVENTI

Il Servizio sociale comunale in stretta collaborazione con il Servizio Disabili della Società ha

seguito n. 439 persone realizzando nel 2008 i seguenti interventi:

ASSISTENZA

SCOLASTICA

SPAZIO AUTISMO

SECONDARIA

SUPERIORE

SAD.H

P.M.T.

P.S.O.

S.I.L.

PERCORSI PARALLELI

C.D.D.

PROGETTI DIURNI

RESIDENZIALITA'

ALTRO

TOTALE INTERVENTI

ALBINO 24 7 5 11 8 5 15 4 8 2 7 7 103

ALZANO L.DO 14 4 0 6 6 1 11 3 3 3 9 7 67

AVIATICO 0 0 0 1 0 0 3 0 0 0 3 1 8

CASNIGO 2 0 1 1 4 0 4 0 5 0 2 6 25

CAZZANO S.A. 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 1

CENE 4 1 0 4 3 0 8 0 3 0 4 2 29

COLZATE 0 0 1 2 2 0 5 1 0 0 1 0 12

FIORANO AL SERIO 2 0 0 1 0 0 3 0 1 1 2 1 11

GANDINO 7 0 1 2 4 3 5 1 3 1 4 1 32

GAZZANIGA 7 0 1 2 1 2 7 0 6 0 5 2 33

LEFFE 5 0 0 1 4 4 4 1 2 1 4 2 28

NEMBRO 10 3 1 4 4 3 8 0 8 1 4 4 50

PEIA 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 3 0 3

PRADALUNGA 8 2 3 1 1 0 4 3 0 1 3 5 31

RANICA 3 0 0 0 2 0 5 0 3 0 2 2 17

SELVINO 2 1 0 4 0 0 1 0 2 0 0 1 11

VERTOVA 0 1 0 4 2 1 4 5 3 2 0 3 25

VILLA DI SERIO 7 3 1 1 4 3 0 0 4 0 2 3 28

TOTALE AMBITO 95 22 14 45 45 22 87 18 52 12 55 47 514

interventi attivati anni precedenti:

anno 2007 94 15 17 47 45 82 16 51 11 51 13 442

anno 2006 82 16 23 43 47 71 15 48 11 46 238

anno 2005 74 8 26 44 45 80 16 50 9 40 240

anno 2004 28 35 40 67 14 51 8 41 221

anno 2003 28 35 42 32 15 50 6 36 181

D.1 ASSISTENZA SCOLASTICA

Caratteristiche e finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni/ interventi

Riferimenti normativi/amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Prospettive e Piano economico finanziario

Il servizio di assistenza scolastica, attraverso l’assegnazione di un assistente educatore, è finalizzato a

garantire ad alunni disabili e/o ad elevato rischio di disagio un progetto educativo che favorisca una piena

integrazione nella scuola e nel contesto sociale. Il Servizio Sociale Comunale con la collaborazione della

Società programma e verifica le necessità orarie di ogni alunno su indicazioni del servizio proponente e

del PEI formulato dalla scuola.

Alunni frequentanti gli istituti scolastici di primo e secondo grado residenti nei comuni di: Albino, Alzano

L.do, Casnigo, Cene, Fiorano al Serio, Gandino, Gazzaniga, Leffe, Nembro, Pradalunga, Ranica, Selvino

e Villa di Serio e segnalati dall’UONPIA di Gazzaniga, da servizi specialistici pubblici e dal Servizio

psico-sociale della Società.

Mantenimento del servizio in atto sino al giugno 2010; successivamente valutazione di nuove modalità di

gestione. Verifica del protocollo in atto ed eventuali modifiche-integrazioni.

In previsione della scadenza, nel 2010, della gara d’appalto verifica complessiva del servizio.

Costituzione di gruppo di lavoro per valutare possibili nuove forme di gestione (accreditamento, voucher)

e/o ridefinizione di nuova gara d’appalto.

Protocollo di intesa , del luglio 2007, tra Comuni , Istituti Comprensivi- Direzioni Didattiche , Società, e

Azienda Ospedaliera.

Contratto di servizio stipulato tra ogni singolo comune e la cooperativa di riferimento nel rispetto del

capitolato di gara

Il servizio é assegnato attraverso gara d’appalto espletata dal comune di Albino quale ente capofila, per il

periodo luglio 2007 giugno 2010, alla Cooperativa La fenice e alla Cooperativa S. Martino (associati in

ATI).

Verifiche, secondo calendario annualmente definito tra scuola, servizio proponente, servizio sociale

comunale, società, assistente educatore ed eventuale coordinatore dell’ente-cooperativa.

Conferenza annuale generale, relativa al servizio

Andamento della casistica nel precedente triennio:

Anno 2006 2007 2008

n. minori 82 94 95

Restano a carico del singolo comune gli oneri relativi agli assistenti educatori. La Società mette a

disposizione un operatore specializzato per 560 ore annue (mediamente 4 ore per studente comprensivo

dei casi della secondaria superiore) per un onere per l’ anno 2009, pari a € 13.700,00

D.2 SPAZIO AUTISMO

Caratteristiche e finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni/ interventi

Riferimenti normativi/amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Prospettive e Piano economico finanziario

Spazio per attività educative per minori, giovani e adulti affetti da autismo finalizzato a supportare sia

l’organizzazione del contesto di vita scolastico che domestico.

Minori frequentanti la scuola dell’obbligo in carico e segnalati dall’UONPIA di Gazzaniga .

Giovani e adulti che non trovano un’adeguata risposta nei servizi diurni presenti nel territorio di

appartenenza. Nel 2008 hanno usufruito dell’intervento n 20 minori e n. 2 adulti

Mantenimento del servizio per i minori a Bergamo presso l’ex scuola Angelini.

Verifica opportunità di realizzazione, per gli adulti, di un modulo specifico nel territorio.

Per i minori: definizione e condivisione del progetto personalizzato tra UONPIA, Spazio Autismo e

scuola, accompagnamento e monitoraggio da parte degli educatori di Spazio Autismo

Per gli adulti: definizione di progetti personalizzati finalizzati all’acquisizione o al consolidamento delle

autonomie personali e sociali.

Accordo con Ufficio Scolastico Provinciale di Bergamo del 21/12/2005.

Gestione da parte della Associazione Spazio Autismo nella predisposizione di moduli di sopporto e di

monitoraggio per gli alunni frequentanti le scuole e dei progetti “Faiconme”, “Mini Pack” e “Pony help

autonomia” per giovani e adulti.

Rispetto agli adulti:

· Incontri di verifica a cadenza annuale tra spazio autismo, servizio sociale, società e genitori.

· Numero progetti mantenuti e attivati nel corso dell’anno

· Relazione annuale da parte di Spazio Autismo

Rispetto ai minori:

· Raccordi con UONPIA

· Relazione annuale rispetto a servizio e ad ogni singolo caso.

Andamento della casistica:

Anno 2006 2007 2008

n. utent i minori 16 16 20

n. utent i maggiorenni 2 2 2

Per l’anno 2009 è prevista una spesa pari a € 48.000,00

D.3 DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

Caratteristiche e finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni/ interventi

Riferimenti normativi/amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Prospettive e Piano economico finanziario

Laboratorio informatico per bambini o ragazzi con diagnosi di DSA finalizzato a percorsi pedagogici e

educativi che affiancano la cura clinica e la riabilitazione con l’obiettivo di facilitare gli alunni

nell’affrontare gli impegni scolastici, attraverso l’acquisizione di appositi programmi informatici come

strumento alternativo per la lettura e la scrittura, e conseguentemente ampliare le proprie autonomie e

migliorarne l’autostima.

Bambini o ragazzi frequentanti le scuole elementari o medie, in carico al Servizio UONPIA di Gazzaniga,

e con diagnosi di DSA.

Nel 2008 hanno usufruito del laboratorio n. 33 alunni.

Per l’anno scolastico 2008/2009 sono iscritti n. 39 alunni.

Mantenimento del laboratorio informatico.

Consolidamento del coordinamento tra UONPIA,operatori del laboratorio informatico extrascolastico,

insegnanti funzione strumentale dei diversi istituti scolastici.

Realizzazione di percorsi formativi.

Predisposizione di protocollo tra i diversi soggetti istituzionali.

Formazione per insegnanti con funzione strumentale e personale della cooperativa.

Monitoraggio del progetto di laboratorio informatico attraverso incontri intermedi con gli operatori

Consulenza per i genitori

Normativa MIUR e circolare USR Lombardia e USP di Bergamo dal 2004 a seguire.

Servizio erogato attraverso accordo tra UONPIA, Società e Cooperativa “Il cantiere” di Albino, Istituti

Scolasti Comprensivi e Superiori dell’ambito, per studenti in carico e segnalati dal Servizio UONPIA di

Gazzaniga.

Incontri tra servizio inviante, scuola e cooperativa finalizzati all’invio, al monitoraggio e alla verifica

della singole situazioni.

Incontro annuale tra cooperativa, UONPIA e genitori.

Incontri periodici di coordinamento tra insegnanti (in media 4 in un anno scolastico)

Relazione annuale di andamento del servizio.

Per l’anno 2009 è prevista una spesa pari a € 10.800,00

D.4 PROGETTO DI INTEGRAZIONE SECONDARIA SUPERIORE

Caratteristiche e finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni/ interventi

Riferimenti normativi/amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Prospettive e Piano economico finanziario

Il Progetto di Integrazione Scuola Secondaria Superiore é un intervento formativo e socio-educativo

pomeridiano, che si rivolge ad alunni disabili o in situazione di disagio, con l’obiettivo di favorire lo

studio e l’integrazione sia nel contesto relazionale “del gruppo classe” che “del paese di residenza”.

Il PEI predisposto dalla scuola è pertanto integrato da attività pomeridiane, svolte da un Assistente

Educatore, (da un minimo di 6 a un massimo di 12 ore settimanali).

· Raccolta della disponibilità alla collaborazione da parte degli Istituto Scolastici dell’Ambito secondo le

modalità previste dal regolamento (nell’anno 2008 è pervenuta una sola disponibilità).

·Mantenimento del servizio in atto sino al giugno 2010; successivamente valutazione di nuove modalità

di gestione.

Alunni disabili e/o in situazione di disagio che abbiano conseguito la Licenza Media Inferiore e per i quali

sia stata valutata opportuna la continuazione dell’esperienza scolastica in una Scuola Media Superiore.

Nell’anno scolastico 2007/2008 hanno usufruito dell’intervento n. 11 alunni mentre nell’anno scolastico

2008/2009 l’intervento è stato attivato per n. 9 alunni.

In previsione della scadenza nel 2010 della gara d’appalto verifica complessiva del servizio.

Costituzione di gruppo di lavoro per valutare possibili nuove forme di gestione (accreditamento, voucher)

e/o ridefinizione di nuova gara d’appalto.

Regolamento approvato dall’assemblea dei sindaci in data 23/04/2008

Il servizio, gestito attraverso gara d’appalto per il periodo luglio 2007 giugno 2010, è stato assegnato alla

Cooperativa “La fenice”.

· Numero di soggetti che hanno usufruito del servizio

· Verifica da effettuarsi in collaborazione con il CSA al fine di una ridefinizione sia degli obiettivi che

delle modalità di erogazione del servizio

· Incontri periodici tra Servizio inviante (per la maggior parte dei casi UONPIA) Scuola, Società e

Cooperativa.

· Relazione annuale per ogni utente inserito nel servizio.

Andamento casistica:

Anno scolastico 2006/07 2007/08 2008/09

utenti 14 11 9

Indicativamente è previsto un costo annuale di circa € 3.000,00 per ogni utente del servizio.

Per l’anno 2009 è prevista una spesa pari a € 30.000,00

Andamento della casistica:

Anno 2006 2007 2008

utenti 43 47 45

Per l’anno 2009 è prevista una spesa pari a € 194.472,00

D.5 SERVIZIO ASSISTENZA DOMICILIARE HANDICAP (SAD.H)

Caratteristiche e finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni/ interventi

Riferimenti normativi/amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Prospettive e Piano economico finanziario

Il SA.D./H. é un intervento socio-assistenziale domiciliare articolato secondo il programma precisato nel

progetto personalizzato, predisposto dall’Assistente Sociale del comune in collaborazione con gli

operatori del servizio disabili della Società, o dal servizio UONPIA, al fine di consentire la gestione del

disabile nel normale ambiente di vita, riducendo quindi il ricorso a strutture residenziali. Il servizio,

tenuto conto dei 5 livelli di voucher previsti, può essere attivato quale unica risposta ai bisogni socioassistenziali

ed educativi del soggetto, oppure ad integrazione di altri servizi. Può inoltre avere carattere

continuativo oppure temporaneo legato ad una situazione di orientamento, sollievo e pronto intervento.

Soggetti portatori di handicap di età compresa prevalentemente tra i 18 e i 55 anni, con riconoscimento di

invalidità civile superiore al 65%, e/o con riconoscimento di legge 104 (salvo valutazioni particolari,

motivate) i cui nuclei familiari esprimono difficoltà a garantire loro tutta l’assistenza necessaria.

Per quanto attiene l’area dei minori, l’intervento viene attivato, con caratteristiche di eccezionalità,

quando al minore è riconosciuta la gravità ai sensi della legge 104.

Nel 2008 hanno usufruito del servizio n. 44 disabili.

Mantenimento del sistema di voucherizzazione.

Potenziamento interventi finalizzati al sollievo per “non autosufficienti” vista la DRG 8243.

Dimissione degli utenti con buone autonomie e loro passaggio a progetti sperimentali di piccolo gruppo.

Emissione di nuovo bando finalizzato all’accreditamento di almeno due enti

Sperimentazione di percorsi di piccolo gruppo

L.328/00 e successive leggi regionali applicative

Regolamento approvato dall’Assemblea dei Sindaci in data 25/10/2006 e successivamente modificato

dall’Assemblea stessa nella seduta del 17/12/2008.

Avviso di selezione per l’accreditamento di soggetti pubblici o privati idonei ad operare nel settore emesso

il 14/11/2006 che consente il costante aggiornamento del registro degli enti accreditati.

Il servizio è erogato attraverso l’assegnazione di voucher alle famiglie che potrebbero scegliere tra gli enti

accreditati. Ad oggi si è accreditata la sola Cooperativa S. Martino.

Con gli enti accreditati vengono stipulati patti di accreditamento.

· Incontro almeno semestrale con la famiglia, da parte dell’ente inviante per il rinnovo dell’erogazione del

servizio.

· Incontro annuale di verifica e riprogettazione tra ente inviante, società, cooperativa e genitori.

· Relazione annuale di verifica per ogni singola situazione .

D.6 PROGETTI MIRATI DI TERRITORIO (PMT)

Caratteristiche e finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni/ interventi

Riferimenti normativi/amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Prospettive e Piano economico finanziario

Servizio socio-educativo individualizzato, finalizzato all’integrazione sociale, di persone in situazione di

disabilità congenita. L’intervento è individualizzato e viene articolato attraverso l’elaborazione di progetti

personalizzati definiti dal Servizio Sociale Comunale in collaborazione con il Servizio Disabili della

Società. Attraverso attività socio occupazionali realizzate in ambiente lavorativo, pubblico o privato gli

interventi valorizzano, mantengono e/o potenziano le capacità operative e relazionali del singolo e

promuovono la solidarietà e il senso di responsabilità della comunità di appartenenza.

Il PMT affianca le attività socio- occupazionali con la costruzione di una rete di interazioni con le risorse

presenti nel contesto sociale.

Soggetti disabili che hanno concluso la formazione scolastica e per i quali è stata verificata sia

l’impossibilità di un avviamento al lavoro professionale - in quanto non in grado di sostenere ritmi e tempi

convenzionalmente ritenuti produttivi - sia la non idoneità di servizi diurni rivolti a soggetti disabili in

situazione di maggiore gravità. Nell’anno 2008 sono stati attivati n. 46 progetti.

Mantenimento del servizio in atto.

Definizione annuale del progetto personalizzato.

Normativa regionale relativa ai Servizi Formativa all’ Autonomia: delibera 007285 del 19/05/2008

Regolamento approvato dall’Assemblea dei Sindaci in data 24/10/2007

Sevizio gestito in forma diretta dalla società con educatori professionali dipendenti

Ogni progetto personalizzato indica i tempi del monitoraggio presso le strutture da parte degli Educatori

Prof.li, e gli incontri di verifica (almeno annuali) con la famiglia e con i responsabili delle strutture, da

parte degli Educatori e degli Assistenti Sociali Comunali.

Andamento della casistica:

Anno 2006 2007 2008

utenti 47 45 46

Riconoscimento economico simbolico preventivo 2009: € 46.900,00

Costo INAIL a carico di ogni singolo comune

D.7 PROGETTI SOCIO-OCCUPAZIONALI (PSO)

Caratteristiche e finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni/ interventi

Riferimenti normativi/amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Prospettive e Piano economico finanziario

Il PSO é un servizio finalizzato all’integrazione di persone con svantaggio sociale generalizzato, che

difficilmente possono essere inseriti o rientrare nel mondo del lavoro. L’intervento è individualizzato e

viene articolato attraverso l’elaborazione di progetti personalizzati definiti dal Servizio Sociale Comunale

in collaborazione con il Servizio Disabili della Società o dal Servizio Specialistico. I Progetti si realizzano,

in ambiente lavorativo, pubblico o privato ove le persone sono impegnate nello svolgimento di mansioni, o

funzioni, congrue alle loro capacità.

Sono destinatari del servizio soggetti in età adulta: pazienti psichiatrici, soggetti multiproblematici e adulti

in situazione di grave emarginazione, con disabilità acquisita e per i quali si è verificata l’impossibilità di

mantenere un lavoro professionale.

Nel 2008 sono stati attivati n. 31 progetti.

Consolidamento del servizio sovra-comunale avviato il 01/01/2008.

Implementazione delle collaborazioni con le cooperative di tipo B.

Definizione annuale del progetto.

Regolamento approvato dall’Assemblea dei Sindaci il 24 Ottobre 2007

Servizio gestito in forma diretta della società o attraverso accordi con Cooperative Aeper, Calimero,

Lottovolante e La Ranica.

· Ridefinizione annuale progetto personalizzato sottoscritto dalla singola persona.

· Incontro almeno annuale con gli enti accoglienti.

Per l’anno 2009 è prevista una spesa pari a € 85.634,00

Costo INAIL a carico di ogni singolo comune

D.8 SERVIZIO INSERIMENTI LAVORATIVI (SIL)

Caratteristiche e Finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni /interventi

Riferimenti normativi /amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Prospettive e Piano economico finanziario

Il Servizio Inserimenti Lavorativi (SIL), è rivolto alla persona disabile e/o svantaggiata che necessita di un

intervento di mediazione per agevolare il suo ingresso nel mercato del lavoro. Vengono attuate strategie per

favorire l’integrazione lavorativa operando la necessaria mediazione tra le realtà produttive del territorio e la

realtà del disagio e l’emarginazione. Il Servizio offre anche uno spazio di orientamento al lavoro (SOL),

rivolto per lo più a persone minorenni o giovani, non in grado di orientarsi in modo corretto verso il lavoro.

Convenzione del 28/02/2009 tra la Società e Consorzio Sol.co Serio che opera secondo il principio di

assimilazione mutuato dal regolamento dei fondi sociali europei quale socio del “Consorzio Mestieri”

soggetto accreditato dalla Regione Lombardia ed autorizzato dal Ministero del Lavoro per i servizi al lavoro

Sono destinatari dell’intervento le persone segnalate dai servizi sociali comunali o specialistici, che

presentano disabilità fisiche, psichiche o sensoriali e/o svantaggiati ed in particolare:

· Disabili con invalidità superiore al 45% e disabili psichici iscrivibili nella graduatoria provinciale del

collocamento mirato.

· Persone con disabilità o svantaggio sociale purchè in carico ai servizi sociali e/o competenti che ne

certifichino la condizione di svantaggio

La Società accoglie e valuta le domande che pervengono dai servizi sociali del Comune o dei servizi

specialistici. Invia le segnalazioni all’ente accreditato e verifica la realizzazione dei progetti. Predispone

l’erogazione, agli utenti , della borse lavoro.

· Numero delle persone prese in carico.

· Numero delle persone inserite formalmente nel mercato del lavoro.

· Numero delle aziende (pubbliche e private) e delle cooperative collaboranti.

Andamento della casistica:

Anno 2006 2007 2008

utenti 71 82 87

Per l’anno 2009 è prevista una spesa pari a €. 70.000,00

Mantenimento e sviluppo dell’azione di filtro e di verifica dei progetti attuati.

Partecipazione alla realizzazione dei progetti finanziati dalla Provincia ai sensi della L.R. 13/00

· Mantenimento dell’offerta del Servizio per le persone potenzialmente inseribili nel mercato del lavoro.

· Mantenimento e incremento delle disponibilità occupazionali presso le aziende-enti nel territorio.

· Incremento delle collaborazioni tra il servizio SIL e gli enti preposti ( ufficio del collocamento mirato e

del centro per l’impiego provinciale, enti accreditati….)

D.9 PERCORSI PARALLELI

Caratteristiche e finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni/ interventi

Riferimenti normativi/amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Prospettive e Piano economico finanziario

Il Servizio di Formazione all’Autonomia Percorsi Paralleli è un’unità d’offerta sociale che prevede la

realizzazione di attività di piccolo gruppo, finalizzate ad obiettivi educativi, socializzanti, assistenziali, da

raggiungere attraverso l’elaborazione di progetti personalizzati definiti in collaborazione con il Servizio

Sociale Comunale e il Servizio Disabili della Società e/o con l’UONPIA. Il servizio si articola dal lunedì

alla domenica. L’attività è distribuita su cinque giorni per 30 ore settimanali, per undici mesi all’anno

(n.48 settimane) e prevede la chiusura di almeno 2 settimane nel mese di agosto

Revisione dell’intervento alla luce della richiesta di riconversione del servizio in Centro Socio Educativo

(CSE) come previsto dalla DGR 7285 del 19/05/2008

Sono destinatari del servizio soggetti disabili medio-gravi che hanno assolto l’obbligo scolastico, residenti

nei comuni della Media Valle Seriana e che necessitano di interventi, continuativi, socio-educativi e

assistenziali e con modalità protette.

Nel 2008 hanno usufruito del servizio n. 18 utenti di cui n.3 part-time.

Definizione modalità di gestione: appalto o accreditamento e conseguente assegnazione del servizio per il

successivo triennio.

Delibera Regionale n 7285 del 19/05/2008 e Delibera Regionale n. 20763 del 16/02/2005.

Regolamento approvato dall’Assemblea dei Sindaci il 20 giugno 2007.

Carta dei servizi redatta dalla Cooperativa S. Martino.

Il servizio stato assegnato con gara d’appalto, per il periodo 01/01/07 – 31/12/09, alla cooperativa S.

Martino.

Incontri di verifica, a cadenza almeno annuale, tra Servizio Sociale Comunale, Società, genitori e

cooperativa rispetto a ogni singola situazione.

Relazione annuale rispetto a ogni utente.

Incontri almeno due volte all’anno di programmazione generale con la Società, i genitori e la cooperativa .

Andamento della casistica:

Anno 2006 2007 2008

utenti 15 16 18

Per l’anno 2009 è prevista una spesa pari a € 233.926,00

D.10 CENTRI DIURNI DISABILI (CDD)

Caratteristiche e finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni/ interventi

Riferimenti normativi/amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Prospettive e Piano economico finanziario

I Centri Diurni Disabili di Nembro (accreditato per 30 posti) e di Gandino (accreditato per 20 posti,) sono

unità d’offerta semiresidenziale socio-sanitaria destinate all’accoglienza di disabili gravi. Assicurano

l’erogazione delle prestazioni per i propri ospiti sulla base di Progetti Individualizzati, che prevedono

anche il coinvolgimento delle famiglie, con l’obiettivo di mantenere, consolidare o potenziare i livelli di

autonomia. Garantiscono un apertura per almeno 35 ore settimanali per 235 giorni all’anno.

Ristrutturazione stabile di Gandino con l’obiettivo di ampliare l’accreditamento a n. 30 posti

Sperimentare forme flessibili finalizzate al sollievo, come previsto dalla Delibera regionale del 8501 del

26 Novembre 2008 (allegato 17 punto 4).

Soggetti disabili gravi di età superiore ai 18 anni e, di norma, sino ai 65. In casi eccezionali possono

essere accolti, su segnalazione del servizio UONPIA, anche minori.

A Nembro sono presenti 31 utenti di cui 2 a part-time e un residente altro ambito.

A Gandino sono presenti 21 utenti di cui 2 part-time. E’ presente lista d’attesa a Gandino per n. 2 posti.

Stima immobile di Gandino per eventuale vendita /o ristrutturazione a carico dei comuni (ivi compreso il

2° piano ) per consentire la domanda di accreditamento e n. 30 posti.

Sperimentazione di maggiore flessibilità attraverso l’ampliamento delle giornate e degli orari di apertura .

Delibera della giunta Regionale n. 18334 del 23 luglio 2004.

Convenzione Assemblea dei Sindaci – Cooperativa la Fenice stipulata il 15/06/06 per il periodo

01/07/2006-30/06/12. Carta dei servizi predisposta dall’ente accreditato.

I CDD sono gestiti dalla Cooperativa “la Fenice” accreditata dall’ASL con specifica delibera

· Incontri, indicativamente semestrali, di programmazione e verifica del progetto individuale tra gli

operatori del CDD e le Assistenti Sociali dei comuni.

· Progetto educativo e gestionale predisposto annualmente dalla cooperativa e presentato e approvato

dall’Assemblea dei Sindaci.

· Incontri periodici del Comitato (formato da rappresentati politici, tecnici, genitori e cooperativa).

· Vigilanza da parte dell’ASL

· Incontro annuale di monitoraggio tra AS, Società e CDD

Andamento della casistica:

Anno 2006 2007 2008

utenti 48 50 52

La retta sociale giornaliera prevista per l’anno 209 è pari a € 36,80 (di cui € 9,40 a carico della famiglia)

più € 20.000,00 quale contributo alla vacanza di sollievo per complessivi € 362.136,00. Sono inoltre

previsti € 74.300,00 per organizzazione trasporti

D.11 RESIDENZIALITA’

Caratteristiche e finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni/ interventi

Riferimenti normativi/amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Prospettive e Piano economico finanziario

Interventi di sostituzione del nucleo familiare realizzati attraverso l’inserimento in una struttura

residenziale: Appartamenti protetti, Comunità Socio-Sanitaria (CSS), Residenza Sanitaria Disabili (RSD),

o Istituto. Queste strutture rispondono ai bisogni primari, assistenziali, educativi e di socializzazione.

Per particolari situazioni è possibile prevedere la frequenza diurna di una comunità alloggio.

Approvazione regolamento che definisca criteri di accesso, consideri la disabilità acquisita e la

compartecipazione alle spese.

Sperimentazione di nuove modalità per far fronte al bisogno di residenzialità (RSA- badanti).

Regolamentazione e/o revisione dei progetti diurni in comunità.

Sono inseriti disabili di età compresa fra 18 e 55 anni, per i quali la famiglia non è più in grado di

garantire la cura e l’assistenza necessari. In casi di eccezionalità e su segnalazione del servizio UONPIA

l’intervento può essere attivato anche per minori.

Costituzione gruppo di lavoro tecnico-politico per definizione regolamento unico.

Accordo con almeno una RSA per piccolo nucleo di disabili adulti

Promozione bando “buono badanti”

Incontri vigilanza- Asl per verificare modalità organizzative relative ai progetti diurni

Piano Socio-Assistenziale 1988/90. Delibera della Regione Lombardia 18333 del 2004 e delibera 19874

del dicembre 2004.

Carta dei servizi delle singole cooperative-enti.

Segnalazione delle necessità e valutazione del bisogno da parte del servizio sociale comunale.

L’inserimento viene effettuato dalla Società tenendo conto degli accordi con i singoli enti-cooperative.

Accordi annuali con singoli enti-cooperative: Coop. Chimera, Coop. La Fenice, Coop. Namastè,

Cooperativa Sociale Lavoro Valle Seriana, Fondazione Giovanni XIII autismi e terapie, Consorzio La

cascina per interventi di residenzialità.

Incontri a cadenza almeno annuale di verifica della progettualità in atto tra l’ente inviate,operatori della

società e della struttura, utente e genitori e/o tutore.

Definizione di progetto personalizzato per ogni utente e relazione annuale dell’ente accogliente

Andamento della casistica:

Anno 2006 2007 2008

utenti 46 51 55

Per l’anno 2009 è prevista una spesa pari a € 1.075.580,00 (995.000,00 Comunità e 80.580,00 Piario)

D.12 SOLLIEVO E TEMPO LIBERO

Caratteristiche e finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni/ interventi

Riferimenti normativi/amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Prospettive e Piano economico finanziario

Mantenimento- potenziamento dell’esperienza in atto attraverso il reperimento di risorse alternative al

fondo sociale potenziando le collaborazioni tra e con le associazioni;

Il servizio STL è rivolto prioritariamente a disabili frequentati il servizio PMT o i corsi FLAD.

Le esperienze di sollievo sono rivolte a famiglie di disabili minorenni o maggiorenni a seconda della

specificità progettuale.

Partecipazione al bando provinciale annuale della provincia relativo al sollievo per famiglie con disabili.

Accordi con le associazioni che prevedano la partecipazione a bandi pubblici o privati, per l’accesso a

finanziamenti a servizi finalizzati al sollievo.

Accordi annuali con: Associazione Volontariato Valle Seriana per esperienze estive di vacanza, gruppo

Ge.di per STL e domeniche di sollievo, Associazione l’Orizzonte per tempo libero e domeniche sollievo,

Gruppo Noialtri per progetti domeniche insieme e mini-vacanza, Cooperativa S Martino per STL e

servizio socio-educativo, cooperativa la Fenice per vacanza CDD

Relazione annuale di verifica degli interventi attivati.

Mantenimento incremento numero partecipanti alle attività

Andamento casistica servizio tempo libero:

Anno 2006 2007 2008

utenti 34 33 34

Interventi sollievo :

Anno 2006 2007 2008

utenti 112 128 131

Per l’anno 2009 è prevista una spesa pari a:

· € 13.500,00 per il servizio tempo libero

· € 17.000,00 per i raccordi con le associazioni di volontariato

Il servizio tempo libero (STL) integra l’offerta di tipo socio-occupazionale curando la socializzazione e il

versante ludico ricreativo durante l’anno e prevede un potenziamento nei periodi estivi e di vacanza.

Gli interventi di STL vengono affiancati dalle iniziative e dalle attività delle associazioni di volontariato

presenti sul territorio che, con specifici accordi, attuano interventi di sollievo domenicale o esperienze

estive di vacanza. Le segnalazioni provengono sia dai Servizi Sociale Comunale che dal Servizio

UONPIA.

D.13 AMBULATORIO HANDICAP

Caratteristiche e finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni/ interventi

Riferimenti normativi/amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Prospettive e Piano economico finanziario

Ambulatorio dove sono presenti medici specialisti: neurologo, psichiatra, fisiatra, cardiologo,

endocrinologo-dietologo, in fasce diverse e con cadenza settimanale o mensile, al fine di costituire un

riferimento costante per i medici di assistenza primaria e le famiglie, nella cura e nel controllo delle

patologie correlate alla disabilità.

Attivazione del servizio che dovrà prevedere la presenza stabile dello stesso specialista.

Individuazione della struttura.

Apertura di una cartella sanitaria per ogni disabile

Disabili adulti 18-55 anni.

Definizione accordi con l’ASL e Aziende Ospedaliere per la messa a disposizione di specialisti.

Organizzazione strutturale e logistica dell’ambulatorio.

Accordo/convenzione dell’Assemblea dei Sindaci con l’ASL e le strutture ospedaliere coinvolte.

Organizzazione degli accessi attraverso CUP gestito dalla Società

Anno 2009: avvio contatti con ASL e aziende ospedaliere

Anno 2010: avvio attività ambulatorio

Entro triennio presa in carico di tutte le famiglie dei disabili richiedenti il servizio.

Nel 2009 non sono previsti oneri economici.

7. AREA PSICHIATRIA

PREMESSA

La salute mentale è il prodotto di un delicato equilibrio tra le varie dimensioni della vita della

persona (da quella strettamente biologica della salute a quella sociale, lavorativa, relazionale e

amicale ) che si snoda attraverso tutto l'arco dell'esistenza, interessando trasversalmente tutte le età

e tutte le condizioni sociali..

Poiché l'emergere della malattia mentale induce la persona ad interrompere i rapporti con la realtà

quotidiana e ad isolarsi, la tutela della salute mentale è un processo complesso e

multidimensionale che si costruisce nel continuum tra intervento terapeutico – riabilitativo a

valenza sanitaria ed intervento socio- assistenziale a valenza “ comunitaria”.

Vale a dire che se le istituzioni psichiatriche si configurano come i luoghi della cura (aree

riabilitative intermedie in cui il paziente sperimenta in una dimensione protetta le proprie

capacità) deve esserci un “oltre” rappresentato dalla società civile che si rende disponibile ad

accogliere e ristoricizzare la persona nelle tre dimensioni fondamentali dell'avere relazioni

sociali, dell'abitare e del lavorare restituendola concretamente al suo status di cittadino.

Diventa quindi prioritario, al termine di ogni percorso sanitario, attivare una rete di soggetti,

istituzionali e non, che permettano al paziente di sperimentare i risultati da lui raggiunti al

termine delle cure.

Tali risultati per il paziente psichiatrico coincidono con la ri-acquisizione della capacità di

“esserci” partecipando a quei momenti di vita quotidiana e comunitaria che sono propri di ogni

realtà locale.

Ma nel contempo va presidiata e sviluppata, nel tessuto sociale, una nuova cultura della salute

mentale, che travalichi lo stigma della malattia.

QUADRO RIASSUNTIVO DEGLI INTERVENTI

L'utenza seguita dal C.P.S. di Nembro, lo scorso anno è di 2.871 persone, di cui 1.477 hanno

comportato la “presa in carico” essendo situazioni complesse gestite multidisciplinariamente da

tutta l'equipe. Gli interventi del Servizo Sociale sono stati 1.659 rivolti a 419 pazienti

Strutture residenziali e/o semiresidenziali:

Comunità RIABILITATIVA ad ALTA ASSISTENZA di Piario, CRA;

Comunità PROTETTA MEDIA ASSISTENZA di Alzano L.do, CPM;

Struttura di Vertova: Comunità Psichiatriche (CRM, CPM, CPA) e riabilitazione di

mantenimento;

Strutture esterne U.O. Residenziali e semiresidenziali accreditate e non;

Interventi territoriali;

Centro Diurno di Nembro

CRA

COMUNITA'

PROTETTA CENTRO DIURNO

STRUTTURE

ESTERNE

STRUTTURA

VERTOVA

utenti interventi utenti interventi utenti interventi utenti utenti

2006 26 8913 26 6313 87 2839 22 24

2007 21 9477 21 8142 78 2904 22 27

2008 12 10764 29 5562 61 2873 22 23

Progetti territoriali:

- progetti occupazionali;

- progetti risocializzanti/assistenziali (con Ass. INAIL);

- progetti di Assistenza Domiciliare;

- progetti “Sollievo”;

- progetti di orientamento /supporto all’attività lavorativa.

PROGETTI

OCCUPAZIONALI

PROGETTI

RISOCIALIZZANTI

ASSISTENZIALI (con

Ass. INAIL)

PROGETTI DI

ASSISTENZA

DOMICILIARE

PROGETTI

"SOLLIEVO"

PROGETTI DI

ORIENTAMENTO E

SUPPORTO

ALL'ATTIVITA'

LAVORATIVA

2006 26 13 21 13 14

2007 26 11 18 20 13

2008 24 13 26 10 14

TEMATICHE ALL’ATTENZIONE NELL’AREA DI INTEGRAZIONE SOCIOSANITARIA

DELLA PSICHIATRIA

Un tema aperto e cruciale é la residenzialità.

In base alla normative Regionali i pazienti inseriti in strutture sanitarie saranno dimessi dopo 18

mesi (se CRA), oppure dopo 36 mesi (se CPM e CPA).

Per alcuni pazienti pare possibile fare rientro in rientro in famiglia o essere inseriti in percorsi in

autonomia come previsto dalla residenzialità leggera.

Accanto a queste situazioni il Servizio Psichiatrico ha in carico persone di età inferiore ai 60-65

anni che NON potranno fare rientro al loro domicilio in quanto:

- privi di riferimento familiare

- portatori di patologie gravi, tali da richiedere una gestione “istituzionalizzata”

- appartenenti a nuclei familiari o contesti ambientali multiproblematici per i quali sarà

necessario individuare strutture socio-assistenziali ad ALTA ASSISTENZA e BASSA

INTENSITA' RIABILITATIVA

PS.1 PROGETTI SOCIO OCCUPAZIONALI

Caratteristiche e finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni/ interventi

Riferimenti normativi/amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Prospettive e Piano economico finanziario

Potenziare gli interventi in atto

Recuperare nuove risorse in collaborazione con Servizio Società dei Servizi

Ridefinizioni dei progetti annuali con relativo monitoraggio- verifica – eventuali modifiche

Normativa regionale relativa ai Servizi Formativa all’ Autonomia: delibera 007285 del 19/05/2008

Regolamento approvato dall’Assemblea dei Sindaci in data 24/10/2007

Valutazione in èquipe dell'opportunità di attivazione del progetto. Individuazione della risorsa territoriale,

informazione Servizio Sociale competente, incontro di conoscenza del contesto

Verifiche iniziale mensili, successivamente semestrali o comunque al bisogno

Frequenza costante del paziente del contesto e svolgimento della mansione concordata

Definite nel Piano economico generale della Società dei Servizi

Sono progetti che fanno parte integrante del percorso di cura; si collocano nell'area del recupero e

reinserimento del paziente nella realtà sociale.

La finalità è di sostenere il paziente nell'organizzazione e gestione della propria quotidianità, definire una

propria identità sociale e costruire un livello di vita dignitosa

Pazienti in una situazione psicopatologica stabilizzata, con parziale compromissione dei livelli

d'autonomia e tendenza al ritiro sociale. Il paziente mantiene un minimo di abilità lavorative residue

PS.2 ASSISTENZA DOMICILIARE

Caratteristiche e finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni/ interventi

Riferimenti normativi/amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Prospettive e Piano economico finanziario

E' un servizio che ha la finalità di garantire un sostegno al paziente nella gestione della propria

quotidianità, quindi prevede un progetto costruito nel territorio e in specifico nell'ambito di vita

dell'interessato

Pazienti parzialmente autosufficienti a livello psicofisico ma con scarsa capacità organizzativa rispetto

alla quotidianità. Spesso vivono in situazioni di solitudine e isolamento psicologico

Nuclei familiari a rischio di emarginazione.

Potenziare il servizio.

Sistematizzare gli incontri di verifica tra Operatori del SAD e quelli del Servizio Psichiatrico.

Ridefinizione dei progetti annuali con relativo monitoraggio – verifica – eventuali modifiche

Legge 328/00 art. 16.

Regolamento unico SAD approvato dall’Assemblea dei Sindaci il 21/03/2007 e successivamente da ogni

singola Amministrazione Comunale

Valutazione in èquipe dell'opportunità di attivazione del progetto. Coinvolgimento Servizio Sociale

competente e stesura progetto

Nella fase iniziale verifica mensile e poi semestrale.

Rispetto dei parametri concordati per la gestione della quotidianità: spese, tipo di alimentazione e igiene

Definite nel Piano economico di ogni singolo Comune

PS.3 SOLLIEVO

Caratteristiche e finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni/ interventi

Riferimenti normativi/amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Prospettive e Piano economico finanziario

La caratteristica prioritaria di questo intervento è di far sperimentare momenti/ spazi di vita autonoma a

pazienti e familiari. La finalità è duplice: ai pazienti offrire l'opportunità di vivere momenti ricreativi e ai

familiari di riappropriarsi di spazi “privati”

Pazienti gravemente compromessi nelle capacità relazionali e sociali

Potenziare questo intervento in quanto richiesto, soprattutto dai familiari.

Coinvolgere pazienti nuovi e in carico da poco tempo al servizio

Riproporre interventi individuali per le situazioni in cui il livelli di regressione è elevato

Predisposizione progetto prevedendo momenti socializzanti serali (limitate nel tempo) e giornate intere

(es. domenica)

Indicazione Provincia e programmazione Piano di Zona

Coinvolgimento di un Operatore esterno al Servizio Psichiatrico come strumento per attivare relazione

non medicalizzate. Coinvolgimento dei volontari dell'Associazione “ L'orizzonte”

Verifica trimestrale con il coinvolgimento dei volontari dell' Orizzonte.

Partecipazione dei pazienti alle iniziative. Diminuzione delle richieste da parte dei familiari

Definite nel Piano economico generale della Società dei Servizi

PS.4 ADOLESCENTI

Caratteristiche e finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni/ interventi

Riferimenti normativi/amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Prospettive e Piano economico finanziario

Progetto gestito dall'Azienda Ospedaliera con la finalità di individuare precocemente i disturbi psichici

gravi.

Adolescenti dai 14 ai 20 anni

Attivare un intervento anche a valenza preventiva

Diagnosi precoce. Intervento di cura (psicoterapia breve) per situazione di disagio non grave,

diversamente invio al servizio Psichiatrico competente

Progetto innovativo sperimentale 2005/2008

Sono previsti colloqui con lo psichiatra, psicologo sia con gli adolescenti che con i familiari.

Sono stati attivati rapporti con Operatori scolastici e psicosociali della zona

Customer satisfation rivolti agli adolescenti e genitori.

Equipe settimanale per discussione casi clinici e monitoraggio progetto

Prosecuzione del progetto per il triennio 2009/2011

PS.5 LA PSICHIATRIA INCONTRA LA MEDICINA DI BASE: come lavorare insieme a partire

dalle prime visite

Caratteristiche e finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni/ interventi

Riferimenti normativi/amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Prospettive e Piano economico finanziario

Progetto gestito dall'Azienda Ospedaliera con la finalità di migliorare la collaborazione tra i

Medici di Medicina Generale di Rete e Servizi per la salute Mentale e per orientare la scelta del

programma terapeutico più opportuno a partire dalla prima visita.

Medici di Medicina Generale attivi nel territorio del DSM

Favorire l'accesso dell'utenza e l'omogeneità dell'intervento

Formare i Medici di base a riconoscere precocemente il disturbo psichico e ad attivare con rapidità

interventi terapeutici. Migliorare l'appropriatezza delle risposte

Interventi clinici di consultazione

Interventi formativi sui Medici di Medicina Generale di rete individualmente o di gruppo

Interventi di pubblicizzazione e produzione di Protocolli d'intesa tra Servizi

Progetti innovativo sperimentale della Regione

Riunioni d'èquipe settimanali - Riunioni con strutture sanitarie ed altri Enti

Riunioni di èquipe a cadenza mensile per il coordinamento

Riunioni d'èquipe équipe

Customer satisfaction famiglie del paziente e agli Operatori

Costo preventivato 124.000 euro annuali, stanziati dalla Regione per tutto il DSM

PS.6 “LAVORO & PSICHE”

Caratteristiche e finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni/ interventi

Attività/azioni/ interventi

Riferimenti normativi/amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Prospettive e Piano economico finanziario

Il Piano Regionale per la Salute mentale indica l'obiettivo di promuovere,nell'ambito dei Organismi di

coordinamento per la Salute Mentale progetti per favorire l'integrazione lavorativa di persone affette da

disturbi psichici

Sono 150 pazienti in trattamento presso i C.P.S della Lombardia. Nel nostro DSM verranno individuati 15

utenti, più 15 casi/controllo

Favorire l'integrazione lavorativa

Mettere in rete le risorse del territorio

Stimolare una cultura della riabilitazione attraverso il lavoro

Percorsi di integrazione lavorativa sulla base del Pian di Trattamento Individuale , centrato

sull''approccio multidimensionale alla malattia mentale .

Si prevede il coinvolgimento della Cooperazione sociale , delle Aziende e dell'Ente Pubblico

Bando Fondazione Cariplo in collaborazione con la Regione Lombardia

Individuazione di un Tavolo Tecnico territoriale per la gestione del progetto complessivo: individuazione

di educatori nel ruolo del Coach e definizione di progetti individuali per l'inserimento lavorativo

Studio randomizzato e ricerca da parte dell'Istituto “ALA” dell'Ospedale Sacco di Milano

Incontri periodici del tavolo Tecnico per monitoraggio progetto

E' previsto un budget stanziato dalla Fondazione Cariplo” che verrà definito a seguito del progetto

complessivo.

PS.7 MATTONE SOLIDALE

Caratteristiche e finalità

Destinatari

Obiettivi del triennio

Attività/azioni/ interventi

Riferimenti normativi/amministrativi

Modalità di gestione

Modalità di verifica e/o indicatori di risultato

Prospettive e Piano economico finanziario

Promuovere la permanenza all’interno della propria rete territoriale di soggetti con disagio psichico

individuando soluzioni abitative idonee e strutturando percorsi di accompagnamento abitativo, gestionale,

sociale.

Potenziamento del servizio in atto attraverso :

· mantenimento del sostegno e accompagnamento domiciliare (nei primi 2 anni);

· messa a disposizione di due alloggi per inserimento temporaneo;

· attivazione di percorsi di inclusione sociale :tempo libero e reti di sostegno sociale (terzo anno).

L’intervento è rivolto a pazienti psichiatrici di età compresa tra i 25 e i 45 anni che presentano una

situazione clinica stabilizzata.

L’invio avviene attraverso il CPS.

Partecipazione al bando di Housing Sociale della Fondazione Cariplo.

Ristrutturazione di due alloggi messi a disposizione dal Comune di Nembro.

DGR n. 4221/07 relativa al riordino della residenzialità psichiatrica

Il progetto è realizzato dalla Cooperativa Chimera secondo le linee di indirizzo definite da un gruppo di

lavoro composto dal Centro Psico-Sociale e dall’Amministrazione Comunale di Nembro,

dall’Associazione “L’Orizzonte” e dalla cooperativa stessa.

Gruppo di progettazione, che a cadenza bimensile effettua monitoraggio generale del progetto e definisce

orientamenti e strategie.

Verifica tecnico-educativa dei singoli interventi a cadenza mensile, tra cooperativa e CPS.

Andamento della casistica:

Anno 2006 2007 2008

utenti 2 7 6

Il progetto sarà attuato solo in presenza del finanziamento Fondazione Cariplo dove è previsto un cofinanziamento

da parte del fondo sociale

8. AREA MINORI

IL BEN-ESSERE DEL MINORE

Se il modo migliore per costruire il futuro è strettamente connesso alla possibilità per i bambini di

crescere in contesti che favoriscano per loro migliori opportunità la salvaguardia delle condizioni

in cui la crescita avviene deve diventare una responsabilità primaria per il mondo degli adulti.

I bambini si aspettano ed hanno al contempo il bisogno ed il diritto di ricevere dal loro contesto

familiare e sociale quelle attenzioni, quelle cure, quegli affetti necessari per la loro crescita

affettiva e relazionale.

E’ necessario perciò riconoscere al bambino il diritto di “vivere nel miglior modo possibile”

ponendolo nelle condizioni di sviluppare la proprie autonomie avvalendosi anche delle

opportunità che le relazioni con soggetti significativi possono offrire.

In quest’ottica le iniziative promosse sul territorio in quest’ambito si sono orientate da una lato

verso il potenziamento del capitale personale di cui ogni bambino dispone per fronteggiare i

compiti e le sfide della vita quotidiana e dall’altro verso la costruzione ed il consolidamento di

capitale sociale tra le risorse presenti sul territorio che sono chiamate sempre più a collegarsi in

rete per rendere più efficace la loro azione.

Le iniziative di questi ultimi anni hanno cercato di muoversi in una logica promozionale tesa a

garantire il miglior benessere possibile per il minore attraverso interventi di affiancamento e di

sostegno alla famiglia, di prevenzione del disagio ottimizzando le risorse economiche e sociali

presenti.

Ciò ha consentito la costruzione di una visione maggiormente unitaria degli interventi nell’area

minori e di sostegno alla famiglia grazie alla presenza di una rete di servizi articolata tra enti di

natura diversa,ma con lo stesso focus di interesse sociale ed educativo legato al benessere

dell’intera comunità.

L’ambito territoriale della Valle Seriana, anche per il prossimo triennio, si prefigge di garantire

interventi e servizi che, in una logica promozionale, affianchino la famiglia nell’espletamento

della propria funzione di crescita dei figli. A tal fine la Società in stretta collaborazione con le

Amministrazioni comunali, gli istituti scolastici, il privato sociale e l’associazionismo realizza

interventi e servizi quali:

· I Servizi per l’infanzia;

· I Titoli sociali:

· Gli spazi aggregativi diurni;

· Il Servizio Famiglia;

· Il progetto “Conflittualità e crisi coniugale familiare”;

· Il progetto “Adolescenti, orientamento e dispersione scolastica”;

· Il progetto intercultura;

· Il Servizio Affidi e reti familiari.

La prospettiva prevede, oltre al consolidamento qualitativo e quantitativo di quanto messo in atto

fin’ora, una particolare attenzione nel proporre iniziative a valenza preventiva, ricordando che il

termine prevenzione può assumere anche un’accezione legata all’evitamento dell’aggravamento di

determinate situazioni e non solo quindi all’impedimento del loro verificarsi.

Si prevede pertanto il rafforzamento delle iniziative miranti a sostenere le famiglie che fruiscono

di servizi che concorrono a conciliare i tempi di lavoro con quelli rivolti alla cura, all’accudimento

e all’educazione dei figli (Servizi per l’infanzia, Buoni e Titoli sociali), confermando da una parte

il progetto relativo ai nidi in rete e dall’altra rivedendo il regolamento relativo alle rette.

Particolare attenzione verrà dedicata a coloro che all’interno di un rapporto di coppia stanno

attraversando momenti di crisi e di conflittualità

L’attività del Servizio Famiglia, avviata nel 2005, nelle sue tre azioni (per singoli/coppie e

famiglie, per la Comunità e per la sua scuola) è ormai in fase di consolidamento. Nel corso del

2008 l’attività è stata potenziata con l’avvio di un progetto specifico dedicato alla Conflittualità e

alla Crisi Coniugale-Familiare. Tale progetto, proposto e co-finanziato dalla Comunità Montana

Valle Seriana, prendendo spunto dall’analisi dei dati di contesto relativi ai divorzi e alle

separazioni, si prefigge, in via sperimentale , di offrire un sostegno alle coppie in crisi e/o in fase

di separazione e ai figli delle stesse affinché la crisi del legame possa essere un momento capace

di far emergere le risorse presenti per rafforzare i legami stessi, oppure condurre ad una

separazione della coppia facendo però sì che nella stessa non venga meno comunque l’esigenza di

interpretare in modo costruttivo il proprio ruolo genitoriale. La progettualità mira anche a

sperimentare momenti formativi all’interno di contesti (scuola, associazioni, territorio) nei quali

si prepara da lontano la costituzione e lo sviluppo delle relazioni di coppia.

Obiettivo del triennio è la valutazione della possibilità di richiedere l’accreditamento del Servizio

famiglia come consultorio familiare oltre che verificare la fattibilità di proseguire l’azione di

potenziamento avviata per il sostegno alle coppie in crisi coniugale famigliare.

La crescente complessità delle situazioni rende ormai assolutamente necessaria la costruzione di

alleanze tra gli interlocutori adulti, specie quelli che svolgono funzioni educative, per trovare

sinergicamente proposte/risposte che consentano di anticipare il crearsi di situazioni di emergenza.

Si stanno muovendo in questa direzione l’azione di rete prevista a diversi livelli dal “Progetto

Adolescenti, orientamento e dispersione scolastica”, così come la particolare attenzione rivolta

alla promozione di piccole imprese di comunità a livello comunale legate alle esperienze degli

spazi aggregativi diurni (laboratori extrascolastici), che coinvolge le diverse agenzie educative

presenti .

Inoltre , il progetto “Adolescenti, orientamento e dispersione scolastica” avviato in collaborazione

con la Comunità Montana si prefigge l’obiettivo di affrontare il tema dell’orientamento (in prima

battuta focalizzando l’attenzione sul passaggio dalla scuola secondaria di primo grado a quella di

secondo grado) e quello del contrasto al fenomeno della dispersione scolastica, quali nodi cruciali

in relazione alle problematiche individuate per questa fascia di età. Questo particolare progetto,

unitamente alle proposte di intervento all’interno di gruppi classe delle scuole secondarie di primo

grado proposte dal Servizio Famiglia ha anche l’obiettivo di consolidare le collaborazioni con gli

istituti scolastici attraverso interventi che vadano oltre la presa in carico della singola situazione.

Obiettivo del triennio è quella di favorire l’avvio di un lavoro di osservazione e coordinamento

delle diverse esperienze presenti sul territorio rivolte a giovani ed adolescenti, attraverso la

creazione di un osservatorio per le politiche adolescenziali e giovanili.

La costruzione di alleanze tra i diversi interlocutori deve accompagnare anche l’azione di coloro

che nel territorio a diverso titolo esprimono attenzione e sensibilità rispetto alle tematiche

dell’affido, dell’accoglienza. In questa direzione oltre al consolidamento dell’attività del Servizio

Tutela Minori deve essere potenziata l’azione del Servizio Affidi affinchè, in collaborazione con

le Reti familiari ,il mondo dell’associazionismo possa proseguire l’azione di sensibilizzazione alle

tematiche dell’accoglienza e dell’affido, il “reperimento” ,il sostegno e l’accompagnamento delle

famiglie affidatarie (anche attraverso l’esperienza del gruppo mutuo auto aiuto).

Obiettivo del triennio è pertanto, oltre al consolidamento dell’attività di raccordo delle realtà

presenti sul territorio dedite alle tematiche dell’accoglienza, il potenziamento dell’attività del

Servizio Affidi attraverso l’aumento del monte-ore del personale dedicato.

Il processo di integrazione dei minori stranieri e delle loro famiglie nel nostro territorio ha visto in

questi anni realizzarsi azioni volte a facilitare le relazioni degli stranieri con i vari contesti sociali

ed istituzionali.

L’ambito principale di intervento ha sicuramente riguardato la scuola, luogo nel quale attraverso

la mediazione culturale si è cercato di favorire i processi di integrazione dei neo-arrivati, le azioni

volte a favorire la comunicazione con le famiglie, gli interventi mirati nella fase dell’orientamento

dei minori oltre che il sostegno all’alfabetizzazione di II livello.

Per il prossimo triennio l’operatività dovrà ampliare le sue azioni. Si prevede la costituzione di un

gruppo di lavoro afferente al tavolo minori dedicato alle questioni degli stranieri, la definizione

all’interno della Società di un’equipe stabile dedicata a tale ambito che opererà in stretto raccordo

con la cooperativa Interculturando, anche attraverso le attività dell’agenda interculturale.

LA TUTELA DEL MINORE

Quando un minore non riceve nel suo contesto familiare quelle attenzioni capaci di favorirne

un’adeguata crescita emotiva ed affettiva, quando non gli sono garantiti il benessere necessario

per crescere, il diritto alla cura, alla protezione, è indispensabile attivare un’azione di tutela nei

suoi confronti perché in quella situazione , in quel momento, i suoi famigliari non appaiono in

grado di essere “sufficientemente buoni” per lui. Di fronte a situazioni di grave incuria, di

maltrattamento, abuso, gravissime conflittualità intrafamigliari e stati di abbandono si rende

quindi necessario attivare interventi a tutela del minore che si realizzano attraverso due azioni

congiunte: la prima tesa a garantire i diritti di cura e protezione del minore e la seconda orientata

alla “cura” della sua famiglia d’origine attraverso azioni di supporto, sostegno, cura, integrazione,

accompagnamento e sostituzione.

Questi interventi si realizzano attraverso l’operato sinergico di una pluralità di soggetti (Ente

Locale, magistratura, forze dell’ordine, scuola, privato sociale, associazionismo, ecc) che

assumono la tutela del minore quale assunto prioritario del loro agire.

Anche per il prossimo triennio, la Società che gestisce direttamente il Servizio Tutela Minori in

stretto raccordo con l’ASL per le funzioni socio-sanitarie, si prefigge la finalità di continuare a

garantire la realizzazione degli interventi necessari alla tutela dei minori in collaborazione con

l’Autorità Giudiziaria Minorile, le Amministrazioni Comunali, la scuola, il privato-sociale

attraverso:

· interventi di sostegno, vigilanza ed indagine psico-sociale;

· interventi di assistenza domiciliare rivolti ai minori;

· interventi di incontri protetti;

· interveti educativi rivolti ad adolescenti (Terre dove andare)

· interventi di affido familiare;

· interventi di inserimento in Centro Diurno Minori;

· interventi di collocamento in Comunità alloggio.

La presa in carico di ogni situazione avviene attraverso la definizione di un piano di lavoro nel

quale sono evidenziati gli obiettivi dell’intervento e gli strumenti adottati per realizzarli.

Al personale del Servizio Tutela Minori sono offerte opportunità formative e la supervisione

utile per attivare quegli interventi delicati e al contempo complessi che rendono necessario in

talune situazioni l’assunzione di decisioni forti. Spesso gli interventi rivolti ai minori sono assunti

a seguito di provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria Minorile; nell’ultimo periodo, la presenza

costante degli avvocati all’interno dei procedimenti giudiziari minorili richiede che accanto alla

formazione e alla supervisione si valuti l’opportunità di offrire agli operatori la consulenza legale

a supporto dell’operatività.

Obiettivo del triennio è continuare ad assicurare la puntualità dei monitoraggi, delle vigilanze,

degli adempimenti richiesti dal Tribunale e dell’attivazione degli interventi previsti nei Decreti.

Questo è reso possibile dalla presenza di un’equipe multidisciplinare dedicata (assistente sociale e

psicologo) con a disposizione le risorse umane ed economiche necessarie per garantire una

puntuale presa in carico.

Per tale motivo è necessario definire accordi con l’ASL, rispetto alla figura dello psicologo, che

mantengano le attuali collaborazioni rispetto sia alle funzioni che al monteore.

La presa in carico del caso prevede, dopo una fase di approfondimento e di valutazione della

situazione, l’attivazione di interventi quali l’ADM, il Centro diurno Minori, l’affido familiare, le

Comunità Alloggio. L’operatività è stata orientata nel trovare risposte finalizzate alla tutela del

minore inserito all’interno di famiglie “difficili” e/o multiproblematiche.

A fronte di un incremento delle situazioni di minori stranieri presi in carico dal Servizio Tutela si

è reso necessario attivare ed acquisire maggiori competenze , anche attraverso l’attivazione della

mediazione culturale finalizzata a supportare gli operatori psico-sociali fornendo loro strumenti

per migliorare la comprensione di norme, modelli educativi e relazionali che fanno riferimento a

contesti culturali diversi.

Così come l’aver rilevato all’interno del servizio tutela minori l’aumento delle situazioni di

adolescenti che stanno transitando verso l’età adulta manifestando difficoltà di tenuta nei percorsi

scolastici e/o lavorativi, difficoltà di relazione all’interno dei contesti famigliari e assunzione di

comportamenti devianti e a rischio, ha richiesto di sperimentare nuove modalità di intervento

rivolte a coloro che si trovano dentro processi di interruzione ed espulsione dai vari contesti.

(Terre dove andare, Sol). L’obiettivo è di integrare a queste tipologie di intervento azioni che

permettano di intercettare le possibili situazioni di “crisi” e “conflitto” in una fase più prec